Se i graffiti siano arte o vandalismo non lo sapremo mai. O, quantomeno, la sentenza di ieri del giudice Guido Piffer non lo chiarisce. Quello che è certo è che il loro autore, Bros (vero nome: Daniele Nicolosi), non è perseguibile penalmente in quanto per i tre casi presi in esame dal giudice non sussistevano gli estremi per una condanna. Si trattava di tre “opere” di Bros: una sul muro di San Vittore, una su una pensilina di un parcheggio delle biciclette di Piazzale Lodi, l’ultima su uno stabile privato in De Angeli.
Per tutti questi tre casi, secondo Piffer, non ci sono le condizioni per procedere in senso penale. Nel caso della pensilina, l’ATM non ha sporto denuncia, e il giudice non ha ritenuto ci fossero gli estremi a procedere d’ufficio con l’aggravante del deturpamento di un muro del centro storico. La proprietaria della palazzina di De Angeli, 4 invece avrebbe ritirato la querela ai danni del writer mentre l’episodio di San Vittore risalirebbe a 4 anni fa e quindi è ormai caduto in prescrizione.
Se la cava così Bros, ma non è del tutto soddisfatto dalla sentenza che, a suo dire: “non risolve l’enigma se i graffiti siano arte o vandalismo”. Che i suoi graffiti fossero arte e quindi come tali non perseguibili, era anche la linea dei suoi difensori. A Bros resta la soddisfazione di non dover scontare pene pecuniarie (in caso per lui sarebbe scattata una maximulta di 18mila euro) e di poter rilanciare: “continuerò a portare la mia arte in strada”.

Nel prossimo futuro il Comune utilizzerà le telecamere intelligenti per inchiodare i writer. Lo ha annunciato oggi il vicesindaco De Corato in una nota con cui se la prende con il pm che accusa il noto writer Bros di imbrattamenti. Il primo posto dove saranno sperimentate è alle Colonne di San Lorenzo.
De Coratto attacca il pm per aver contestato a Bros solo 2 dei 17 graffiti per cui è stato denunciato: “Diciassette imbrattamenti costati al Comune 65 mila euro per farli ripulire”. Bros è, insieme a Pao che abbiamo recentemente intervistato, uno dei principali esponenti della street art milanese.
Intanto oggi si è svolta una nuova udienza del processo a Bros. Il writer, che a luglio esporrà alla Biennale degli artisti di Mosca, ha raccontato che è stato contattato da un parroco toscano che gli ha chiesto la disponibilità a dipingere sui muri interni ed esterni di una chiesa.
Continua a leggere: Telecamere contro i writer, e un parroco chiama Bros per affrescare la chiesa
Sarà un giudice del tribunale di Milano a decidere il destino della street art milanese. O dei pastrocchi sui muri, a seconda del vostro punto di vista. Oggi in tribunale è stato chiamato a difendersi dagli “imbrattamenti che degradano” la città Bros, alias Daniele Nicolosi, 28enne definito dall’ex assessore alla Cultura Sgarbi il Giotto moderno (Brosart è il suo sito).
“Il paradosso è che potrebbe essere un giudice, se fossi assolto, a riconoscere la nostra arte, malgrado l’accanimento del Comune contro di noi” ha detto Bros, i cui lavori sono stati ospitati in passato da Pac e Palazzo Reale. Il Comune lo accusa di 17 imbrattamenti, che i vigili hanno puntualmente denunciato, e si è costituito parte civile, avendoci rimesso 65 mila euro per la pulizia dei muri taggati Bros.
“In altre città, come Amsterdam la street art viene valorizzata e si danno spazi agli artisti per lavorare” ha detto Bros che ieri si è dovuto difendere, in realtà, da solo due accuse di imbrattamento, quella della tettoia del metrò di piazzale Lodi e i disegni sulle mura di San Vittore, opere realizzate nel 2007.
Continua a leggere: Graffiti, la street art a giudizio: alla sbarra c'è Bros

Il nuovo assessore al traffico De Corato ci aveva avvertito: via le auto dalla doppia fila. Ora la minaccia che fece eco a suo tempo diventa realtà: da domani l’esercito composto dai 168 ausiliari possono multare i “doppi filisti”.
La sentenza della Corte di Cassazione del 26 ottobre scorso dice chiaramente che l’ausiliare della sosta che dipende dalla società di parcheggi del Comune, possa fare multe anche sulla sede stradale per motivi diversi dalle infrazioni sulle strisce blu.
Così De Corato blocca sul nascere possibili ricorsi contro le multe che fioccheranno. Il vice-sindaco ha inoltre precisato che le zone maggiormente controllate saranno il centro storico, le vie di ingresso alla città e le aree in prossimità dei parcheggi.
Foto via Kenpachi

La capitale italiana della frenesia ha visto la comparsa di 12 lumaconi fucsia, alte più di due metri e lunghe tre. Altro che la velocità celebrata dal Futurismo. Le chiocciole hanno occupato il centro di Milano, da piazza Scala e piazza San Fedele dove per il momento si sono fermate, a gennaio migreranno prima in piazzetta Reale e poi, in fila indiana, arriveranno davanti alla Stazione Centrale.
E’ l’installazione “Regenation” di Cracking Art, un gruppo di sei designer noti che già due anni fa che avevano esposto enormi coccodrilli colorati su alcuni edifici di Milano. La velocità non sempre è una virtù - ha spiegato l’assessore Finazzer Flory, che ha patrocinato l’istallazione - e queste chiocciole per le strade sono un invito non solo alla lentezza, ma anche all’ascolto, visto che la loro forma ricorda quella dell’orecchio. La chiocciola poi è un animale che si muove con la sua casa sulle spalle e noi vogliamo far muovere Milano assieme all’ambiente”.

