
Tutti d’accordo nel vietare gli alcolici ai minori di 16 anni. In un nostro recente sondaggio la maggioranza dei nostri lettori si schierava a favore del provvedimento dell’amministrazione monzese, la prima a vietare vendita e consumo di alcolici ai minori di 16 anni. Milano non ha voluto essere da meno del capoluogo brianzolo e si è mossa nella stessa direzione, da oggi ha valore lo stesso divieto.
Che l’abuso di alcol tra i giovani sia una piaga è fatto appurato. Una piccola testimonianza in questo senso arriva da Federico, barman di un locale in corso Sempione frequentato da giovanissimi rampolli della Milano bene, ritrovo quotidiano e pre discoteca dove si carbura per la serata. A lui chiediamo lumi in merito.
Vengo chiamato il fine settimana, dove serve più personale. Venerdì e sabato in particolare vengono consumati ettolitri di alcol, soprattutto chupiti che a 2 euro a bicchierino si bevono come acqua. Sono soprattutto le ragazze a bere i chupiti, i ragazzi preferiscono i cocktail, i più alcolici, miscele atroci come l’Invisibile e il Long Island. Bevono male, mischiano appositamente per cercare lo sballo e si vantano a chi beve di più. L’età media dei clienti? Bassissima: ho visto anche 14enni chiedermi da bere, lo so perchè non ho potuto fare a meno di chiederglielo. Da qualche tempo chiediamo sempre un documento di identità; è da un po’ che qui hanno intensificato i controlli.
Foto by Chispita 666, Flickr

Estate, tempo di Botellon a Milano. Dopo quello in Bicocca di sabato scorso, il party alcoolico outdoor importato dalla Spagna torna domani alla sua location originaria: piazza Leonardo Da Vinci. Ecco l’invito dell’evento su Facebook:
Dopo la pioggia degli ultimi sabati sera che ci ha bagnato tutti, è ora di scaldarsi cantando e barcollando con una bottiglia in mano di cocktail fatto in casa! E’ ora di ripopolare piazza Leonardo in una calda notte d’estate ricca di festeggiamenti e accoppiamenti! (..) Birra, belle ragazze, musica dal vivo e dj set Hasta la madrugada!
In gallery potete trovare qualche foto tratta dal gruppo “Macrobotellon” del social network più famoso del mondo; non stupitevi se sono un po’ tutte uguali, il famoso Botellon consiste proprio - banalmente - in questo: una massa di giovani che beve per strada.
Se volete vedere altre foto, qui potete dare un’occhiata a quelle scattate da noi in occasione del Botellon in Bicocca dello scorso 24 maggio.
Foto | Flickr.
Tre serate di festa e musica al Parco Sempione, ad ingresso assolutamente gratuito, con DJset e tornei di street soccer: incredibile ma vero accade nella nostra città, con il patrocinio dell’Assessorato allo Sport-Tempo Libero e di quello al Verde del Comune di Milano. Lo stesso Comune che se avvenimenti di questo genere vengono organizzati autonomamente dai giovani al Parco Lambro manda le forze dell’ordine ad impedirlo.
Felice per la ritrovata vivacità delle notti milanesi mi sono recato alla prima serata di sabato 30 maggio, che prevedeva un Reset! Party, con musica elettronica varia: per l’occasione, un bordo dell’arena era stato trasformato in un dancefloor. Le foto le potete trovare in gallery.
Le mie impressioni? Miste: da un lato la musica era buona, e la collocazione all’interno del Parco certamente fortunata ed elettrizzante (traffico infernale a parte). Dall’altro la gente che ballava per davvero era proprio poca, e concentrata in pochi metri quadri sotto il palco, mentre alcune altre migliaia di persone simulavano indifferenza tutto attorno. Altra scelta poco felice, la fornitura di cibo e bevande, assegnata a tre camioncini di paninari iper-affollati, cari e emananti una tremenda puzza di benzina attraverso gli immancabili generatori.
Street Movement prosegue nelle serate di domenica 31 maggio e lunedì 1 giugno, dedicate ad altri generi musicali: trovate tutto il programma dopo il salto.

