
Update: Vi avevo detto che c’era un provabile concerto di Elio e le Storie Tese. Ebbene, dopo varie ricerche ho scoperto che il concerto di Elio, oltre ad essere dello scorso anno, si è tenuto a Lodi e non a Milano dove, tra l’altro, non esiste nessuna Piazza Vittoria. Anche il concerto di Frankie Hi Nrg in piazza S. Stefano non si farà.
La crisi impietosa avrà come effetto quello di diminuire le partenze per capodanno? Provabile. In ogni caso per tutti quelli che rimarranno in città e non sanno a che santo votarsi per i festeggiamenti dell’ultima notte del 2009 segnaliamo il dettagliato speciale di 2night sulle feste nei locali milanesi. Una carrellata tra le iniziative proposte dalla “viziosa/virtuosa spirale dell’entertainment che per l’ultima notte dell’anno appare ancor più aggrovigliata”. Per districare la matassa consigliamo un’attenta lettura dello speciale in oggetto, insieme al nostro precedente post di Gabriele. Sono tanti, forse troppi. Troppa scelta stroppia, tanto che qualcuno potrebbe cedere alla tentazione del capodanno in piazza, gratuito e senza selezione all’ingresso.
In piazza Santo Stefano ci sarà il rapper Frankie Hi-Nrg ed alcuni gruppi emergenti, mentre Fausto Leali salirà sul palco allestito in Piazza Stuparich con Nora de Stefani dalle ore 22:00 circa. La squadra di Radio Deejay si esibirà alla Triennale Bovisa, in via Raffaele Lambruschini 31, dove per l’occasione le mostre saranno aperte fino alla 01. A Monza Enrico Ruggeri si esibisce al PalaIper di viale Stucchi. Infine il super appuntamento, riportato da vari siti: Elio e le Storie Tese in Piazza Vittoria a partire dalle 22:30. Ho provato a cercare piazza Vittoria, inutilmente. Sarà Porta Vittoria?
Foto by Flickr.

Ecco che arriva, incombente e minacciosa, la notte di Halloween. Non potevamo ignorare questa festa pagana ereditata dagli americani. Con buona pace (adoro quest’espressione Tg quattresca) delle nostre ricorrenze cristiane: Ognisanti e Morti. Sulle origini di questa strana festa vi rimandiamo qui. Lungi da noi fare noiose disquisizioni circa l’inesorabile colonialismo culturale a stelle e strisce che intacca la nostra fiera società secolare. No, perché Halloween è solo un peccatuccio veniale, di quelli innocui. In fondo una scusa in più per festeggiare e fare party. Feste che muovono centinaia di migliaia di euro, tanto che anche il pub sotto casa, quello che più sfigato non si può, non può fare a meno di festeggiare la notte delle streghe, degli zombie e di tutte le strane creature che popolano il mondo dei morti e dei vivi (e che spesso affollano il nostro tubo catodico). A questo link una selezione delle feste milanesi più “in” a Milano.

La linea del “rigore a tutti i costi” fa un’altra vittima illustre: il ristorante preferito dai VIP, Giannino, stavolta oggetto delle ire dei residenti. Sulla vetrina fino a ieri c’era questo cartello: “Siamo spiacenti di informare la gentile clientela che il ristorante è momentaneamente inagibile. La direzione”. E’ stato chiuso cinque giorni per decisione della Procura, dopo un esposto dei residenti per schiamazzi.
Pare inoltre mancassero le autorizzazioni per le feste e i certificati anti incendio. Si aggiungerebbe anche un’imputazione per occupazione del suolo pubblico. Una sfilza di contestazioni che ha enormemente danneggiato il locale, rimasto chiuso nella settimana più movimentata dell’anno. “Denunceremo chi ha fatto l’esposto. Il danno è stato enorme, proprio nella settimana della moda”.
Anche il Plastic, recentemente oggetto di un appello di Fiurucci, rimane chiuso in questi giorni per cause ancora non meglio precisate. Il Sottomarino, oggetto di problemi di sicurezza, è ancora chiuso. Continua la guerra alla nightlife milanese. Si accettano scommesse sul prossimo.

