
Se volete sperimentare cosa vuol dire guidare una vettura elettrica per le vie di Milano, e soprattutto se domattina alle 9 non avete nulla da fare, vi segnalo questo incontro al Piccolo Teatro: si chiama “Una scossa alla città”, dietro c’è Espansione, inserto economico de Il Giornale, e ci sarà la possibilità di guidare una Smart elettrica.
Per accreditarvi e partecipare all’evento sul sito di Espansione trovate tutte le informazioni necessarie: il programma lo trovate sempre sul loro sito, dopo il saluto iniziale, alle 9.40 è previsto l’intervento di Letizia Moratti, che insieme a Giuliano Zuccoli, presidente di A2A parlerà dei punti di ricarica per auto elettriche previsti per Milano.
A fine 2009, si parlava di 270 di questi punti ricarica, ma a spiegarne era ancora Edoardo Croci, caduto a dir poco in disgrazia e sacrificato per l’ecopass. Domani potrebbe essere una buona occasione per scoprire dal vivo a che punto siamo.
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Dimissioni ufficiali oggi per Paolo Massari, ormai ex assessore all’Ambiente del Comune di Milano. Un sex gate meneghino:
Sono due le accuse di molestie lanciate contro Massari in una decina di giorni, il 25 maggio la prima, direttamemnte dall’ambasciatore norvegese Einar Bull, la seconda due giorni fa da una dipendente dell’Ufficio Relazioni internazionali di Palazzo Marino. La goccia che fa traboccare il vaso è proprio la lettera scritta dalla giovane precaria per denunciare sgradevoli avances subite da Massari, che l’avrebbe minacciata di non parlare pena il mancato rinnovo del contratto
Il resto del quote qui sopra lo trovate su Il Giornale, che si affretta poi ad approntare una difesa d’ufficio affidata alle parole di Ignazio La Russa “E’ un bravo ragazzo”. Per compensare, c’è un pezzo su L’AnteFatto che vi consiglio di scorrere, mette insieme un po’ di tutto, da vecchissime storie di consiglieri comunali castigatissimi a parole e poi pizzicati a trans, passando per molestie sessuali a Palazzo e le mazzette di Prosperini e Pennisi, ma vale una lettura.
Ieri pomeriggio c’è stata la presentazione del referendum per l’ambiente e la mobilità a Milano: un referendum trasversale, proposto da Marco Cappato, Edoardo Croci, ed Enrico Fedrighini. Le proposte sono interessanti - le vedremo meglio dopo il salto - e toccano tasti a dir poco dolenti, dalla qualità dell’aria, all’energia pulita, passando per il verde pubblico, l’ecopass, e anche la proposta più utopistica.
Riaprire i Navigli: un sogno dite? Vedremo: intanto, quello proposto è un referendum consultivo di indirizzo Comunale. Spieghiamo di che si tratta:
Art. 13 - Effetti del Referendum
1. A seguito del referendum di cui all’art.11 l’organo comunale competente delibera o provvede sull’oggetto del referendum entro 60 giorni dalla proclamazione dell’esito della consultazione quando questo risulti favorevole alla proposta o quesito sottoposto a referendum; ove intenda deliberare senza uniformarsi all’avviso degli elettori, ne indica espressamente i motivi.
sempre sul blog del referendum leggo che servono 15mila firme, ovvero l’1,5% degli iscritti alle liste…
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Dalle telecamere dell’Ecopass è arrivato un dato sorprendente, per lo meno per chi non frequenta le strade del centro cittadino (ovviamente con gli occhi aperti), sono oltre 6.500 i veicolo dedicati al trasporto merci che entrano nell’area “protetta” nelle fasce orarie in cui, in teoria, sarebbe vietato il carico e scarico delle merci.
Questo il dato. E quindi che si fa? Semplice, vengono approvate delle regole che rendono legali delle infrazioni che sistematicamente venivano violate (o meglio non vengono concretizzate quelle proposte in passato). Quindi, sulla carta il traffico di furgoni e camionette era vietato la mattina tra le 7,30 e le 10 e, nel pomeriggio tra la 14 e le 19, ma visto che oltre il 65% del traffico merci diretto al centro di Milano è stato dimostrato che avviene in queste ore, ecco che tutto cambia e migliaia di furgoni Euro 4 senza filtro antiparticolato (anche se considerati come mezzi inquinanti) ora possono andare e venire a loro piacimento a qualsiasi ora del giorno.
Come al solito il vil denaro viene messo davanti alla salute dei cittadini, perché non si può certo danneggiare i commerci di una città come Milano. Ovvio anche che non sono 3 mila furgonici in più o in meno a cambiare radicalmente l’aria della città, ma certo che questa notizia non è certo una buona notizia per chi ha interesse di respirare aria un po’ più pulita.
