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Tutti gli articoli con tag finazzer flory

"Alza il volume: se leggi fatti sentire!" dal 6 al 28 marzo Milano ripropone le Giornate della Lettura

pubblicato da Andrea Coccia

Alza il volume. Se leggi fatti sentire! Dal 6 al 28 marzo Milano ripropone le Giornate della Lettura Comincerà il 6 marzo prossimo l’iniziativa “Alza il volume. Se leggi fatti sentire!”, ovvero le Giornate della Lettura, organizzate per il secondo anno consecutivo dal Comune di Milano, in particolare dall’assessorato alla Cultura guidato da Massimiliano Finazzer Flory. La grande novità di quest’anno riguarda le dimensioni dell’iniziativa, che se l’anno scorso si era svolta nel weekend 20-22 marzo, quest’anno coprirà praticamente tutto il mese, dal 6 al 28 marzo, anche se ad oggi, a 48 ore dall’apertura, si ancora ben poco circa gli eventi organizzati.

Le uniche notizie che per ora sono trapelate, pubblicate qualche giorno fa sulle pagine milanesi del Corriere della Sera, sembrano delineare un programma molto articolato che, tra presentazioni e dibattiti, tra omaggi e riletture, potrebbe offrire un’ampia scelta per tutti i gusti e per tutti i tipi di pubblico. Si va infatti dai dibattiti con scrittori e critici che si svolgeranno nella Sala Grechetto della Sormani alla inaugurazione, sabato 6 marzo, della nuova sede del Teatro Elfo Puccini in corso Buenos Aires, che coinciderà con l’avvio della manifestazione.

Particolarmente interessanti sembrano poi i reading e le presentazioni, da quella di Margherita Hack che mercoledì 10 presenterà il suo Libera scienza in libero stato, a quella che si svolgerà, domenica 7, a Palazzo Reale, incentrata su Lavori di scavo, opera del premio Nobel per la Letteratura Coetzee. Senza dimenticare i lettori più piccoli, quelli tra gli 8 e i 12 anni, per i quali è stata organizzata per sabato 27 una Notte in biblioteca con letture e attività, alla Biblioteca di Baggio in via Pistoia.

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Michele Placido alla Terrazza Martini per parlare del suo utimo film su Vallanzasca

pubblicato da Trab



Dopo Tinto Brass Milano rinnova il suo amore per il cinema con Michele Placido che in questi giorni sta girando il film sulla vita di Vallanzasca. Anche per spiegare il suo ultimo contestato film, Placido sarà ospite del ciclo “Incontri”, curato dall’assessorato alla Cultura del Comune, giovedì 28 dalle ore 21 alla Terrazza Martini (piazza Diaz, 7. Ingresso libero, ma si consiglia la prenotazione a c.uffcinema@comune.milano.it). Il regista di Romanzo Criminale è pieno di parole entusiaste per la città che lo ospita e non rinunzia ad una stoccata alla capitale:

Lavoro con metà troupe milanese, e tutto fila benissimo. Forse c’è da dire che l’industria del cinema qui non viene considerata come dovrebbe, ma mi piace pensare al trionfo della moda partito da Milano, e dirmi: perché non potrebbe svilupparsi così il cinema? (…) ritengo Milano una vera città europea, poi qui si lavora meglio. Si rispetta il lavoro, e la sensazione è quella di sentirmi a mio agio, più a Milano che a Roma

Che dite, riuscirà Milano a spodestare Roma dal ruolo di città simbolo del cinema italiano?

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Tinto Brass e il film su Vallanzasca: il cinema torna protagonista a Milano

pubblicato da Trab



Dopo la dichiarazione d’intenti di Finazzer Flory (”il cinema deve tornare a Milano”), si muovono i primi passi. Il regista erotico è il primo degli ospiti all’interno di una rassegna di incontri e dibattiti organizzata dal Comune e dalla Fondazione Mazzotta. In Terrazza Martini, piazza Diaz 7, presenterà la rassegna Shunga Movies, rassegna di cinema erotico giapponese, in programma al Cinema Gnomo di via Lanzone 30, da martedì 19 a domenica 24 gennaio (Qui il pdf del calendario).

