
Ieri vi ho scritto del convegno del 27 al Teatro Parenti, dove in vista delle elezioni comunali 2011 Gabriele Albertini potrebbe sciogliere la riserva sulla sua candidatura a sindaco per Futuro e Libertà (o in una lista civica?). Siamo ancora nel campo delle ipotesi, ma non sono certamente indiscrezioni infondate.
Oggi leggo un pezzo di Franco Morganti su Arcipelago Milano che spiega con rara chiarezza come stiano le cose. A occhio l’articolo risale a qualche giorno fa, ma è decisamente attuale:
Nessun candidato dei quattro proposti, tutti con adeguata targa di sinistra, ha la possibilità di battere la Moratti al ballottaggio (…) Può farcela invece un candidato di centro o di destra che, con una lista civica, entri in competizione con la Moratti e il PdL e prenda un voto più del PD andando così in ballottaggio: prenderebbe i voti del cosiddetto terzo polo, più gli scontenti della Moratti, più gli scontenti del PD.
Ecco, dopo il salto continuiamo, ma il punto chiave sono solo quelli: i voti.
Continua a leggere: Franco Morganti su Arcipelago Milano: con Albertini per vincere?

Ieri sull’Espresso Massimo Cacciari ha proseguito il suo lavoro ai fianchi del PD verso le elezioni comunali 2011 a Milano, proseguendo a spingere Gabriele Albertini - già sindaco in passato - a una candidatura in FLI. Cacciari spesso in questi mesi ha sostenuto una tesi che lascia perplessi molti elettori di centro-sinistra.
La sintesi del Cacciari-pensiero è: Giuliano Pisapia, legittimo vincitore delle primarie, non può farcela contro Letizia Moratti (ma perché verrebbe da chiedergli? Da cosa trae questa certezza?). Motivo per cui le opposizioni devono convergere più o meno apertamente verso un candidato moderato: nel caso, l’ex sindaco Albertini.
Da lì, le voci di “patto di desistenza”, smentite da Filippo Penati, e certe dichiarazioni - titolava Affari Italiani “Albertini sindaco, togliamo l’appoggio a Pisapia” firmato Mariapia Garavaglia, da mangiarsi la lingua. Intanto però, prendete nota: il 27 novembre al Teatro Parenti c’è il Centro di Formazione Politica del filosofo veneziano che organizza un incontro dal quale potrebbe uscire qualcosa di interessante
È l’unica vera scuola di formazione dove i leader non vanno a fare il comizietto, ma dove c’è scambio e studio vero. Quest’anno la nostra winter school cade in una fase particolare, e così il 27 al Teatro Parenti abbiamo invitato Montezemolo con Albertini, Casini, Rutelli e Benedetto Della Vedova in rappresentanza di Fini”
Nomi caldi, in queste settimane: ad aver tempo sarebbe da farci un salto, magari è la volta buona che Albertini si decide.

