
Giambellino Tolstoi, un abbinamento che solo Milano poteva fare. Giovanni Bellini detto il Giambellino, pittore del XV secolo e Lev Tolstoj, o meglio Leone Tolstoi alla meneghina, romanziere dell’Ottocento, che aspettano entrambi il 14. Chissà di cosa parlano poi… Ma Giambellino Tolstoi in rete è soprattutto il nome di un blog.
Un sito che da quattro mesi racconta ai milanesi la loro città in una ventina di post indifferenti alle parole chiave dei motori di ricerca. Ma se ci finite per caso c’è da rimanere incantati: le esistenze di Salman, Ashif, Ivo, G.M. di Quarto Oggiaro, Dorando, Sara, Dewan e Rodolfo sono vite comuni, come le nostre, ma difficilmente ne avremmo sentito parlare se non ce le avessero raccontate.
C’è un ragazzo dalle idee ben chiare dietro a Giambellino Tolstoi: “Questo è il blog delle storie di Milano. Le storie che racconto io, Luca, studente e giornalista domiciliato qua dall’ottobre del 2007. In una città che non si può capire, ma solo raccontare”. È stato un piacere incontrarlo. L’intervista inizia dopo il salto.
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Leggo da Cronaca Qui, che negli oratori di zona Giambellino è emergenza baby gang. Un oratorio è chiuso da due settimane e un altro si è dotato di una guardia. Il motivo è da ricercare nelle babygang che li frequentano.
Bande di ragazzini italiani che insultano, fanno i bulli, sfasciano le strutture e cose del genere. Negli oratori del Giambellino, sono sette in totale, sono sparite anche parecchie cose, furtarelli di macchine fotografiche, soldi, attrezzatura varia. Il Parroco dell’Immacolata di P.zza Frattini ha dichiarato a Cronaca Qui:
«Per l’ennesima volta due settimane fa sono state sfondate le porte del bar e abbiamo deciso di chiudere l’oratorio nei giorni non festivi, per precauzione e per lanciare un segno ai responsabili».
Era così anche vent’anni fa oppure è un fenomeno recente? Io ricordo che anche nei primi anni ‘80 c’erano episodi del genere, voi che ne dite?
Foto | Flickr
Dalla vicenda della scuola di via Quaranta ad oggi sembra che sia passata tanta acqua sotto i ponti. Sembra, perchè alcuni nodi si sono sciolti solo negli ultimi mesi, per esempio con l’arresto di Roberto Sandalo e Maurizio Peruzzi, presunti complici negli attentati incendiari avvenuti contro la moschea. Ora tornano però in ballo i genitori dei bambini che avrebbero dovuto frequentare la struttura di via Quaranta;
Arriva in provveditorato il caso della scuola di via dei Narcisi, nel cuore del quartiere Giambellino, dove un gruppo di genitori musulmani minaccia di non mandare più i figli in classe se non viene mandato via un mediatore culturale marocchino che, a loro parere, «attacca l´Islam».
Di cosa si tratta; pare che il mediatore culturale marocchino, abbia una visione dell’Islam poco ortodossa - calembour idiota, lo ammetto - e che i genitori dei ragazzi abbiano pura che i figli vengano brainwashed per finire i loro giorni, addirittura in una Chiesa Cattolica. Molti di questi genitori sono gli stessi della scuola di via Quaranta.
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