
Giallo in fiera per il MiArt, la più grande esposizione di arte contemporanea che si organizza in Italia, quando ieri sono stati chiamati i carabinieri per denunciare il furto di un’opera di Arnaldo Pomodoro che era esposta in uno stand della fiera di Rho.
Un furto di una certa destrezza, abilità si potrebbe dire se si trattasse di un film, che potrebbe essere stato realizzato su commissione o direttamente da un appassionato di arte, perchè (si sa) l’occasione fa l’uomo ladro. Il pezzo esposto è un’opera in bronzo realizzata nel 2002 di cui esistono solo otto esemplari e il cui valore si aggira intorno ai 50.000 euro.
Ritrovare l’opera sarà impresa ardua, viste le migliaia di persone che frequentanto quotidianamente la Fiera, oltre alle centinaia di standisti presenti al MiArt. L’opera è alta circa 40 centimetri e quindi potrebbe essere facilemente nascosta, sia per portarla all’esterno della Fiera, sia lasciata all’interno della struttura per essere recuperata in futuro. La caccia è aperta!

Il nostro viaggio per i parchi milanesi registra una nota quanto mai curiosa, anche se non è esattamente quello che vi aspettereste di trovare passeggiando nel verde cittadino. Accade a parco pubblico di via Trieste a Limbiate, nel nord dell’hinterland milanese, dove un 35 enne del posto è stato condannato agli arresti domicialiari dopo essere stato pizzicato per l’ennesima volta a rubare in un appartamento.
Al netto rifiuto dei genitori dell’uomo di ospitare il domicilio coatto nella loro abitazioni, un giudice del Tribunale di Milano ha deciso in modo sorprendente di condannarlo agli arresti domiciliari su una panchina del parco. E poi si dice “finire al fresco”!
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I Soliti Sospetti? Pare…Ricordate il colpaccio alla gioielleria Damiani dello scorso Febbraio? Una rapina da “manuale” che fruttò ai banditi un bottino super: 5 milioni di euro in preziosi. La memoria tornava ai rapinatori gentiluomini come Luciano Lutring o alle belle facce cinematografiche dei protagonisti dei magnifici dodici di Steven Soderbergh. A farci tornare coi piedi per terra ci pensò la polizia che tracciò un profilo preciso: una banda determinata, lontana dall’immagine avventurosa da “banda del buco” e capace di sparare, qualora ce ne fosse stato bisogno. “Erano banditi seri” diceva Francesco Messina, capo della squadra mobile di Milano.
Una carriera finita, o quantomeno sospesa a causa forse del supertestimone che, vinte le inevitabile paure, riferì preziose informazioni per le indagini. Ieri infatti sono stati fermati i presunti autori della rapina, una banda composta da nove persone, tutte note alle forze dell’ordine, esperte in rapine, commesse in particolare con la tecnica del “buco”. I rapinatori agivano tra Milano e Palermo, alcuni sono membri di Cosa Nostra.

Un milione di euro, oppure due diamanti, quantificatelo come vi pare ma questo è il risultato di un furto avvenuto in Via della Spiga. Ieri una bionda mozzafiato, a quanto riportano le cronache, si era presentata e aveva visionato un paio di diamanti in una nota gioielleria del ‘quadrilatero’. Oggi lo pseudo marito si è ripresentato per rivedere gli stessi.
Mentre il marito li osservava, un complice ha suonato al citofono della porta del gioielliere, la porta è stata aperta e i due ladri se la sono semplicemente svignata. La macchina utilizzata dai due, è stata rinvenuta in Via Filzi.

Un Tir lungo quindici metri, con al suo interno un caterpillar rubato, è stato rinvenuto dalla polizia in un campo nomadi milanese. Un camionista romeno è stato fermato con l’accusa di ricettazione.
La cosa è venuta allo scoperto per caso, una voltante passava in Via Chiesa Rossa, vicino al campo nomadi in questione (campo autorizzato), ha notato l’insolita presenza di un Tir nel campo, ha fatto un controllo ed ha scoperto che al suo interno c’era un caterpillar del valore di 250mila euro. Il mezzo era sparito tempo fa da un cantiere.
Un piano da film, ma evidentemente efficace anche nell’era dei super impianti d’allarme. Una banda di ladri ha svaligiato il caveau della gioielleria Casa Damiani, non il negozio in via Montenapoleone ma proprio la sede in corso Magenta.
Per mesi i sette ladri hanno “lavorato” ad aprire un buco nel muro nella cantina adiacente al palazzo Damiani. Una volta entrati si sono fatti accompagnare dal direttore nel caveau (grazie a un travestimento da agenti della guardia di finanza) e poi lo hanno sopraffatto, rubando una gran quantità di gioielli.
L’entità del furto non è stata comunicata, ma si sa che è ingente.

Si chiama Pane Quotidiano, ma in realtà offre molto di più del solo pane. E’ un’associazione benefica che distribuisce cibo ai meno abbienti dalla fine dell’800, e qualcuno ne ha devastato la sede. Nel corso della notte ignoti si sono introdotti nei locali di Pane Quotidiano in Viale Toscana e hanno portato via tutto ciò che si poteva, soprattutto razioni di cibo.
Non solo, oltre ad aver rubato cibo destinato ai poveri, i delinquenti hanno anche distrutto tutto ciò che potevano. E questo avviene a pochi giorni dalla tragica morte di un senza fissa dimora.
Ancora stupiti dal caso dell’orologio di Bush, ecco arrivare un’altra notizia riguardante un furto.
Questa volta la vittima è Adriano Galliani, amministratore delegato e vicepresidente del Milan.
I “soliti ignoti” sono penetrati da una finestra nell’abitazione di via Bigli, prelevando tra l’altro una pesante cassaforte di circa un metro per mezzo metro.
Il furto è stato scoperto questa mattina. Ancora incerto il valore del bottino.
Dopo altri 2 minuti salgono 2 uomini. Anziani. Sembrano italiani. Si avvicinano alla ragazza. Un po’ troppo. Li guardo. Uno dei due le si mette di spalle. L’altro di fianco. Penso subito a qualche atteggiamento molesto. Poi capisco. Il primo fa il palo. Il secondo si nasconde la mano con la manica. Allunga la mano. Verso la borsetta.
Sono queste le parole di una parte del post di Nancy. Una brutta avventura vissuta su un filobus della 93. Una esperienza finita bene, ma che poteva avere chissà quanti altri finali.
La nostra conclusione invece è una domanda: ma cosa rischia chi si rende protagonista di scippi, furti o borseggi? Se foste voi a poter decidere, cosa fareste per rendere la nostra città più sicura?