Il Comune, per bocca del vicesindaco De Corato, ha annunciato che non finanzierà mai più iniziative targate “gay”. Poi, è vero, è intervenuto il sindaco Moratti a spiegare che no, si deciderà “volta per volta”.
Ma guardiamo ai fatti. Il torneo internazionale di tennis Italian gay Open non ha ricevuto il finanziamento; il Festival di cinema gaylesbico ha perso il patrocinio e anche la mostra voluta da Sgarbi “Vade retro. Arte e omosessualità” ha suscitato polemiche e ha rischiato una cancellazione.
Un conto è dissentire sul matrimonio per tutti, sulle unioni civili o sui Dico; oppure prendere le distanze dal Gay Pride (anche se al’estero uomini politici come Rudolph Giuliani hanno sempre partecipato senza polemiche).
Ma un festival di cinema perché deve essere discriminato? Perché ha nel titolo la parola gaylesbico?
Eppure il Comune dà soldi alle rassegne di cinema africano, alle iniziative del capodanno celtico e a una miriade di piccoli e piccolissimi eventi. Si sente puzza di ideologia.

Sbarca a Milano, tra il 4 luglio e il 16 settembre, al Palazzo della Ragione la più grande mostra di arte contemporanea gay mai allestita in Italia. Quasi in risposta alle polemiche degli ultimi tempi, la giunta Moratti ha deciso di dare il proprio appoggio a questo kolossal artistico gay che vedrà protagonisti oltre 150 artisti.
La mostra, intitolata “Arte e omosessualità. Da Von Gloeden a Pierre et Gilles”, raccoglierà lavori artistici di ogni tipo, dai primi pionieristici scatti di fotografi omo alle sperimentazioni artistiche di oggi. Se ne volete sapere di più fate un salto su questo sito, questi invece sono orari e costi:
orario: lunedì dalle 14,30 alle 19,30; altri giorni: 9,30 – 19,30; giovedì apertura prolungata sino alle 22,30. Biglietti: 7 euro, ridotto: 5 euro. Una parte della mostra sarà V.M.18
Ma discriminare la comunità lgbt - lesbica gay bisex transgender - milanese farà bene alla nostra città in vista della gara per ottenere l’Expo 2015?
No, perché la sindaca Moratti con la sua decisione di rifiutare il patrocinio al Festival di cinema gaylesbico e queer culture, ha suscitato le ire degli attivisti, ma anche di tanti intellettuali come il nipote di Mario Sironi che ha sospeso l’offerta di 5000 disegni del maesto, che intende donare alla collettività, ma che non arriveranno finché l’attuale giunta insisterà su queste posizioni.
A livello internazionale, poi, la vicenda rischia di attirare antipatie sulla città, il tutto per un misero contributo di 15mila euro e per il patrocinio a una manifestazione aperta a tutti, che permette di vedere film difficili (o impossibili) da trovare nelle sale normali.
Ma voi che ne dite?
L’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi si schiera con il Festival di cinema gaylesbico e queer culture, cui aveva promesso il patrocinio e un piccolo contributo economico; la giunta Moratti però finora non ha neppure discusso la delibera e non sembra molto propensa a dare soldi ai gay, neppure per un’iniziativa culturale aperta a tutti; basta leggere le parole dell’assessore Carlo Masseroli
Non c’è nessun esperto di economia che possa smentirmi: gli omosessuali non hanno delle famiglie costituite, e si possono permettere un tenore di vita sopra la media. Basta chiederlo a qualsiasi pubblicitario. E allora perché dovremmo finanziarli? Se lo facessimo dovremmo dare dei contributi anche alle manifestazioni culturali in difesa della famiglia, magari un bel cineforum… Io non ho nulla contro gli omosessuali, ma il loro festival è una cosa che già esiste, anche senza l´etichetta di Palazzo Marino. Troverei assurdo che il Comune diventasse il rappresentante del mondo gay.
Alla fine si deciderà tutto venerdì, quando il festival sarà comunque concluso. Alla meglio il cinema gaylesbico avrà un patrocinio postumo. Ma questa non era la capitale della Moda?
Finora Milano è stata considerata una sorta di zona franca per le persone omosessuali, che da ogni parte d’Italia si sono trasferite qui in cerca di sicurezza e libertà. Adesso, forse, non è più così.
Il presidente del Cig Arcigay, Paolo Ferigo, ieri sera è stato aggredito per il fatto di essere gay: insultato, minacciato e alla fine picchiato in una pizzeria in via Cadore da due uomini che poi sono scappati nell’indifferenza dei clienti del locale. La serata per lui si è conclusa al pronto soccorso del policlinico, mentre la polizia arrivava dopo venti minuti dalla chiamata.
Un segnale di intolleranza, di omofobia, di riduzione dei diritti e delle libertà civili. Ma la città sta diventando così?
Chiamata all’appello per tutti coloro che hanno a cuore i diritti civili. Per le 19:30 di oggi il coordinamento per la Rosa nel pugno ha organizzato una manifestazione, cui ha aderito anche il Cig-Arcigay Milano.
Appuntamento sotto le finestre di Palazzo Marino per sostenere la legge sulle unioni civili, etero e omosessuali. L’obiettivo è
chiedere al governo non solo un progetto di regolamentazione delle coppie di fatto entro il 31 Gennaio - come si è impegnato a fare - ma soprattutto perché la proposta che uscirà dal Consiglio dei Ministri di venerdì sia seria. Non vogliamo il frutto compromissorio di un gioco al ribasso, dettato dal ricatto dei soliti noti.