Cos’hanno in comune Igor Ivanov, Dominique De Villepin e Jean Todt? I primi due sono ex ministri degli esteri, certo, ma Jean Todt no, si è sempre occupato di auto. Gli ultimi due sono francesi, ma il primo è nato a Mosca, Russia.
Per quanto sembri incredibile, l’unica cosa che li accomuna tutti e tre è il fatto di far parte dell’advisory board di Hangar Bicocca, spazio dedicato all’arte contemporanea in quella parte della periferia nord di Milano che è stata firmata da Vittorio Gregotti.
La cooptazione di questi nomi altisonanti potrà dare prestigio alla fondazione? Oppure è più che altro il segno del declino di chi una volta faceva discorsi di fuoco al consiglio di sicurezza dell’ONU (vedi video), e ora per ingannare il tempo si riduce a dare consigli a un museo in Bicocca? Probabilmente un po’ entrambe le cose.

L’Hangar Bicocca è uno degli spazi espositivi dedicati all’arte contemporanea che hanno dato dedicata maggiore attenzione ai nuovi movimenti artistici, quelli che ricercano nuove forme di creatività e, spesso, richiedono luoghi di fruizione ben diversi dalle gallerie d’arte e i musei come siamo abituati a conoscerli.
L’Hangar è un punto in cui Milano si congiunge con l’Europa, dove il respiro di artisti internazionali può essere percepito sulla pelle, come l’installazione permanente de I Sette Palazzi Celesti, le torri di Anselm Kiefer o di eventi estemporanei come la serata da Vj che ha visto protagonista tempo fa il regista Peter Greenaway.
Raggiunta la maturità però c’è bisogno di darsi una nuova veste, qualcosa che possa dare lustro a Milano. Nasce così la fondazione HB a cui parteciperanno diversi enti, pubblici e privati. Il progetto è ambizioso, i termini di paragone sono quelli della Tate Gallery, uno spazio vastissimo che potrà essere dedicato anche a eventi come a festival di danza e di musica. Oggi, alle ore 12, cadrà l’ultimo velo su questo progetto, toccherà alla direttrice Artistica Chiara Bertola, a Carlo Alessandro Puri Negri, presidente e Gianluca Winkler, consiglere delegato della Fondazione mettere le carte in tavola e svelare la posta in gioco su cui fino a oggi è stato mantenuto il riserbo più assoluto. Sarà un nuovo inizio per la Milano dell’arte?
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