Il dipinto rubato di Palazzo Isimbardi ritrovato a Firenze: lo strano caso del clochard antiquario. Misteriosamente era sparito un anno e quattro mesi fa, altrettanto stranamente è riapparso ieri il quadro di Giacomo Favretto rubato dal Palazzo della Provincia di Milano nel 2008; ve ne avevamo scritto a suo tempo in questo post di Chikatetsu.
L’”Amore tra i polli” del Favretto (datato 1879), dal valore di 90mila euro, se lo portava a spasso sottobraccio – il dipinto non è grande, circa 30 x 40 cm – per la città di Firenze un clochard che è stato fermato dai carabinieri durante un controllo. C’è da dire che l’anziano e maldestro senza dimora ha fatto l’impossibile per insospettire i militari e per essere beccato; tutti i dettagli sul sito di Rai News 24.
Foto | Provincia di Milano

Imbragato, ingabbiato, impacchettato e spedito. Direzione la “Campionaria delle qualità italiane“, negli spazi di Fieramilanocity. Da domani il David di Donatello si concede una piccola vacanza milanese in un contesto non propriamente museale. Ci resterà fino al 31 del mese.
Il capolavoro è visitabile gratuitamente nel padiglione 6 della Fiera. Conservato al Museo del Bargello è stato “impacchettato” ieri dai tecnici di Arterìa, ditta che si occupa di imballaggi e trasporti d’arte, per partire alla volta di Milano con un camion super scortato (lo avete visto?).
La “fuitina” che ha fatto storcere il naso a molti. Passi ‘interruzione della mostra che lo vedeva protagonista (esposizione che sarebbe dovuta andare avanti fino al 23 novembre), ma ai più non è andato giù che la bellezza immortale del David si svalutasse in un contesto poco adeguato come quello di una fiera campionaria “una comparsata a fini commerciali che mal si addice a un’opera di tal spessore”.
Per il sottoscritto sarà un’ottima occasione per vedere il David in un contesto di facile accesso e passaggio come quello della Fiera, per “movimentare le opere d’arte del nostro enorme patrimonio artistico”, come nelle intenzioni di Bondi.

Quello che vedete nella foto qua sopra è un tram Sirio: la ragione per cui non è verde è che si tratta di un prototipo della nuova linea tramviaria di Firenze, di cui si è svolto ieri il primissimo collaudo nelle strade della città. La cosa curiosa è che la vettura è stata oggetto di contestazioni da parte di un centinaio di manifestanti (tra cui alcuni consiglieri comunali), contrari da sempre alla costruzione di una nuova linea di trasporto su ferro.
Questo fatto mi ha fatto sorgere un interrogativo: come mai proteste di questo tipo non si sono mai viste dalle nostre parti? Non che manchino le contestazioni del rumore provocato dai Sirio in curva, ad esempio; quello che voglio dire è però che neanche gli agguerritissimi comitati milanesi si sono mai sognati di mettere in discussione il principio per cui l’inaugurazione di una nuova linea di tram è un progresso, da salutare con grida di giubilo.
Qual è la ragione di questa così grande differenza secondo voi? Una superiorità antropologica del milanese, per sua natura più aperto alla modernità e all’innovazione degli altri italiani? Oppure invece una sua certa insensibilità estetica, dovuta all’assuefazione alle molte brutture della sua città, che lo porta a non realizzare l’impatto deturpante dei tram? A voi la parola.
Foto: La Repubblica Firenze.

Dopo la proposta di legge contro i writers il vicesindaco Riccardo De Corato vuole inasprire anche i controlli nei confronti dei lavavetri ai semafori. Seguendo l’esempio di Firenze, anche il ’secondo cittadino’ milanese ha intenzione di proporre in consiglio comunale un’intensificazione dei controlli su chi lava i vetri ai semafori. L’ordinanza fiorentina prevede anche l’arresto per gli accattoni semaforici, staremo a vedere se anche Milano vuole schierarsi completamente su questa linea, ma pare proprio di si.
Intanto il vicesindaco informa che da luglio ad oggi la Polizia Locale ha censito 300 lavavetri, perchè come indica una direttiva europea se entro tre mesi, pur essendo comunitari, non dimostrano di avere un reddito da ottobre potranno essere espulsi.