
Mamme e papà, di solito, sono sempre in prima linea per difendere la qualità dell’aria e promuovere modalità di spostamento sostenibili, prova ne è l’esistenza di un’associazione milanese che si chiama “Genitori Antismog“. Tuttavia certe volte anche le biciclette possono rappresentare un pericolo per i bambini. E’ il caso delle elementari Lambruschini-Cybo, in Via Crespi 1, dove un gruppo di genitori da qualche tempo si sta battendo contro una pista ciclabile.
Per quale motivo tanto accanimento contro il popolo delle due ruote? Il problema è che in questo caso la pista dedicata alle biciclette è stata realizzata proprio davanti all’entrata (e uscita) della scuola. Qui lo spazio è ridotto e i ciclisti non rallentano, anzi suonano molto seccati quando trovano il passaggio bloccato dagli alunni accompagnati dai genitori, che attendono il suono della campanella.
Oltre il danno, la beffa. La Scuola infatti avrebbe due ingressi (l’altro dà su piazzale Maciachini), ma da quest’anno ne viene utilizzato uno solo (quello di via Crespi) a causa del taglio del personale ATA, ovvero per mancanza di bidelli. “Chiediamo urgentemente che venga posizionata una segnaletica che indichi la presenza di una scuola - ha spiegato in una lettera Maria Teresa Logozzo dell’Associazione Genitori Scuola lambruschini-Cybo - e che inviti a rallentare la velocità. In alternativa sarebbe necessaria la presenza di un vigile nel periodo di entrata e uscita degli alunni”.

Chi sta scrivendo è incappato in uno dei varchi trappola, più di una volta, multato per aver oltrepassato il varco Ecopass con la moto. Si viaggia sulle 800 multe al giorno. I varchi maledetti dai motociclisti e scooteristi sono quelli di Corso Magenta, corso di porta Vigentina, via degli Olivetani e via Lamarmora. A suo tempo avevamo fatto un appello per la rimozione. Picche: “motivi di sicurezza” la motivazione. A cosa si riferissero rimane mistero.
La notizia è che il neo Assessore al traffico de Corato vuole toglierle: “chi si muove in città su due ruote va agevolato perchè ogni moto in più corrisponde un’auto in meno”. Non c’è ancora una data, ma tutti i centauri si augurano che avvenga quanto prima. Dunque la rivoluzione De Corato prosegue: dopo il congelamento delle preferenziale in Foro Bonaparte a causa di un cordolo “troppo pericoloso”, quella in via Solari promessa da Croci non partirà.

Preferenziale di Foro Buonaparte inutile, saltano i piani per l’Atm di Croci. Prime conseguenze della rimozione dell’assessore Croci, ve ne abbiamo scritto appena due giorni fa. De Corato che ne ha appena ereditato i poteri sulla mobilità boccia un’opera nata in una settimana e non ancora in funzione (!). Il Corriere fornisce tutti i particolari di una vicenda bizzarra.
Tra piazzale Cadorna e Cairoli hanno costruito, lavorando pure di notte, un muretto per creare una corsia preferenziale per tram e autobus. Da motociclista credevo ingenuamente l’avessero fatto “permanente” per tutelare anche le due ruote – sapete quanto possono essere pericolosi i cordoli di plastica, non si vedono e sono scivolosi – invece l’hanno tirato su in cemento per non danneggiare i masselli della pavimentazione dichiara Atm (che l’avrebbe preferito plasticoso).
Non durerà, De Corato non vuole nemmeno un periodo di sperimentazione – tanto gli straordinari notturni degli operai li hanno pagati i cittadini milanesi – perché, a suo avviso, la nuova preferenziale creerebbe solo un ingorgo duecento metri dopo, non aiutando il traffico che deve invece “scorrere”.
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Motociclisti, pensavate di essere esenti da multe Ecopass? Vi dovete ricredere e sicuramente alcuni di voi già se ne saranno accorti. Da qualche tempo a questa parte meglio buttare un occhio ai cartelli posizionati nei varchi definiti “trappola”. Sono tre: via Olivetani, corso di Porta Vigentina e Lamarmora. 350mila il numero delle multe. Soprattutto ai danni dei motociclisti. La coalizione di Centrodestra chiede a Croci di aprire quelle corsie ai motorini. Croci non si sbilancia: “In quelle quattro strade esiste per esigenze di sicurezza”. Ma sono in pochi a capire questo divieto alle due ruote.
Il problema nasce all’inizio dell’anno in coincidenza dell’entrata in vigore dell’Ecopass. Alcune vie, per la precisione 17, sono diventate a senso unico, e 4 a divieto di accesso. Corso Magenta è diventato da gennaio ad ingresso vietato per tutti (tranne mezzi pubblici e taxi), mentre è transitabile nel verso opposto (cioè dal centro verso Piazzale Baracca). In particolare in Corso Magenta dall’inizio dell’anno fino al 31 maggio sarebbero state emesse 130.630 multe, con una media di 877 al giorno, la maggioranza delle quali sono riservate ai poveri motociclisti che qui non possono entrare, inspiegabilmente. Voi, motociclisti, salvezza del traffico milanese, vi siete accorti dei divieto o siete stati multati?

