Milano torna protagonista a cinema. Esce infatti oggi Barbarossa, l’ultima mega produzione (si parla di oltre 30 milioni di dollari di budget) di Renzo Martinelli, che ha già suscitato un forte dibattito ancora prima di essere proiettato nelle sale cinematografiche.
Presentato in pompa magna niente meno che al Castello Sforzesco alla presenza personaggi del calibro di Berlusconi, Bossi, Tremonti, Maroni, Larussa, Formigoni, Calderoli, Castelli, con Letizia Moratti a fare da padrone di casa, senza dimenticare un nutrito stuolo di “notabili” della Lega Lombarda, oggi il film sarà finalmente sottoposto al giudizio del pubblico.
Noi l’abbiamo visto in anteprima. Rimandiamo ogni giudizio estetico alle pagine di Cineblog, dove potete leggere la recensione del film.
La curiosità con cui abbiamo visto il film era legata a come sarebbe uscita Milano sugli schermi di tutta Italia. La risposta è piuttosto desolante, Milano infatti non c’è (o quasi). Il film, come già si sapeva, è stato girato quasi esclusivamente in Romania per due motivi principali. Il primo è la necessità “artistica” di trovare ambienti che potessero ricordare i luoghi della Lombardia del dodicesimo secolo, scelta che anche Ermanno Olmi fu costretto a compiere per Il mestiere delle armi. La seconda invece è una questione puramente economica, visto che le comparse e i set là costano molto meno.
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Come venne realizzata la fermata della MM1 in piazza San Babila. Ecco un documento decisamente particolare, tratto dal film “Il Posto” di Ermanno Olmi. Sono pochi istanti, ma danno decisamente il quadro della situazione della piazza nei primi anni ‘60: niente scavi sotterranei, tutti i lavori sono a cielo aperto. Nello scorso Novembre avevamo pubblicato una intervista ad Ermanno Olmi realizzata da Maurizio Nichetti. Sicuri che solo oggi Milano pensa solo ai soldi?
Lui, Olmi, alla Bovisa, c’era quando il Politecnico, piuttosto che Blitz, il Beauvisa, o CrisMusic erano fantascienza, quando era la Bovisa delle fabbriche. E la Milano di adesso non gli piace più: comprensibile, non è che sia una città perfetta, tutt’altro. E Olmi ce lo spiega che questa città non gli piace, in quel modo meraviglioso di dire le cose che hanno certi vecchi, senza avere vergogna di usarla, la parola vecchi:
Sono un pò come Pertini: alla sua età poteva permettersi il lusso di dire quello che voleva. Io faccio la stessa cosa. Tanto diranno che sono un rincoglionito
Grande. Olmi ricorda una certa mentalità mirata solo al profitto meneghina, e sul finale lascia una perla meravigliosa
Don Rigoldi ha parlato di donna oggetto. Io parlo di donne oggetto, ogni prodotto ha un culetto. Questa è la vera offesa alla nostra intelligenza e alla nostra libertà. Quando parlo di sistema, parlo di economia che guida le nostre scelte
Qui sopra trovate un’intervista di Maurizio Nichetti - vi ricordate dove abita? - ad Ermanno Olmi. Dopo il salto invece c’è una chicca per intenditori: un documentario dell’Istituto Luce, in cui dodici registi raccontano dodici città. Una meraviglia: Milano è verso la fine del video, e dietro alla cinepresa, c’è proprio Olmi. Trovate tutte le altre puntate sul canale dell’Ist. Luce su youtube.
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