
E’ tutta una questione di punti di vista. Per qualcuno si tratta di un fastidio, un problema di arredo urbano da risolvere. Per altri è una meravigliosa opportunità per creare nuovi modi di partecipazione e nuove idee per il quartiere. A Precotto, sperduta periferia a nord di Milano, da qualche settimana è nato un orto creato da tutti i residenti della zona, nello spazio di un piccolo giardino pubblico abbandonato. Incastrato tra lunghe file di condomini residienziali, isolato da macchine e cemento. Brullo, con terreno ostile e senza alberi. Un francobollo di erbetta abbandonato a se stesso. Adesso, grazie all’impegno e al lavoro dei residenti, si sta trasformando in un angolo di campagna, dove crescono erbe aromatiche, cavoli, fiori, verdure, insalata.
Laddove doveva sorgere una biblioteca (progetto annunciato ma mai partito) adesso il lavoro di cittadini che smuovono carriole e zappe sta creando qualcosa di utile per la comunità e che arriva dal basso. Lo spirito dell’inziativa - dei Papaveri Rossi Precotto e delle Libere Rape Metropolitane - ci ricorda molto il guerrilla gardening, e per questo ci piace. E come del resto si capisce da queste parole, scritte dagli organizzatori stessi:

La Darsena, cattivo esempio di mala-gestione degli appalti pubblici, in centro, in una zona che andrebbe valorizzata al massimo. Ora la notizia che in molti aspettavano da tempo. L’accordo pubblico- privato è quasi fatto: i lavori sul Naviglio dovrebbero partire a fine 2009, a cinque anni dalla fine prevista.
Intanto alcuni cittadini si prodigano per dare dignità a quest’angolo di Milano. Domani alcuni volontari si ritrovano per salvare il salvabile e mostrare quello che è stato piantato con la recente iniziativa di Guerrilla Gardening .

La cura per far rivivere la Darsena, deturpata da lavori infiniti? Il Guerrilla Gardening (sottotitolo: libera il giardiniere che è in te). Almeno secondo i promulgatori dell’iniziativa che mirano a dare un nuovo volto a quella che una volta era un fiore all’occhiello, ora una terra di nessuno dove bottiglie e cartacce si accumulano giorno dopo giorno. Il progetto di recupero è ambizioso. I lavori sono iniziati già da qualche giorno: Barbara, Alberto, Alessandra e altri cinque aiutanti hanno costruito (e riempito di terra minuziosamente vagliata) delle vasche con materiali di recupero che accoglieranno piante e fiori. I lavori in calendario sono tantissimi, dicono, e “C’è bisogno di una mano! Fatevi sotto!”.
Ma il Guerrilla Gardening è un progetto che coinvolge tutta Italia. Il sito raccoglie le esperienze di persone che si sono date carico di valorizzare spazi pubblici attraverso il lavoro di giardinaggio a Torino, Roma, Bologna e anche Milano (prima che la Moratti desse il via libera all’iniziativa “Costruisci il verde con noi” che per alcuni è solo una resa di un servizio che spetterebbe al Comune, per altri invece un modo per coinvolgere la cittadinanza nella cura della città).