
Ci sono luoghi in città che non sono valorizzati, e che se fossero messi a sistema attrarrebbero orde di turisti. Lo ha rilevato la Camera di Commercio che insieme alla Iulm ha confrontato le principali guide sulla città. Così si scopre che San Siro, Arco della Pace, Colonne di San Lorenzo, Palazzo Reale sono posti ignorati da 7 guide su 10.
Non va meglio al Planetario, Rinascente, Palazzo Litta, mentre solo poco più gettonati sono il museo Bugatti Valsecchi, quello della Scala, Casa Manzoni, la Galleria d’Arte moderna, i Giardini Pubblici Montanelli.
Un insieme di musei e luoghi che, messi a sistema, riqualificati e meglio comunicati, potrebbero garantire un indotto di 68 milioni di euro grazie al turismo. Pioggia di denari che si dividerebbero soprattutto alberghi, negozi di vestiti e accessori, ristoranti e pizzerie.
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La gita fuori porta di questo weekend ci porta a scoprire un luogo magico con un’atmosfera fiabesca. Ci dirigiamo a sud in provincia di Piacenza, in una terra famosa per i vini e per la buona cucina. Raggiungiamo le prime colline della val d’Arda, per incontrare il borgo medioevale di Castell’Arquato.
Arroccato lungo una collina, il paese di Castell’Arquato domina il passaggio della valle del torrente Arda. Il centro storico sembra essere rimasto intoccato dallo scorrere dei secoli. Le origini si perdono nella notte dei tempi e sembrano molto difficili da ricostruire. Facilmente risalgono al periodo preromano, sebbene sono evidenti le tracce di un castrum militare.
L’atmosfera di Castell’Arquato è particolarmente suggestiva, tanto da suggerire romantiche passeggiate a coppie di innamorati. Ma non è tutto. In questo paese è previsto una particolare accoglienza dedicata a coloro che sognano una location perfetta per il giorno “più bello”, quello del matrimonio. Castell’Arquato offre infatti numerose opportunità per chi decide di sposarsi in loco, sia con rito religioso che con rito civile, oltre alla splendida cornice è possibile approfittare di una ricca tradizionale culinaria per meravigliosi banchetti, cosa che (matrimoni a parte) piace anche per le nostre gite.
Come nella tradizione dei borghi medioevali, Castell’Arquato è un paese a misura d’uomo dove è possibile scoprire angoli suggestivi e monumenti storici semplicemente passeggiando per le anguste strade cittadine. Nei dintorni però domina anche la natura, una sosta è meritata dalle Antiche Terme di Bacedasco, un tempo il parco naturale più grande di Europa che rappresenta un piccolo paradiso con fonti di acqua curative note per le proprietà terapeutiche.
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Qualcuno di voi, acculturati lettori di 02blog, avrà senz’altro partecipato ad un reading. Il più delle volte lo scrittore legge la farina del suo sacco in maniera più o meno deprimente, non usando inflessioni e tono che un attore saprebbe sapientemente dosare. Ovviamente non si può pretendere che uno scrittore sia un perfomer, snaturerebbe l’impersonificazione del mestiere più solitario e misantropo che ci sia. L’evento (qui il gruppo Facebook) in questione, organizzato dai loschi figuri di Agenzia X, ha un plus: porta sul palco del centro sociale Conchetta alcuni mestieranti della musica italiana, quella underground più o meno mainstream (Subsonica) insieme a mestieranti di penna, più o meno famosi (Philopat e il vanesio Scurati, che al premio Strega è stato battuto per un solo voto da Scarpa), in una serata che si preannuncia pregna di sorprese.
Abbiamo chiamato a raccolta autori disposti a confrontarsi in pubblico leggendo brani da loro scritti durante una due giorni presso COX 18, vero e proprio simbolo della Milano non conforme. Slam X è un festival di reading, performance e letture organizzato da Agenzia X, che sarà anche un’occasione di dialogo e progetto a cui parteciperanno scrittrici, scrittori milanesi e alcuni importanti musicisti. Una galassia di artisti che rappresentano stili, sensibilità e opinioni differenti, ma pronti a salire sul palco del Centro Sociale COX 18 per leggere testi che richiamano a un’altra idea di città.