Era il 2008 quando si era gridato alla rivoluzione della viabilità milanese, con l’imposizione del carico e scarico nottuno e oggi tutto quanto viene ribaltato. Di solito si dovrebbe cambiare in meglio, o per lo meno così accade nei luoghi civilizzati.
Quindi i milanesi devono mandare giù l’ennesimo boccone amaro. Chissà quanto ancora dovremmo aspettare per una politica ambientale che dimostri che qualcuno a Palazzo ha veramente a cuore la salute dei cittadini?

Le doti anti-inquinamento dell’Ecopass, sono una barzelletta, in una città come Milano, posizionata in una maniera non proprio favorevole al ricambio dell’aria, e questo è noto: meno noto è forse questo dato, ovvero, i tredici giorni consecutivi di superamento dei limiti delle polveri sottili. Leggo sul quotidiano di via Solferino che
La serie più nera dell’aria milanese è iniziata l’11 gennaio. Nuvole, nebbia, temperatura vicino allo zero. E smog che si accumulava (…) Fossero ancora in vigore le vecchie leggi regionali, ieri nelle aree più inquinate della Lombardia si sarebbe bloccato il traffico. Poi le regole sono cambiate
Il sottotesto però, è un altro: le cose vanno viste in prospettiva - e il punto di fuga, in questo caso, sono le elezioni regionali 2010 - per cui, dopo la cacciata di Edoardo Croci, che pure non aveva lavorato male, si è deciso di bloccare ogni possibilità di irrigidire l’ecopass - per esempio, con le 7 deroghe concesse ai diesel Euro 4 - visto che il traffico, è sempre un tema delicato per gli elettori. Riccardo de Corato infatti, una volta rimosso Croci, prese le sue deleghe al traffico…
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Felici per la buona notizia sull’arrivo di Autobus versi a idrogeno, ecco che dal mondo della mobilità sostenibile arriva la solita legnata che non ti aspetti.
Questa volta parliamo di piste ciclabili, un tema molto sentito da 02blog, che purtroppo come spesso accade nella stagione fredda viene un po’ messo da parte. Questa volta sembra la conferma definitiva a quello che avevamo paventato tempo fa. Ricordate i cantieri per le piste ciclabili che non erano partite perché toglievano spazio ai parcheggi? Ecco, allora avevamo scritto che sembrava evidente che a qualcuno in Comune non frega nulla delle vie dedicate alle biciclette. I “soliti automobilisti” ci avevano bacchettato per queste affermazioni.
Ebbene ora come la mettiamo? Ci sarebbero oltre 15 milioni di euro di fondi da dedicare a tre percorsi nella zona centrale di Milano. Soldi non certo “nuovi”, visto che risalgono all’ultimo governo Prodi. Gli itinerari prevedono collegamenti tra piazza Duomo e Porta Nuova, il parco Sempione e Corso Monforte. I fondi però giacciono dimenticati dall’assessorato alla Mobilità.
Ecco quindi che il rimpianto assessore Edoardo Croci avverte che il rischio è che se la corda si tira ancora, i soldi dovranno essere restituiti. Peccato che questi progetti non fanno parte delle priorità del Comune.
Per capire un po’ meglio come stanno le piste ciclabili a Milano, vi rimando a un post di Giann.net.
Foto: scre(A)nzatopo (ritorno alle origini)
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Nei commenti del post su cosa cambierà dell’ecopass nel 2010 - poco o nulla, almeno fino al 30 aprile - dottor-d, nostro affezionato lettore, ci ha chiesto di fare chiarezza e mettere in fila una volta per tutte qualche dato sul provvedimento del Comune, visto che non si riesce mai a capire se sia servito a qualcosa questo benedetto ecopass.
Partiamo però con un po’ di storia, per inquadrare la situazione: l’ecopass parte il 2 gennaio 2008, due anni fa. Al tempo, se vi ricordate anche le campagne pubblicitarie del Comune, era proposto ai milanesi soprattutto come un provvedimento atto a ridurre l’inquinamento, secondariamente finalizzato a scoraggiare l’utilizzo dell’auto privata. Infine, era anche utile per far cassa, da investire nel trasporto pubblico.
