Un paio di mesi fa vi avevamo chiesto qual è il quartiere della città in cui non vorreste mai e poi mai abitare, ora riduciamo la scala di un ordine di grandezza e dal quartiere ci spostiamo alla casa. Qual è il palazzo più orribile di Milano?
Questo sondaggio, il cui esito finale sarà una raccapricciante fotogallery degli scempi archittetonici milanesi a uso abitativo, ha bisogno del vostro aiuto: inviateci le immagini di quelli che ritenete i palazzi più brutti di Milano alla nostra mail.
Come fonte d’ispirazione, gustatevi il confronto tra la scrostata costruzione all’angolo tra via Giuseppe Ferrari e via Carlo Farini e i nuovi grattacieli sullo sfondo.

Leggendo la rubrica delle lettere della pagina milanese di Repubblica di ieri, mi ha colpito la missiva di una donna che si lamentava degli effetti del recente restyling della Tower B dei grattacieli Fs di Garibaldi:
“è diventato (..) un parallelepipedo grigio, tutto vetri. Banale, ma dicono tutti fotovoltaici. Bene, siamo per il risparmio energetico. Perché però sta acceso tutta la notte, emettendo un bagliore che costringe a sigillare le finestre per dormire? Non è uno spreco? Non è inquinamento luminoso?”
Incuriosito, ho cercato su google “grattacielo fs illuminato” e mi sono subito imbattuto in un thread del forum di fanatici di grattacieli skyscrapercity.com. Che - manco a farlo apposta - la pensano in maniera diametralmente opposta.
Continua a leggere: Nuovo grattacielo FS illuminato anche di notte: pro o contro?

Quella dei grattacieli del progetto City Life, sull’area dell’ex Fiera di Milano, è una telenovela che tanto, troppo tempo sta tenendo occupate le cronache milanesi. E non accenna a smettere. Leggo oggi che i promotori del progetto hanno deciso che i tre grattacieli previsti, e in particolare quello di Libeskind, dovranno essere raddrizzati.
Sono aperte le speculazioni sulle cause di tale decisione: le pressioni dei comitati cittadini? Improbabile. Le critiche di Berlusconi contro i nuovi skyscrapers del 2008? Forse. Le difficoltà tecniche di far entrare in una struttura “gobba” di quel tipo il più grande albergo extralusso di Milano? Più probabile.
Certo è che ora il progetto dovrà seguire di nuovo le seguenti tappe: rielaborazione da parte delle archistar, riesame da parte delle istituzioni comunali, via libera ed inizio lavori. Potrebbe volerci del tempo: per ingannare l’attesa, rispondete al nostro sondaggio!
Ieri sera mi trovo per caso a passare per Porta Romana e noto un sacco di cose strane: l’enorme pubblicità che ormai da anni nasconde la porta è coperta a sua volta da uno striscione femminista che recita “Nessuna speculazione sui nostri corpi”.
Dall’altro lato, sovrapposto ad un’altra pubblicità di corpi femminili, uno striscione che rappresenta una Milano tutta rovine e grattacieli e proclama, un po’ alla maniera di John Lennon, “Milano belongs to the people - Moratti e De Corato city rapists”. Trovate tutto nella gallery.
Più avanti, all’incrocio con Viale Sabotino, finti segnali di lavori in corso e cartelli contro l’Expo 2015, definita “privatizzazione di bene pubblico”, “cementificazione del territorio” e “comitato d’affari al lavoro”. Torno a casa con un interrogativo in testa: chi può essere l’autore di tutto ciò?
Corteo dei centri sociali del 28 febbraio: striscioni, cartelli e graffiti in Porta Romana

E’ ufficiale solo da qualche settimana: poco lontano dai futuri grattacieli di City Life verrà realizzato entro il 2011 un altro importante intervento architettonico, questa volta di rifunzionalizzazione. Stiamo parlando del recupero dei padiglioni 5 e 6 del Portello, realizzati nel 1997 e per i quali si era addirittura parlato, in precedenza, di dismissione.
I padiglioni verranno invece fusi con l’adiacente MIC per realizzare il più grande centro congressi d’Europa. Ad incartare il tutto un nuovo landmark urbano: la “cometa” di Mario Bellini, ovvero “un innesto di corpi metallici e vetrati che si affaccerà sull’area City Life come uno sciame di raggi luminescenti che si staccano, ondeggiando dal nucleo più denso della testata fino a formare una coda lunga 200 metri”.
La struttura ospiterà anche un numero di pannelli solari sufficiente a renderla autosufficiente dal punto di vista energetico. Potete trovare alcuni rendering del progetto qui.
Foto: (c) Mario Bellini Architects

“La Stampa” di ieri riporta che il prossimo 1° dicembre partiranno a Torino i lavori per il discusso grattacielo Sanpaolo progettato da Renzo Piano, alto 166,26 metri, il cui completamento è previsto per il 2011. Ma cosa c’entra tutto questo con Milano?
C’entra eccome, perchè Torino rischia così di sottrarre (anche se temporaneamente) al capoluogo lombardo il primato di città con l’edificio più alto della penisola, detenuto da circa 40 anni grazie al celeberrimo Pirellone. Facciamo un paio di calcoli: per il prossimo aprile è prevista l’apertura della Nuova Sede della Regione Lombardia (”solo” 161m), che diventerà il nuovo tetto d’Italia, ma solo fino al completamento della sede di Sanpaolo, che a sua volta dovrebbe arrendersi di fronte ai 218 metri del “dritto” di Isozaki nel quartiere City-Life, il quale dovrebbe essere terminato, se tutto va bene, per il 2015.
Per ben quattro anni dunque (2011-2015) l’edificio più alto di Italia si troverà a Torino, e non in quella Milano che spesso ha fatto dei suoi grattacieli il simbolo del suo strapotere economico nella penisola. Voi cosa ne pensate? Ci tenete al fatto che Milano mantenga il suo primato italiano nel campo dei grattacieli, oppure ne fareste volentieri a meno?
Foto: Stuck in Customs, Flickr.

