Ogni giorno è buono per celebrare la band più grande della storia. Anniversari di nascita, morte, “novità” discografiche e misteri ancora irrisolti (McCartney è morto?). Però oggi è una giornata che i beatlesiani non dimenticheranno facilmente. A parte il fatto che oggi ricorre sulla data il numero 9 per ben 3 volte, e poi perchè è il quarantennale della storica band di Liverpool, sulla cui importanza è superfluo dilungarsi.
In primis è uscito il catalogo originale dei Beatles rimasterizzato in digitale, e credetemi, è pura libido riascoltare i Fab Four in Stereo. Per il lancio mediatico di questo lavoro epocale, stasera, alle ore 18.30 in Feltrinelli di piazza Piemonte, si chiacchiera di musica e facezie varie con due beatlesiani doc come Walter Veltroni e Luca Sofri.
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Duchense è stato uno dei blogger più chiacchierati della rete. Il suo diario virutale, Studioillegale, raccontava i retroscena del mondo degli avvocati attraverso gli occhi di uno di loro; Andrea Campi assunto nella sede milanese del prestigioso studio legale internazionale Flacker Crunthurst and Kropper. Andrea si trova al bivio, da una parte c’è la sua vita, i rapporti con gli amici e la sua ragazza, dall’altra parte c’è l’ambizione e il lavoro. La scelta cade sulla seconda e il mondo cambia definitivamente.
C’era una volta la Milano da bere dei pubblicitari e delle televisioni, oggi il mondo è in mano agli avvocati; il blog lo raccontava con sagacia e ironia, post dopo post, mischiando situazioni di vita vissuta con momenti di fantasia, lasciando al lettore il compito di capire fino a dove andava la realtà.
Oggi Duchense esce allo scoperto e alla Feltrinelli di Piazza Piemonte, intorno alle 19, presenta il libro Studioillegale, edito da Marsilio, che per essere precisi non è una semplice pubblicazione dei migliori post presentati sul blog, ma un vero romanzo che anche secondo gli amici di Booksblog è un libro da non perdere, da regalare, da rileggere, da portarsi dietro a lavoro.

Credo che Milano abbia preso gusto nel vivere come in una soap opera, lo abbiamo detto per la Ztl di Via Paolo Sarpi, ma come i palinsesti televisivi ci insegnano, anche la concorrenza si muove per attirare l’audience e oggi sul canale Santa Giulia c’è un piatto ricco.
Giusto ieri l’assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli ha incontrato i rappresentanti del comitato Santa Giulia e gli abitanti del quartiere per confrontarsi sulle problematiche della zona a sud-ovest di Milano.
La risposta ufficiale fornita dall’assessore avrebbe dovuto essere una fonte di rassicurazione per tutti.
Santa Giulia sarà finita entro la fine dell’anno, praticamente tutto tranne l’asilo per cui sarà necessario attendere i primi mesi del 2010.
Bene all’apparenza, poco fa infatti un lettore che immagino faccia parte dei futuri residenti del quartiere, ci ha segnalato un articolo uscito su Repubblica in cui si denuncia la fuga delle “grandi firme”, altro che tutto pronto…in pratica avrebbero dato l’addio al progetto del quartiere già Esselunga e Feltrinelli, sarebbe a rischio la Rinascente anche il cinema Uci a 12 sale sarebbe seriamente a rischio. Come scrive il nostro lettore il rischio concreto è che Santa Giulia diventerà solo un gran bel quartiere-dormitorio…per la gioia di chi ci ha comprato casa a prezzi non proprio “popolari”!
Immagine | Fosterandpartners

Antonio Di Pietro negli anni ‘90 ha rappresentato Mani pulite. Da amato magistrato si è poi trasformato nel politico più anti-Berlusconiano della Repubblica. Tacciato di fare “opposizione populista”, lui è un guastafeste, almeno così ama apostrofarsi nel libro-intervista scritto da Gianni Barbacetto.
Il titolo in fondo dice una cosa vera. Sono stato e sono un guastafeste nel senso più letterale del termine e ne sono orgoglioso. Ho guastato la festa a politici maneggioni, ho interrotto il banchetto di imprenditori senza scrupoli, ho scoperchiato le pentole della Casta. Ho fatto solo il mio dovere, ma di questi tempi, fare il proprio dovere sembra diventata un’anomalia
Gli autori lo presentano alla Feltrinelli di Piazza Piemonte, oggi alle 18. Se ne vedranno delle belle, almeno se interverrà qualche altro guastafeste.

Io giuro, volevo solo comprare “Sonics Boom” degli immensi Sonics. E non ce l’avevano neanche. Però mi sono imbattuto in questa vetrina, e poco prima di cadere a terra in preda ad un attacco di sindrome di Stendhal, ho fatto in tempo a scattare questa immagine. Che ci racconta un sacco di cose. Leggete, è tutto dopo il salto.
Lunedì 22 ottobre dalle 18 alla Feltrinelli di Piazza Piemonte la scrittrice e giornalista americana transita a Milano per presentare il suo ultimo libro The Shock Economy: The Rise of Disaster Capitalism, che segue al best seller No Logo, romanzo manifesto dei cosiddetti No Global. Nel suo ultimo libro (qui la recensione di Books Blog), la Klein si sofferma sul sistema capitalistico americano, studiando minuziosamente la storia e l’economia degli ultimi anni, dalla guerra in Iraq, all’uragano di New Orleans, avanzando una scottante teoria sull’economia post catastrofe.
La teoria della Klein è spietata: grandi shock collettivi (guerre, attacchi terroristici, catastrofi naturali), e il disorientamento che segue ad essi, sono usati da multinazionali e governi consenzienti per imporre misure economiche impopolari e antidemocratiche. Così, per esempio, l’11 settembre ha permesso a Bush di appaltare ad aziende private la sicurezza interna e le guerre all’estero. A New Orleans la ricostruzione dopo l’uragano ha cancellato le case popolari e più ad est lo tsunami in Thailandia ha allontanato dalle coste i pescatori “liberando” le spiagge per nuovi villaggi turistici. L’introduzione del libro è disponibile sul sito di Rizzoli.
La Klein, che qualcuno può tacciare di essere di parte, documenta con dati, numeri e analisi minuziose la sua teoria aprendo un dibattito che si allarga a tutto il mondo. Insomma l’ennesimo pugno nello stomaco che ci racconta senza filtri una verità scottante. Un’occasione unica per incontrare la scrittrice che più di ogni altra ha saputo analizzare e contestualizzare il crescente malcontento della gente nei confronti delle multinazionali.