Mentre qualcuno, come vi raccontavamo l’altro giorno, pensa di far scoppiare la pace tra giovani e residenti del Ticinese con le armi dell’arte, la Giunta di Milano torna a discutere di una vecchia idea: quella di recintare le Colonne di San Lorenzo. Come ha riportato infatti recentemente Repubblica:
si ragiona se recintare le Colonne per evitare bivacchi. A Maurizio Cadeo, assessore al Decoro urbano, che propone «paletti fissi collegati fra loro da catenelle», risponde il vicesindaco, Riccardo De Corato: «La soluzione è un vetro antiproiettile a scomparsa»
Sulle prime, quando ho letto quest’ultima uscita di De Corato, mi è venuto da ridere (oltre che da piangere). Probabilmente il vice-Moratti- da buon baby-boomer - si immagina la gioventù milanese odierna come quella dei suoi tempi: pronta ad estrarre una P-38 quando la situazione si fa calda. Poi mi è venuto in mente, per sdrammatizzare, di proporre a voi un sondaggio demenziale. Rispondete senza barare: l’opzione “nessuna barriera” non è prevista!
Foto | Flickr.
Sono certo che i lettori di 02blog mi perdoneranno se dedico un post a raccontare la mia serata di sabato, in un certo senso utile per comprendere cosa sta accadendo alla vita notturna milanese in questi mesi: verso le 23 mi reco al Parco Lambro, allettato da un’e-mail e da un invito ricevuto su Facebook, che preannunciavano una festa:
FREE LAMBRO! THIS IS NOT A NU RAVE THIS IS MI-RAVE! Da quel lontano fine Agosto ad oggi la speranza i rivivere una pentola di sangria all’aria aperta con la musica in crescendo poghi, danze, urla migliaia di persone rotolarsi nell’erba, togliersi le scarpe, dondolare tra sound o fare capriole nell’erba! finalmente ci siamo LA FESTA DEL CAPRIOLO -è il suo compleanno- 6 DIFFERENTI SOUND DISSEMINATI NEL PARCO: 30milaW di impianto 6 DIFFERENTI GENERI:dub/techno reggae/dubstep/rock/electro NO INGRESSO! NO SPESE! NO CODE! SI PARTY! !!! MILANO CHIUDE? IL LAMBRO APRE! BELLA GENTE BAR POPOLARE BIRRA 2 EURO COCKTAIL 4 EURO
Arrivato all’ingresso di via Feltre, però, trovo alcune camionette della Polizia, e inoltrandomi nel parco solo giovani che si aggirano con aria spaesata: la festa è stata soffocata sul nascere dall’intervento delle forze dell’ordine. Si sparge però rapidamente la voce che vi sia un altro avvenimento a spontaneo: un botellon in Bicocca. Come molti altri, mi dirigo quindi verso il nord-Milano, armato di macchina fotografica.

Girovagando su Facebook ho scoperto che un tale Simone Tortini è riuscito ad aggiudicarsi il sagrato delle Colonne di San Lorenzo per organizzare una serie di mostre sul tema della convivenza nella piazza, con il benestare del Comune e del parroco di San Lorenzo. Per annunciarlo ha fondato un gruppo sul noto social network, “Laboratorio di dialogo artistico alle Colonne“, in cui spiega:
“Questa serie di esposizioni vedrebbe come protagoniste le opere di autori giovani ed emergenti, contrapposte a quelle dei cittadini del quartiere che si lamentano del casino creato dalla vita notturna in Ticinese (..) Lo scopo è far prendere coscienza ad entrambi i soggetti delle altrui necessità in modo da compiere il primo passo per l’instaurazione di un dialogo costruttivo che porti ad un equilibrio tra le varie esigenze”
In questo momento il gruppo è alla ricerca di giovani che propongano le loro opere, per cui se avete tendenze artistiche fatevi sotto. A me interessa però sapere che cosa ne pensate di questa iniziativa: si tratta di un buon modo di ravvivare la città e aiutare la pace sociale delle notti milanesi? Oppure è solo la solita aria fritta da artisti con la testa nelle nuvole e i piedi poco per terra?
Foto | Flickr.
Il Maga Furla, locale-pub in zona Bicocca, è ufficialmente l’erede del Mom. Infatti, una delle ragioni principali che spingevano migliaia di giovani a radunarsi nel celebre parchetto di viale Montenero - ormai recintato - era il desiderio di spendere “soli” 3€ per una birra media. E se eravate tra quelli che avevano previsto, in occasione della recinzione, che la folla sarebbe semplicemente andata a cercarsela da qualche altra parte, quella maledetta birra, ora potete finalmente dire di averci visto giusto.
