Alla prima edizione parteciparono solo 7 persone, che furono prese per matte dalla maggior parte dei normali pendolari che affollavano la metropolitana di New York. Giusto ieri si è tenuta la nona edizione del No Pants Subway Ride, un viaggio in metropolitana senza gonne e pantaloni che è stato condivisa da oltre 9 mila persone. Oggi infatti si flash mob sono una moda e partecipare a uno di questi diventa quasi uno status, così ieri (il 9 di gennaio) anche a Milano si è tenuta la corsa in metropolitana in mutande, ma come spesso accade alla prima edizione hanno partecipato pochi “coraggiosi”.
La corsa è finita in Duomo dove i partecipanti hanno dispensato Abbracci Gratis ai passanti della Galleria Vittorio Emanuele, in omaggio a un altro flash mob celeberrimo tra gli utenti della rete.
Le foto tratte dalla gallery del gruppo di Facebook di No Pants Subway Ride: Milano. Dopo il continua potete vedere cosa è successo invece a New York!
Realizzata dal 1865 in poi su progetto dell’architetto Giuseppe Mengoni, la Galleria Vittorio Emanuele II è un luogo centralissimo e molto noto di Milano: sia per gli autoctoni che per i turisti. Sotto, ci siamo passati tutti, mentre “sopra” bé, ci si passa decisamente meno spesso.
Abbiamo avuto la fortuna di farci un giretto ieri sera: fan-ta-sti-co. Oltre al Duomo che sembra un modello in scala, tutta la struttura in ferro della galleria è affascinante, straordinaria. I camminamenti di gradini metallici e scalette portano fino in cima, al centro della galleria (la foto dove vedete lo stemma di Milano “flippato”).
La vista me la ricorderò finché campo. Da rileggere anche il post di un paio d’anni fa, stesso set, ma con la neve.
Continua a leggere: Foto: Galleria Vittorio Emanuele II dall'alto

Forse abbiamo peccato di troppo ottimismo quando a novembre vi abbiamo scritto dei lavori di restauro della Galleria. Tre milioni e mezzo di euro, partenza dei lavori a marzo 2010 e in meno di un anno voilà, una Galleria tutta nuova… Però, accidenti, ci si è messo di mezzo il riscaldamento! Ovvero la differenza di vedute tra l’assessore ai Lavori pubblici Simini e l’asse formato dai due assessori Cadeo (Arredo urbano) e Terzi (Commercio).
Il primo vuole iniziare i lavori subito – siamo già in ritardo di due mesi – rifare il pavimento e stop passando poi a mosaici e quant’altro, gli altri due vogliono approfittare dei lavori per dotare la Galleria del riscaldamento a pavimento (info e costi dell’operazione li trovate in questo articolo del “Corriere”) che renderebbe lo spazio pubblico di sicuro più vivibile d’inverno. Intanto tutto rimandato agli inizi di giugno. Vogliamo dare una mano ai nostri amministratori? Diteci la vostra rispondendo al nostro sondaggio (le votazioni si chiudono domani alle 11:00).
Foto | Bernt Rostad by Flickr

Galleria Vittorio Emanuele: da marzo i lavori del restauro atteso da anni. Era primavera 2008 quando la giunta approvò la delibera come vi segnalammo. Venerdì su Giornale e Corriere l’atteso annuncio, espresso dal sindaco Moratti il giorno prima. Con tre milioni e mezzo di euro Milano avrà una Galleria rinnovata in dieci mesi, dalla pavimentazione alla copertura. Nel particolare:
1 milione e mezzo di euro per il restauro dei mosaici e del pavimento nella sua totalità (da reperire da sponsor privati);
2 milioni di euro per la manutenzione straordinaria della copertura (già stanziati).
L’effetto dovrebbe essere simile a quello già visibile a tutti in Stazione Centrale: aumento della luminosità e pulizia generale. Il “salotto” di Milano attende questi lavori dall’ultimo restauro effettuato a metà Novecento. Cittadini e turisti a marzo 2011 passeggeranno sotto una Galleria Vittorio Emanuele “nuova”, e tale rimarrà per molto tempo, ci auguriamo.
Foto | Flickr
Diciamolo senza timore di smentite. Federico Moccia è un fenomeno, nel bene e nel male. Classe 1963, figlio d’arte di Giuseppe Moccia, meglio noto come Pipolo, che fu sceneggiatore in coppia con Castellano di molte pellicole anche di Totò, Moccia è uno dei protagonisti indiscussi del mondo dell’editoria e della cinematografia italiana, in particolare rivolta verso un target under 18.
Non sarà difficile quindi pensare che passeggiando per il centro questa sera si potranno assistere a scene di delirio adolescenziale visto che Moccia, accompagnato in pompa magna da Veronica Olivier, Beatrice Flammini, Flavia Roberto e Raniero Monaco Di Lapio, presenterà Amore 14 il suo ultimo lavoro (in sala dal 30 ottobre).
Appuntamento per i fan di Moccia, ma più probabilmente dei giovani volti protagonisti del film, è alle ore 17 in Galleria Vittorio Emanuele, al negozio Il Telefonino. A seguire “red carpet” all’ingresso del cinema Odeon di via S. Redegonda, in occasione dell’anteprima a inviti del film.
Continua a leggere: Moccia Day a Milano, appuntamento con i fans in Galleria
In occasione del passaggio in città del carrozzone hollywoodiano di The International, action thriller con Clive Owen e Naomi Watts, si fece molto parlare dei grandi set che hanno paralizzato (solo per qualche ora) alcune zone nei pressi della Stazione Centrale e del Pirellone.
Qui sopra invece potete vedere invece il trailer L’ombra del sospetto, in originale The Other Man, con Antonio Banderas, Laura Linney e Liam Neeson. Le fasi di ripresa a Milano sono passate senza salire agli onori della cronaca e il film e stato dimenticato abbastanza in fretta. Qui sopra potete vedere il trailer del film che ci offre uno splendido scorcio della Galleria Vittorio Emanuele.
Il film, nonostante i nomi celebri e l’ambientazione milanese, in Italia non è mai arrivato nelle sale. Per i curiosi che volessero scoprire come il grande cinema vede la nostra città, segnaliamo che il film è uscito recentemente in dvd.

