In occasione dell’apertura del Salone del Mobile 2010, è stata inaugurata ieri sera presso lo Spazio Gianfranco Ferré di Via Pontaccio 21, la mostra personale del designer spagnolo Nacho Carbonell: Diversity. La mostra consiste in un’installazione di 17 sedie tutte diverse a partire da un disegno comune (ne potete vedere alcune immagini in calce al post e dopo il salto). Leggiamo sul comunicato stampa che:
Lo Studio Nacho Carbonell si è già affermato come una delle design community e realtà imprenditoriali più attraenti, provocatorie e rinomate a livello internazionale. Tra gli intenditori più aggiornati Nacho è considerato un leader del settore, dotato di grande talento e potenziale. Carbonell trae ispirazione dal mondo naturale e animale per creare pezzi unici, interamente realizzati a mano, sempre in bilico tra ironia e romanticismo, il cui intento, nelle parole del designer, è di “creare una relazione giocosa e tattile con il pubblico” e “aiutare ad evadere dalla vita di tutti i giorni”. Il suo codice visivo, caratterizzato da uno spirito organico e surreale, ha conquistato un vasto pubblico internazionale, fino ad attirare l’attenzione di Brad Pitt, noto appassionato di arte e design, che, in occasione dell’edizione di Art Basel/Design Miami 2009, ha acquistato l’intera collezione Evolution.
All’evento milanese - promosso da Gianfranco Ferrè e dalla Galleria Rossana Orlandi e tenuto a battesimo da Gancia - il designer valenciano ha brindato con gli intervenuti, fra i quali numerosi volti noti della moda e del cinema italiano. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 24 aprile, dalle 10.00 alle 19.30.

La fiera d’inverno più grande del mondo entra nel vivo. E’ il Salone internazionale della casa, rassegna dedicata al mondo della tavola e cucina, decorazione, tessile, accessori, bigiotteria, regalo e complementi d’arredo. Una delle eccellenze storiche di Milano e del suo sistema fieristico. Il Macef si svolge alla fiera di Rho fino al 18 gennaio, dalle 9.30 alle ore 18.30. In teoria l’ingresso è riservato agli addetti ai lavori, ma di solito i biglietti li riesce a prendere chiunque, costano 18 euro sul sito del Macef e 25 in cassa (per info 02.499.777.03).
Sono 115mila metri quadrati dove si trova il meglio dell’oggettistica per la persona e per la casa: dal complemento d’arredo di design, all’oggettistica da regalo, dalla decorazione per la casa all’arte della tavola. Come sempre al centro di tutto ci sarà il design, ma non mancano sezioni collaterali come quella dedicata alla primavera “Casa in Fiore”. Inoltre torna l’evento gratuito “Macef in Town” presso la Triennale, una mostra dedicata alle migliori produzioni di accessori e oggetti di design prodotti dalle aziende espositrici. Aperta fino al 17 gennaio, si concluderà con un’asta pubblica il cui ricavato sarà devoluto a Unicef.
Gli appassionati delle bollicine sono più di quanti si possa immaginare: ora hanno un nuovo luogo per incontrarsi, e che posto. Nei giorni scorsi ha inaugurato nel cuore di Milano, il “Bistrot La Flûte“, un ambiente che sembra più una location da videoclip, realizzato dallo Studio Lucchese Design.
Per chi apprezza le bollicine francesi ci sono oltre 40 maison e 100 etichette - prezzi umani: si parte da 8€, happy hour, 10 - con proposte di abbinamenti da palati fini. Se avete ancora fame, il La Flûte è collegato al ristorante Artidoro con cui condivide anche l’enoteca dedicata all’asporto situata al piano inferiore. Qui è possibile scaricare il menù e la carta degli Champagne.
La Flûte Bistrot
Via Camperio, 15 - Milano
Orari: dalle 12:00 alle 2:00 del mattino, chiuso la domenica
Tel: +39 028057386

Continua a leggere: Inaugurazioni: La Flûte Bistrot, primo Bar à Champagne nel cuore di Milano

Sul Fuori Salone non c’è moltissimo da dire tutti sappiamo tutto, o meglio ci sono talmente tante cose che riassumere eventi, espositori e party, è un impresa che nemmeno chi lo organizza riesce a gestire completamente. La dimostrazione è che si incontrano spesso, girando per le strade coinvolte nel Fuori Salone, persone completamente smarrite alla ricerca di eventi che non trovano, party che non si sa bene dove sono e via dicendo. Io ho deciso di non prefiggermi nessun obiettivo e girare un po’ a caso. Qui sotto trovate un po’ di immagini.
La Fabbrica del Vapore si mostra per quello che dovrebbe essere, un luogo di arte, incontro, scambio, non la cattedrale nel deserto che per troppo tempo è stata. L’occasione è P*sti di vista, rassegna di mostre, eventi e installazioni proposte nell’ambito del Fuori Salone che ha fatto puntare l’interesse del popolo della settimana del design sui 18 eventi che hanno inaugurato contemporaneamente ieri sera e che rimarranno aperti al pubblico fino al 27, quando il salone chiuderà i battenti.
Tra gli eventi più interessanti al Careof e Viafarini la Mostra del designer Paolo Ulian, all’associazione culturale Il Fischio la proiezione del video Ecointrovabili, catalogo virtuale di idee per oggetti introvabili di dieci giovani architetti e designers e l’installazione In other people’s skin, spirata all’ultima cena vinciana di Terry Flaxon.
Continua a leggere: Interni - P*sti di vista, una sera alla Fabbrica del Vapore

