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Recensioni: Enoteca in zona Paolo Sarpi

pubblicato da Chikatetsu


L’enoteca in questione probabilmente la conoscete già. La conoscono un po’ tutti a Milano. Se non altro per la sua storica proprietaria, che da 18 anni ha ceduto il locale, Milly. Capello nero corvino, con una striatura bianca sul ciuffo. Uno di quei personaggi della Milano di una volta, che se si gira un po’ per le strade, per i locali, per i quartieri, non la si può non ricordare. Lei il locale lo ha mollato, apparteneva alla sua famiglia dal 1896, però a tutt’oggi è ancora identico.

Dentro ci sono ancora gli articoli di giornale che parlano di Milly, le sue foto e soprattutto i vini. Vini, vini e ancora vini. Di tutti i tipi e per tutti i gusti. Italiani, francesi, statunitensi, spagnoli e via dicendo. Se ci fate un salto in ora aperitivo trovate anche un paio di stuzzichini rustici, bruschette con salame, pancetta, cipolla, pomodoro e via dicendo.

Si sta in piedi al bancone, oppure al tavolino di legno, sulla panca. La frequentazione è di vecchia data, nel senso che chi ci andava vent’anni fa ci va ancora oggi e chi ci va è perché ha voglia di trovare un buon vino, uno particolare, che gli piace o che vuole conoscere. Non un bianco della casa. Il prezzo ovviamente è variabile, a seconda di cosa scegliete. Non abbiate timore a chiedere quanto costa un bicchiere di qualcosa, vi verrà detto con grande cortesia e vi spiegheranno anche un paio di nozioni sul vino che state per bere. Dimenticavo, Via Paolo Sarpi 30, chiusura lunedì.

cantine isola
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Le Rosse: il "salumi bar" di Corso Garibaldi

pubblicato da Trab



Se vi dicessi che i proprietari si chiamano Citterio e questo è un “Salumi bar” abbiamo la quadratura del cerchio, anzi la stagionatura del prosciutto. Abbiamo visitato Le Rosse un’enoteca in corso Garibaldi dove gustare affettati pregiati di ogni dove: Dal Langhirano, al Parma stagionato, dal nero casertano al bindonetto Milano. A scelta si possono comporre piattini “Small, medium o large”, per sperimentare e degustare, ovviamente accompagnando il boccone con un buon calice di vino.

L’ambiente è confortevole e vivace. La clientela spazia dall’universitario “fai tu, l’importante è che sia buono” all’anziano professionista esigente ed esperto. Nel menù anche pasta e sfornati. A due passi da Le Rosse c’è Moscatelli con la sua clientela sofisticata, tra sorrisi corredati da bicchieri di vino. Perché preferire le Rosse a Moscatelli? Ce lo spiega Sergio, uno dei soci: “abbiamo scovato le nostre specialità in lunghi (e faticosi, ndr) pellegrinaggi in giro per lo stivale. Cose che si possono trovare da noi e solo da noi”. Ci fidiamo: il “Barbazzale Rosso“, da noi provato, 90% mescalese e 10% Nero d’Avola, è difficile da trovare, a 12 euro la bottiglia ancora di più.

La ricerca delle eccellenze italiane si spinge anche ai formaggi. Insomma un campionario DOP per riempirsi la bocca durante le vostre conversazioni culinarie erudite, del tipo: “devi assolutamente provare lo Strolghino di culatello, accompagnato da un gorgonzola dolce, doppia panna abbiatense cremoso al blu di pecora delle Alpi Cozie, innaffiando il tutto da un Lagrein di Josef Weger. Assolutamente top”.

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