Vi abbiamo parlato qualche giorno fa dell’annuncio dell’imminente inizio dei lavori sull’ex Fiera di Milano, che dovrebbero portare alla costruzione degli ormai celeberrimi grattacieli di City-Life. Nell’eterno presente in cui vivono i media (specie quelli on-line), abbiamo forse mancato di sottolineare il vero dato rilevante di tutta questa vicenda, ovvero l’enorme ritardo accumulato dai lavori, il cui inizio è oggi previsto per fine dicembre 2008. Già nel gennaio 2006 infatti si annunciava l’arrivo delle ruspe per il marzo di quello stesso anno, annuncio disatteso ma puntualmente ripetuto l’anno successivo per essere ancora una volta smentito dai fatti.
La ragione di tutto questo ritardo? L’opposizione di moltissimi alle tre torri, dai sempre attivissimi comitati di quartiere alla Lega Nord cittadina, che aveva proposta addirittura un referendum, salvo poi ripensarci senza addurre spiegazioni. Lo stesso Berlusconi in campagna elettorale si era scagliato contro i grattacieli storti “estranei alla storia di Milano”, per poi ritirarsi in un eloquente silenzio.
Questa consistente opposizione ha costretto il progetto a varie modifiche, e a ripetuti passaggi in giunta, complicando un percorso burocratico già di per sé ingarbugliato. E sembra non essere finita, considerato che l’Associazione Vivi e Progetta un’altra Milano ha annunciato nuovi ricorsi al TAR. Ci permetterete dunque di essere dubbiosi di fronte all’ennesimo annuncio di inizio lavori. Per questo abbiamo deciso di chiedere a voi: sarà la volta buona?
Questa volta non si tratta di offese belle e buone, come all’epoca della famosa copertina con la P38 nel piatto di spaghetti. Si tratta solo di un semplice ragionamento: nelle città dei paesi emergenti grattacieli dalle forme sempre più ardite spuntano ormai come funghi – afferma il settimanale tedesco in un recente articolo – mentre l’occidente segna il passo. Anche all’interno della stessa Europa, sostiene, “città come Instanbul e Mosca sono più dinamiche di Londra, Parigi o Milano”.
Chissà cosa ne pensano tutti quelli che in questi anni si sono scagliati contro i prossimi grattacieli della Fiera “buoni forse per Shangai ma non per Milano”. O quelli che, dalla parte opposta, li hanno addirittura salutati come il simbolo di “un nuovo rinascimento urbanistico e architettonico”. Forse dovremmo tutti renderci conto che tutto questo rumoroso dibattito è un po’ provinciale. Siamo rimasti indietro ormai, che ci piaccia o no.
Mentre ci pensate su, potete fare questa cosa divertente: provate a digitare “skyline milan” sul motore di ricerca di Flickr: troverete le foto di questo tipo che indica la nostra cara città come la sua “worst city ever in me life” (sic!). Dev’essere perchè è di Torino.
Foto: alex graves, Flickr.

Vi fanno venire in mente nulla i grattacieli della foto qua a fianco? A me sì: sono storti e pendenti proprio come la famosa torre proposta da Libeskind per l’ex-Fiera di Milano, che infinite polemiche ha addotto ai milanesi. E, se permettete un’opinione personale, anche decisamente più brutti.
Non preoccupatevi però, non sono stati costruiti a Milano e neppure in Italia, ma bensì a Plaza de Castilla a Madrid. Qualche giorno fa mi trovavo nella capitale spagnola e ho provato ad approfittarne per condurre un personalissimo sondaggio, chiedendo ai madrileñi che conoscevo se avessero avuto notizia di polemiche prima o durante la costruzione di quei colossi. Risultato: niente. Pare anzi che la popolazione li apprezzi molto…
Continua a leggere: Madrid e Milano unite dai grattacieli storti
Con l’uscita di Silvio Berlusconi che non ne vuole sapere dei grattacieli, e Renzo Piano che si dice ‘exposcettico’, si riapre il dibattito sui grattacieli che ormai ci sta angustiando da mesi. A rimpolpare la polemica ci si mette anche Guglielmo Mozzoni, architetto, che dalle pagine di Repubblica oggi afferma che i grattacieli sono infantilismo e che il futuro sta nelle forme sferiche.
Tutto sto dibattito però arriva tardi dato che è da un bel pezzo che si parla di queste cose, e se un architetto può dire quel che vuole, meno lo può fare il rappresentante del primo partito italiano, che attraverso la Moratti ha anche il governo cittadino di Milano. Insomma, Silvio poteva svegliarsi pure prima! Voi che ne dite? Grattacieli si o no?