
Quando capita di fare una passeggiata al parco Lambro e si passa in prossimità della cascatina è bene tapparsi il naso. Un odore nauseabondo, acido, che testimonia il carico di liquami e rifiuti chimici che hanno definitivamente ucciso il fiume che passa in prossimità della nostra città. Un misto di tristezza e rassegnazione invade l’animo, sopratutto in prossimità di scorci inaspettatamente belli, ma sempre conditi con un po’ di schiumetta. In agosto 20 anatre ci sono morte avvelenate.
Che il Lambro sia uno dei fiumi più inquinati del mondo lo testimonia un recente reportage di Io Donna realizzato in collaborazione con Legambiente. Il fiume, o fogna che dir si voglia, è inevitabilmente segnato da due terzi degli scarichi civili e industriali della Lombardia, l’equivalente del liquame prodotto da undici milioni di abitanti.
Continua a leggere: Allarme Lambro: un appello per salvarlo in vista dell'Expo

Il nuovo parcheggio di via Risorgimento, accanto alla Fiera, inaugurato l’altro ieri, al primo giorno di funzionamento è rimasto praticamente deserto, e ieri non è andata meglio. Per il Comitato No Expo era un flop annunciato. Perché?
Un pendolare che deve recarsi a Milano dovrebbe supportare il costo di 2,10 euro per il parcheggio a cui si devono aggiungere 4.10 euro per il biglietto di andata e ritorno della metropolitana, oppure di 1.90 euro per il passante, mentre andando a Molino Dorino pagherebbe la metà. E’ ridicolo che il Sindaco cerchi di vendere le tariffe agevolate per i residenti a Rho come un’opportunità per i pendolari, dal momento che la precedente amministrazione aveva sempre parlato, quando il parcheggio era in fase di progettazione, di un parcheggio gratuito.
Continua a leggere: Il flop annunciato del nuovo parcheggio di via Risorgimento in Fiera a Rho

Ho appena finito di leggere quest’articolo-denuncia (Milano senza sogni) di Corrado Stajano su Milano. Un’analisi impietosa sull’involuzione della città. La Milano con il cor in man non esiste più, la sua anima sfuma. C’è la Milano del degrado, civico e morale. La Milano che per rilanciare la sua immagine ha bisogno dell’Expo, dai risultati incerti, ma dalle modalità di spartizione della torta sempre uguali a se stesse. Esiste la Milano dei vagoni differenziati per razza (ok, è solo una proposta, ma segnale dei tempi). Una Milano sempre più affarista dove “gli imprenditori si sono assottigliati trasformandosi in finanzieri e in immobiliaristi”.
Insomma su Milano se ne parla, ma mai bene. Era successo anche con Severgnini poco tempo fa che concludeva “Milano, ai forestieri, si presenta fascinosa e sciatta. Ma il fascino alla lunga perde, contro la sciatteria”. Voi cosa ne pensate? Stajano esagera o Milano è davvero una città degradata.

