Dopo un anno di Ecopass il Comune di Milano diffonde i dati “ufficiali” dichiarando che le ore di coda risparmiate sono state oltre 600 mila. 9 sarebbero i milioni di euro risparmiati, anche se non è chiaro da chi. Anche sui tram sono apparsi cartelli inneggianti a risultati che sbandierano oltre 20 mila auto in meno con un netto miglioramente per quanto riguarda la qualità dell’aria, mai così pulita (poco sporca, oserei precisare) da oltre 7 anni.
Un successo quindi, secondo le fonti ufficiali, i primi 12 mesi di sperimentazione, che quindi verrebbe prorogata di altri 6/12 mesi, inalterata con tanto di deroga per i motori diesel Euro 4. Trionfa lo staff del sindaco Moratti, almeno sulle pagine di quotidiani nazionali, ma nella realtà? Chi vive a Milano cosa ne pensa? Il traffico è realmente diminuito? Si respira meglio passeggiando per Via Buenos Aires?
Seguono tutti i dati:

La pacchia finisce tra poco, che luglio è alle porte - insomma tra sei settimane. In ogni caso da fine giugno in poi anche i diesel euro 4 senza filtro anti particolato dovranno pagare l’ingresso nella zona ecopass. Ci si può mettere in regola, montando il filtro anti particolato, uno scherzo che costa sui mille euro, e che molte case automobilistiche non hanno ancora messo in commercio. Uno scherzo che sa tanto di retrofit, ve lo ricordate? Qui su questo forum della rivista Elaborare, bibbia del tuner più accanito, si spiega un pò la situazione. Conclude Edoardo Croci:
Avvicinandosi al primo mezzo anno di vita, per Ecopass è tempo di bilanci. Fotografati in due numeri. «Abbiamo tolto dalle strade del centro un qualcosa come ventimila auto private e più di tremila veicoli commerciali. Nessun altro provvedimento avrebbe centrato un obiettivo così imponente». E ancora. «Tra le classi paganti, che sono quelle più inquinanti, si è dimezzato il numero dei veicoli circolanti» Troppo presto, comunque, per predire l’eventuale estensione dell’area di applicazione. «Sono valutazioni che faremo solo dopo la fine della sperimentazione»
Foto: mastrobiggo, Flickr