Parliamo ancora di soldi e torniamo indietro alle elezioni comunali 2011: spesso ci eravamo chiesti quanto stessero spendendo i candidati. Se per Giuliano Pisapia la cifra ha ballato pochissimo dalle dichiarazioni alla realtà, Letizia Moratti si è mostrata più evasiva. Il 5 aprile scorso vi avevo scritto della forbice in cui inserire le spese di Letiziona: si diceva tra i 15 e i 50 milioni di euro.
Sabato in un pezzo di Repubblica finalmente una cifra certa: Letizia Moratti ha speso circa 12 milioni di euro (11 milioni e 957mila)
Letizia Moratti, a conti fatti, ha speso 9 milioni e 796mila euro per (non) essere rieletta: soldi a cui vanno aggiunti i costi delle campagne elettorali delle liste a lei collegate, almeno delle più vicine. Tra la lista dei sui ex assessori Moioli e Terzi, quella ambientalista dell’altro ex assessore Croci, e la lista dei “Giovani per l’Expo”, si arriva a 11 milioni e 957mila euro, ovvero la cifra non ufficiale di cui si mormorava già in campagna elettorale, ma che la Moratti ha sempre smentito. Quasi il doppio dei 6,2 milioni dichiarati nel 2006
Per come la vedo, il punctum della copertina di ViviMilano dedicata a Giuliano Pisapia, non è il suo volto in primo piano, né il manifesto sfocato sul fondo che moltiplica la sua presenza. È l’orologio. Pisapia usa uno Swatch come quello che posseggo io - ma poco conta - ma soprattutto identico a quello che utilizzano ogni giorno come segnatempo migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo.
Me lo vedo Pisapia, che un giorno gli si spacca il cinturino, fa un salto in Buenos Aires e chiede “Mi dia quello più semplice, quello col quadrante bianco e i numeri neri, c’è anche la data… eh, va bene… quant’è?”. La commessa, gentile, provvederà a inserire la data del giorno: Pisapia rinuncerà a sistemarla al primo mese di 30 giorni esattamente come qualunque altro comune mortale. Da quelle lancette minimali traspare quella costruita semplicità che gli ha permesso di arrivare a Palazzo Marino: è tutto lì, in quel quadrante pressoché identico da 28 anni.
Ok: ma approfondiamo. Che modello è? Si chiama Once Again, è tra gli entry level degli Swatch, costa poco, sui 38 euro. Ne hanno vendute della vagonate: uscito nel 1999 riprende le linee di un classico della collezione 1983, il gb703, che oggi spunta quotazioni interessanti - c’è chi lo valuta sui 600 euro… - nella versione con datario. Curiosando nelle foto che abbiamo in archivio del Sindaco ho notato che indossa sempre quell’orologio. In una delle foto scattate a Cascina Cavriana si vede chiaramente e anche in quelle di Milano Libera Tutti.
La libertà è partecipazione, cantava Giorgio Gaber in una canzone che è stata per mesi una sorta di tormentone della campagna elettorale di Giuliano Pisapia. Il concetto di politica diffusa ha funzionato in modo esemplare, almeno fino al giorno del voto. Molti ora si chiedono come proseguiranno questi concetti una volta che la macchina è entrata a regime. Le Officine per la città lavoreranno ancora? Un primo segnale però arriva proprio da palazzo Marino, dove sembra che anche le sedute consiliari tornino a essere un ulteriore elemento di partecipazione. La notizia arriva direttamente dal neo Sindaco, che attraverso i social network più importanti ha diffuso questo breve comunicato:
Carissimi, lunedì 20 giugno dalle ore 16,30 si riunirà per la prima volta il nuovo Consiglio Comunale di Milano. Vogliamo che le sedute del Consiglio Comunale tornino ad essere un ulteriore elemento di partecipazione che coinvolga tutta la città. Per questo in Piazza San Fedele verrà installato un maxi schermo e in Piazza Scala un impianto voce che permetterà a tutti di seguire i lavori del Consiglio. Mi piacerebbe, ancora una volta, vedere le due piazze piene di cittadini milanesi che vogliono, insieme a me, cambiare Milano. Vi aspetto. Con affetto, Giuliano
E per chi non potrà scendere in piazza ma vuole assistere ai lavori, ci sarà la diretta su web. E’ questa vera partecipazione? Solo il tempo lo dirà, ma come minimo una dimostrazione di trasparenza, ma per il resto il lavoro da fare per mantenere le promesse è tanto.