La serata del mercoledì del Maga Furla - in cui la pinta viene offerta a prezzo ridotto - ha visto infatti nelle ultime settimane una moltiplicazione esponenziale dei propri avventori. Va detto che qui i giovani non si radunano in un parchetto (rovinando l’erba), bensì direttamente sulla carreggiata di fronte al locale, come potete vedere nella lunga gallery: siamo infatti dalle parti della Tecnocity progettata da Gregotti, in genere deserta dopo le 7 di sera.
Le auto di passaggio sono dunque rare, anche se non assenti. Ed è proprio questo flusso automobilistico a costituire il potenziale tallone d’Achille del nuovo luogo della movida milanese: nella serata di mercoledì scorso, ad esempio, è stata sfiorata la rissa tra il guidatore di un furgone (colpevole di aver “quasi investito una ragazza”) e alcuni giovani uomini dall’aria esuberante.
Ecco un importante documento socio-culturale che farà la felicità di quanti hanno a cuore i movimenti giovanili e passano il tempo a catalogarli. Susy, adolescente milanese, spiega al popolo della rete la sua ragion d’essere truzza.
Così dopo aver scandagliato i torbidi fondali degli emo è la volta di analizzare il mondo truzzo. Ai miei tempi essere truzzi (o zarri) era un dispregiativo, un’etichetta che veniva affibbiata ai ragazzi che vestivano con il bomber, impennavano con il booster e ascoltavano musica techno.
Ora, pare invece che il truzzo sia orgoglioso della propria appartenenza. Susy ci spiega (con il messenger aperto) come si diventa una vera truzza. In primis ascoltando “Tunz, tunz, tunz”, portando vestiti griffati (la mutanda di D&G, un must), indossando la collana di perle (fondamentale), parlando con la bocca chiusa, truccandosi come gli emo (ma non erano contro?). Confusa si chiede perchè la etichettano come poser solo perchè “ama farsi fotografare dall’alto o con la mano sulla bocca”. La chiusa è da manuale “P Gold nel cuore e house forever, ma forever”.
Se volete un’analisi approfondita della sottocultura truzza vi rimandiamo a questa pagina che analizza le quattro fasi del truzzo, una carriera che inizia con le gare di sputo e finisce (amaramente) con l’ambizione del tronista.
C’è da scommettere che la testimonianza di Susy avrà un effetto virale ed emulativo devastante.
A Milano la birra costa cara, difficilmente meno di 5€. Molti giovani milanesi assetati di malto e vita notturna cercano dunque di aggirare il problema andando a cercare promozioni e riduzioni varie. Non è un mistero per nessuno, eppure ce ne si dimentica spesso quando si cercano di spiegare fenomeni come la cosiddetta movida al Mom o alle colonne di San Lorenzo.
Noi di 02blog abbiamo deciso di dedicare una serie di recensioni a quei locali che, una volta alla settimana, abbassano il prezzo della birra a 3€. Si parte oggi con l’Outback Café di Via Carlo Tenca 10 (Zona Repubblica - Viale Tunisia), di cui avevamo già parlato qualche tempo fa in occasione del suo nono anniversario.
Oltre che per la sua promozione del giovedì (dalle 21 alle 2 pinta di Harp, Kilkenny o Guinness a 3€), il locale si caratterizza per le opere d’arte sempre diverse appese ai muri e per il proprietario Roby, “personaggio estroverso e dalla battuta veloce”, come lo definiscono i suoi fan sul gruppo di Facebook che hanno creato. Le ragazze che lavorano al banco cambiano molto spesso, ma sono sempre molto carine.
Dopo la Cartagiovani arriva la Mi Box, una tessera prepagata con la quale si può usufruire di sconti e agevolazioni. Chiunque può richiederla (purché rientri nei parametri di età) e permette riduzioni fino al 15 per cento per gli acquisti nei negozi convenzionati, nelle pizzerie, nei locali e per l’acquisto della benzina. Su questo sito potete farvi un’idea dei prodotti convenzionati, un circuito presente in tutt’Italia.
Da oggi fino al 3 maggio in Piazza Duca d’Aosta verrà allestito il villaggio Mi.Box (tutti i giorni dalle 10.00 alle 22.00) dove la carta potrà essere richiesta (La richiesta può essere fatta anche online qui.) e saranno messe in vendita alcune tipologie dei prodotti che costituiscono il “paniere” dedicato al consumo consapevole distribuiti dagli operatori di APECA – Unione del Commercio, usufruendo di sconti.