Si apre con Tinto Brass un ciclo di incontri con registi che hanno girato, stanno girando o lavoreranno in città. Il suo punto di vista è particolarmente interessante per affrontare la dimensione erotica sulla scena pubblica, la trasformazione dei nostri costumi e i modi di mettere insieme immagini e parole su un tema così ambiguo

Dopo Brass, domenica 28 gennaio, l’ospite sarà Michele Placido che in questi giorni sta girando in città il film sulla vita di Vallanzasca “Il fiore del male” interpretato da Kim Rossi Stuart e Paz Vega. Finazzer è riuscito in un exploit non indifferente: niente più tasse per le produzioni che gireranno film a Milano.

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Gigantesche chiocciole occupano il centro di Milano

pubblicato da Trab


La capitale italiana della frenesia ha visto la comparsa di 12 lumaconi fucsia, alte più di due metri e lunghe tre. Altro che la velocità celebrata dal Futurismo. Le chiocciole hanno occupato il centro di Milano, da piazza Scala e piazza San Fedele dove per il momento si sono fermate, a gennaio migreranno prima in piazzetta Reale e poi, in fila indiana, arriveranno davanti alla Stazione Centrale.

E’ l’installazione “Regenation” di Cracking Art, un gruppo di sei designer noti che già due anni fa che avevano esposto enormi coccodrilli colorati su alcuni edifici di Milano. La velocità non sempre è una virtù - ha spiegato l’assessore Finazzer Flory, che ha patrocinato l’istallazione - e queste chiocciole per le strade sono un invito non solo alla lentezza, ma anche all’ascolto, visto che la loro forma ricorda quella dell’orecchio. La chiocciola poi è un animale che si muove con la sua casa sulle spalle e noi vogliamo far muovere Milano assieme all’ambiente”.

chiocciole rose a milano

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La Moratti capitola: "regala" un ponte ai writer

pubblicato da Trab



Nel titolo si esagera, non è una capitolazione, quanto piuttosto una mano tesa ai writer, una piccola breccia nel muro che era stato creato in seguito ad una vera e propria guerra. Non è un caso che l’annuncio è avvenuto alla celebrazione dell’anniversario della caduta del muro di Berlino. In mezzo a tanti modi diversi per “abbattere le barriere” il sindaco ha trovato spazio anche per i graffitari e la loro street art: per 5 giorni 11 writers di razza si sfideranno a colpi di bomboletta nella centralissima Via Mercanti. E i loro graffiti resteranno esposti fino al 22 novembre.

Già questa decisione è una sorpresa. Ma la vera notizia è che il ponte della Ghisolfa verrà ridipinto dalle bombolette dei writers, per dare un po’ di colore al cavalcavia più grigio e brutto della città. E’ il progetto che il Comune ha in mente per “fare pace” coi graffitari che fanno arte sul serio (e non sporcano i muri con tag senza senso) e per riqualificare porte d’ingresso della città, come ponti e cavalcavia.

Si comincia dunque con quello della Ghisolfa, il cavalcavia Monteceneri, come spiega l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory: “stiamo lavorando a una mappatura di 5-10 luoghi che riteniamo brutti affidandoli ad artisti di strada potremmo realizzare una via d’ingresso alla città più bella e colorata. Siamo pronti a pagare gli artisti, cercheremo uno sponsor, a partire dall’Amsa”. Insomma un progetto “didattico, etico ed estetico”. Milano finalmente a misura di writer.

