Ecco un importante documento socio-culturale che farà la felicità di quanti hanno a cuore i movimenti giovanili e passano il tempo a catalogarli. Susy, adolescente milanese, spiega al popolo della rete la sua ragion d’essere truzza.
Così dopo aver scandagliato i torbidi fondali degli emo è la volta di analizzare il mondo truzzo. Ai miei tempi essere truzzi (o zarri) era un dispregiativo, un’etichetta che veniva affibbiata ai ragazzi che vestivano con il bomber, impennavano con il booster e ascoltavano musica techno.
Ora, pare invece che il truzzo sia orgoglioso della propria appartenenza. Susy ci spiega (con il messenger aperto) come si diventa una vera truzza. In primis ascoltando “Tunz, tunz, tunz”, portando vestiti griffati (la mutanda di D&G, un must), indossando la collana di perle (fondamentale), parlando con la bocca chiusa, truccandosi come gli emo (ma non erano contro?). Confusa si chiede perchè la etichettano come poser solo perchè “ama farsi fotografare dall’alto o con la mano sulla bocca”. La chiusa è da manuale “P Gold nel cuore e house forever, ma forever”.
Se volete un’analisi approfondita della sottocultura truzza vi rimandiamo a questa pagina che analizza le quattro fasi del truzzo, una carriera che inizia con le gare di sputo e finisce (amaramente) con l’ambizione del tronista.
C’è da scommettere che la testimonianza di Susy avrà un effetto virale ed emulativo devastante.
A Milano la birra costa cara, difficilmente meno di 5€. Molti giovani milanesi assetati di malto e vita notturna cercano dunque di aggirare il problema andando a cercare promozioni e riduzioni varie. Non è un mistero per nessuno, eppure ce ne si dimentica spesso quando si cercano di spiegare fenomeni come la cosiddetta movida al Mom o alle colonne di San Lorenzo.
Noi di 02blog abbiamo deciso di dedicare una serie di recensioni a quei locali che, una volta alla settimana, abbassano il prezzo della birra a 3€. Si parte oggi con l’Outback Café di Via Carlo Tenca 10 (Zona Repubblica - Viale Tunisia), di cui avevamo già parlato qualche tempo fa in occasione del suo nono anniversario.
Oltre che per la sua promozione del giovedì (dalle 21 alle 2 pinta di Harp, Kilkenny o Guinness a 3€), il locale si caratterizza per le opere d’arte sempre diverse appese ai muri e per il proprietario Roby, “personaggio estroverso e dalla battuta veloce”, come lo definiscono i suoi fan sul gruppo di Facebook che hanno creato. Le ragazze che lavorano al banco cambiano molto spesso, ma sono sempre molto carine.