Sono passati più di sei mesi da quando, all’Arci Bellezza, Giuliano Pisapia, il suo staff di fedelissimi e i sostenitori della prima ora hanno festeggiato l’inaspettata vittoria alle primarie del centro sinistra. Ora, dopo una campagna elettorale ricca di emozioni e colpi di scena che tutti conosciamo, è arrivato il momento della fascia tricolore della ufficializzazione dei nomi che comporranno la Giunta che per cinque anni lavorerà a Palazzo Marino.
Negli ultimi giorni si sono fatte parecchie ipotesi, illazioni, previsioni ma le carte in tavola verranno presentate solo tra pochi minuti proprio a Palazzo Marino. Una cerimonia formale attesa da tempo, in cui la stampa sarà in prima fila per raccontare quello che sarà il governo di Milano per il prossimo futuro. Volete scoprire se Tabacci sarà scelto per il bilancio? Boeri finirà alla cultura?
Per saperlo in diretta, basta guardare lo streaming live sul sito del Comune di Milano, un po’ come vedere la cerimonia della consegna degli Oscar…
Foto | Carlo Prevosti
Alle spese per la campagna elettorale dei candidati sindaci a Milano avevo dedicato una piccola panoramica qualche settimana fa. Letizia Moratti era risultata la più spendacciona - ipotizzati tra i 15 e i 50 milioni di euro, un’enormità - Giuliano Pisapia per ovvi motivi più parsimonioso - dichiarava al Corriere 800mila euro - e Manfredi Palmeri, ancora più “stirato”, con meno di 500mila euro.
Oggi su Europa c’è un pezzo interessante, firmato Giovanni Cocconi in cui Roberto Basso di Civicom, campaign manager della campagna elettorale - perfetta - di Giuliano Pisapia verso Palazzo Marino svela qualche segreto:
«In tutto abbiamo speso un milione e 200mila euro, meno del budget della sola lista civica della Moratti. Circa un quarto è arrivato dai partiti della coalizione. Ma confesso che, se ne avessimo avuti di più, non avrei saputo come spenderli, anche perché abbiamo potuto contare su un esercito di volontari per volantinaggio e presidio dei gazebo che i nostri avversari non avevano». Attraverso Paypal sul web sono stati raccolti 80mila euro, 300mila con piccole donazioni di 50-100 euro ciascuna sul conto corrente, un fund raising che ha funzionato anche grazie a uno slogan indovinato, “5 centesimi al giorno per 5 anni di buongoverno”
Chissà se qualcuno è andato a chiedere a Letizia Moratti quanto ha speso alla fine della fiera. Io non ho trovato notizie in giro, ma leggo che aveva dichiarato, testuali parole: “È un calcolo che faremo alla fine della campagna elettorale e ne daremo notizia con trasparenza”.
E così alla fine ce l’ha fatta Giuliano Pisapia: la piazza del Duomo di ieri ve l’ha raccontata con qualche foto il buon Trab, mentre poco fa Luca Albani vi ha chiesto cosa pensate accadrà nei prossimi mesi. Tenderei a escludere bivacchi in piazza Duomo okkupata da jihadisti zingari gay o altre follie suggerite dalla propaganda di centrodestra negli ultimi tempi: vedremo Pisapia alla prova nei prossimi mesi, c’è solo da aspettare.
Ma prima proviamo a fare un passo indietro, e ripercorrere dieci momenti della campagna elettorale per queste comunali 2011 a Milano. Che di tempo ne è passato dalle primarie del PD del novembre scorso, e di cose ne sono successe parecchie. Sia a Giuliano Pisapia che a Letizia Moratti: è successo di tutto. Dal web, mai così protagonista in Italia in una campagna elettorale, a molto altro.