All City Writers: 410 pagine, 620 articoli, 1250 immagini, 250 artisti coinvolti. Storie finora circolate all’interno delle stesse crew raccolte e messe nero su bianco per raccontare con scientificità il fenomeno del writing, sottocultura urbana. Una quantità enorme di contributi raccolti in questo librone oversize (le immagini sono sul sito su Layout Preview) che sarà presentato sabato 7 novembre al Lambretto di Milano (Alle 18.00: conferenza stampa dell’autore. Alle 19.30: Apertura mostra al pubblico e anteprima del progetto di allestimento video, presentato nei 1500 mq. All’evento saranno presenti writer e ospiti provenienti da New York City e dalle principali capitali europee).
L’autore, Andrea Caputo, ha raccolto decine di interviste nelle capitali del writing e completato l’opera con un lavoro graficamente curatissimo per ricerca iconografica. Il tutto arriva sugli scaffali di librerie e street shop Carhartt, sponsor del progetto. Di seguito uno stralcio all’intervista di Artsblog a Caputo:
In All City Writers alcuni capitoli sono direttamente legati a specifiche città ritratte durante gli anni 90: Milano, Roma o Bologna, per citarne alcune. Credo che ogni realtà fosse parte di una scena peculiare, distante da quella di centri limitrofi più per mentalità che per kilometraggio. Milano fu segnata dalla matrice dei quartieri e delle crew che spesso “presidiavano” le hall of fame della propria area. In questo senso, il concetto di “proprietà” dei muri era molto forte, generando una scena profondamente diversa, ad esempio, da quella romana; nella capitale l’ossessione per i vagoni della metro spostò l’attenzione su altri target, influenzando l’attitudine delle crew locali.

La sosta in doppia fila può essere un peccato veniale, qualche minuto per un caffè al bar, o le sigarette dal tabaccaio. Diverso il discorso per chi ne abusa, blocca il traffico o peggio i tram. Comprensibile l’ira funesta di trova bloccato dietro una macchina con le 4 frecce. Anche il mite Beppe Severgnini tempo fa ci aveva scritto 4 righe. Ebbene il capodelegazione del Pdl in Giunta, Riccardo De Corato, nella sua nuova veste di assessore al Traffico, inaugura il suo nuovo incarico con una bellicosa dichiarazione d’intenti contro i “doppi filisti” e la sosta selvaggia.
Chiederemo ai 160 ausiliari, che oggi erano impegnati prevalentemente per rilevare le violazioni sulle strisce blu, di intervenire a più ampio raggio e in particolare contro chi parcheggia l’auto in doppia fila. Naturalmente ci saranno anche più vigili in strada a multare questo incivile comportamento.
Il nuovo assessore potrà contare su un esercito di 3068 ‘ghisa, con 20 nuove assunzioni entro fine mese. Il piano “anti traffico” di De Corato continua nei prossimi giorni con l’incontro con i commercianti sulle nuove regole per il carico-scarico, venerdì con la maggioranza per discutere dei piani per la mobilità. Stamattina è fissato il faccia a faccia col presidente di Atm per un piano che elimini i jumbo tram dal centro.
Foto via Kenpachi

Sul sito di Rockit trovo questa intervista a Elio, in occasione dell’uscita di “Gattini”, il “the best of orchestrale” del gruppo milanese. Ti aspetteresti l’ironia e leggerezza di Elio, e invece, si intravede la bile del cantante super critico nei confronti della sua città.
L’intervistatore Renzo Stefanel lo incalza, e ne viene fuori un’impietosa analisi di una città in coma, in mano ai matusa, dove “non c’è nulla” e le mazzette imperano.
La crisi culturale di Milano è un dato di fatto. Credo che a Milano non esistano neppure più i giovani: è una città in mano in vecchi. Per cui nascono cose come le crociate anti-graffiti, che adesso sembrano la più grave emergenza di Milano. È che adesso la città è governata da politici il cui unico interesse sono le mazzette: vengono da rimpiangere perfino i socialisti degli anni 80, che amavano le mazzette allo stesso modo, ma almeno avevano qualche scintilla di interesse culturale per cui davano spazio ai nuovi fermenti
e ancora…
Continua a leggere: Elio e un'interpretazione sulla cultura giovane a Milano

E’ una questione di termini e devo dire che anche io spesso li uso in modo sbagliato. Da oggi cercherò di non farlo. Stavo leggendo una dichiarazione di De Corato nella quale parla di un writer che avrebbe imbrattato il Duomo, azione costatagli 4.500 euro di multa.
Il termine writer non c’entra niente con chi imbratta un monumento o un’opera d’arte. Il writer è colui che affresca dei muri. Temo che proprio questo miscuglio di terminologie induca poi molti in confusione. Da un lato ci sono dei teppisti e dall’altra artisti del graffito. Non è la stessa cosa.
Fatte le dovute precisazioni, è una notizia delle ultime ore quella che riguarda altri quattro ragazzi fermati la notte scorsa a Milano mentre scrivevano sui muri. Nel prossimo mese ci saranno 9 processi ad altrettanti imbrattatori.
Foto | Flickr

L’altro giorno stavo camminando in Via Pasubio, davanti al Vivaio Ingegnoli che probabilmente molti conoscono anche per il bel graffito di Bros visibile sulle sue pareti perimetrali.
La mia attenzione è stata attirata non tanto dai colori di Bros, quanto da una scritta, brutta, che qualcuno ha sovrapposto al graffito. E sulla scritta, squillino le trombe, un’imprecazione contro i graffitari. Ora non so se è una metagraffito sarcastico o se ciò che esprime è il reale pensiero di chi ha vergato tale frase. In ogni caso mi sembrava degno di nota.