Il nuovo capitolo di Italians ha per la protagonista Milano. Il giornalista, evidentemente segnato da un viaggio metropolitano impervio e ostile, traccia un fil rouge dove il traffico è un elemento di un puzzle che si compone sotto i nostri occhi: doppie file, parcheggi, Darsena e altre spine nel fianco. Uno stralcio:
Grandi progetti andranno a schiantarsi contro piccoli furbi convinti che bloccare corso Lodi per andare al bar sia un diritto costituzionale. (…) Cara Moratti, se Milano non sa impedire certe pessime abitudini, non s’illuda d’introdurre splendidi cambiamenti. Perché avete alzato bandiera bianca sul traffico? Viaggio molto: in nessuna città d’Europa ho visto tanta rassegnazione pubblica e arroganza privata. Neppure a Roma, che è tutto dire.
Il confronto con la Capitale è piuttosto azzardato, a mio parere, e non mancherà di scatenare le polemiche dei nostri lettori. Oltre, Severgnini cita Torino e Barcellona, città che hanno saputo sfruttare opportunità di cambiamento rilevanti come le Olimpiadi.
Ok ragazzi, lo so che ci sono varie decine di persone che da ieri sera stanno facendo rombare i motori per essere i primi, i primi in assoluto, a entrare e uscire dal tunnel di Porta Nuova. O quanto meno svariate decine di persone oggi, allungheranno la strada di svariati chilometri per passarci sotto. Dovrebbe aprire oggi, così è stato detto, a meno di imprevisti. Anzi se è chiuso fatecelo sapere.
Ebbene, una volta che ci siete passati, passate anche di qua e lasciate una vostra impressione. E’ stato fatto bene? E’ comodo? Utile? il traffico è scorrevole? Appunti e considerazioni sulla prima opera completata in vista dell’expo. E speriamo non sia l’ultima.
Immagine | Corriere.it
La notizia è grossa perchè ridisegna la città, mutandola profondamente. Le avvisaglie c’erano tutte (la cementificazione del Parco Sud, L’Expo, L’obbiettivo di raddoppiare glia abitanti, gli scali ferroviari dismessi) ma da ieri le intenzioni del Comune sono state scritte nero su bianco con l’approvazione del nuovo piano regolatore. Undici milioni di metri cubi da edificare su 25 nuove aree di trasformazione urbana, sfruttando gli spazi rimasti liberi, dagli ex scali ferroviari alle caserme dismesse, dalla zona attorno a San Siro dell’Ippodromo a quella che sorgerà attorno ai padiglioni di Expo.
La Milano del futuro è “rivoluzionaria”, almeno secondo il Comune. Nelle intenzioni di Palazzo Marino, nei prossimi vent’anni Milano dovrà arrivare ad avere il 35 per cento delle case a basso costo come a Madrid, dovrà raddoppiare la quantità di verde attrezzato puntando al modello di Copenhagen, somigliare sempre più a New York per i quartieri con servizi raggiungibili a piedi in cinque minuti o a Berlino per gli spostamenti con i mezzi pubblici.
E voi cosa ne pensate? Siete fiduciosi, o pensate che il nuovo piano regolatore sia solo una colata di cemento?
Continua a leggere: Mille Palazzi, 30 nuovi quartieri: il nuovo piano edilizio per Milano

Vi ricordate Exponiti, il sito dell’Expo al quale abbiamo dedicato un recente post e da noi provato in anteprima? Era un’iniziativa del Comitato Expo per dare voce ai milanesi attraverso una bacheca pubblica dove chiunque poteva esprimere un giudizio sull’operato del Comitato. Oggi sono stati presentati gli esiti della consultazione pubblica.
L’indagine, partita da internet, si è poi ampliata (a partire dall’undici giugno) con interviste in strada. Sette domande su informazione, coinvolgimento dei cittadini e futuro utilizzo dell’area. Sono stati 5.704 gli internauti che hanno risposto, 10.835 i milanesi intervistati per strada. Niente male come numeri.
Il dato in evidenza è che il 50 per cento dei milanesi sostiene di non essere molto informato sull’Expo del 2015 (cosa che non succederebbe se leggessero 02blog). Sui mezzi si preferiscono per l’informazione dell’evento, il 26,81 per cento ha scelto internet, il 26,19 per cento la televisione. Quasi l’80 per cento dei milanesi reputa che l’Expo del 2015 sarà un fatto positivo per l’Italia e per Milano.

