La notizia è grossa perchè ridisegna la città, mutandola profondamente. Le avvisaglie c’erano tutte (la cementificazione del Parco Sud, L’Expo, L’obbiettivo di raddoppiare glia abitanti, gli scali ferroviari dismessi) ma da ieri le intenzioni del Comune sono state scritte nero su bianco con l’approvazione del nuovo piano regolatore. Undici milioni di metri cubi da edificare su 25 nuove aree di trasformazione urbana, sfruttando gli spazi rimasti liberi, dagli ex scali ferroviari alle caserme dismesse, dalla zona attorno a San Siro dell’Ippodromo a quella che sorgerà attorno ai padiglioni di Expo.
La Milano del futuro è “rivoluzionaria”, almeno secondo il Comune. Nelle intenzioni di Palazzo Marino, nei prossimi vent’anni Milano dovrà arrivare ad avere il 35 per cento delle case a basso costo come a Madrid, dovrà raddoppiare la quantità di verde attrezzato puntando al modello di Copenhagen, somigliare sempre più a New York per i quartieri con servizi raggiungibili a piedi in cinque minuti o a Berlino per gli spostamenti con i mezzi pubblici.
E voi cosa ne pensate? Siete fiduciosi, o pensate che il nuovo piano regolatore sia solo una colata di cemento?
Nel 2015 si potrà fare il verso alla canzone di Celentano intonando un motivetto che potrebbe fare più o meno così: la dove c’era uno scalo ferroviario ora c’è una città. La notizia ha scosso l’etere: un milione di metri quadri di aree ferroviarie dismesse tirate a lucido e rimesse a nuovo. Il 50 % del territorio recuperato sarà destinato a verde, l’altro 50% a palazzi, uffici e appartamenti privati (11mila circa) .
Un’intesa firmata ieri dal sindaco Moratti assieme all’ad del gruppo Fs Mauro Moretti per potenziare il trasporto pubblico e valorizzare gli scali ferroviari dismessi, ex scali merci, ora ricettacolo di degrado, discariche e abusivismo. Sono sette le stazioni interessate: l’area dello scalo Farini (500.000 mq di superficie), l’area di Porta Romana (220.000 mq), l’area di Milano Porta Genova, attualmente in esercizio, ma destinata alla chiusura in tempi brevi (100.000 mq), l’ex scalo merci di Lambrate (50.000 mq), l’area di Milano S. Cristoforo (120.000 mq), l’ex scalo merci di Rogoredo (30.000 mq) e infine lo scalo Certosa (30.000 mq). Un’idea non nuova, visto che molti Comitati avevano proposto la riconversione degli scali dismessi a verde pubblico come il Comitato Valtellina che tempo fa aveva proposto un orto botanico.
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I biglietti per i pendolari che arrivano da fuori regione costeranno in media il 10% in più. Da quanto leggiamo da La Stampa, è stata infatti posta la parola fine ad un lecito “trucchetto” usato da molti.
Dal 1 Novembre, su tutti i regionali saranno applicate le tariffe stabilite dalle regioni, anche quando il viaggio inizia in una e termina in un’altra. Fino ad oggi, infatti, questo tipo di percorso era considerato “nazionale” con un tipo di tariffa che poteva essere il 20% più economica.
Questo portava tutti coloro i quali arrivavano tra stazioni a ridosso dei confini regionali a fare il biglietto nella prima stazione della regione confinante. Il risultato era il paradosso di percorrere qualche chilometro in più ma pagare meno, congestionando oltretutto quelle piccole stazioni.
Quello dei pendolari in treno rimane un inferno anche d’estate, ma le Ferrovie dello stato e la Regione promettono che la situazione migliorerà quando sarà pronta la linea ad Alta velocità.
Un primo assaggio, almeno negli annunci, si può sperimentare da Milano Lambrate a Treviglio, dove è stato appena inaugurato il quadruplicamento dei binari. Grazie alla nuova infrastruttura
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E’ stato inaugurato in pompa magna il nuovo servizio Eurostar che collegherà in 70 minuti Milano a Genova.
Niente Stazione Centrale, e mi viene da dire per fortuna visto l’ambientaccio. Le stazioni milanesi saranno Rogoredo e Porta Garibaldi, piccole ma entrambe servite dal metrò.
Per quanto riguarda i prezzi, un viaggio costa 20 euro in seconda e 28 euro in prima classe. Gli abbonati all’Intercity plus potranno acquistare un carnet da 20 prenotazioni al costo di 20 euro (un euro a viaggio).
Il treno nasce dalla richieste dei pendolari, ma fin da subito la condizione di tenerlo in vita è il successo. Il servizio sarà infatti garantito e considerato come sperimentale fino a Dicembre dopodichè verrà valutato se proseguire o meno.