
La nostra implacabile gallery pubblicata tempo fa, espone chiaramente lo stato di assoluto degrado in qui versa quello che dovrebbe essere uno dei posti più suggestivi della città: la Darsena. Paradigma invertito dal 2004, diventato uno dei posti più orripilanti della città. Ora, si spera, l’epilogo.
Il TAR ha respinto nel merito il ricorso presentato dalla Progetto Darsena spa che intendeva aumentare i posti auto per rientrare nei costi. Da oggi il concessionario non ha più alcun titolo per detenere l’area. Il Comune è pronto ad avviare una ricognizione sullo stato delle sponde e del fondale della Darsena per poter lanciare in breve tempo la bonifica e la riqualificazione. I milanesi aspettano impazienti.

Milano è una città sporca? Ci sono 28 zone, fra periferie e aree semicentrali, “in cui sono state rilevate situazioni di particolare degrado”. In questi quartieri, che coprono complessivamente il 34,5% del territorio cittadino, vivono 456 mila persone. Lo ha rilevato Palazzo Marino che ha fatto un’indagine per capire dove occorre potenziare il servizio di pulizia delle strade.
Per fortuna l’anno prossimo si vota e così, nonostante in Comune si piangano lacrime e sangue per mettere in piedi il nuovo bilancio (con 100 milioni di euro di tagli da fare), ecco che il sindaco Letizia Moratti è riuscita a trovare 4,379 milioni di euro per quest’anno per dare una pulita via per via. L’investimento del Comune salirà a 7,8 milioni di euro nel 2011, e ieri Sindaco e assessore all’Ambiente Massari hanno garantito che non sarà un intervento spot.
Per dare una ripulita alla città servono interventi straordinari, che partiranno da subito ed entreranno a regime entro luglio. Amsa ha così previsto la nascita dello “spazzino di quartiere”, secondo una formula sperimentata in via Padova e che avrebbe dato buoni risultati anche in termini di riduzione della microcriminalità, grazie a un presidio del territorio più costante.
Continua a leggere: Milano da pulire? Viviamo nella sporcizia, ma per fortuna il voto è vicino

Ne abbiamo ampiamente parlato. I lavori sono finiti già il 7 agosto, e i residenti si stavano infervorando. Oggi, finalmente, la notizia dell’apertura ufficiale, il primo settembre. “Il tempo necessario per collaudare le opere e far attecchire il verde”.
I nuovi giardinetti sono costati 400mila euro. Compresa la ristrutturazione della fontana, i pavimenti in porfido, nuove panchine e piante ornamentali. Sull’orario di chiusura il ballottaggio è tra le 19 e le 20. Comunque presto, molto presto. D’altronde il Comune non potrebbe permettere l’invasione dei nottambuli molesti. Sarebbe una disfatta. Curiosità: l’assessore vuole dedicare i giardini a Aleksandr Solženicyn, lo scrittore premio Nobel che raccontò i gulag. Voi a chi lo avreste dedicato?
Difficile non conoscere quel tratto di via Bramante in cui si trovava, fino all’agosto 2008, il murales dedicato a Carlo Giuliani. Siamo, per intenderci, esattamente di fronte all’ex Deposito Bulk, e molto vicino ai segretissimi giardini pubblici semi-abbandonati scoperti dal nostro Carlo Prevosti.
Quei graffiti avevano provocato un lunghissimo sciame di polemiche: il Centro Sociale Cantiere aveva chiesto ai lavoratori dell’AMSA di sottrarsi al lavoro di ripulitura del pezzo, che era stato da poco restaurato. Poi, il 6 agosto 2008, la cancellazione, a cui era seguita per qualche tempo una tragicomica battaglia: graffiti fatti nottetempo, cancellati di giorno dal Comune, ad un ritmo impressionante.
Passando qualche giorno fa da via Bramante sono rimasto colpito da un dettaglio che classificherei senza pensarci due volte nella categoria “degrado dei muri milanesi” ma che - sorpresa - non ha nulla a che fare con i graffiti: sto parlando del massiccio scrostamento della mano di marrone, che rivela il bianco sottostante (vedi gallery).
Via Bramante: muri scrostati al posto del murales di Carlo Giuliani

Ho appena finito di leggere quest’articolo-denuncia (Milano senza sogni) di Corrado Stajano su Milano. Un’analisi impietosa sull’involuzione della città. La Milano con il cor in man non esiste più, la sua anima sfuma. C’è la Milano del degrado, civico e morale. La Milano che per rilanciare la sua immagine ha bisogno dell’Expo, dai risultati incerti, ma dalle modalità di spartizione della torta sempre uguali a se stesse. Esiste la Milano dei vagoni differenziati per razza (ok, è solo una proposta, ma segnale dei tempi). Una Milano sempre più affarista dove “gli imprenditori si sono assottigliati trasformandosi in finanzieri e in immobiliaristi”.
Insomma su Milano se ne parla, ma mai bene. Era successo anche con Severgnini poco tempo fa che concludeva “Milano, ai forestieri, si presenta fascinosa e sciatta. Ma il fascino alla lunga perde, contro la sciatteria”. Voi cosa ne pensate? Stajano esagera o Milano è davvero una città degradata.