Per esempio la straordinaria partecipazione dal basso per il centrosinistra - vogliamo esagerare? Quasi obamiana, su scala ridotta - alla pressoché totale assenza della stessa per il centrodestra di area PdL - per la Lega è molto diverso - segno di uno scollamento che neanche l’intervento di Silvio Berlusconi è riuscito a cucire. Già, perché Berlusconi in queste amministrative si è trasformato in Re Mida al contrario…
Continua a leggere: Giuliano Pisapia vs Letizia Moratti: dieci momenti da ricordare
È tempo di analisi dopo la vittoria di Giuliano Pisapia di ieri ed è pure ora di chiedersi quali risultati un sindaco di sinistra riuscirà a conseguire a Milano, rispondete al nostro sondaggio che riprende quattro punti “simbolo” del programma di Pisapia. Bisogna risalire a Borghini, Pillitteri, Tognoli e così via per ricordarsi infatti che il nostro capoluogo è stato amministrato per anni dal Partito Socialista Italiano (dal 1945 al 1993), non esattamente una forza di destra, senza particolari mal di pancia.
Vi segnalo una bella intervista apparsa oggi sul “Corriere della Sera” a Francesco Micheli (la trovate qui) intitolata: “Che errore definirlo estremista. Lui è la vecchia borghesia socialista”. Milano, nonostante i centri sociali accampati a festeggiare sotto la casa dell’ex vice sindaco De Corato ieri sera (non lo sapevate? qui l’articolo del “Giornale”) è molto più pacata di quanto si possa pensare. Anche “Libero” scrive che “al di là di rom e centri sociali” la sfide per Pisapia verranno da Vendola e dai giochi di potere interni al PD.
Video | Il Terzo Segreto di Satira
La guerra è finita e festa fu. Queste le foto (scusate la scarsa qualità, fatte con il cellulare) dell’evento che ha infiammato la notte del dopo elezioni di Milano. Una festa-evento con una piazza gremita colorata di arancione. Sul palco-gazebo si sono alternati i tanti sostenitori del mondo dello spettacolo, della politica e della musica, dalle 18, quando Giuliano Pisapia ha fatto la prima comparsa, fino alle 22.30 con l’intervento a chiusura del neo sindaco che giura “sarà il sindaco di tutta Milano”.
Update 31-5-2011: dopo il salto altre foto della festa in piazza del Duomo.
Continua a leggere: Milano: le foto della festa in piazza per Pisapia
Aggiornamento del 30 maggio: tutte le ultime proiezioni, exit poll e risultati dello spoglio li leggete qui dalla homepage
Ci siamo: oggi, domenica 29 maggio si vota per il ballottaggio a Milano fino alle 22. Ricordiamo che si potrà votare anche domani, lunedì 30 maggio, dalle 7 del mattino alle 15. Intanto, iniziamo a offrirvi l’unico dato interessante: quello sull’affluenza.
Al momento, ore 12:00, i milanesi che si sono presentati ai seggi sono il 15% su 1084 di 1251 sezioni pervenute, un dato che registra un 3% circa in più (i giornali parlano di un +2,5%) rispetto a quello del primo turno (ore 12:00, domenica 15 maggio). Domani seguiremo live, esattamente avvenuto per il primo turno, lo scrutinio per il ballottaggio delle elezioni comunali milanesi 2011. Dopo il salto tutti gli aggiornamenti sull’affluenza di oggi.
Se volete potete dare un’occhiata alle ultime corse clandestine su Nota Politica, dove va detto, non è che all’ultimo giro ci avessero poi preso molto, ma qualche numero applicabile anche alla sfida per Palazzo Marino tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia potreste trovarlo.
Continua a leggere: Ballottaggio Milano 2011, affluenza al 15%

Che scheda troveremo domenica 29 o lunedì 30 maggio per votare al ballottaggio che vede opposti Giuliano Pisapia, vincitore del primo turno, e Letizia Moratti, travolta dal candidato dell’opposizione? Sarà come quella che vedete qui sopra, molto più semplice di quella del primo turno.
È molto importante, come ricordano anche gli amici di Polisblog, che non vi venga in mente di fare il voto disgiunto (es: mettere una croce sia sul nome di Letizia Moratti a candidato sindaco, sia su una delle liste che sostengono Giuliano Pisapia). Il voto disgiunto non è ammesso: lo spiega chiaramente il Comune di Milano.
Testuali parole: per il ballottaggio il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato sindaco prescelto. Quindi niente croci su liste, croci da qualche altra parte, niente scritte, niente di niente. Fate solo una croce sul nome che volete votare.