Dopo il primo mese, a febbraio 2008, venivano tessute lodi al profeta del provvedimento, l’oggi silurato - proprio per l’ecopass! - Edoardo Croci, il quale spiegava che
“I risultati sono addirittura migliori delle aspettative perché il miglioramento è ormai stabile sia per quanto riguarda la riduzione degli ingressi che dei veicoli e si confermano le stime di riduzione delle emissioni di PM10 ed altri inquinanti”
e non solo…
Continua a leggere: Dati Ecopass: ma è servito o no? Numeri e incassi dal 2008 a oggi

La parola magica, innovativa e eco-friendly, viene chiusa in un cassetto? Dopo il foglio di via a Croci, l’Ecopass passa di mano al vicesinadaco De Corato. Non farà parte delle deleghe del neo assessore Paolo Massari. Strano, perchè la Moratti, da inizio mandato, predicava la necessità di una visione integrata, tanto da mettere insieme ambiente, mobilità e trasporti. Ora, con lo smembramento delle deleghe dell’ex assessore Croci, la Mobilità sostenibile sembra definitivamente accantonata.
Ma non è l’unico spostamento, un gran valzer delle deleghe che passano di mano in mano. Massari si trova in mano un assessorato tutto dedicato all’ambiente, pulizia della città compresa. Si occuperà di aria e terra, ossia smog e immondizia. Il bike sharing, altro successo finito nell’opuscolo della Moratti, ex Croci anch’esso, passa invece a Cadeo, dedito all’arredo urbano. Lo smembramento di Croci ha comportato anche lo spostamento della questione metrò, passato all’assessore Masseroli, urbanistica. Le infrastrutture finiscono invece nelle mani di Simini, Lavori pubblici.
E’ innegabile una redistribuzione delle competenze in funzione esclusivamente politica. Che la Moratti stia cercando di compiacere i partiti per essere ricandidata?

L’avevamo detto, che non avrebbe mangiato il panettone: e purtroppo per Edoardo Croci, l’Assessore cui dobbiamo l’ecopass, siamo stati buoni profeti. Il traffico, è l’unica cosa che fa vincere o perdere le elezioni, e con i milanesi “poco soddisfatti dell’ecopass”, per usare un eufemismo, considerato dai più come una misura per far cassa e con poche conseguenze sull’ambiente, qualcuno doveva pagare. Lui, per esempio.
Che non aveva neanche lavorato malaccio: per dire, c’è anche la sua manina dietro il progetto del bike sharing, uno degli innegabili successi dell’attuale giunta. La Moratti nega di avere obbedito a ordini di scuderia. Sarà: in ogni caso, goodbye Croci, welcome Paolo Massari, consigliere comunale PdL, giornalista, con un sito personale dotato di una colonna sonora a metà tra il new age, Brian Eno, e i flautisti boliviani da Festa dell’Unità di qualche decennio fa.
Massari, classe 1966, insegna allo Iulm: se volete, sul suo sito c’è anche il numero di telefono, oltre alle classiche informazioni di contatto. Stringata la biografia. Ah, ma in tutto questo l’ecopass che fine farà? Probabile che finisca nel cestino, almeno secondo quanto riporta questo pezzo, che ho trovato su Il Giornale.
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Si è parlato parecchio nei giorni scorsi di come il ruolo di Edoardo Croci all’interno della Giunta Comunale fosse arrivato a un punto di svolta, o in bilico secondo altri punti di vista. L’assessore alla mobilità infatti ha perso la delega al Traffico, una tematica “caldissima” in una città come Milano. Nessuna nomina nuova però, il compito infatti è stato affidato al vicesindaco Riccardo De Corato, che lo aggiunge a l’assessorato ai Rapporti con il Consiglio Comunale, alla Sicurezza, all’Attuazione del programma e alla delega per la Salute.
Vedremo quindi se ci saranno miglioramenti per quanto tutto quello che riguarda automobili, parcheggi, ingorghi e cantieri stradali. Croci rimane in cattedra per quello che riguarda la mobilità pubblica, lo sviluppo della rete metropolitana, delle soluzioni anti-inquinamento per implementare l’Ecopass e per i progetti legati a forme di mobilità alternative.
Il terremoto che ha scosso Palazzo Marino non ha toccato solo l’opera di Edoardo Croci e la viabilità. Giovanni Terzi ha infatti raccolto l’eredità di Mariolina Moioli sulle scuole civiche, altra tematica “calda” dopo i pesanti tagli che sono stati effettuati da Comune.
Difficile capire quali sono le motivazioni dietro le mosse di Lady Moratti. Personalmente dubito che De Corato possa avere un’attenzione maggiore rispetto a Croci per tematiche come il rapporto tra traffico a motore e quello a pedali e questo incrocio di competenze rischia di complicare ulteriormente la gestione della situazione.
Voi che ne pensate?
Continua a leggere: Riccardo De Corato prende il posto di Croci alla guida del traffico milanese