
La Stazione Centrale aveva decisamente bisogno di un restyling e, dopo anni di lavori, sembrava che la nuova sistemazione avesse messo d’accordo un po’ tutti, pendolari e viaggiatori occasionali. Ovviamente stiamo parlando della stazione in quanto edificio pubblico e luogo che fornisce servizi, non ci stiamo riferendo alle Ferrovie che invece meritano ben altro discorso.
Su Corriere.it di oggi si legge un articolo invece molto duro secondo cui la stazione sarebbe una sorta di labirinto in cui è impossibile trovare la propria strada, con segnalazioni carenti, scale mobile e tappetti mobili continuamente fuori servizio, toilette a un 1 €.
Ma è così drammatica la situazione? Da viaggiatore occasionale non mi sono trovato così male, ma forse non faccio testo. Ma i pendolari che pensano?
Foto | Flickr
Continua a leggere: Stazione Centrale: è davvero una babele? Che ne pensate?

Incendio all’Odeon: fumo e paura ma i Vigili del Fuoco evacuano il cinema. State guardando 2012, tra i film catastrofici più impressionanti mai girati – vulcani, terremoti, onde gigantesche ecc. ecc. – all’improvviso il cinema si riempie di fumo, fumo vero, iniziate a tossire e a non vedere più nulla…
Dev’essere stata davvero poco simpatica l’esperienza degli spettatori di 2012 all’Odeon ieri sera. Come riporta il Corriere si era sviluppato un incendio nella sala macchine attigua alla sala 3 dell’Odeon che è stata invasa dal fumo.
Grazie al cielo, solo due lievi feriti tra il personale ma nessun intossicato. I cinema sono diventati molto sicuri in questi anni e anche le uscite d’emergenza e le vie di fuga sono ben segnalate; in alcuni multisala filmati appositi spiegano agli spettatori come abbandonare i locali in eventualità simili.
Continua a leggere: Incendio all'Odeon: fumo e paura ma i Vigili del Fuoco evacuano il cinema

Ho appena finito di leggere quest’articolo-denuncia (Milano senza sogni) di Corrado Stajano su Milano. Un’analisi impietosa sull’involuzione della città. La Milano con il cor in man non esiste più, la sua anima sfuma. C’è la Milano del degrado, civico e morale. La Milano che per rilanciare la sua immagine ha bisogno dell’Expo, dai risultati incerti, ma dalle modalità di spartizione della torta sempre uguali a se stesse. Esiste la Milano dei vagoni differenziati per razza (ok, è solo una proposta, ma segnale dei tempi). Una Milano sempre più affarista dove “gli imprenditori si sono assottigliati trasformandosi in finanzieri e in immobiliaristi”.
Insomma su Milano se ne parla, ma mai bene. Era successo anche con Severgnini poco tempo fa che concludeva “Milano, ai forestieri, si presenta fascinosa e sciatta. Ma il fascino alla lunga perde, contro la sciatteria”. Voi cosa ne pensate? Stajano esagera o Milano è davvero una città degradata.

Il nuovo capitolo di Italians ha per la protagonista Milano. Il giornalista, evidentemente segnato da un viaggio metropolitano impervio e ostile, traccia un fil rouge dove il traffico è un elemento di un puzzle che si compone sotto i nostri occhi: doppie file, parcheggi, Darsena e altre spine nel fianco. Uno stralcio:
Grandi progetti andranno a schiantarsi contro piccoli furbi convinti che bloccare corso Lodi per andare al bar sia un diritto costituzionale. (…) Cara Moratti, se Milano non sa impedire certe pessime abitudini, non s’illuda d’introdurre splendidi cambiamenti. Perché avete alzato bandiera bianca sul traffico? Viaggio molto: in nessuna città d’Europa ho visto tanta rassegnazione pubblica e arroganza privata. Neppure a Roma, che è tutto dire.
Il confronto con la Capitale è piuttosto azzardato, a mio parere, e non mancherà di scatenare le polemiche dei nostri lettori. Oltre, Severgnini cita Torino e Barcellona, città che hanno saputo sfruttare opportunità di cambiamento rilevanti come le Olimpiadi.
Approfittando di una splendida giornata di vento, il fotografo Davide Necchi ha realizzato una straordinaria foto che in un solo scatto mostra il naviglio pavese, la Madonnina del Duomo e le incombenti montagne sullo sfondo. Questa immagine è stata scelta dal Corriere come foto del giorno e qui su 02blog, ma anche su Clickblog, ha suscitato un bel dibattito su come e dove sia stata realizzata, tanto che con Lorenzo, un lettore appassionato di foto, siamo andati a verificare la sera stessa.
Oggi Igor Berzi mi manda una sua versione di questo scatto, realizzato negli scorsi giorni in cui si è ripresentata una condizione di vento favorevole, ma con due varianti. Innanzitutto lo scatto è realizzato di giorno, e non al tramonto, poi la tecnica utilizzata è quella dell’HDR, citata da molti nei commenti, che consiste in una serie di scatti multipli che vengono poi integrai da un software. Questo è il risultato (clicca sulla foto per ingrandirla).
Continua a leggere: La foto del giorno dal naviglio, una seconda versione in HDR

Gli ultimi giorni hanno visto uno splendido cielo azzurro su Milano. Le pioggie della scorsa settimana e il vento gelido che ha spazzato via il maltempo hanno contribuito a farci godere di un aria limpida e un cielo terso, tanto che da alcuni punti elevati della città è stato possibile godere del panorama innevato dell’Arco Alpino.
Mi incuriosisce invece la fotografia che vi riporto qui sopra. L’autore si chiama Davide Necchi ed è stata scelta dalla redazione milanese di Corriere.it come foto del giorno. In un solo scatto si mette insieme il Naviglio, le alzaie, la luce della luna, il profilo del Duomo e le montagne in lontananza. Una fotografia rara, viene definita dal sito, ma personalmente dubito che anche mixando ottime doti fotografiche, un teleobiettivo molto spinto e perfette condizioni metereologiche, si possa ottenere una foto del genere senza che si tratti di un collage di più foto.
Voi che ne pensate, si può fare?
Continua a leggere: La foto del giorno del Corriere, possibile?
Molte persone aprono la giornata sul sito del quotidiano di via Solferino. Di sicuro a loro non sarà sfuggita l’iniziativa del camper, che in queste ultime settimane sta visitando vari quartieri di Milano, a caccia di proteste, segnalazioni, disservizi. Un buon segno? Forse. Magari è la volta buona che i quotidiani “seri” colmano il gap che li separa dal paese reale, ma da lì a veder cambiare davvero qualcosa, credo ci sia molto differenza.
In realtà quella di dar voce all’uomo della strada, è una tendenza che nasce da lontano. A me vengono in mente vecchi numeri de “Il Borghese”, metà anni novanta, diretto da Beppe Fossati ( l’attuale direttore di Cronaca Qui ) con in basso alle pagine la scritta “Chiama il Borghese”, seguivano prefisso e numero. E’ sempre bene ricordare che ai tempi su “Il Borghese”, ci scriveva anche Marco Travaglio.
L’idea è stata ripresa, per l’appunto, anche da Torino Cronaca e da Cronaca Qui – il tremendo spin off all’ombra della Madunina – perché il cittadino, come si diceva qualche post fa, “non ce la fa più”. E allora si ribella, protesta, fonda comitati, stende lenzuoli contro tutto. Secondo voi queste iniziative servono a qualcosa? O sono solo un modo per cercare di attirare l’attenzione sulla carta stampata, in anni in cui i quotidiani perdono migliaia di copie?