Le primarie di domenica hanno causato uno sconquasso nel PD milanese e lombardo: il sostegno all’architetto Stefano Boeri si è tramutato in un clamoroso boomerang per l’opposizione una volta che dalle urne è uscito il risultato finale. Giuliano Pisapia vincitore: una vittoria netta, che però complica la situazione a centro sinistra verso le elezioni comunali 2011.
Perché Pisapia, appoggiato da SeL mette in imbarazzo i vertici del PD, e questo malgrado le dichiarazioni di facciata. Leggendo tra le righe, riemerge carsicamente un’ipotesi che circolava da parecchio tempo, sono voci. Ma prima delle primarie, ce n’era di gente con cui parlavi e diceva
“Ma va, votare Pisapia? Anche se vince lui poi il PD lo fa affondare, lo mollano e sostengono Albertini”
Fantapolitica? Sono chiacchiere, sono “si dice”. E a questo punto rientra in gioco Gabriele Albertini, già sindaco di Milano in passato. Non aveva detto che non si sarebbe ricandidato? Sì, l’aveva detto, ma le cose sono un po’ più sfumate…
Continua a leggere: Elezioni comunali 2011: Gabriele Albertini e il patto di desistenza PD
Ieri come forse saprete Gianfranco Fini era al Teatro Derby: un’uscita importante per l’attuale presidente della Camera, per sondare il terreno a nord. E a Milano, quantomeno nell’amministrazione locale, i finiani di Futuro e Libertà contano poco: è tutto in mano a berlusconiani di ferro, fedelissimi al cav.
Ieri Fini ha anche incontrato Gabriele Albertini: qualcosa bolle in pentola per le comunali 2011? Una lista civica, come si mormorava nei mesi scorsi? Impossibile dirlo al momento, Albertini in ogni caso smentisce, come smentiscono anche molti che lo conoscono bene.
L’occasione di ieri sera però, è stata utile per rivedere in platea tanti volti di “caduti in disgrazia” di Palazzo Marino: questo pezzo di Maurizio Giannattasio per il Corriere di Milano ci rinfresca la memoria
Poi ci sono i delusi dalla Moratti. Tiziana Maiolo (…) Insieme a lei, tanti «delusi» (…) l’ex assessore all’Ambiente, Paolo Massari. E anche il papà di Ecopass, l’assessore Edoardo Croci, licenziato dalla Moratti nel giro di un weekend. Tanti volti (…) Cristiana Muscardini, Giuseppe Valditara, Benedetto Della Vedova, Landi di Chiavenna, ci sono Andrea Ronchi, Italo Bocchino e Mirko Tremaglia. La consiglierà Barbara Ciabò, Silvia Clementi Ferretto
Nei mesi e nelle settimane scorse era girata voce che Gabriele Albertini, già primo cittadino dal 12 maggio 1997 al 30 maggio 2006, potesse ricandidarsi alla poltrona di sindaco alle elezioni comunali 2011, magari con una lista civica sì di centrodestra, ma di area finiana. Stamattina ha smentito nuovamente tutto durante Primo Tempo, una trasmissione di Class News
“Non è nei miei obiettivi candidarmi nuovamente a sindaco di Milano (…) La mia candidatura è pura astrazione (…) Conservo un ricordo molto vivo e intenso di quel periodo che porterò sempre con me. Lo ricorderò con positività, ma anche con fatica. E’ stato un momento in cui mi sono sentito sequestrato, seppur consenziente. Mio obiettivo è piuttosto fare bene il lavoro che mi è stato affidato”
Ricordiamo che al momento Gabriele Albertini è europarlamentare. Questa notizia però, ci dice qualcosa anche a livello di politica nazionale: forse qualcosa si è chetato o certe armi con cui i finiani tenevano in ostaggio il governo, sono state temporaneamente messe da parte. Un’occhiata a polisblog, male non fa. Sul Sole 24 Ore invece alcune precisazioni di Albertini a proposito della ipotetica lista civica.

Il timido dibattito che nelle scorse settimane è stato avviato attorno a chi potrebbe sfidare per il Pd, alle prossime elezioni comunali di Milano, Letizia Moratti si è rivelato essere un buco nell’acqua. Né Livia Pomodoro né Giuliano Pisapia hanno, per il momento, accettato di rappresentare l’attuale opposizione al prossimo appuntamento politico.
Se la coalizione di Pierluigi Bersani non identificherà quanto prima un alternativa a Letizia Moratti per il Partito Democratico, l’anno prossimo, potrebbe correre l’usurato Filippo Penati su cui si è puntato, senza successo, sia per le elezioni provinciali che per quelle regionali.
Questa ipotesi, al momento non smentita dai vertiti lombardi del partito, renderebbe di fatto più semplice la propaganda del sindaco di Milano a cui il però qualcuno sta facendo opposizione. Dalle pagine di Vanity Fair il predecessore di Letizia Moratti, Gabriele Albertini, ha criticato duramente l’operato dell’attuale amministrazione.
Continua a leggere: Elezioni Comunali 2011. Gabriele Albertini contro Letizia Moratti?
Quesito che mi tormenta da decenni: “ma esiste via Roma a Milano?”. Il quesito mi tormenta, mi dico “Va bé, cerca un po’, ci sarà una soluzione da qualche parte” poi non lo faccio mai, e me ne dimentico di nuovo. Fino a stamattina, pochi minuti fa.
Perché in qualunque altra città, paese, comune, frazione, una via Roma di solito c’è, ed è anche parecchio centrale, è una via importante via Roma nelle altre città. A Roma, esiste una via Milano, ed è centralissima, a due passi dal Quirinale.
Come mai noi non ce l’abbiamo? Nel 2005 i primi cittadini di Milano e Roma - al tempo Gabriele Albertini e Walter Veltroni, per darvi una dimensione dell’era geologica passata - discorrevano sul tema
Gabriele Albertini e Walter Veltroni si sono ricoperti di complimenti e di salamelecchi, al punto che a una gentile rimostranza di Veltroni sul fatto che a Milano non esistesse una via Roma, mentre a Roma esiste una via Milano, Albertini ha risposto: «Non credo, ma se Veltroni ha verificato quest’ assenza la faremo…»