Di seguito il programma completo della due giorni di reading performance e letture SLAM X: Per fare rivoluzione servono belle parole
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La capitale italiana della frenesia ha visto la comparsa di 12 lumaconi fucsia, alte più di due metri e lunghe tre. Altro che la velocità celebrata dal Futurismo. Le chiocciole hanno occupato il centro di Milano, da piazza Scala e piazza San Fedele dove per il momento si sono fermate, a gennaio migreranno prima in piazzetta Reale e poi, in fila indiana, arriveranno davanti alla Stazione Centrale.
E’ l’installazione “Regenation” di Cracking Art, un gruppo di sei designer noti che già due anni fa che avevano esposto enormi coccodrilli colorati su alcuni edifici di Milano. La velocità non sempre è una virtù - ha spiegato l’assessore Finazzer Flory, che ha patrocinato l’istallazione - e queste chiocciole per le strade sono un invito non solo alla lentezza, ma anche all’ascolto, visto che la loro forma ricorda quella dell’orecchio. La chiocciola poi è un animale che si muove con la sua casa sulle spalle e noi vogliamo far muovere Milano assieme all’ambiente”.

Sul sito di Rockit trovo questa intervista a Elio, in occasione dell’uscita di “Gattini”, il “the best of orchestrale” del gruppo milanese. Ti aspetteresti l’ironia e leggerezza di Elio, e invece, si intravede la bile del cantante super critico nei confronti della sua città.
L’intervistatore Renzo Stefanel lo incalza, e ne viene fuori un’impietosa analisi di una città in coma, in mano ai matusa, dove “non c’è nulla” e le mazzette imperano.
La crisi culturale di Milano è un dato di fatto. Credo che a Milano non esistano neppure più i giovani: è una città in mano in vecchi. Per cui nascono cose come le crociate anti-graffiti, che adesso sembrano la più grave emergenza di Milano. È che adesso la città è governata da politici il cui unico interesse sono le mazzette: vengono da rimpiangere perfino i socialisti degli anni 80, che amavano le mazzette allo stesso modo, ma almeno avevano qualche scintilla di interesse culturale per cui davano spazio ai nuovi fermenti
e ancora…
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A pochi passi dallo storico precursore Wag, il negozio in via De Amicis anno domini 1990, ha aperto (dal 21 ottobre) Sickside, gestito da Flycat, noto streetartist milanese. Lo stile divulgato è quello della “West Coast”, un corollario di suburbanizzati che si vestono come un Cholos, si muovono con Lowriders e fraternizzano con Gang Bangers. Se vi sfugge qualcosa potete fare un salto nel “lato malato”.
Si perchè, “lo store nasce non soltanto come negozio di abbigliamento e accessori, ma vuol essere un punto di interazione tra le diverse generazioni che mantengono vivo questo movimento creativo universalmente conosciuto come Hip Hop”. E quindi via libera ad esibizioni, attività artistiche e musicali, esposizioni, e, anche più semplicemente, un luogo dove poter attingere preziose informazioni sull’argomento con pubblicazioni varie e, a breve, anche lezioni gratuite per spiegare il fenomeno hip hop al volgo.
Qui un’ampia e politicamente scorretta sezione dedicata al Writing e alla Street Art con una scelta di prodotti tecnici e professionali, come le vernici spray Montana, i marker con punta di metallo intercambiabile e i “caps”, tappi delle bombolette spray con 17 getti diversi. E ancora libri e cd musicali. Ovviamente immancabile l’abbigliamento, rigorosamente oversize e le scarpe (punta di diamante le Vans in edizione limitata, firmate dall’artista Chaz da 450 euro e la pantofola con doppio utilizzo, da casa per l’inverno e da città per la primavera).
Il colpo di coda di Edoardo Croci, prima del suo trasferimento ad altri compiti, è pronto: un progetto per pedonalizzare 9 zone, una una mappa dettagliata e precisa: navigli, Sarpi, quadrilatero (Borgospesso e via Spiga, Montenapo in un secondo momento), università e altre zone a “forte domanda pedonale”. Quartieri per lo shopping, università e tutti quei luoghi di carattere monumentale o culturale.
Il campus Bocconi è già un progetto avviato, l’area intorno a via Sraffa sarà isola pedonale. Progetto del tutto analogo in piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico. Poi ci sono i quartieri della cultura. A Brera il via all’isola è questione di settimane, ma anche nella zona davanti alla biblioteca Ambrosiana c’è un antico progetto che presto uscirà dai cassetti. Dai Navigli a via Sarpi fino al quadrilatero il dibattito è aperto da anni, ma l’intenzione ora è di cominciare da via Borgospesso con il desiderio di straripare anche in Montenapoleone.