Caccia grossa nella giungla milanese alla scoperta di giovani professionisti – e protagonisti – del mondo dell’arte, della moda, del design. Dove si possono vedere i creativi all’opera? Con l’acronimo MDMA (Milano, Design, Moda, Arte), prende il via il progetto di Enzo Pirro e Gianni Moretti: 4 mappe da distribuire in occasione di tre date fondamentali del calendario degli eventi milanesi, Miart, la Settimana della moda e il Salone del mobile che non riguardano il circuito commerciale, ma vogliono far conoscere gli spazi dove gli artisti lavorano, si incontrano e confrontano. Uno strumento utile che avrà una tiratura prevista di almeno 10.000 esemplari.
“Una mappatura che porta il pubblico al punto zero, lo studio dell’artista, luogo in cui la ricerca ha origine ed il lavoro prende forma e sostanza”, spiega Moretti. Che ora serra le fila per avere una documentazione più ampia e completa possibile: il progetto è stato comunicato ad un ampio numero di artisti, grazie anche alla collaborazione di Careof DOCVA, ma c’è tempo fino al 21 marzo: creativi meneghini, fatevi sotto. Per info: 3474742631 - giannimoretti78@gmail.com
Questa volta tocca alla collana I talenti di Vallardi Editore presnetare una guida alla Milano della moda, design e del relax. Buongiornomilano è un sorta del vivere bene, vivere trendy, fatta di luoghi di tendenza, per chi ama la moda, la bellezza, il benessere, i gioielli, il design, i regali, ma (forse) anche la natura e l’arte, servizi.
Una raccolta degli indirizzi per lo shopping alternativo, originale ma anche i luoghi della città dive donarsi qualche ora di relax, un bagno termale, un massaggio e tutto quello che riguarda il mondo delle spa e del benessere del corpo.
Interessante la soluzione di descrivere la città zona per zona, non tanto per tematiche e argomenti. Un modo per conoscere meglio e a fondo il luogo doveve si vive o dove si sceglie di trascorrere il proprio tempo linero. Un angolo nella sezione più frivola della biblioteca indispensabile su Milano è per Buongiornomilano.

Non ha forse ricevuto tutta l’attenzione che merita, ma in queste settimane il consiglio comunale sta discutendo un provvedimento in grado di decidere le sorti della città per i prossimi decenni: si tratta del documento di inquadramento del Piano di Governo del Territorio, ultima creatura dell’assessore all’urbanistica Carlo Masseroli. Ne abbiamo discusso con Francesca Zajczyk che, oltre ad essere consigliere comunale del Partito Democratico, è anche ordinaria di Sociologia Urbana all’Università di Milano Bicocca: dopo la prima puntata di ieri, ecco il seguito.
Professoressa Zajczyk, la giunta sostiene che una densificazione sarebbe auspicabile per richiamare in città quegli abitanti che nel corso degli anni si sono persi a favore dell’hinterland. C’è invece chi, come l’associazione Chiamamilano di Milly Moratti, ha messo in dubbio che questo trend demografico si possa invertire. Secondo lei è realistico prevedere un incremento di 700.000 abitanti per i prossimi decenni?
Intanto che tipo di abitanti? Albertini diceva esplicitamente di volere una popolazione ricca per Milano. La posizione dell’attuale giunta, e in particolarre di Masseroli che appartiene a Comunione e Liberazione, è apparentemente del tutto opposta: si vorrebbe una città con meno disuguaglianze, aperta, che riesca ad attrarre i giovani. Il problema è che i giovani lasciano Milano non solo perché non c’è un’offerta di case accessibile alle giovani coppie, ma anche perché la città non offre tutta una serie di elementi di qualità, che hanno a che fare con i servizi e con l’ambiente, che fuori città è più facile trovare.

Il progetto dell’assessore all’urbanistica Masseroli di portare a 2 milioni il numero di abitanti di Milano entro il 2030, alzando contemporaneamente gli indici di edificabilità da 0,65 a 1, ha fatto molto discutere nelle ultime settimane, anche qui su 02blog. Abbiamo chiesto un’opinione sul nuovo documento di inquadramento del Piano di Governo del Territorio a Francesca Zajczyk, nella sua doppia veste di ordinaria di Sociologia Urbana all’Università di Milano Bicocca e di consigliere comunale del Partito Democratico. Oggi la prima puntata dell’intervista, che avrà un seguito domani.
Professoressa Zajczyk, l’assessore all’urbanistica Masseroli ha presentato il suo progetto per la Milano del 2030, puntando tutto su una densificazione della città che la porti a invertire il declino demografico e a raggiungere la soglia dei 2 milioni di abitanti. A lei l’idea di una Milano più densamente popolata, in linea di principio, sembra positiva?
Il problema non va posto in questi termini. Si tratta piuttosto di chiedersi come la città possa reagire a un incremento così consistente, soprattutto dal punto di vista della qualità della vita.
Lou Reed in concerto al Teatro degli Arcimboldi il 24 settembre: questa è la buona notizia. La notizia cattiva? Non c’è, anche perchè i biglietti hanno un prezzo umano, ovvero vanno dai 25 ai 35 euro. Tanto, ma non follie totali come nel caso di Tom Waits, in cui si superavano i cento euro.
La mente, insieme a Cale e al buon Warhol dei Velvet Underground porterà in Italia la trasposizione in musica del Shir ha-Shirim, il Cantico dei Cantici nella sua versione ebraica. Insieme a Lou ci saranno anche Laurie Anderson e, a dirigere il tutto, un certo John Zorn.
Qui sopra un video in cui i due compaiono insieme a New York. Curiosità: l’assurda chitarra di Reed nel video è italianissima, leggete questo pezzo di Abitare di qualche tempo fa, l’ha realizzata il Gruppo Noah, sede; quartiere Lambrate, Milano, Italia.