Alla fine è arrivata: c’è voluta la celere in tenuta antisommossa, ma la recinzione del giardinetto in viale Montenero è arrivata. Dopo la posa della cancellata a tempi record (che ci hanno fatto capire che la velocità dei lavori è proporzionale ai problemi che intende scongiurare), il parchetto ha ripreso i tempi di lavoro placidi e pacati (l’apertura era prevista in giugno). Tra poco comunque arriverà l’apertura. Si, ma gli orari? Deciderà Palazzo Marino.
La Zona 1 si prepara comunque a dire la sua, un parere preventivo. E il parere, se sarà coerente con quanto già votato in commissione Verde e Identità, potrebbe essere quello di sbarrare i cancelli addirittura alle 19. Una sorta di coprifuoco che dovrebbe, nelle intenzioni, evitare che la “collinetta del mercoledì” venga invasa dal popolo dell’aperitivo serale, rendendo poi di fatto impossibile la chiusura.
Ovviamente l’obbiettivo è quello di contrastare l’assembramento di persone di notte, la movida molesta. E pazienza se si sacrifica alla frequentazione serale un giardino, uno spazio di socialità. E’ questa la tendenza che la città si appresta a recepire? Una città che di sera si blinda chiudendo gli spazi di aggregazione?

Com’era qualche anno fa, nel periodo di massimo fulgore, con aperitivi e iniziative culturali che si svolgevano anche di sera. Com’è adesso, abbandonata ad un destino di degrado. Non ci sono i soldi e la piscina Caimi in via Botta rimane inutilizzata. Chiusa da tre anni. Una piscina storica, costruita nel 39 e da allora rimasta tale. La regione ha definito l’area di “notevole interesse pubblico” e quindi assoggettata alle norme per la tutela paesaggistica. L’assessore all’Urbanistica parla di “pregevole complesso architettonico, rappresentato da un’area di notevole bellezza con il suo specchio acqua ad anfiteatro”. Bell’elogio per un spazio di pubblica utilità che rimarrà inutilizzato per chissà quanto tempo.
Continua a leggere: La Piscina (inutilizzata) Caimi diventa monumento di pregio
Dopo fiumi di polemiche, dichiarazioni velenose, provocazioni, sequestri di bottiglie, gruppi che nella lotta contro gli steccati trovarono ragione di vita, si chiude il capitolo sui giardinetti di via Montenero. La recinzione è stata ultimata ed anche il fazzoletto di verde vicino al Mom entra nel club dei “palizzati” insieme a due ospiti illustri, che si videro circumnavigare con le cancellate nel finir degli anni 90′ (e in parte risolsero, o almeno spostarono altrove, i problemi di degrado): il parco delle basiliche ed il Sempione.
Ora si dovrà capire se cambieranno le abitudini beverecce. La movida del mercoledì sera si sposterà in altri luoghi oppure occuperà le zone immediatamente prospicienti, causando gli stessi disagi sui marciapiedi piuttosto che nei giardinetti?
Terminato il frastuono (anche mediatico) i residenti potranno ricominciare a dormire senza abuso di Tavor?
Mom: recinzione dei giardinetti di via Montenero
Continua a leggere: Recinzione ultimata ai giardinetti di via Montenero. Le foto
Nonostate le temperature siano ancora rigide, il sole è tornato a splendere su Milano. Approfittamo così per riprendere la nostra esplorazione dei parchi e dei giardini milanesi. Dopo diverse felici scoperte di parchi recuperati e ben curati nella loro manutenzione, oggi ci rechiami in un’area verde che per diversi motivi avrebbe bisogno un drastico lavoro per far dimenticare la situazione in cui versa. Stiamo parlano del Parco Ravizza, un’area verde di oltre 60 mila metri quadrati, disposta su una pianta rettangolare e attraversato da viali concepiti secondo un impianto sostanzialmente simmetrico.
Il parco è delimitato da quattro arterie di traffico, viale Toscana, via Bocconi, viale Bach, via Vittadini ed è uno dei più grandi parchi non recintati presenti in città. Proprio questa caratteristica, che potrebbe essere un pregio, si trasforma nel difetto principale del parco non garantendo un adeguato controllo. Per anni il Parco Ravizza ha goduto della triste nomea di luogo malfamato, poichè crocevia di spaccio e prostituzione (tanto che anche anche noti milanesi hanno confessato di averne approfittato). Oggi la situazione è migliorata, ma ancora non del tutto.
Come leggiamo sul sito della rete civica, oggi il parco è illuminato meglio rispetto al passato, alcuni spazi per il gioco dei più piccoli, altri per gli amici a quattro zampe. La situazione non è certo drammatica, nessun allarmismo, ma possono capitare incontri spiacevoli più facilmente che in altri luoghi.
Parco Ravizza



Continua a leggere: Parchi milanesi - Parco Ravizza, un area da recuperare
Il progetto sulla carta era ammirevole: palazzi moderni, parcheggi, parco, scuole e servizi. Cinque anni dopo, oggi, i palazzi sono stati completati e abitati. Ma tutto il resto, il contorno, è rimasto incompiuto. Risultato? Cantieri aperti, fango, sporcizia e degrado. Manca anche l’illuminazione. I residenti esasperati hanno costituito nel marzo 2008 il comitato Milano Santa Giulia per promuovere il miglioramento delle condizioni abitative nel quartiere.
L’ultima iniziativa del solerte Comitato è il video che vedete sopra, realizzato di recente e accompagnato da una lettera indirizzata al primo cittadino:
Vorremo che il sindaco provi a immaginare cosa significhi tornare alle proprie abitazioni e dover varcare una sorta di check point, quello del cantiere in cui viviamo, che fornisce l’accesso ad un dedalo di strade completamente buie, limacciose, diseminate di buche, spazzatura e topi.