
L’Hangar Bicocca è uno degli spazi espositivi dedicati all’arte contemporanea che hanno dato dedicata maggiore attenzione ai nuovi movimenti artistici, quelli che ricercano nuove forme di creatività e, spesso, richiedono luoghi di fruizione ben diversi dalle gallerie d’arte e i musei come siamo abituati a conoscerli.
L’Hangar è un punto in cui Milano si congiunge con l’Europa, dove il respiro di artisti internazionali può essere percepito sulla pelle, come l’installazione permanente de I Sette Palazzi Celesti, le torri di Anselm Kiefer o di eventi estemporanei come la serata da Vj che ha visto protagonista tempo fa il regista Peter Greenaway.
Raggiunta la maturità però c’è bisogno di darsi una nuova veste, qualcosa che possa dare lustro a Milano. Nasce così la fondazione HB a cui parteciperanno diversi enti, pubblici e privati. Il progetto è ambizioso, i termini di paragone sono quelli della Tate Gallery, uno spazio vastissimo che potrà essere dedicato anche a eventi come a festival di danza e di musica. Oggi, alle ore 12, cadrà l’ultimo velo su questo progetto, toccherà alla direttrice Artistica Chiara Bertola, a Carlo Alessandro Puri Negri, presidente e Gianluca Winkler, consiglere delegato della Fondazione mettere le carte in tavola e svelare la posta in gioco su cui fino a oggi è stato mantenuto il riserbo più assoluto. Sarà un nuovo inizio per la Milano dell’arte?
Foto | Italianarea

La città italiana con la più popolosa “cintura” suburbana è sicuramente Milano, se è vero che l’area Metropolitana raggiunge quasi gli 8 milioni di abitanti, anche le storie da raccontare, gli scorci da riprendere, le immagini da catturare saranno tante in questo tessuto post industriale che ci circonda.
Se volete farvi un giro virtuale in questo microcosmo, un gruppo di Flickr ha l’obiettivo di raccogliere il materiale sulle periferie e l’hinterland Milanese, MH&N. Ci presentano il gruppo i due fondatori e “proprietari” delle fotografie a corredo di questo pezzo, Latente e Könrad
G: Perché un altro gruppo su Milano cos’ha in più MH&N?
L: Fotograficamente MH&N nasce come spin-off di Milanouel!W con l’intento di raccogliere le immagini della periferia e del circondario di Milano che, da regolamento, non sono accettate in Milanouel!W .
Ad esempio immagini di Rozzano, Sesto, Cinisello, San Donato e tutta la città metropolitana che pur non essendo nel comune di Milano ne è parte per contiguità.
Gianluca Colombi è un grafico milanese con il pallino per la fotografia architetturale, perché è nella ricerca di linee e geometrie, ci ha confessato, che dei semplici elementi possono creare fattori di angoscia con spunti e riflessioni sulla realtà milanese.
Gli ho fatto alcune domande per capire meglio le sue foto ed il suo rapporto con Milano:
Qui trovi una sua galleria dedicata alla città di milano… Qui una sua galleria pubblica.

Non solo paesaggi, architetture, immagini. Il viaggio svela anche una realtà più profonda, letta attraverso gli occhi del viaggiatore, che riscopre le sue mappe interiori e in parte rilegge anche sé stesso. È questo il senso della Geografia emozionale, la teoria sviluppata da Giuliana Bruno, che sarà raccontata a e-motion, un evento lungo tre giorni e a ingresso libero per tutti i milanesi. Film, musica, incontri, riflessioni e feste. Al Superstudio Più, in via Tortona 27.
Si comincia oggi alle 9:45, con un caffè di benvenuto, e a seguire la presentazione dell’Atlante delle emozioni, il libro della professoressa Bruno, partita da Napoli oltre 20 anni fa per approdare a New York e all’università di Harvard. Curiosamente scritto e pubblicato prima in inglese negli Stati Uniti, con un grande successo in tutto il mondo, dalla Francia e la Germania fino a Giappone.
Da non perdere stasera, dalle 22.30, sempre a ingresso libero il concerto dei The Books, uno dei gruppi più interessanti di musica elettronica.
Mi faceva sorridere questa frase scritta su un muro di viale Stelvio, che vedo spesso quando torno a casa… Poi andando sul sito, segnalato dalla scritta stessa, ho fatto due più due: in effetti le “installazioni” permanenti dell’artista in questione (Ivan) le avevo viste tante volte, in giro per la città. All’inizio dicevo “è uno scoppiato”, ma vuoi vedere che invece la sa più lunga degli altri?

Per chi non se ne fosse mai accorto, sono “spuntati” alcuni simpatici delfini nelle vicinanze dell’area pedonale di Via Dante. In pratica, il “dente” dei dissuasori è stato trasformato nella pinna dei nostri cetacei, con un effetto davvero simpatico. Ma chi è l’autore? Nientemeno che il mitico Pao, più noto per aver dipinto decine di pinguini sui “panettoni” antisosta.
Domenica mi sono trovato davanti ad una situzione bella ed imbarazzante allo stesso tempo, ovvero gente che distribuiva abbracci.
QUESTO SEMAFORO
Soffre sbalzi d’umore, e vuol sempre lui decidere chi far passare o meno.
Tirato dalla rabbia da una parte, e dall’invidia dall’altra. Dalla rossa timidezza o dal verde sangue amaro, resta tranquillo in un breve momento arancio, in cui si riequilibria.
E’ perciò che, da un lato, gli piace lampeggiare di notte, ma dall’altro lo secca non poter decidere e vedere che tutti passano quando vogliono. Vorrebbe diventare buttafuori, un giorno, o poliziotto.
E’ LUNATICO
(sogna un mondo preordinato e rigido)
Poesia del semaforo inviataci con garbo da Manuela per il blog. Siamo in cerca di informazioni sugli autori, ne sapete qualcosa?