Ne avevamo scritto anche in passato, come per esempio in questa occasione. Era maggio, per dirne una, Funari era ancora vivo. Sembra sia passato un secolo. Ancor più però sembrava che ClearChannel, conquistato l’appalto per il bike sharing a Milano fosse pronta ad inondare con migliaia di biciclette la città.
Addirittura pareva che tutto potesse partire prima di luglio. Macchè: se ne riparla non prima di ottobre. Colpa di non meglio precisate lungaggini burocratiche, ovvero storie di autorizzazioni per le colonnine in cui lasciare le due ruote nei vari punti di raccolta, dislocati un pò ovunque.
Per dire, tra piazza San Babila, via Torino e piazza Lega Lombarda. Niente da fare, se ne riparla per fine ottobre: anche se ora si sa qualcosa di più sui prezzi, con abbonamenti annuali da trenta euro, tariffe settimanali da cinque euro, e giornaliere da due o tre euro.
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Ci eravamo occupati anche in passato del bando di concorso per il bike sharing; era andato clamorosamente deserto. Ora pare che un accordo si sia trovato, almeno secondo quanto riporta Repubblica:
Dopo quasi sei mesi di ritardo, quindi, adesso si parte. Anche se il numero delle bici, dalle 5mila inizialmente previste potrebbe scendere a 3mila e le rastrelliere da 250 a 200. Il noleggio delle due ruote da prendere e riconsegnare in rastrelliere pubbliche sparse per Milano avrebbe dovuto debuttare insieme all´Ecopass, all´inizio di gennaio. Ma la gara - la prima base d´asta era 5 milioni di euro - bandita da Atm lo scorso novembre per appaltare il servizio era andata deserta
Vedremo come andrà a finire, speriamo non come come ai tempi, se non sbaglio, di Pillitteri, quando le cinquecento bici gialle del comune andarono letteralmente a ruba. Grazie Corriere per questa piccola perla d’archivio.

Un parcheggio per bici così affollato a Milano non lo vedremo mai, anzi è già tanto se vediamo un parcheggio. Sicuramente condividono questo pensiero anche gli Amici della Bicicletta, che si sono ritrovati questa mattina davanti a Palazzo Marino per richiedere misure immediate. Ovvero piste ciclabili e strutture per le due ruote.
Alla manifestazione erano presenti anche alcuni esponenti politici, tra questi il consigliere regionale Giuseppe Civati che ha portato alcuni dati. A Milano ci sono 67km di piste ciclabili, a Vienna 1.000km, a Monaco, Stoccolma e Hannover 750km, a Copenaghen 350km. E, a quanto pare, a Milano dobbiamo attendere fino al 2011 per averne altri 53 di kilometri da percorrere sulle due ruote.
Cercando in rete ho trovato una tabella che riassume la lunghezza delle piste ciclabili in mezza Europa, in Italia siamo messi male come kilometraggio, ma la cosa che mi fa più pensare è che ci siamo posti uno degli obiettivi più pretenziosi, soddisfandolo solo per un decimo! L’Olanda ad esempio (molto più piccola dell’Italia) si è posta un obiettivo più piccolo ma lo ha soddisfatto maggiormente.