La libertà è partecipazione, cantava Giorgio Gaber in una canzone che è stata per mesi una sorta di tormentone della campagna elettorale di Giuliano Pisapia. Il concetto di politica diffusa ha funzionato in modo esemplare, almeno fino al giorno del voto. Molti ora si chiedono come proseguiranno questi concetti una volta che la macchina è entrata a regime. Le Officine per la città lavoreranno ancora? Un primo segnale però arriva proprio da palazzo Marino, dove sembra che anche le sedute consiliari tornino a essere un ulteriore elemento di partecipazione. La notizia arriva direttamente dal neo Sindaco, che attraverso i social network più importanti ha diffuso questo breve comunicato:
Carissimi, lunedì 20 giugno dalle ore 16,30 si riunirà per la prima volta il nuovo Consiglio Comunale di Milano. Vogliamo che le sedute del Consiglio Comunale tornino ad essere un ulteriore elemento di partecipazione che coinvolga tutta la città. Per questo in Piazza San Fedele verrà installato un maxi schermo e in Piazza Scala un impianto voce che permetterà a tutti di seguire i lavori del Consiglio. Mi piacerebbe, ancora una volta, vedere le due piazze piene di cittadini milanesi che vogliono, insieme a me, cambiare Milano. Vi aspetto. Con affetto, Giuliano
E per chi non potrà scendere in piazza ma vuole assistere ai lavori, ci sarà la diretta su web. E’ questa vera partecipazione? Solo il tempo lo dirà, ma come minimo una dimostrazione di trasparenza, ma per il resto il lavoro da fare per mantenere le promesse è tanto.
Sarà Giulio Tremonti a dover decidere come il comitato organizzatore di Expo 2015 dovrà procurarsi le aree utili per sviluppare il progetto previsto per l’Esposizione Universale. Il Ministro del Tesoro, che nelle scorse ore aveva espresso il proprio scetticismo sul cantiere milanese, sarebbe stato chiamato in causa per raggiungere un accordo tra Comune, Provincia e Regione.
Secondo quanto pubblicato da affaritaliani.it i tre esponenti del Popolo della Libertà Letizia Moratti, Guido Podestà e Roberto Formigoni disporrebbero di bilanci sufficientemente positivi per investire nelle aree di Expo 2015.
Dei tre chi dovrà tirare, con molta probabilità la cinghia, sarà il Governatore Formigoni che nell’ultima assemblea dei soci era stato designato come acquirente principale dei terreni sui quali edificare gli edifici per l’Esposizione Universale.
Continua a leggere: Expo 2015: sull’acquisto delle aree decide Giulio Tremonti
Milano apre agli altri culti. Martedì sera è arrivato il voto a sorpresa del consiglio che - in materia di futuri assetti urbanistici - approva due emendamenti presentati da Rifondazione, destinati a far discutere. Il primo prevede la costruzione di “luoghi di culto per tutte le religioni” mentre il secondo prevede “la garanzia di luoghi di culto per tutte le religioni rappresentate in città”. Moschee, sinagoghe, templi e monasteri buddisti…
Una differenza sottile quella che corre tra i due emendamenti, ma la sostanza la riassume con soddisfazione la prima firmataria di entrambe le modifiche al Progetto di Governo del Territorio originale (approvato nel luglio scorso) Patrizia Quartieri di Rifondazione: “Con queste modifiche garantiamo il diritto di culto a tutti, anche a chi prega nelle moschee”.
La stessa Quartieri ha anche presentato un terzo emendamento in cui proponeva l’individuazione di un area destinata alla sosta e al transito dei Nomadi. Emendamento approvato con 11 voti a favore e 9 contrari. Ora inizia la battaglia per stabilire quale sarà. Prevedibile epidemia di nimby - not in my backyard - in vista.

Sta per essere lanciato il nuovo PGT (Piano di Governo del Territorio), uno strumento importante che indirizzerà tutte le prossime scelte di trasformazione urbana fino al 2030. Cinque le regole base del nuovo Piano secondo l’assessore Masseroli: “ Non si consumerà nuovo suolo, si preserverà la presenza dell’agricoltura in città, si tuteleranno i quartieri storici e gli ambiti paesaggistici, si costruirà e si ristrutturerà a emissioni zero e si incentiverà la diffusione e la varietà dei servizi destinati al cittadino”. Bei propositi che vengono enfatizzati dal claim “Milano per scelta”.
Con il passaggio in Giunta si apre per il Piano di Governo del Territorio un processo che durerà circa 10 mesi. In questo intervallo di tempo tutta la città sarà coinvolta con varie iniziative. Burocraticamente invece entro la fine di luglio è previsto l’approdo in Giunta delle altre parti del Piano; entro ottobre la discussione in Consiglio comunale, quindi ancora 200 giorni fino all’approvazione finale, prevista nel giugno 2010, dopo le elezioni regionali.
Proprio per coinvolgere i diretti interessati, i milanesi, è stato lanciato il sito “Milano per scelta“, completo con video esplicativi dove si possono scoprire i 15 obiettivi strategici del PGT.
La morte di Mike Bongiorno sembra dare una testimonianza concreta di quanto un personaggio televisivo diventi quasi un membro di famiglia, almeno a giudicare dal fermento che si è venuto a creare nei dintorni dell’abitazione milanese del popolare conduttore televisivo.
Mentre la famiglia è già rientrata in città, si stanno svolgendo le operazioni di rito per il rientro del feretro a Milano. La camera ardente dove chiunque potrà dare l’ultimo saluto a Mike sarà allestita con ogni probabilità all’interno del Palazzo della Triennale, a partire da domani mattina. Facile prevedere una grande affluenza di personaggi noti del mondo della televisione, di politici, di semplici spettatori televisivi e degli immancabili curiosi.
Nonostante la proposta avanzata dal presidente del Consiglio Comunale Manfredi Palmieri, la salma non sarà tumulata nel Famedio del Cimitero Monumentale, dove riposano i “grandi” di Milano, ma sarà sarà sepolto nel cimitero di Arona, in provincia di Novara, comune sul lago Maggiore, città molto amata da Bongiorno.
Una volta per l’8 marzo si regalavano rametti di mimosa, un gesto che non tutte le donne apprezzano allo stesso modo, ma che almeno pare un pensiero gentile. Oggi c’è il gadget antistupro, la bomboletta di spray al peperoncino, omaggio del neonato movimento Nordestra, un nome che dice tutto rispetto alla sua collocazione politica e quindi alle sue posizioni nei confronti del tema per la sicurezza.
Il kit sarà donato dall’ex espnente di An, Carla De Albertis, durante il giorno della festa della donna in gazebo rosa che sarà posizionato in piazza Cordusio. Completano il corredino un fischietto e un manuale con le istruzioni di base per la difesa personale. Rivendica l’idea del dono “utile” anche il presidente della Lega Nord del Consiglio Comunale, Matteo Salvini.
Chissà se è buono anche per condire la pasta?
Foto | Mediaweb

