
Vi ricordate dei derivati del Comune di Milano? Secondo qualcuno, la nostra “crisi greca” potrebbe saltare fuori dagli enti locali, che negli anni passati sottoscrissero in massa un prodotto finanziario rischioso e poco comprensibile persino per gli addetti ai lavori. Proprio quei derivati cui anche Report aveva dedicato una puntata tempo fa.
La situazione attuale qual è? Il Comune di Milano - oltre ad affrontare come parte civile il processo penale che parte oggi, primo caso al mondo, che lo vede contro le banche Ubs, JP Morgan, Deutsche Bank e Depfa Bank - deve cercare di azzerare il debito. Il Sole24Ore ci spiega così la faccenda:
Tecnico che va, tecnico che viene. Il Comune di Milano ne sta scegliendo uno, forse due, per realizzare il contro-derivato finalizzato all’azzeramento dei rischi dello swap (…) In Lombardia invece, un tecnico già scelto dalla maggioranza ha lasciato l’incarico due giorni fa, dopo essere stato ingaggiato per chiarire la vicenda del bond e del sinking fund. Si tratta dell’avvocato Vittorio Grimaldi, chiamato insieme ai docenti Ruggiero Cafari Panico e Lorenzo Caprio a costituire il board tecnico per studiare la struttura dell’operazione. Con una lettera circolata due giorni fa all’interno del Pirellone, Grimaldi ha dato le dimissioni «per motivi personali»
Fin qui tutto bene: ma vediamo di spiegare ancora una volta di che si tratta, quando parliamo di derivati…
Continua a leggere: Crack derivati Comune di Milano: oggi inizia il processo

Quelli che Tom Wolfe chiama Masters of The Universe non se ne stavano solo a Wall Street: avevano sede anche in Cordusio. Oggi su Repubblica vengono fuori le intercettazioni dello scandalo derivati comune di Milano, una di quelle cosucce da nulla, che, sepolte dal rumore bianco di questi mesi, ci siamo chiaramente dimenticati
“Grandi ragazzi, bisogna che facciamo un aperitivo o una cena per questa roba qua, due milioni e quarantamila, ah cazzo, buttali via si lavora una settimana!”
Per saperne di più cliccate sulle immagini sotto, sono ingrandibili. Sembra di essere dentro ad American Psycho, ma senza modelle tagliate a pezzi: restano sequestrati i 400 milioni di euro di cui il pm Alfredo Robledo aveva disposto il blocco alle banche coinvolte: JpMorgan, Ubs, Deutsche Bank e Depfa.
Foto | Flickr

Expo 2015: prendiamo spunto da questo pezzo di Affari Italiani e dalla maglietta che indossa, se non sbaglio, Malcolm McLaren in The Great R’n'R Swindle, per porci alcune domande sui temi di questi ultimi mesi - sepolti, al solito, dal superfluo, manco da dirlo
Letizia Moratti, doveva trasformare Milano in un’azienda perfetta (…) una straordinaria occasione per dimostrare che la cosa pubblica poteva essere gestita con metodi e piglio che solo nel miglior ‘privato’ si possono incontrare. Infatti, dopo tre anni, mancano i soldi per le opere pubbliche, si usano tutti i fondi per A2A, c’è confusione sulle consulenze, sui derivati, sull’Ici
E fin qui, credo sia difficile dare torto, o parlare di persecuzioni, o complotti. Ci sono indagini, come quella sui derivati del Comune di Milano, fondi per le infrastrutture che prima si bloccano, poi si ritrovano, poi spariscono di nuovo - per dire, per la Metro Linea 4 - in compenso, si va alla grande su temi come le ordinanze anti-kebab e dintorni. Dal micro, al macro.
Avete presente la storiella del dito che indica la Luna? Vedremo per l’Expo 2015 come andranno le cose. Per ora si parla di una specie di Silicon Valley meneghina.

