
Oggi, potrebbe essere il giorno delle tanto attese dimissioni di Lucio Stanca dal ruolo di ad della Expo 2015 Spa. Ieri nei commenti al post notavo un certo risentimento nei confronti di Stanca: risentimento più che motivato, per come la vedo. Ma vediamo quali sono le prospettive per oggi, perché c’è anche la possibilità che Stanca resti incollato alla poltrona come una tellina allo scoglio.
A spiegarlo è un articolo che ho trovato su Milano Finanza:
L’ipotesi delle dimissioni e’ ovviamente quella auspicata dai soci anche perche’ consente una sostituzione rapida, tanto piu’ che il sostituto e’ gia’ stato individuato (e sarebbe Giuseppe Sala, ndr) il problema è che Stanca potrebbe anche decidere di non dimettersi, in barba alle nuove norme sui doppi incarichi. E se così fosse le cose si complicherebbero non poco
Vediamo in che modo dopo il salto.
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Come anticipato questa mattina da Gad Lerner, Lucio Stanca starebbe pensando di consegnare le proprie dimissioni. Così facendo rinuncerebbe al ruolo di Amministratore Delegato dell’Expo 2015 di Milano.
Secondo quanto sostenuto da Repubblica, oltre che dal giornalista de la7, l’attuale ad dell’Expo meneghina avrebbe deciso di fare un passo indietro a seguito dell’approvazione della manovra Tremonti a causa della quale perderebbe uno dei due stipendi che oggi percepisce dallo Stato. Lucio Stanca, infatti, oltre ad occuparsi di Milano è al momento deputato per il Pdl.
Al suo posto potrebbe arrivare Alberto Meomartini (l’ex Presidente di Assolombarda noto per essere nelle grazie del Ministro del Tesoro) o Giuseppe Sala, attualmente impiegato alla direzione generale del Comune di Milano.
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Quando ho letto la notizia non ci potevo credere. Negli ultimi anni abbiamo imparato a nostre spese che l’Italia è un paese che va avanti con spionaggi e ricatti, però ogni volta ti sorprendi come fosse la prima. In seguito ad una bonifica effettuata negli uffici dei dirigenti di Palazzo Marino è stata rinvenuta una cimice nell’ufficio del direttore generale Giuseppe Sala, fidatissimo braccio destro del sindaco Letizia Moratti.
Il microfono è stato sigillato e consegnato in procura, dove cercheranno di risalire a chi lo ha piazzato. A Palazzo Marino tutti restano sbigottiti, maggioranza e opposizione. Così sul Corriere.it Basiglio Rizzo della Lista Fo:
«L’ufficio di Sala è un crocevia im portante di tanti temi delicati venuti alla ribalta negli ultimi mesi. Perché non supporre il possibile intervento dei poteri finanziari internazionali toccati dalla vicenda dei derivati? O una sorta di spionaggio industriale operato da chi ha interessi a controllare le società del Comune? O, ancora, il complicato intreccio di affari e politica svelato dalla vicenda Ligresti appena venuta a galla»