Quante volte passeggiando per la città avete pensato a progetti immaginari per rendere una via, una piazza più bella e colorata? Tanti. I ragazzi di Esterni ne hanno fatto una bandiera ideologica: ripensare la socialità urbana tramite installazioni mobili. Città come Berlino, Barcellona e Amburgo hanno capito l’importanza della scultura contemporanea dandogli molto spazio. Anche Milano ci sta arrivando, finalmente.
“Scultura nella Città - Progetti per Milano” è il concorso che ha selezionato i lavori di giovani creativi chiamati a ridisegnare vie, piazze, giardini, porzioni di aree verdi e parchi. A coronamento la grande mostra alla Permanente (che inaugura il 7 maggio), dove convergeranno le opere selezionate dalla prestigiosa giuria (presieduta tra gli altri da Arnaldo Pomodoro, scultore, Elisabetta Longari e Francesco Poli, critici d’arte, da Matteo Poli, architetto), oltre a una sezione multimediale in cui verranno proiettate le immagini dei lavori di tutti coloro che hanno aderito al concorso. La premiazione l’11 giugno.
Giulio Gallera, coordinatore del progetto, parla di “opportunità per ridisegnare la città, così da far coincidere lo spazio dell’arte con lo spazio dell’uomo”. Il concorso è suddiviso in due sezioni rivolte l’una a scultori più noti e con maggiore esperienza, l’altra a giovani da poco affacciatisi sulla scena artistica. Dopo il salto la gallery con alcuni dei progetti selezionati.
Continua a leggere: Sculture per Milano: concorso e mostra per rendere la città più creativa
Di lui mi ricordo una bella serata quando lo seguii per un reportage in una scorribanda notturna con l’amico Ivan, il poeta di strada, per un assalto artistico. I ragazzacci apponevano cartelli mobili (niente graffiti, ne tag) sui muri di corso di Porta Ticinese. In quel frangente ho apprezzato la bontà del personaggio Bros, Daniele per mamma e amici. Così se un vero artista è colui che ha una visione anticipatoria sul futuro, Bros lo è a pieno titolo.
Parliamo di Mi Art: so che con numerosi artisti di strada state organizzando qualcosa di grosso, un contro-manifestazione. Ce ne parli?
Non più. Abbiamo deciso con gli altri artisti di non mostrarci durante il Mi Art per cercare di preparare un appuntamento qualitativamente interessante per il panorama dell’arte contemporanea. Inizialmente abbiamo cercato un paragone con un evento importante della città, ma abbiamo abbandonato questa data dato che il tempo è poco e in realtà non ci interessa paragonarci al Mi Art, non stiamo cercando di agire contro una manifestazione fieristica, ma stiamo cercando di organizzare un appuntamento fisso cosi da dare una valida alternativa a tutto il mondo dell’arte contemporanea, fatto di artisti che lavorano in diversi ambienti sotto il concetto di autoproduzione.
Tu credi che a Milano sia davvero possibile fare avanguardia artistica?
Non è importante il luogo, dato che un avanguardia nasce prima nella testa degli artisti e poi si sviluppa concretamente. Milano in questi decenni non ha dimostrato di essere all’altezza delle altre capitali dell’arte europee, ma se si lavora bene, grazie anche all’Expo 2015 ( il quale dovrebbe concentrarsi non soltanto con l’ architettura ma anche con le varie espressioni artistiche-culturali). Volere potere!
Il resto dell’intervista dopo il salto
Continua a leggere: Bros: L’intervista al writer con una marcia in più

Una babele di lingue, ben sette, animeranno gli spazi del Castello: inglese, spagnolo, rumeno, tagalog, albanese, arabo e russo. Le guide porteranno alla scoperta di uno dei luoghi simbolo di Milano, dalle 14 alle 17.30 di sabato. All’inizio della visita verrà illustrata l’importanza del Castello Sforzesco nella storia della città; il pubblico verrà poi accompagnato nelle sale dei Musei Civici. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con l’associazione “Amici del Fai”, ripete l’esperienza positiva dell’anno scorso. Nell’intenzione di Finazzer Flory l’intento è quello di offrire un servigio ai cittadini che vogliono conoscere meglio la città che abitano, per:
Offrire una democrazia estetica; a integrare lo straniero e la sua lingua nell’antichissima e ancora potente tradizione culturale milanese e italiana e, infine, a far vedere la cultura con occhi diversi, perché senza formazione del gusto non ci può essere l’informazione culturale
Ma l’iniziativa per la Festa di Primavera del FAI non è l’unica in calendario . Tra le aperture straordinarie promosse quest’anno a Milano figurano la Veneranda Biblioteca Ambrosiana (piazza Pio XI 2; sabato 28, ore 14-16.50; domenica 29, ore 10-16.50), dove saranno aperti al pubblico spazi normalmente chiusi ai visitatori, come la Sala Federiciana e il Cortile degli Spiriti Magni; il Palazzo Edison (Foro Bonaparte 31; sabato 28, ore 14-16.50; domenica 29, ore 10-16.50 ) e l’Università Bocconi con visita al campus dell’ateneo e all’edificio (contestatissimo), inaugurato lo scorso anno.

Dopo i clamori suscitati dalle chiusure di numerosi locali milanesi una buona notizia: il circolo Arci Bitte riapre a distanza di un anno. Rimase aperto sei mesi e diventò subito un punto di riferimento per molti clubber. Chiuso in seguito a controlli dell’Annonaria che riscontrarono anomalie sulla sicurezza, i ragazzi ci hanno messo un anno per rende a norma l’ex magazzino industriale edificato nel 1929 di 900 mq, suddivisi in due piani, più 600 mq di giardino.
Il locale come mi ha anticipato Tommaso, uno dei ragazzi che lo ha aperto, si declinerà più sugli eventi culturali: mostre, incontri, rassegne cinematografiche. I clubber non saltino dalle sedie; ci saranno anche live dj set e party. Il 27 Marzo, sabato, la festa di riapertura.

