
Ieri Giuliano Ferrara ha depositato la sua bottiglia d’acqua sul sagrato del Duomo. Ora sarà felice, e spero non si parli più di questa vicenda. Oppure che a parlare sia solo chi un minimo di cognizione di causa ce l’ha, come per esempio questo genitore di una ragazza nelle stesse condizioni di Eluana Englaro:
Ma facciamo silenzio! Per un momento fermiamoci, riflettiamo e: immaginiamo che gravissimi danni cerebrali, riportati a seguito di un forte trauma cranico, ci costringano a stare giorno e notte a letto oppure in una sedie a rotelle, senza avere la possibilità di vedere e di sentire le voci dei nostri cari e di cacciare via una mosca dal viso perché incapaci di muovere anche un dito, Immaginiamo di non riuscire a trattenere l’urina e le feci e di sentirci voltare e rivoltare da mani esperte sul letto ogni tre ore per il cambio del pannolone come quando eravamo bambini
Trovate la lettera aperta completa di questo genitore su RadioRtm.it, e quest’altra interessante testimonianza di Marina Garaventa sul sito de La Stampa.
Foto|Immaginifico, Flickr
Certo. Come qualcuno che sta nello stesso letto più o meno dal 1992 in stato vegetativo permanente. Ogni volta che Adriano Celentano apre bocca, mi chiedo sempre come si sia potuta creare l’attesa, perchè venga ascoltato come un Vate. Non lo capisco mai. Mai. Qualcuno di voi mi risponda, se esiste una risposta. So che non c’è.
Oggi sul Corriere c’è questa sua lettera aperta a Beppino Englaro, il padre di Eluana: in cui per me sostiene delle cose lunari. Potete dare un’occhiata alla missiva integrale sul sito del Corriere. A me ha sconvolto, onestamente, quest’ultimo paragrafo:
Forse Eluana ha bisogno della conversione di suo padre per far sì che la sua dipartita da questo mondo avvenga in modo spontaneo e senza alcuna interruzione. O addirittura che si svegli
Sapete in che anno siamo? Nel 2008: convertiti per svegliare tua figlia da sedici anni di coma. Ottima idea.
Foto|KikiFollettosa, Flickr
Perchè Giuliano Ferrara vuole insudiciare con i suoi narcisismi il sagrato del Duomo? Perchè? Per vendere due copie in più del Foglio? Un breve riassunto della vicenda di Eluana Englaro lo trovate su polisblog. In ogni caso: nei giorni scorsi i giudici della Corte d’Appello di Milano danno l’autorizzazione a staccare la spina di Eluana, in coma dal 18 gennaio 1992 - sedici e rotti anni fa, non sedici settimane - e il direttore de Il Foglio subito si lancia in una brillante operazione mediatica. “Bottiglie d’acqua sul sagrato del Duomo” per urlare “contro la necrofilia secolarista”. Ma i giudici che avevano scritto nella sentenza?
“Vista la straordinaria durata dello stato vegetativo permanente e l’altrettanto straordinaria tensione del suo carattere verso la libertà e la sua visione della vita, è stata una decisione inevitabile”
Non pago dei tre voti presi con la lista Aborto No Grazie, Ferrara torna a metterci le mani, se non, metaforicamente, nelle mutande, in un luogo ancora più delicato, quel territorio che dovrebbe essere ragionevolmente solo nostro. Decidere quando andare all’altro mondo, se ti trovi a passare sedici anni della tua vita come un vegetale. A soffrire, non si migliora mica per forza: qualcuno lo dica a Ferrara. E quando leggo di necrofilia secolarista mi piacerebbe vedere cosa farebbe Giulianone, in quelle condizioni. Leggete qui sotto cosa si scrive su Il Foglio
Nessuno ha sete per un banale incidente filosofico divenuto religione civile universale, la religione della buona morte, la morte buona, capace secondo i modernisti di conferire dignità alla persona che la riceve nel suo letto o autonomia e libertà a chi la dà nel suo grembo. Nessuno nel mondo muore di sete per vanità e necrofilia secolarista