Voi vivreste con 580 euro al mese? Forse no, sicuramente la pensione non bastava a due arzilli vecchietti milanesi (73 e 70 anni) che per “integrare” le loro entrate mensili avevano messo in piedi una rete di spaccio di cocaina. Questa stessa domanda l’ha rivolta l’attempato pusher al commissario di polizia di Cinisello Balsamo che gli chiedeva lumi sul perché delle sue attività.
L’indagine sullo spaccio di droga era partita dal comune dell’hinterland e, tramite una serie di pedinamenti, i poliziotti sono arrivati ad un appartamento in zona Navigli dal quale transitavano decine di clienti. Immaginatevi la sorpresa degli agenti quando, al momento del blitz, ad aprire loro il portone si è presentato il canuto pensionato.
Nell’appartamento sono stati rinvenuti 200 grammi di cocaina, 5300 euro in contanti e oltre 200 dollari (pagati sembra da un turista). L’anziano preparava le dosi incartandole e trasformandole in caramelle da un grammo ciascuna, quelle di migliore qualità erano contrassegnate in verde e nascoste nella macchina da cucire della moglie (ex sarta).
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Tessera n° 41508 della Lega Nord “honoris causa”. Di chi stiamo parlando? Borghezio? Calderoli? Niente di più lontano. Il neo “laureato” è l’attuale presidente della Provincia di Milano, nonché ex sindaco della rossa Stalingrado d’Italia, Filippo Penati. Stupiti?
Tutto nasce dopo le polemiche dichiarazioni con cui il commissario straordinario all’emergenza rom Gian Valerio Lombardi (di cui abbiamo già parlato) ha illustrato la sua soluzione al problema che prevede lo smantellamento della maggior parte dei campi milanesi e il trasferimento dei loro abitanti nei comuni limitrofi.
Piano perfettamente in linea con la politica da sempre sostenuta dal comune di Milano, ovvero spostare i problemi fuori dalle proprie competenze amministrative scaricandoli sull’hinterland.
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Vittoria per gli ambientalisti lombardi. Ieri il Consiglio Regionale ha deciso di stralciare l’emendamento “Ammazzaparchi”, presentato dall’Assessore regionale al territorio Davide Boni della Lega e approvato il 20 febbraio scorso dalla maggioranza del Consiglio.
Con il famigerato emendamento i piccoli comuni dell’hinterland, con la prospettiva di incamerare oneri di urbanizzazione per la concessione di licenze edilizie, potevano decidere autonomamente di far costruire la dove prima c’erano sacrosanti vincoli ambientali.
Milano dagli anni 70 è circondata da un anello verde di parchi regionali: ad ovest dal parco del Ticino (riserva della Biosfera Unesco), dal parco Agricolo a Sud e a est dal Parco dell’Adda. Naturalmente il dubbio che dietro al provvedimento Boni si celassero importanti gruppi immobiliari interessati a costruire nuove residenze nell’hinterland è balenato a molti.
Non è chiaro come si possa pensare di incentivare l’uso del trasporto pubblico aumentando le tariffe, ma evidentemente i nostri politici conoscono strategie ignote ai comuni mortali. Da settembre si pagherà di più per biglietti interurbani e cumulativi Sitam, per i collegamenti di Milano con l’hinterland. I rincari riguardano anche gli abbonamenti annuali e i settimanali 2×6, quelli dei lavoratori.
Stavolta non c’entra nulla il Comune di Milano. La decisione è stata deliberata dalla Giunta provinciale in applicazione di una delibera della Giunta regionale del 18 luglio 2007. L’aumento medio, secondo Atm, sarà del 2,8%. Le nuove tariffe sono qui.