Foto by Imageshack

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Per la Giornata Fai 2009 al Castello Sforzesco visite guidate in 7 lingue

pubblicato da Trab



Una babele di lingue, ben sette, animeranno gli spazi del Castello: inglese, spagnolo, rumeno, tagalog, albanese, arabo e russo. Le guide porteranno alla scoperta di uno dei luoghi simbolo di Milano, dalle 14 alle 17.30 di sabato. All’inizio della visita verrà illustrata l’importanza del Castello Sforzesco nella storia della città; il pubblico verrà poi accompagnato nelle sale dei Musei Civici. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con l’associazione “Amici del Fai”, ripete l’esperienza positiva dell’anno scorso. Nell’intenzione di Finazzer Flory l’intento è quello di offrire un servigio ai cittadini che vogliono conoscere meglio la città che abitano, per:

Offrire una democrazia estetica; a integrare lo straniero e la sua lingua nell’antichissima e ancora potente tradizione culturale milanese e italiana e, infine, a far vedere la cultura con occhi diversi, perché senza formazione del gusto non ci può essere l’informazione culturale

Ma l’iniziativa per la Festa di Primavera del FAI non è l’unica in calendario . Tra le aperture straordinarie promosse quest’anno a Milano figurano la Veneranda Biblioteca Ambrosiana (piazza Pio XI 2; sabato 28, ore 14-16.50; domenica 29, ore 10-16.50), dove saranno aperti al pubblico spazi normalmente chiusi ai visitatori, come la Sala Federiciana e il Cortile degli Spiriti Magni; il Palazzo Edison (Foro Bonaparte 31; sabato 28, ore 14-16.50; domenica 29, ore 10-16.50 ) e l’Università Bocconi con visita al campus dell’ateneo e all’edificio (contestatissimo), inaugurato lo scorso anno.

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Inaugurazione Biblioteca Valvassori Peroni: foto e reportage

pubblicato da Gianluca Longhi

inaugurazione biblioteca valvassori peroni a lambrate

Una “rondine non fa primavera”, recita un volantino che i lavoratori delle biblioteche comunali distribuiscono fuori dalla Valvassori Peroni per questa attesissima inaugurazione. Eppure, per la zona Lambrate, fa più primavera questa nuova biblioteca che qualunque rondine (o ronda).

La “coperta è insufficiente”, dicono i protestatari all’ingresso, presenti ad ogni avvenimento importante che si rispetti. Se si usano ingenti somme per questo nuovo centro polifunzionale ipermoderno rimangono prive di fondi le biblioteche rionali – costrette a ridurre orari e servizi - e la Sormani (la cui supremazia non è più incontrastata). A queste lamentazioni si aggiungono quelle del Partito Comunista dei lavoratori, con un banchettino che fa quasi tenerezza e una bandiera che sventola senza crederci.

Ma nessuno dei numerosissimi curiosi che ha voluto presiedere al taglio del nastro ha voglia di leggere i volantini “contro”. E’ un po’ come essere al cinema negli anni 50′: stanno tutti dalla parte dei cow-boys, qua rappresentati da un parallelepipedo tronfio di libri, che nel ventre ospita una banda e alcuni personaggi d’eccezione, come l’affascinante Finazzer Flory e Pietro Viola (presidente della zona 3) che nel discorso si gonfiano dall’orgoglio per questo gioiellino che ha vissuto un iter molto travagliato e sette anni di polemiche, ma ora è nato e il passato non importa più a nessuno.

inaugurazione biblioteca valvassori peroni a lambrate
inaugurazione biblioteca valvassori peroni a lambrateinaugurazione biblioteca valvassori peroni a lambrateinaugurazione biblioteca valvassori peroni a lambrateinaugurazione biblioteca valvassori peroni a lambrateinaugurazione biblioteca valvassori peroni a lambrateinaugurazione biblioteca valvassori peroni a lambrate

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Re Giorgio offeso: "Mi sono sempre esposto personalmente per trovare soluzioni...lasciamo perdere"

pubblicato da Trab



Leggo su Affari Italiani la replica stizzita di Armani a Finazzer Flory che lo aveva tacciato di essere capace solo di criticare. A Settembre Giorgio Armani aveva detto: “Il centro muore e Montenapo sembra un luna park“. E a distanza di tempo arriva la replica dell’Assessore alla cultura dicendo che da quanto lui si trova a Palazzo Marino, nessuno ha mai bussato alla sua porta con idee o per dare una mano. “Da anni aspettiamo che i grandi nomi del made in Italy investano nel quartiere. Certi stilisti criticano molto ma fanno poco per la città”.