Lo stilista milanese è stato un assiduo frequentatore del Plastic negli anni ‘80 e recentemente, per il 25°, aveva collaborato alla realizzazione del libro fotografico “This is plastic. 25 years of hard clubbing“. Fiorucci ha un’idea ben precisa del Plastic, non una semplice discoteca, ma un luogo che ha saputo costruire un’identità precisa, forte, fatta di un’estetica all’avanguardia e di frequentazioni sregolate e importanti. Andy Warhol per esempio, che lo definì “il locale più bello d’Europa”, o Keith Haring che insieme a Grace Jones per ballarci prendeva l’aereo. “Senza il Plastic Milano perderebbe una parte importante della propria identità, la discoteca va salvata. Il mondo della moda deve molto al Plastic che rimane il vero ritrovo dei creativi”. Lo stilista propone una mobilitazione civile per salvare il locale dallo sfratto già notificato dalla proprietà. Il contratto scade nel giugno 2010.
Continua a leggere: Appello di Fiorucci: "Salviamo il Plastic"
Weekend da far west alle porte di una delle discoteche più note di Milano. Sono circa le 5 di mattina e davanti al De Sade in Via Valtellina, un pregiudicato, implicato in piccoli traffici di droga, viene colpito da otto colpi di pistola. Non è la prima volta che il De Sade si trasforma in teatro per azioni di questo genere, lo scorso anno un ragazzo di origini albanesi è stato ferito con un coltello. A quanto pare il responsabile dell’esecuzione di sabato è già stato fermato e ha confessato durante l’interrogatorio, ma un caso chiuso serve invece a riaprire la questione sulla sicurezza della vita notturna metropolitana.
Oltre allo sballo delle pasticche, alle stragi dell’alcool, questa volta bisogna fare i conti con la violenza vera e propria che, a quanto pare, è una vera e propria piaga della nostra città (ma non solo). Sulla free press Epolis è stata pubblicata una sorta di lista nera dei locali in cui ballare può essere pericoloso. Ve la riporto in attesa di avere un vostro riscontro nei commenti. A quanto pare si rischia al Matisse di piazza Carlo Erba, al Polaris di via Massarini, al Bana Afrique di viale Rimembranze, allo Stardust di piazza Bernini, al Lime Light di via Castelbarco, al Bho di via Stendhal e in generale in tutti i locali di via Sammartini. Voi che ne pensate?

Un post inutile, almeno per chi a Capodanno andrà via da Milano. Secondo un’indagine della Camera di Commercio Di Milano saranno in tanti: uno su sette. Per tutti quelli che rimarranno in città e non sanno a che santo votarsi segnaliamo il dettagliato speciale di 2night sulle feste nei locali milanesi. Una carrellata tra le iniziative proposte dalla “viziosa/virtuosa spirale dell’entertainment che per l’ultima notte dell’anno appare ancor più aggrovigliata”.
Per districare la matassa consigliamo un’attenta lettura dello speciale in oggetto. Sono tanti, forse troppi. Troppa scelta stroppia, tanto che qualcuno potrebbe cedere alla tentazione del capodanno in piazza. Se solo si sapesse cosa il Comune ha organizzato nelle piazze di Milano. Forse ancora nulla, ma non demordete, magari qualcuno si sveglierà per tempo.
Foto di Un ragazzo chiamato Bi, by Flickr

Dopo la festa del Nonno ecco che arriva, incombente e minacciosa, la notte di Halloween. Non potevamo ignorare questa festa pagana ereditata dagli americani. Con buona pace (adoro quest’espressione Tg quattresca) delle nostre ricorrenze cristiane: Ognisanti e Morti. Sulle origini di questa strana festa vi rimandiamo qui. Lungi da noi fare noiose disquisizioni circa l’inesorabile colonialismo culturale a stelle e strisce che intacca la nostra fiera società secolare. No, perché Halloween è solo un peccatuccio veniale, di quelli innocui. In fondo una scusa in più per festeggiare e fare party. Feste che muovono centinaia di migliaia di euro, tanto che anche il pub sotto casa, quello che più sfigato non si può, non può fare a meno di festeggiare la notte delle streghe, degli zombie e di tutte le strane creature che popolano il mondo dei morti e dei vivi (e che spesso affollano il nostro tubo catodico).
A questo link una selezione delle feste milanesi più “in”. La parola a voi lettori: dove passerete la notte di Halloween?