L’Annonaria colpisce ancora. Dopo la chiusura imposta al Plastic per le uscite di sicurezza non conformi, tocca alla Casa 139, Circolo Arci in quel di Ripamonti dedito ad una fitta programmazione musicale, ad essere oggetto delle visite dell’Annonaria. Sabato si sono presentati durante la serata e hanno appioppato ai ragazzi un verbale che è stato poi contestato. Cristina difende a spada tratta il suo frequentatissimo Circolo, da anni punto di riferimento a Milano per concerti e spettacoli di qualità:
noi vogliamo con tutte le nostre forze difendere il nostro circolo perchè devono capire che da noi si fa cultura, ci si confronta. La casa 139è un circolo Arci che vuole riunire giovani e non con la forza della musica, del teatro, dell’arte e non vuole speculare nascondendosi dietro alla sigla Arci. Milano si sta incatenando o meglio, la stanno incatenando. Noi teniamo duro perchè crediamo in quello che facciamo insieme agli artisti che collaborano con noi e con tutti i frequentatori che ci sostengono
Non è la prima volta che La Casa è oggetto di contestazioni da parte delle autorità di controllo. L’ultima riguardante il tesseramento dei soci, qualche tempo fa, secondo la quale la Casa tesserava al momento senza nessuna precedente e particolare formalità.
Se come me il dialetto proprio non lo reggete, evitate come la peste questo evento: Volgar’Eloquio, viene definito dai suoi organizzatori come “un viaggio nelle radici della nostra cultura attraverso 22 appuntamenti nei luoghi simbolo della città in compagnia di grandi artisti”.
Ideato da Massimo Zanello, Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia, Volgar’Eloquio è un grande evento interamente dedicato alla cultura del dialetto, per celebrare l’identità, le radici, la tradizione attraverso la musica, il teatro e la poesia
Qui sopra trovate un video della presentazione dell’evento, con l’assessore che ci dà un assaggio del suo fortissimo accento lumbard e i commenti di alcuni anziani, che presumibilmente ricoprono incarichi istituzionali. Trovate altri video sul canale youtube di Volgar’Eloquio, ma anche su quello di telepadania.
Continua a leggere: Un festival per il dialetto: Volgar'Eloquio dal 5 al 9 marzo a Milano

Dell’Archivio Moroni ne abbiamo parlato in maniera esaustiva. Dalle inchieste operaie alle riviste degli anni ‘80, dal post-fordismo fino alla diffusione delle controculture: questo in spicci il contenuto dell’enorme archivio che Moroni ha voluto nella libreria Calusca all’interno del Cox 18. Su Undo leggo una bella intervista di Antonella Miggiano a Tiziana Villani, direttrice di Millepiani, rivista di Ecosofia, Estetica e Politica, nata all’interno del centro, nonché amica storica di Primo.

L’archivio Moroni “è un patrimonio storico della città, lavoreremo per tenerlo in vita”. Lo ha detto ieri il sindaco Moratti. Sono migliaia di volumi, volantini e documenti sulla storia dei movimenti operai, giovanili e studenteschi sequestrati dalla libreria Calusca del Cox 18. Ieri l’assessore Massimiliano Finazzer Flory ha detto di voler collocare i libri in spazi comunali e di voler aprire un contatto coi rappresentanti del Cox 18, o con i familiari di Moroni, non si capisce bene (dopo le dichiarazioni dei rappresentanti di AN). Il fatto che la figlia di Moroni, Maysa, abbia firmato una lettera aperta al Sindaco con Dario Fo, Franca Rame, Paolo Rossi e Bebo Storti, la lega indissolubilmente al Centro sociale.
Ma cos’è davvero l’archivio Primo Moroni? Chi ha avuto la possibilità di consultarlo (come il sottoscritto) lo sa bene. E’ un pozzo infinito dal quale attingere per capire i movimenti di lotta e controcultura che si sono succeduti dagli anni ‘70 ad oggi: femminismo, movimenti operai, resistenza, anarchismo, critica della scienza e antiproibizionismo.