Se ne fa un gran parlare dell’Expo. Ci si dedicano blog, post, inchieste e talk show (l’ultimo dedicato è stato Annozero di lunedì scorso. Nell’arena mediatica si sono affrontati Moratti e Stanca da una parte; dall’altra Di Pietro, Bersani e la vox populi). Chi ne parla in maniera entusiasta, chi la considera “la vera grande opportunità per Milano”, chi invece un grosso favore ai palazzinari, i vari Ligresti , Zunino, Cabassi.
Tante le questioni dirompenti sul tavolo Expo: l’obbiettivo dell’assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli di ingrandire Milano con 700 mila abitanti in più alzando gli indici di edificabilità, la questione dell’infiltrazione delle mafie negli appalti (significative le dichiarazioni del pentito Morabito), le destinazioni post Expo delle aree dedicate, e molti atri quesiti che forse troveranno risposta solo a conti fatti.
Voi da che parte state? Vi siete fatti un’idea? Se si, l’invito è quello di cliccare sul nuovo sito Exponiti “Tu come la vedi?“, un’iniziativa del Comitato Expo per dare voce ai milanesi attraverso una bacheca pubblica dove chiunque possa esprimere un giudizio sull’operato del Comitato.
Lo abbiamo provato in anteprima “exponendoci” per primi. Innanzitutto per “Exprimerti” bisogna caricare una foto personale interpretando la X, simbolo del sito. Non capisco l’utilità di dover caricare preventivamente una foto per partecipare ad un sondaggio, ma tant’è. Una volta fatto l’upload (ho caricato una foto a caso) si parte con il sondaggio composto da 9 domande. La prima sequenza sul grado di valutazione dell’efficacia informativa dei nuovi progetti; la seconda tranche è sulla valutazione dell’Expo, risorsa o meno per la città; la terza sull’utilizzo dell’area al termine dell’evento. C’è poi una sezione punti di vista che è attualmente vuota. Immagino che ci andranno commenti liberi che però non ci sono stati richiesti al momento dell’iscrizione. Peccato avrei avuto una gran voglia di scrivere qualcosa.
Continua a leggere: Exponiti: il sito che misura il tuo gradimento all'Expo

Sera, sono le 23.30, sono sul tram. Il mezzo inizia ad arrancare. Si ferma. Qualche minuto di incertezza poi il conducente ci dice che manca elettricità, scende, abbassa il pantografo. Scendiamo tutti. Dopo un po’ arriva un tram dalla direzione opposta, grandi festeggiamenti perché se quello funziona andrà anche il nostro. In più ricomincia pure a piovere. Strade completamente allagate.
Anche l’altro tram inizia ad arrancare e si ferma. Ovvio, manca la corrente. La gente è estremamente civile, nessuno alza la voce, si chiacchiera e qualcuno ci dice che non è l’unico punto di Milano dove i tram questa notte si sono fermati. Gli animi non si scaldano, ma la domanda che inizia a correre sulla bocca della gente è “Ma questa città dovrebbe ospitare l’expo?”.
Il tram non riparte e non ha nemmeno tanto senso cercarne un altro dato che pare i problemi fossero legati a più zone. Qualcuno speranzoso aspetta, altri si allontanano sotto la pioggia. E, guardando le strade completamente allagate, ci si continua a chiedere “Ma questa città dovrebbe ospitare l’expo?”.

E’ un sospetto che è stato suggerito da più parti, sottovoce. Filippo Penati l’ha ripetuto ieri ad alta voce, dichiarando ad Adnkronos:
E’ evidente che in questo momento la questione della ricostruzione in Abruzzo e’ la più importante pero’ e’ singolare che si pensi di salvare il ponte sullo stretto e non l’Expo. Si parla del ponte come di una priorita’ e si tace sull’Expo a Milano, qualche elemento di preoccupazione c’e’ (..) sarebbe una beffa se si decidesse di tenere il ponte e di chiudere l’Expo
A Penati ha risposto duramente il candidato del PDL alle prossime provinciali Guido Podestà, accusandolo di “fare terrorismo psicologico”. A noi però non interessa la polemica politica, vogliamo sapere cosa ne pensate voi: rinunciare all’Expo 2015 per aiutare i terremotati d’Abruzzo sarebbe una buona idea?
Mentre riflettete su tale arduo dilemma, date un’occhiata a questo articolo di “Repubblica”, che racconta come Milano abbia rischiato davvero, qualche settimana fa, di perdere il suo tanto amato Mega-Evento. Tremonti, Bossi e Berlusconi avevano discusso infatti seriamente tale eventualità, convenendo però che sarebbe stata una mossa “troppo impopolare” che “il Nord non avrebbe capito”. Ora, forse, potrebbe essere più comprensivo.
Foto | Flickr.
Continua a leggere: Sondaggio: rinunciare all'Expo 2015 per il terremoto in Abruzzo?