A volte ritornano. E si ricomincia, e si riparte: leggo oggi sul Corriere - cartaceo ahimè, non tutto va online - della campagna antidroga, del patto tra comune e discoteche, degli - uh oh! - accordi con San Patrignano. Bene, molto bene. “Porteremo sportivi e sacerdoti nei locali”. Sono certo che verranno ascoltati. Sono certo che fulmineranno sulla via di Damasco, piuttosto che con i cinquanta euro arrotolati, un sacco di ragazzi e ragazze con le narici sporche, piuttosto che gli occhi un pò più arrossati della norma. Per favore. Per favore. A parte che su San Patrignano potete leggere una interessante controstoria qui, su Indymedia - ah quanti ricordi! -
Giancarlo Arnao descrisse così i fondamenti del Muccioli-pensiero: “L’ideologia di base di San Patrignano è che tutti i consumatori di droghe diventano tossicodipendenti e che tutti i tossicodipendenti muoiono. Le persone che vanno a San Patrignano sono ’salvate dalla morte’; pertanto, ogni mezzo è lecito per liberarle dalla droga”
Vorrei semplicemente qualcuno avvisasse Mariolina Moioli, deus ex machina dell’iniziativa, che sono soldi buttati. Buttati, dal primo all’ultimo centesimo. Al fianco del Comune anche Rudy Citterio, presidente del Silb. Chissà se si ricorda di quanto accadde al suo collega circa un decennio fa…
Continua a leggere: Campagna contro la droga: preti e Vip in discoteca
Dopo l’Hollywood tocca al Tocqueville chiudere forzatamente, e per la seconda volta. Lo ha reso noto ieri mattina la polizia, che il 14 marzo aveva già provveduto a notificare al locale un provvedimento di sospensione della licenza per problemi legati all’ordine pubblico.
Il locale aveva fatto subito ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale) della Lombardia, ed era rimasto chiuso solo un giorno, in attesa della deliberazione. Mercoledì la terza sezione del Tar ha dato ragione alle contestazioni della polizia amministrativa, ed ha respinto quindi il ricorso, costringendo i così titolari e i gestori del ristorante-discoteca a chiudere la sera stessa. Il Tocquevile non potrà aprire fino al 30 marzo compreso: in tutto sconterà cinque giorni di sospensione.
Che qualcuno che intravede in questi gesti una crociata nei confronti delle discoteche di Corso Como è risaputo. Più che atti dovuti si tratta di gesti che mirano a colpire una categoria, rea di creare troppa confusione in zona, e di creare problemi di ordine pubblico. Non si spiega altrimenti perchè questi “problemi di sicurezza” non siano stati individuati prima in discoteche che sono li da anni.
Una notizia che non sconvolge più di tanto chi conosce il mondo delle discoteche e dei locali notturni: la metà dei ragazzi usciti dalle discoteche non supera il test alcolemico. L’età media di chi assume alcolici si è sensibilmente abbassata e per qualcuno è una vera e propria emergenza sociale da contrastare con ogni mezzo, repressivo ed educativo. Intanto i risultati della ricerca condotta in 28 discoteche cittadine dall’Associazione Ala, resi noti ieri, gettano benzina sul fuoco.
Una ricerca fatta sul campo grazie a solerti volontari che fuori dalle discoteche hanno intervistato e fatto il test dell’alcol 758 ragazzi in procinto di prendere l’auto dopo una notte di sballo. Il 46% supera la soglia degli 0.5 grammi di alcol per litro di sangue (per un uomo di 70 kg bastano 3 bicchieri di vino), e il 24 dichiara di aver assunto droghe nel corso della serata. La ricerca sarà presentata il 2 aprile alla discoteca Hollywood.
Appresi i risultati l’assessore alla Salute, Giampaolo Landi, propone un tavolo per coordinare campagne sociali, controlli in strada e interventi mirati per garantire il rispetto della legge che vieta la vendita degli alcolici dopo le 2. De Corato gongola con l’aumento delle pattuglie da 12 a 18. I vigili per contro lamentano la diminuzione degli agenti a bordo da 3 a 2 e minacciano di boicottare la Stramilano (il 6 aprile).