
Rusty ci segnala che in Piazza Piemonte, a Milano, su di un ponteggio è apparsa questa enorme scritta. Poco tempo fa avvenne la stessa cosa in in Piazza Argentina, dove un enorme smile venne disegnato nottetempo sui teloni di un altro ponteggio. E’ per ricordare Eluana? Non lo sappiamo. La moda delle scritte sui ponteggi si sta diffondendo!
Noi c’eravamo, insieme a qualche migliaio di altre persone: la manifestazione contro il Decreto Legge sulla vicenda di Eluana Englaro, indetta per le ore 17 di oggi in Piazza San Babila, è stata un mezzo delirio. Prima, la pioggia, poi, le presenze, che hanno superato ogni previsione.
Di numeri, è difficile parlare, ma per darvi un’idea, immaginate una colonna di migliaia di persone che parte da San Babila e arriva fino in fondo a Corso Monforte. Le cifre sono fatte per essere smentite: ma erano almeno dieci anni che non vedevo tanta gente comune indignata, davvero. Date un’occhiata alle foto, il post continua dopo il salto.
Scusate la qualità miseranda delle immagini, ma le condizioni climatiche erano quello che erano.
Decreto Legge Eluana: manifestazione da San Babila a Corso Monforte



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Ecco qualche immagine del presidio organizzato da Libertà e Giustizia - c’era anche Umberto Eco, lo trovate nelle foto - davanti al Palazzo di Giustizia di Milano. Alle 17 invece, come annunciato, l’appuntamento è in Piazza San Babila. Per ora alcuni scatti, buona gallery - prosegue dolo il salto - e a dopo con il resto. Sui link trovate tutto quello che abbiamo scritto sulla tragedia di Beppino Englaro e sua figlia Eluana.
In piazza per difendere il diritto di Eluana Englaro di decidere sulla propria vita e sulle terapie che le possono essere applicate. Oggi pomeriggio, alle 15, Umberto Eco e Sandra Bonsanti guideranno il sit-in di protesta davanti al Tribunale di Milano per esprimere solidarietà al presidente della Repubblica nel conflitto gravissimo con il governo.
La manifestazione-presidio è stata organizzata da Libertà e Giustizia “contro la minaccia di Silvio Berlusconi di voler cambiare la Costituzione”. Domani, invece, domenica 8 febbraio alle 13 in piazza Fontana è stata convocata una mobilitazione straordinaria “contro l’alleanza di potere fra il Governo e la Chiesa, in difesa della laicità dello Stato e della libertà personale”.

