
Sulla Lombardia si è abbattuta l’onda verde di Umberto Bossi e compagni: cambierà qualcosa in vista dell’esposizione internazionale del 2015? Roberto Formigoni, confermato al ruolo che ricopre dal 1995, ha già fatto sapere che la nuova giunta regionale, in conformità con gli accordi presi prima delle elezioni con il leader del Carroccio, avrà al suo interno anche un assessore che si occuperà solo dell’Expo.
Salvo imprevisti tale incarico dovrebbe essere coperto da un esponente leghista che potrebbe prendere il posto dell’attuale Amministratore Delegato Lucio Stanca che il Governatore della Lombardia e l’alleato vogliono far saltare con modalità molto simili che lo stesso Bossi potrebbe usare contro Letizia Moratti.
Repubblica attraverso una intervista anonima ha confermato quanto altro testate al momento solo suppongono…
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La recente provocazione, se di tale si può scrivere, di Giulio Tremonti sulla sanità meridionale (secondo il Ministro al Sud gli assessori si confondono con i camorristi) come osservato già da alcuni esponenti politici nazionali non tiene in considerazione i casi di malasanità che spesso si registrano anche nella “moderna” Milano. Ci siamo già dimenticati dell’inchiesta fatta sulla clinica, milanese, “Santa Rita” dopo quella realizzata da Fabrizio Gatti per l’Espresso sul policlinico, romano, “Umberto I”? Forse.
Generalizzare è sbagliato. Di fatto, come raccontato nei giorni scorsi dal Corriere della Sera, all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è stato eseguito l’ennesimo intervento record. Per eliminare un tumore occupante metà dell’addome di un uomo ci sono volute 15 ore. Fermo restando che i casi di buona sanità non dovrebbero essere degli episodi isolati, mi piacerebbe avviare un ragionamento collettivo sull’efficienza delle strutture ospedaliere milanesi attraverso le vostre storie che potete inviare a suggerimenti@02blog.it
Sempre più nell’hinterland della città, dove io risiedo, le strutture sanitarie locali sono diventate meta di milanesi che dal capoluogo scappano alla ricerca di una sanità più efficiente.
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Molti analisti, qualche anno fa, contestarono una ricerca secondo la quale Milano produceva meno di Roma. Per molti anteporre in Italia la capitale geografica a quella finanziaria era sembrato un oltraggio.
Oggi, probabilmente, tale pregiudizio non sarebbe giustificato. Secondo quanto pubblicato da Il Giornale la maggior parte degli indagati per un’evasione fiscale (pari a 2 miliardi di euro) risiederebbero nell’hinterland milanese. Non in quello romano.
Le indagini sono relative al biennio 2007-2008 quindi precedenti al provvedimento del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti con il quale è stato incentivato, per ridurre la pressione fiscale, il ritorno in patria di capitali allocati all’estero.
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Di Expo 2015 ci occupiamo da tempo: anche con qualche critica, ricordate quando si parlava di mollare il colpo e, insomma, di non farla l’esposizione internazionale? Ora pare se ne siano accorti anche altrove: si parla prima di tutto di previsioni troppo ottimistiche per i visitatori - 12 milioni contro i 27 previsti - anche alla luce del flop dell’ExpoAgua di Saragozza.
Non solo: c’è proprio un “piano B”, come si legge anche in questo pezzo del Corriere: in sintesi, tutto ridotto all’osso, primo perchè di soldi non ce ne sono, ce ne sono pochi, e non si vuole tirarli fuori per quello che Umberto Bossi aveva definito “un evento del secolo scorso“. Secondo, e questa è la motivazione data in pasto alle folle, “c’è austerity”, “eh con la crisi, non ci sembra il caso di fare un evento troppo sfarzoso”. Si, chiaro…
Il piano B prevede poi la rinuncia a tutto quanto fa spettacolo: le torri (per altro, ipotesi già accantonata), le scenografie, le musiche, il catering. Meglio concentrarsi sulle opere che resteranno alla città, a partire dalle infrastrutture viarie ma senza allargarsi troppo: la M6, per intendersi, resta nel cassetto e anche sulla linea 4 ci sono forti dubbi rispetto alla sostenibilità economica
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Ufficialmente se ne va Paolo Glisenti, si fa da parte e si legge in questa pagina de Il Giornale che lo fa dopo un invito della Moratti. Nessuno fa nulla per nulla quindi mi sembra probabile che ce lo ritroveremo da qualche altra parte a breve, anche se ancora non ci sono news a riguardo.
Si discute di “tagliando”, per l’esposizione internazionale, ma il tagliando, di solito, si fa dopo qualche migliaio di km, non quando la macchina è ancora in concessionario. Dal versante cda di Expo 2015 Spa invece, si parlava di azzeramento - o di commissariamento - con un “tutti a casa” che manco Alberto Sordi in una nota pellicola di inizio 60’s. Alla grande.
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Ieri sembrava che fosse Bruno Ermolli - o Air-Molli, come si legge spesso su Dagospia - il successore di Paolo Glisenti sulle poltrona di ad della Expo 2015 Spa. Invece, come anche alcuni di voi ci suggerivano nei commenti ci sarebbe un altro in lizza: Lucio Stanca. Chi è Lucio Stanca? Oggetto dei conformisti strali grilleschi quand’era Ministro all’Innovazione, se ne legge un ritratto nell’archivio di Repubblica:
Nato nel 1941 a Lucera, in provincia di Foggia, laureato alla Bocconi, Stanca entra in Ibm nel 1968. Passa poco tempo e lui, uomo di marketing in un’ azienda governata da ingegneri e informatici, viene catapultato ad Armonk, il quartier generale di Big Blue. Un’ esperienza durissima, come ha confessato ad un recente convegno sulla formazione, per un giovane manager italiano che deve fare i conti con i miti e i riti della cultura imprenditoriale anglosassone
Ma ci sarebbe molto altro da dire: che insomma, Stanca, non è che ai tempi in cui sedeva al governo fosse uno dei ministri più apprezzati:
per alcuni ministri è proprio notte fonda. A cominciare da una pattuglia di tecnici che proprio non riesce a decollare, se Girolamo Sirchia, Pietro Lunardi e Lucio Stanca il “mister I” delle serate da Vespa occupano tre degli ultimi cinque ultimi in classifica, e viaggiano poco sopra quota 10%
Vedremo: per ora si tratta solo di indiscrezioni, malgrado Formigoni assicuri che la situazione si sia sbloccata.