Le proteste di piazza solitamente sono collettive, v’è però una ristretta cerchia di persone che scende in piazza da sola con cartelli, slogan e atti simbolici. Proprio pochi giorni fa era uscito un articolo su una signora che protesta da 28 anni davanti alla Casa Bianca contro la guerra.
L’altro giorno in galleria, nell’ottagono, ho trovato un signore con la sua seggiolina, un bel cartellone appeso al collo e l’aria di chi è lì e non ha nessuna intenzione di spostarsi. Il tema della protesta sono le ristrettezze economiche, in particolare le sue dato che sul cartellone fa i conti delle sue entrate e uscite mensili, ma è un discorso che credo valga per molti. Pensione 770 euro, Luce e gas 100 euro, affitto 290€, igiene personale-vestiti-telefono-tv-medicini-tarsu-scarpe ecc. 350 euro. Totale 740 euro, per mangiare 30 euro al mese. Aumento di Berlusconi 84 centesimi al giorno.
Alcuni hanno il coraggio di portare il loro disagio in piazza, ma la maggior parte lo vivono tra le mura domestiche senza dire nulla. Per uno che ha il coraggio di esporsi chissà quanti non riescono a farlo e questa è una situazione drammatica che potrebbe colpire chiunque in qualsiasi momento.
Tanti giovani vestiti di colori sgargianti che si muovono freneticamente in Galleria Vittorio Emanuele II. Altoparlanti nascosti diffondono musica. I passanti sbigottiti si chiedono che succede. Inizia una danza, tutto l’ottagono diventa un palcoscenico. Qualcuno sa che cosa sta per succedere e trae di tasca il telefonino per fare qualche foto. I danzatori da solitari si uniscono e creano una coreografia con il pubblico in mezzo. Qualcosa però va storto, vola qualche insulto e inizia una rissa di musica e colori.
Non si tratta di una rissa qualunque, ma una messa in scena della Rissa in galleria di Umberto Boccioni, quadro di importanza capitale per il futurismo milanese, che giusto in questi giorni compie 100 anni. Milano allora tributa così, con un’azione futurista, una giornata dedicata proprio a questo movimento di innovazione. Mentre apre la mostra a Palazzo Reale, per tutto il giorno (allo scoccare dell’ora) la rappresentazione, un pò in stile flash mob, verrà ripetuta in Galleria. Il denso programma che proseguirà fino al 2010 inoltrato è disponibile sul sito Futurismi del Comune di Milano.
Rissa in galleria



Continua a leggere: C'è una rissa in galleria, no sono i FuturisMI
Ecco, l’immagine qui sopra la vedete tutti: una colonna di portatori di bambole gonfiabili che passeggiano per Galleria Vittorio Emanuele: è successo tutto settimana scorsa, ed un nostro lettore, Armando, ci ha puntualmente segnalato la cosa. Nessuno ha idea di cosa si tratti? Pacifica contestazione si, ma con quali motivazioni? Sesso libero? Bambole gonfiabili per tutti? Voi ne sapete di più? Anche se a dare un’occhiata alla maglietta che indossa uno dei plastici amici, qualche sospetto su una nota marca di zaini, viene.
Le misteriose bambole gonfiabili di Galleria Vittorio Emanuele

Settimana scorsa si era scatenato un bel dibattito riguardo alle case del Comune di via Silvio Pellico, così ho deciso di andare a vedere con i miei occhi se davvero lo stabile faceva così schifo. Le foto potete giudicarle da voi: non mi sembra nulla di particolarmente brutto, nè particolarmente bello.
Un cortile come potrebbero essercene in Porta Romana o in via Farini, nulla di particolarmente terribile, che dite? In compenso in quel cortile, mentre scatto le foto, esce fuori un barista. Pizzetto, sulla quarantina. E’ vestito bene, più di quanto ti aspetteresti da un barista.
Impiego qualche secondo per realizzare che è uscito dal retro del suo bar: se il retro è sul cortiletto delle case di via Silvio Pellico, lui evidentemente lavora in uno dei bar della Galleria. Facciamo quattro chiacchiere e vengono fuori un bel pò di storie interessanti, di cui vi racconteremo domani. Intanto, buona gallery.