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San Siro: dopo i Muse tornano le polemiche sui concerti.

pubblicato da cesare

Come quasi tutti certamente saprete, ieri sera a San Siro sono andati in scena i Muse - ormai diventati il gruppo rock per eccellenza degli ultimi anni al punto che invece di suonare in qualche grosso locale o in qualche palazzetto gli è stato “concesso” l’onore del Meazza. Ma, come ogni estate, ogni anno, ogni concerto insieme alle chitarre arrivano - puntuali come le tasse - anche lamentele e polemiche di chi a San Siro ci abita e vive ormai questa situazione dei concerti come un’ autentica nevrosi.

A quanto risulta dai rilevamenti ieri sera i Muse avrebbero rispettato la soglia di decibel imposta dal comune e quindi - in teoria - non si capisce dove sia il problema e l’appiglio per la polemica. Il problema invece pare ci sia - non sono i decibel impazziti quelli che tengono svegli gli abitanti della zona; sono le “vibrazioni” che tra chitarre e pubblico saltellante producono un vero e proprio effetto terremoto per gli abitanti delle zone limitrofe.

Ma non solo, a tale inconveniente va sommato quello delle migliaia di auto che sfollano dalla zona a concerto finito creando ingorghi, suonando il clacson etc.. insomma facendo baccano fino a tarde ore. Ma non è lo stesso per il calcio? A quanto pare no. O meglio succede solo quando ci sono coppe e derby a San Siro, quindi di rado. Ora la domanda che mi pongo e che pongo agli abitanti della zona; magari sbaglio io, ma anche questi megaconcerti avvengono di rado. Anzi, molto più di rado di coppe e derby durante l’anno (per dire il prossimo concerto, di Ligabue, è tra più di un mese mentre le coppe si giocano ogni due settimane circa).

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Discoteche estive fracassone: un nuovo accordo impedirà a molte di aprire

pubblicato da Trab



Repubblica titola: “Disco all’aperto, la musica è finita”. Dopo la stretta alla movida, gaudio per chi abita vicino ad una di queste strutture e un’altra croce per i viveur milanesi: alcune discoteche estive quest’anno non apriranno, 6 su 15 per la precisione. Questo a causa delle nuove regole comunali per la certificazione preventiva del rumore.

Un nuovo accordo fra locali, Comune e Arpa che ha ribassato la soglia di decibel massimo e che molti locali non potranno rispettare, a meno di grossi investimenti agli impianti di diffusione e di insonorizzazione (il cosiddetto “tetto del suono“). Sono sei le discoteche che, come segnala Repubblica, non riapriranno: la Capanna dello Zio Tom, il Qin Club, lo Shanghai Garden, il Sio Café e il Just Cavalli. L’assessore all’Ambiente, Edoardo Croci, spiega:

Dopo le proteste degli scorsi anni da parte degli abitanti abbiamo deciso di dare una regola certa per prevenire il caos di notte. L’intervento va nella direzione indicata dal sindaco: dialogare con tutti per mettere d’accordo popolo della notte e residenti

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Fatale il bis a San Siro: avviso di garanzia per Bruce Springsteen, o meglio per il suo promoter

pubblicato da Trab


Qualcuno di voi ricorderà i fatidici 22 minuti di bis. Quei minuti che per i fan furono un regalo indimenticabile, un motivo di estrema felicità, sono oggi per il promoter di Bruce Springsteen, Claudio Trotta, titolare della Barley Arts, un incubo. Raggiunto da un avviso di garanzia, rischia l’arresto fino a tre mesi. Disturbo della quiete pubblica e mancata osservanza dei provvedimenti dell’autorità, le motivazioni. Lo storico promoter è stato tra i primi a credere ai grossi happening a Milano (Ricordate il Sonoria?). Soddisfatti i 46 residenti che fecero l’esposto. Quella sera, Springsteen rispettò al millimetro i decibel imposti dal Comune fino alle 23.30, ma andò oltre i tempi consentiti.

Evidentemente non si conoscono mezze misure nella Milano dell’Expo. Trasformare un happening rock in uno spauracchio contro la legalità sembra eccessivo. Solidarietà per Trotta anche da Giovanni Terzi che sta preparando una lettera aperta, coinvolgendo i vari artisti che si sono succeduti a San Siro (Vasco Rossi, Ligabue) al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e al Guardasigilli, Angelino Alfano.

E’ assurdo che il promoter di Springsteen rischi di andare in prigione perché l’artista ha concesso due bis mentre Pietro Maso è in libertà vigilata dopo aver ammazzato i genitori. C’è un’incongruenza. Si trasformi questo tipo di reato in reato amministrativo e non penale. Si faccia pagare una multa, anche salata, ma ci si fermi lì. Anche perché c’è il rischio che i promoter abbandonino Milano. Chi vuole rischiare la galera per un concerto?