E ancora quartieri dove il traffico sarà fortemente ridotto, con dissuasori, limiti di velocità, sensi unici alternati. Una piccola rivoluzione che renderebbe la città innegabilmente più vivibile. “Più salute, più qualità della vita e anche più affari”. In Consiglio parlano anche di pedonalizzazione flessibile: chiusura al traffico di notte (in Montenapoleone) o durante i giorni festivi (B. Aires).
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Arrivato a casa mi aspetta una lettera dal Comune di Milano. Apro incuriosito e che ci trovo? “El nost milan”, un opuscolo di una decina di pagine sui molteplici risultati positivi raggiunti dall’amministrazione Moratti, scaricabile anche online. A pagina 2 una breve presentazione del sindaco che loda l’operosità dei milanesi, grazie alla quale ha raggiunto risultati significativi. “Desidero farvi ora conoscere quanto abbiamo fatto dall’inizio del mandato, in attesa di ricevere i vostri commenti e suggerimenti attraverso la scheda allegata”. Ohibò, sono curioso di conoscere questi successi.
Sfogliando scopro che il libretto propagandistico si compone di 3 capitoletti. Il primo si chiama “Milano vivibile”. Il risultato in evidenza ci informa che c’è 1 milione di mq di verde in più. La pagina successiva elenca i successi dell’Ecopass: meno 5 milioni di passaggi auto e meno 6,8% di traffico in città. Il capitolo sull’Ecopass forse avrebbe potuto essere omesso, per decenza quantomeno. Di pochi giorni fa il quadro impietoso dei nostri polmoni: una indagine dei quattro ospedali milanesi, che ci spiega che dei 53514 accessi al pronto soccorso dello scorso anno, la metà, sono per patologie legate alle vie respiratorie. Velocizzo sul Bikesharing e sui mezzi pubblici,arrivo all’ultima pagina dedicata ai parcheggi, con l’elenco dei posti auto realizzati (non c’è riferimento ai lavori ancora in corso e quelli irrealizzati).
Continua a leggere: Nelle case dei milanesi arriva l'opuscolo della Moratti "la nostra Milano"
Milano guarda al futuro e con Innovation Circus da il via a una lunga carrellata di presentazioni, eventi ed esibizioni capaci di offrire una prospettiva di quello che sarà il nostro prossimo avvenire.
Palazzo Giureconsulti e la Loggia dei Mercanti diventano così il centro di attenzione su cui convergere per “condividere il futuro”. Una manifestazione dedicata al mondo della scienza e della cultura, un appuntamento annuale con la tecnologia con uno preciso scopo divulgativo, in modo da coinvolgere direttamente i cittadini per conoscere e valorizzare il patrimonio di ricerca e innovazione tecnologica.
Da segnalare la giornata dedicata al mondo della comunicazione digitale e sabato quando invece i temi saranno legati al rapporto tra tecnologia e arte. Il programma completo è scaricabile direttamente dal sito ufficiale.
Ecco un importante documento socio-culturale che farà la felicità di quanti hanno a cuore i movimenti giovanili e passano il tempo a catalogarli. Susy, adolescente milanese, spiega al popolo della rete la sua ragion d’essere truzza.
Così dopo aver scandagliato i torbidi fondali degli emo è la volta di analizzare il mondo truzzo. Ai miei tempi essere truzzi (o zarri) era un dispregiativo, un’etichetta che veniva affibbiata ai ragazzi che vestivano con il bomber, impennavano con il booster e ascoltavano musica techno.
Ora, pare invece che il truzzo sia orgoglioso della propria appartenenza. Susy ci spiega (con il messenger aperto) come si diventa una vera truzza. In primis ascoltando “Tunz, tunz, tunz”, portando vestiti griffati (la mutanda di D&G, un must), indossando la collana di perle (fondamentale), parlando con la bocca chiusa, truccandosi come gli emo (ma non erano contro?). Confusa si chiede perchè la etichettano come poser solo perchè “ama farsi fotografare dall’alto o con la mano sulla bocca”. La chiusa è da manuale “P Gold nel cuore e house forever, ma forever”.
Se volete un’analisi approfondita della sottocultura truzza vi rimandiamo a questa pagina che analizza le quattro fasi del truzzo, una carriera che inizia con le gare di sputo e finisce (amaramente) con l’ambizione del tronista.
C’è da scommettere che la testimonianza di Susy avrà un effetto virale ed emulativo devastante.