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Tutti gli articoli con tag don colmegna

Casa della Carità critica con il nuovo regolamento sui campi rom

pubblicato da Trab


Pochi giorni fa avevamo parlato del nuovo regolamento sui campi Rom firmato dal prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, che prevede fra l’altro la temporaneità dei campi e il pagamento di una sorta di “canone di affitto”, in misura compatibile con le condizioni delle famiglie e delle persone. La Casa della Carità di don Colmegna, da anni impegnata nell’assistenza ai nomadi, la giudica “inadeguata”, dato che la logica seguita dall’associazione è quella del superamento dei campi nomadi.

La Casa della carità aspetta di conoscere il documento, ma è preoccupata dalle anticipazioni apprese dagli organi di informazione. Infatti, qualora le indiscrezioni fossero confermate, il nuovo regolamento si rivelerebbe inadatto ad affrontare la questione. La presenza dei rom a Milano va trattata nel contesto di una strategia di politiche sociali più ampia, che non può essere ridotta a uno strumento di controllo. Anche perché le aree autorizzate dal comune di Milano per ospitare queste famiglie sono molto diverse tra loro. Nei 12 insediamenti regolari abitano circa 1.100 persone di diverse nazionalità: italiani, bosniaci, kosovari, macedoni, rumeni e serbi. Alcuni campi hanno più di vent’anni, altri sono più recenti, in alcuni i progetti verso l’autonomia sono già avviati, altri sono quasi dei ghetti

La Casa della carità è disponibile a un confronto con le istituzioni, che sia aperto anche ai rom e auspica che la vicenda del nuovo regolamento non diventi motivo di contrapposizioni politiche e ideologiche.

Foto by Marco Zion, Flickr.

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Milano: immigrati accolti per il freddo, ma a rischio denuncia

pubblicato da Alessandro Condina

In questi giorni di gelo, in cui il termometro di notte scende ben sotto gli 0 gradi, è ancora più duro e persino pericoloso vivere per strada, come succede ai tanti senzatetto di Milano. Per questo motivo il Comune “ha potenziato tutti i servizi dedicati all’accoglienza dei fissa dimora”, come rivendica l’assessore ai Servizi sociali Mariolina Moioli. Un piano anti-freddo daa 2.500.000 euro, che si concluderà il 31 marzo del 2009, per un totale di 1200 posti letto in tutta Milano.

Ma c’è un problema ancora aperto ed è quello degli immigrati senza permesso di soggiorno. L’assessora assicura che ovviamente c’è posto anche per loro, visto che il Comune non fa morire nessuno di freddo; i dormitori, dunque, saranno aperti anche per i “clandestini” ad una condizione, però, che si facciano identificare. Se irregolari saranno segnalati alle forze dell’ordine e dunque rischieranno di essere fermati ed espulsi.

Al di là del rispetto delle regole, richiamato dalla Lega, c’è una conseguenza ovvia: molti eviteranno i servizi comunali e rischieranno di morire assiderati per paura di essere individuati ed espulsi. Per questo motivo don Colmegna, della Casa della carità, chiede che non siano i dormitori a dover identificare gli irregolari, ma che ci si pensi in altri momenti e in altri luoghi. Anche i City Angels chiedono che non si confonda l’assistenza ai più bisognosi con l’ordine pubblico, ma il Comune sembra deciso a far rispettare rigorosamente la legge. Ad ogni costo.

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Don Colmegna contro il pacchetto sicurezza di Maroni:"Così non si risolve niente"

pubblicato da Gabriele Ferraresi

Il pacchetto sicurezza recentemente approvato dal governo - di cui potete leggere su polisblog - ha diviso chi quotidianamente si trova ad affrontare il “problema rom”. Tra i più perplessi, Don Virginio Colmegna, particolarmente dubbioso riguardo all’introduzione del reato di clandestinità

Inviterei ad abbassare i toni. Magari fosse così, magari i criminali fossero solo i clandestini che rubano i portafogli alla stazione. La criminaità è anche italiana, è anche fatta da gente che le carte d’identità in regola. La grande criminalità non è certo quella dei morti di fame

E direi che, per quanto la microcriminalità sia fastidiosa e da eliminare, è difficile dargli torto. Il tutto mentre l’interista Cristian Chivu - nato a Craiova: la città da cui arrivano buona parte dei rom che vediamo in città - andava a visitare i bambini ospitati nella struttura del Parco Lambro.

“Sono cresciuto a Craiova, e mi sembra strana tutta questa diffidenza verso gente accanto alla quale ho vissuto, si esagera con i pregiudizi. Io sono fiero di essere romeno e di essere in Italia a rappresentare il mio paese. La grande maggioranza dei romeni che vengono in Italia lo fanno perchè vogliono costruirsi un futuro”

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Rom in tour con don Virginio Colmegna

pubblicato da Kuda

Dopo uno sciopero della fame e le due settimane di ospitalità presso la Casa della Carità per le 51 persone rimaste senza abitazione a seguito dello sgombero del campo nomadi di via san Dionigi, don Virginio Colmegna ha organizzato quello che è già stato battezzato Rom Tour “alla ricerca di una ospitalità itinerante in attesa di una soluzione stabile”. Da due giorni i 51 senzatetto sono ospitati da parrocchie, centri sociali e da un centro islamico e supportati da un pullman della Casa della Carità: leggetene su La Repubblica.

Settimana prossima il pullman partirà invece per la Romania, dove verranno avviate delle attività produttive con lo scopo di fornire un lavoro ai rumeni del campo Rom. Fra le 51 persone vi sono 8 bambini e 8 donne, delle quali due incinta.

Una soluzione quieta e forse più intelligente del semplice sgombero, perchè cerca di risolvere alla radice la questione senza limitarsi a liberare una zona spingendo gli occupanti verso altre zone dismesse.