Ieri sera summit ad Arcore, con Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti, Ignazio la Russa, Letizia Moratti e Roberto Formigoni. Charles Manson, ancora una volta assente ingiustificato. Motivo del meeting: mettere la parola fine alle annose polemiche sull’Expo 2015, quando siamo ormai verso marzo 2009.
Risultato: sembra che Paolo Glisenti dovrà farsi da parte. Berlusconi e Tremonti hanno garantito supporto - traduzione: denaro - in cambio di un passo indietro della Moratti sul suo golden boy già in passato amministratore delegato in fieri della Soge.
E ora? Il Premier ed il Ministro dell’Economia vogliono piazzarci Bruno Ermolli. Ermolli? Si quell’Ermolli
Bruno Ermolli, 67 anni, nato a Varese ma da sempre trapiantato professionalmente a Milano, ha un curriculum vitae in cui il suo profilo di consulente si intreccia da almeno 30 anni con una fortissima presenza sociale (e in qualche modo anche politica) nel capoluogo lombardo. Con un ruolo in prima fila in tante battaglie combattute a fianco del suo cliente più fedele, la Fininvest di casa Berlusconi

A quanto leggo, sembra di si: il Decreto Milleproroghe - rimandato nei giorni scorsi: “Non disturbare, golpe in corso” - pare sia in dirittura d’arrivo al Senato. Tremonti quindi sblocca tutto e apre i rubinetti per l’Expo 2015, con una pioggerellina di euro (Milioni? Miliardi? Fantastilioni?) che coprirà Milano. Ma di questo torniamo a parlare dopo, perchè c’è una cosa che mi è poco chiara.
Letizia Moratti è chiaramente soddisfatta, ma si toglie anche qualche macigno dalla scarpa
«Non pensavo a un percorso così in salita». E mentre sull’incerto avvio il sindaco dice che «se la capitalizzazione della società era un problema, si poteva risolvere qualche mese fa»
Ecco: nel pezzo di Repubblica si parla di quattro milioni di euro che il Tesoro deve conferire come socio: ma onestamente non mi è ben chiaro se è un refuso - milioni al posto di miliardi di euro - o se davvero il Ministero ha fatto sudare mesi e mesi per una somma tutto sommato ininfluente - su 4miliardi di euro! A voi la storia è più chiara?

Povero cda di Expo 2015 Spa: da Diana Bracco in giù, e Paolo Glisenti compreso, acchiapperanno ben poco grano. Quella che il Corriere chiama icasticamente “scure di Tremonti” si è abbattuta sulle retribuzioni dei dirigenti dell’esposizione internazionale.
In fondo non male:
170 mila euro complessivi per i cinque membri, di cui 50 mila al presidente, Diana Bracco, e 30 mila ciascuno agli altri quattro esponenti del cda, compreso l’amministratore delegato Paolo Glisenti
almeno rispetto alle ipotesi di qualche mese fa. Vi ricordavate di questo post? Si parlava di 8,5 milioni di euro da oggi al 2012 per il Richelieu alla corte di donna Letizia.

La Social Card a Milano: guizzo del Ministro Tremonti, la Social Card è molto ben riassunta da questa vignetta di Mauro Biani uscita su Macchianera qualche giorno fa. Ma che cos’è la Social Card? In sintesi sono quaranta euro al mese che lo stato elargisce prevalentemente - ma non solo, come si legge su AdnKronos - ai pensionati over 65 con meno di seimila euro l’anno di reddito e ad altre fasce deboli.
Certo, non ci si cambia macchina, ma meglio di niente. Dove farla? Negli uffici postali abilitati, sul web nel sito del Ministero delle Finanze - ah il web, nota risorsa che gli over 65 maneggiano con maestria - ma il consiglio migliore per i parenti anziani, è quello di fare un salto in un CAF, o in un patronato, e farsi aiutare a compilare le decine di moduli necessari.
Trovate un elenco dei CAF milanesi su questo link all’agenzia delle entrate.
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