Ed ecco la replica dello stilista milanese che pare piuttosto offeso:

Primo, la mostra a Palazzo Reale sull’Impressionismo (era il 1996, ndr) che mi costò 3 miliardi di lire! Secondo, ho creato un locale che resta aperto fino a tardi (quando invece i bar come Cova, in Montenapoleone, chiudono alle 20) e dove i giovani si ritrovano a ballare, e non è un luogo di sballo. Terzo, ho aperto due ristoranti nel centro di Milano che mi sono costati una fortuna. Quattro, sto facendo un albergo e vi assicuro che potevo guadagnare di più in altro modo. E poi parliamo anche del basket, di quanto ho speso per la squadra milanese e di quanto sto investendo per i campi sportivi per 4000 bambini! Potrei continuare con il restauro di Villa Necchi, con l’investimento in questa area, quella dell’ex Nestlè…Mi sono sempre esposto personalmente per trovare soluzioni…lasciamo perdere!”

E a voi sembra che Armani faccia abbastanza per Milano?

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La settimana della moda diventa culturale: parte il porgetto Montenapo

pubblicato da Trab



Se non hai l’invito non entri. Dalla sfilata al party il passo non è così semplice. Chi rimane fuori spesso si lamenta che dopo le passerelle non rimane nulla da fare. A venire incontro ai poveri addetti ai lavori annoiati da una settimana della moda imbolsita ci pensa l’Assessore Finazzer Flory per creare una sinergia di eventi che coinvolga il quadrilatero della moda, che effettivamente non brilla per vitalità. Da domani dunque parte il tandem: settimana della moda donna e progetto Montenapo, organizzato in collaborazione con l’Associazione di via Montenapoleone a tempo di record. Massimiliano Finazzer Flory è promotore e regista dell’iniziativa.

Un viaggio nel Quadrilatero della moda, visto con altri occhi, con uno sguardo nuovo, estetico innanzitutto e culturale. Con questo progetto Montenapoleone non sarà più solo sinonimo di griffe. Angoli dimenticati nel cuore della città come la chiesa di San Francesco da Paola e il caffè Cova, il museo Bagatti Valsecchi, fresco di restauro o la Sala Garzanti con il mosaico di Pericoli tornano alla ribalta. Vogliamo offrire eventi e momenti culturali a tutta la cittadinanza, per invitare i milanesi nei luoghi che hanno dimenticato o che non conoscono. Quanti sanno che in via Montenapoleone c’è la casa di Cattaneo? E che nella stessa via abitò anche Carlo Porta?

Ma veniamo agli appuntamenti.

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Museo della Moda a Milano

pubblicato da Chikatetsu


A Milano verrà inaugurato entro un anno un museo dedicato alla moda, sarà in centro, ma non è ancora chiaro dove, o meglio non è stato svelato dall’assessore Finazzer Flory che ieri ha annunciato l’imminente apertura di un luogo dedicato a fashion & costume.

Io ad un museo dedicato alla moda c’ero stato. Se non ricordo male era a Londra, una noia epocale, ma questo dipende dai punti di vista ovviamente e in ogni caso più spazi museali ci sono meglio è, sia da un punto di vista turistico, sia per chi vive a Milano. Spesso capita di non sapere che fare da un punto di vista ‘culturale’, dopo aver visitato le mostre di Pac, Triennale e Palazzo Reale, dato che solitamente durano 2-3 mesi l’una, si resta a lungo a secco. Voi sentite la mancanza di un museo in particolare? O di uno spazio dedicato ad una specifica forma d’arte?

Foto | Flickr

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