Sul numero de “L’Espresso” in edicola si può leggere un lungo servizio dedicato alla “Milano del 2030“: il settimanale sostiene infatti di aver “avuto modo di conoscere la parte progettuale del Pgt, il cosiddetto documento di piano, prima della presentazione ufficiale“.
In esso si illustrano i principali progetti della Giunta per la città, con un orizzonte temporale molto ampio: circa 21 anni da oggi. Un punto ha attirato in particolare la mia attenzione, lasciandomi a dir poco basito:
Lo scoop del Pgt è di quelli davvero onirici, in un Paese dal debito pubblico stellare: prevede sino a dieci linee di metrò in totale, le nuove in prevalenza radiali o tangenziali rispetto al centro
Continua a leggere: Dieci linee di metropolitana nella Milano del 2030: crederci o no?
I melomani appassionati di musica lirica e tutti coloro che si interessano della storia della città di Milano avranno una bella sorpresa nello fogliare il romanzo Un tetto alla scala, un racconto storico imbastito da Federico Bianchessi e ambientato a cavallo tra il 1943 e 1944, giusto a ridosso dei bombardamenti che provocarono gravi devastazioni al centro cittadino, ma soprattutto hanno ridotto il celebre Teatro alla Scala a un cumulo di rovine.
Nella Milano contesa dai fascisti della Repubblica Sociale e la Resistenza, qualcuno però sceglie di dimostrare come la città sia ancora viva, nonostante fame e macerie e l’opera di ricostruzione del teatro inizia mentre i bombardamenti continuavano a infuriare. Il romanzo intreccia fatti e personaggi reali (musicisti, cantanti, protagonisti della cultura e dello spettacolo, banchieri e industriali, politici) alle vicende immaginarie della famiglia Rota, lacerata sui contrapposti fronti della lotta e alla fine distrutta.
Il libro, edito da Zecchini e nato da un’inchiesta dell’autore apparsa su Il Giornale, sarà presentato da Gabriele Albertini e Carlo Fontana alla Libreria Rizzoli della Galleria (in fronte alla Scala) il giorno 15 maggio, alle 17.

Tra venti giorni sarà un anno che l’Expo 2015 è stato assegnato a Milano, ma c’è ancora poco da festeggiare. Si litiga sui soldi che mancano, non c’è ancora il nome dell’amministratore delegato della società che dovrà curare le infrastrutture, intanto però dal Comune arriva la notizia che il sindaco Moratti e i suoi assessori stanno puntando sempre più insistentemente verso la realizzazione di un tunnel (previsto di oltre 14 chilometri) che attraverserebbe Milano sotto terra per collegare l’aeroporto di Linate con la fiera di Rho.
Il progetto, in realtà, è un’eredità spirituale che proviene addirittura dai tempi del ex-Sindaco Gabriele Albertini, che aveva già proposto di rendere underground il traffico che ora necessariamente grava sulle tangenziali milanesi. Spesa prevista oltre i due miliardi di euro, secondo alcune indiscrezioni però meno della metà sarebbero che la comunità dovrà effettivamente sborsare.
Il progetto è faraonico, la speranza è quella che dovrebbe per lo meno consentire una sensibile riduzione della mole di traffico in città. I progettisti avrebbero anche considerato l’installazione di potenti filtri anti-smog in modo da ridurre al minimo l’impatto del traffico sull’inquinamento della metropoli. Finalmente un progetto che ha veramente senso, ma visto che ci vuole un anno per scegliere una persona che guidi una società, basteranno 5 anni per realizzare i quasi 15 chilometri di galleria?
Foto | Haivisto