Non ha forse ricevuto tutta l’attenzione che merita, ma in queste settimane il consiglio comunale sta discutendo un provvedimento in grado di decidere le sorti della città per i prossimi decenni: si tratta del documento di inquadramento del Piano di Governo del Territorio, ultima creatura dell’assessore all’urbanistica Carlo Masseroli. Ne abbiamo discusso con Francesca Zajczyk che, oltre ad essere consigliere comunale del Partito Democratico, è anche ordinaria di Sociologia Urbana all’Università di Milano Bicocca: dopo la prima puntata di ieri, ecco il seguito.
Professoressa Zajczyk, la giunta sostiene che una densificazione sarebbe auspicabile per richiamare in città quegli abitanti che nel corso degli anni si sono persi a favore dell’hinterland. C’è invece chi, come l’associazione Chiamamilano di Milly Moratti, ha messo in dubbio che questo trend demografico si possa invertire. Secondo lei è realistico prevedere un incremento di 700.000 abitanti per i prossimi decenni?
Intanto che tipo di abitanti? Albertini diceva esplicitamente di volere una popolazione ricca per Milano. La posizione dell’attuale giunta, e in particolarre di Masseroli che appartiene a Comunione e Liberazione, è apparentemente del tutto opposta: si vorrebbe una città con meno disuguaglianze, aperta, che riesca ad attrarre i giovani. Il problema è che i giovani lasciano Milano non solo perché non c’è un’offerta di case accessibile alle giovani coppie, ma anche perché la città non offre tutta una serie di elementi di qualità, che hanno a che fare con i servizi e con l’ambiente, che fuori città è più facile trovare.

Il progetto dell’assessore all’urbanistica Masseroli di portare a 2 milioni il numero di abitanti di Milano entro il 2030, alzando contemporaneamente gli indici di edificabilità da 0,65 a 1, ha fatto molto discutere nelle ultime settimane, anche qui su 02blog. Abbiamo chiesto un’opinione sul nuovo documento di inquadramento del Piano di Governo del Territorio a Francesca Zajczyk, nella sua doppia veste di ordinaria di Sociologia Urbana all’Università di Milano Bicocca e di consigliere comunale del Partito Democratico. Oggi la prima puntata dell’intervista, che avrà un seguito domani.
Professoressa Zajczyk, l’assessore all’urbanistica Masseroli ha presentato il suo progetto per la Milano del 2030, puntando tutto su una densificazione della città che la porti a invertire il declino demografico e a raggiungere la soglia dei 2 milioni di abitanti. A lei l’idea di una Milano più densamente popolata, in linea di principio, sembra positiva?
Il problema non va posto in questi termini. Si tratta piuttosto di chiedersi come la città possa reagire a un incremento così consistente, soprattutto dal punto di vista della qualità della vita.
E’ dell’Assessore all’Arredo e Decoro urbano il record di presenze in consiglio comunale tra il 23 giugno 2006 al 28 luglio di quest’anno. Cadeo ha infatti totalizzato 124 presenze su 164 sedute del consiglio.
I dati, diffusi dal presidente del consiglio comunale Manfredi Palmieri, collocano al secondo posto l’assessore/vicesindaco De Corato, con 108 presenze; al terzo Carlo Masseroli, assessore allo Sviluppo del Territorio, che totalizza 98 sedute; ultimo in classifica Andrea Mascaretti, titolare delle politiche del Lavoro, che ha preso parte a 52 sedute.
Ieri la Giunta di Milano ha approvato definitivamente il progetto Citylife per la riqualificazione dell’area della vecchia Fiera di Milano. Si tratta, forse, dell’ultimo passaggio di approvazione formale del progetto, poi partiranno i lavori, con già qualche anno di ritardo rispetto alle previsioni iniziali. Ciò che scatena le ultime polemiche, in questi giorni, è il fatto che il Consiglio Comunale non è stato chiamato a dibattere né a pronunciarsi sul progetto: secondo una recente legge urbanistica regionale, infatti, questo potere spetta solo alla Giunta.
Niente di sconvolgente in sé: non è la prima volta che ciò accade. Ciò che stupisce di più è invece considerare che solo due mesi fa la Lega Nord (che fa parte della Giunta) invocava per i grattacieli di Citylife – insieme a Sgarbi – addirittura un referendum civico. Sgarbi si sa che fine ha fatto. La Lega invece è passata dalla proposta del referendum (ovvero la consultazione di più di un milione di persone) all’approvazione da parte dei pochi membri della Giunta.
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