Derivati Comune di Milano: nuovi aggiornamenti, su quei 470milioni di euro sequestrati ieri dalla Procura, ora si sanno anche i nomi dei manager coinvolti - oltre a Giorgio Porta, city manager di epoca Albertini - sul fronte Deutsche Bank, JpMorgan, Depfa e Ubs.
Eccoli: Tommaso Zibordi, Gaetano Bassolino, Simone Rondelli, Antonia Creanza, Marco Santarcangelo. Soprattutto il secondo nome della lista vi avrà fatto suonare un campanello, o annusare un olezzo. Si, è proprio lui, ne avevamo scritto in passato, il figlio del governatore della Campania.
Per il momento l’ipotesi di reato è quella di truffa aggravata: ecco anche un dettaglio dei sequestri alle banche - si tratta di denaro, immobili e azioni, ocio a non sequestrare dei derivati, che fate un brutto affare… - in testa c’è, con 92,3 milioni la JpMorgan, poi la Deutsche Bank, con 84,6 milioni, fanalino di coda, a 75,8 milioni, Ubs.
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Crack derivati del Comune di Milano: un tormentone dei mesi scorsi che ora torna a ripresentarsi grazie a quei soliti impiccioni della Procura, che insomma, si ostinano a voler scoperchiare quella che sembra proprio la truffa del secolo (ai danni di un’amministrazione locale…).
Il sostituto procuratore Alfredo Robledo ha infatti disposto il sequestro di circa 400 milioni di euro a JPMorgan, Ubs, Depfa e Deutsche Bank: i reati ipotizzati per ora sono truffa agli enti locali e violazione della legge 231. Di che si tratta? E’ una leggina così inutile che esiste un sito dedicato solo a lei.
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Alè. Sempre più su, sempre più su. Ci eravamo occupati altre volte in passato della questione derivati-Comune di Milano. Ogni volta le cifre crescevano. Ogni volta c’erano quei venti milioni di euro in più che facevano sorridere i semplici e imbiancare un’altra ciocca di capelli agli economisti.
Ora si parla infatti di trecento milioni di euro di perdita, se il Comune chiudesse ora le operazioni di swap. Si spiega tutto molto bene in questo pezzo di Panorama, dove si ricorda anche un certo immobilismo della giunta, quando si chiedevano giustamente spiegazioni; dalla commissione di saggi a quattro parole per spiegare fino a che punto si sia scoperti e che rischi ci siano. Ma in fondo che sarà mai…
Nei prossimi mesi la bomba potrebbe esplodere. Secondo le stime che circolano sul mercato, le perdite potenziali sui derivati degli enti locali italiani superano 10 miliardi di euro e possono arrivare, in base alle fluttuazioni dei tassi di mercato, oltre i 15 miliardi: l’equivalente di una Finanziaria. «È dinamite: ci aspettiamo che il nuovo governo si muova subito per fare chiarezza e disinnescare situazioni potenzialmente esplosive» avverte Alfonso Scarano, coordinatore del gruppo di lavoro sui derivati dell’Aiaf, l’associazione italiana degli analisti finanziari.
Foto: yomanimus, flickr
Ne avevamo parlato in passato, della facenda dei derivati sottoscritti dal Comune di Milano. Nè è passata di acqua - poca - sotto i ponti da quei giorni, però nel frattempo sono successe un pò cose. Cose grosse, che fanno perdere la memoria alla gente, che poi si interessa ad altre cose. Come l’Expo 2015, per esempio, oppure come le elezioni, e ci mancherebbe anche altro. E’ di oggi la notizia che la Corte dei Conti, in una relazione sui rischi che corre l’amministrazione comunale alla chiusura delle operazioni di swap
l’operazione vincola risorse future, aumenta i rischi dell’indebitamento dovuti sia al possibile valore negativo, derivante dai tassi di interessa presenti negli swaps, sia i rischi di insolvenza delle banche. Negli ultimi due anni il rischio finanziario per il Comune di Milano è andato crescendo
Sapete di quanto si parla ad oggi? Di circa 290milioni di euro. All’ultimo post, erano 263. Chissà quanti sono davvero.
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