Noi ci saremo. Della eversiva - trovate un altro termine, se riuscite - vicenda del Decreto Legge che ha interrotto il desiderio di Eluana Englaro di avere una morte dignitosa (una volontà confermata, oltre che dal buonsenso, dal Tar e dalla Cassazione), si sono occupati gli amici di polisblog. Tono del dibattito? Rovente. Se hai un minimo di spirito critico, provi solo rabbia.
Domani a Milano alle ore 17 in piazza San Babila ci sarà una manifestazione: una manifestazione per sancire che il rispetto delle sentenze della magistratura non è una barzelletta, se vivi in uno stato di diritto. Ah già: ma loro sono il Popolo delle Libertà. Bè 02blog ci sarà, e tireremo fuori un reportage nel nostro consueto non-stile. A domani, ore 17, piazza San Babila.
Eluana Englaro è stata trasferita nella notte a Udine, secondo la richiesta del padre Beppino, nella casa di riposo “La Quiete”, che ha offerto alla famiglia la possibilità di far valere la sentenza del tribunale, confermata in appello, in Cassazione e dalla Corte europea di giustizia.
Nonostante l’intervento del ministro Sacconi, che riuscì a bloccare in extremis il traferimento in un’altra clinica friulana, e l’opposizione del presidente della Lombardia Roberto Formigoni, sconfessato anche dal Tar, Eluana può finalmente liberarsi da queo tubi e quelle macchine che contro la sua volontà la tengono legata a una non vita, che lei stessa (così hanno appurato i giudici) non desiderava.
Anche in quest’ultimo momento - in cui sarebbe opportuno da parte di tutti mantenere un rispettoso silenzio - esponenti di associazioni cattoliche, come il Movimento per la vita, e persino l’assessore regionale alla Famiglia Boscagli si sono presentati a Lecco, fuori alla struttura dove Eluana è stata assistita in quetsi anni, per lucrare un altro po’ di visibilità. E il vescovo di Udine ha lanciato l’ennesimo sterile appello.
Queste persone non riescono a concepire che qualcuno (in questo caso Eluana, attraverso il padre) possa decidere autonomamente sulle cure che gli vengono praticate. Di questo si parla nel “caso Englaro” e di nient’altro.
Ne avevamo scritto spesso in passato dell’agonia di Beppino Englaro - non tanto della figlia Eluana, in stato vegetativo permanente dai tempi della Strage di Capaci, dal 1992, solo 17 anni fa - e della democrazia di governator Formigoni, secondo il quale in Lombardia c’è una specie di sharia cattolica, e le sentenze della Corte d’Appello sono in fondo trascurabili, a fronte del monito di un cardinale.
Beppino Englaro aveva fatto ricorso: e ora l’ha vinto. Il nostro progresso, il nostro “trainare l’Italia”, potrebbero fare un passo avanti. Non accadrà, perchè Eluana finirà i suoi giorni a Udine, forse. Se non si mette in mezzo, in uno Stato costituzionalmente laico, un altro cardinale.
Piero Colaprico, che da mesi racconta la vicenda sul quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, oggi su Repubblica, attacca il suo pezzo a pag 4 così:
Si è incenerito ieri, grazie al Tar, il documento ufficiale con il rifiuto della Regione Lombardia a rispettare le volontà degli Englaro
Nei giorni scorsi Mercedes Bresso, aveva dichiarato che il Piemonte era pronto ad accollarsi il ricovero finale di Eluana, ma molto più probabilmente sarà un’altra clinica di Udine, la cui decisione è comunque rimandata alla prossima settimana. E magari sarà davvero la fine.
Oggi il Corriere butta in home page una storia che non sfigurerebbe su Cronaca Vera: la commovente vicenda di Stefano Borgonovo - qui sopra un video con qualche suo gol d’altri tempi - ex attaccante del Milan colpito da Sla. Si può solo stare vicini idealmente ad una persona che per parlare deve usare un eye tracker, che ha la voce di un gps, che dovrà stare a letto tutto il giorno, tutti i giorni, finchè campa. A meno che non salti fuori una cura, cosa che tutti speriamo, ovvio.
Ma perchè ho nominato il settimanale a strilli grigiogiallorossi all’inizio del post? Perchè c’è una grossa differenza con il quotidiano di via Solferino. Ovvero l’utilizzo dello straziante caso umano: sul Corriere è un utilizzo etico-politico. Troppo facile collegare la storia di Borgonovo malato di Sla che decide di lottare contro la malattia a quanto accaduto in questi giorni per quanto riguarda Eluana Englaro e le eresie giuridiche del Pirellone.
Ancora nessuna novità invece proprio per quanto riguarda il caso di Eluana Englaro: la curatrice Franca Alessio pensa a nuovi esposti da presentare, mentre i socialisti - esistono ancora, si - manifestano contro Formigoni e Piero Morino della Asl di Firenze dichiara che non c’è stato nessun contatto ufficiale della famiglia Englaro per portarla in Toscana ad esaudire le sue ultime volontà. Dichiarate oltre sedici anni fa, è sempre bene ricordarlo.

Per Formigoni, Javier Lorenzo Barragan - il Ministro della Sanità della Santa Sede, leggete sul link i suoi sei punti sul testamento biologico - e per tutto l’universo ciellino seduto sulle poltrone che contano a Milano e in Lombardia è una di quelle notizie che fanno scattare esultanze degne di Tardelli ai Mondiali dell’82.
Eluana Englaro non potrà morire in Lombardia: la Regione si oppone quindi al verdetto della Corte d’Appello che aveva autorizzato il padre della donna, in coma irreversibile dal 1992, a far sospendere l’alimentazione artificiale della figlia. Secondo molti costituzionalisti, per fare un nome, Federico Sorrentino, ordinario di Diritto Costituzionale alla Sapienza, si tratta di una bestemmia giuridica: una Regione non può ostacolare una decisione di una Corte d’Appello.
Non può, ma lo fa lo stesso. Un pò come con i medici obiettori. Ora per Beppino Englaro si aprono due strade: il ricorso al Tar, ovvero una perdita di tempo, un altro anno di agonia - sua, perchè Eluana Englaro è in stato vegetativo, è un corpo che vive con delle macchine, inerte - oppure rivolgersi ad altre regioni più progressiste, come potrebbero essere Emilia Romagna o Toscana.
Un’occasione persa per rispettare le volontà di una persona in coma dai tempi di Tangentopoli, di Falcone e Borsellino, delle Colombiadi a Genova, e per dimostrare di essere una regione che oltre all’Expo, riesce a portare avanti il progresso anche su un altro fronte, quello dei diritti civili; due parole queste ultime, mi rendo conto, tremendamente demodè.
Non si conclude la vicenda, dolorosa e complicata, di Eluana Englaro. Dopo settimane di incertezza la Procura di Milano ha deciso di presentare ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte d’appello che aveva dato il via libera a interrompere l’alimentazione di Eluana. Anzi, i magistrati hanno chiesto di sospendere il decreto con cui veniva autorizzato il padre a intervenire. Se così fosse, Beppino Englaro non potrebbe più andare avanti a liberare la figlia dalle macchine, secondo la volontà che lei stessa aveva espresso mentre era cosciente.
Ma non basta. Alla Camera dei deputati è passata una mozione per sollevare un conflitto di attribuzione fra Parlamento e magistratura. Hanno votato a favore Pdl e Udc, contro Italia dei valori. E il Pd? Ha evitato di partecipare al voto: evidentemente non hanno una linea comune.