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Tutti gli articoli con tag housing sociale

Mille Palazzi, 30 nuovi quartieri: il nuovo piano edilizio per Milano

pubblicato da Trab

La notizia è grossa perchè ridisegna la città, mutandola profondamente. Le avvisaglie c’erano tutte (la cementificazione del Parco Sud, L’Expo, L’obbiettivo di raddoppiare glia abitanti, gli scali ferroviari dismessi) ma da ieri le intenzioni del Comune sono state scritte nero su bianco con l’approvazione del nuovo piano regolatore. Undici milioni di metri cubi da edificare su 25 nuove aree di trasformazione urbana, sfruttando gli spazi rimasti liberi, dagli ex scali ferroviari alle caserme dismesse, dalla zona attorno a San Siro dell’Ippodromo a quella che sorgerà attorno ai padiglioni di Expo.

La Milano del futuro è “rivoluzionaria”, almeno secondo il Comune. Nelle intenzioni di Palazzo Marino, nei prossimi vent’anni Milano dovrà arrivare ad avere il 35 per cento delle case a basso costo come a Madrid, dovrà raddoppiare la quantità di verde attrezzato puntando al modello di Copenhagen, somigliare sempre più a New York per i quartieri con servizi raggiungibili a piedi in cinque minuti o a Berlino per gli spostamenti con i mezzi pubblici.

E voi cosa ne pensate? Siete fiduciosi, o pensate che il nuovo piano regolatore sia solo una colata di cemento?

Presentati i risultati del sondaggio "Exponiti": poca informazione e alto gradimento

pubblicato da Trab

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Vi ricordate Exponiti, il sito dell’Expo al quale abbiamo dedicato un recente post e da noi provato in anteprima? Era un’iniziativa del Comitato Expo per dare voce ai milanesi attraverso una bacheca pubblica dove chiunque poteva esprimere un giudizio sull’operato del Comitato. Oggi sono stati presentati gli esiti della consultazione pubblica.

L’indagine, partita da internet, si è poi ampliata (a partire dall’undici giugno) con interviste in strada. Sette domande su informazione, coinvolgimento dei cittadini e futuro utilizzo dell’area. Sono stati 5.704 gli internauti che hanno risposto, 10.835 i milanesi intervistati per strada. Niente male come numeri.

Il dato in evidenza è che il 50 per cento dei milanesi sostiene di non essere molto informato sull’Expo del 2015 (cosa che non succederebbe se leggessero 02blog). Sui mezzi si preferiscono per l’informazione dell’evento, il 26,81 per cento ha scelto internet, il 26,19 per cento la televisione. Quasi l’80 per cento dei milanesi reputa che l’Expo del 2015 sarà un fatto positivo per l’Italia e per Milano.

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Exponiti: il sito che misura il tuo gradimento all'Expo

pubblicato da Trab



Se ne fa un gran parlare dell’Expo. Ci si dedicano blog, post, inchieste e talk show (l’ultimo dedicato è stato Annozero di lunedì scorso. Nell’arena mediatica si sono affrontati Moratti e Stanca da una parte; dall’altra Di Pietro, Bersani e la vox populi). Chi ne parla in maniera entusiasta, chi la considera “la vera grande opportunità per Milano”, chi invece un grosso favore ai palazzinari, i vari Ligresti , Zunino, Cabassi.

Tante le questioni dirompenti sul tavolo Expo: l’obbiettivo dell’assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli di ingrandire Milano con 700 mila abitanti in più alzando gli indici di edificabilità, la questione dell’infiltrazione delle mafie negli appalti (significative le dichiarazioni del pentito Morabito), le destinazioni post Expo delle aree dedicate, e molti atri quesiti che forse troveranno risposta solo a conti fatti.

Voi da che parte state? Vi siete fatti un’idea? Se si, l’invito è quello di cliccare sul nuovo sito Exponiti “Tu come la vedi?“, un’iniziativa del Comitato Expo per dare voce ai milanesi attraverso una bacheca pubblica dove chiunque possa esprimere un giudizio sull’operato del Comitato.

Lo abbiamo provato in anteprima “exponendoci” per primi. Innanzitutto per “Exprimerti” bisogna caricare una foto personale interpretando la X, simbolo del sito. Non capisco l’utilità di dover caricare preventivamente una foto per partecipare ad un sondaggio, ma tant’è. Una volta fatto l’upload (ho caricato una foto a caso) si parte con il sondaggio composto da 9 domande. La prima sequenza sul grado di valutazione dell’efficacia informativa dei nuovi progetti; la seconda tranche è sulla valutazione dell’Expo, risorsa o meno per la città; la terza sull’utilizzo dell’area al termine dell’evento. C’è poi una sezione punti di vista che è attualmente vuota. Immagino che ci andranno commenti liberi che però non ci sono stati richiesti al momento dell’iscrizione. Peccato avrei avuto una gran voglia di scrivere qualcosa.

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Dagli scali ferroviari dismessi aree verdi e nuovi palazzi: il new deal milanese

pubblicato da Trab



Nel 2015 si potrà fare il verso alla canzone di Celentano intonando un motivetto che potrebbe fare più o meno così: la dove c’era uno scalo ferroviario ora c’è una città. La notizia ha scosso l’etere: un milione di metri quadri di aree ferroviarie dismesse tirate a lucido e rimesse a nuovo. Il 50 % del territorio recuperato sarà destinato a verde, l’altro 50% a palazzi, uffici e appartamenti privati (11mila circa) .

Un’intesa firmata ieri dal sindaco Moratti assieme all’ad del gruppo Fs Mauro Moretti per potenziare il trasporto pubblico e valorizzare gli scali ferroviari dismessi, ex scali merci, ora ricettacolo di degrado, discariche e abusivismo. Sono sette le stazioni interessate: l’area dello scalo Farini (500.000 mq di superficie), l’area di Porta Romana (220.000 mq), l’area di Milano Porta Genova, attualmente in esercizio, ma destinata alla chiusura in tempi brevi (100.000 mq), l’ex scalo merci di Lambrate (50.000 mq), l’area di Milano S. Cristoforo (120.000 mq), l’ex scalo merci di Rogoredo (30.000 mq) e infine lo scalo Certosa (30.000 mq). Un’idea non nuova, visto che molti Comitati avevano proposto la riconversione degli scali dismessi a verde pubblico come il Comitato Valtellina che tempo fa aveva proposto un orto botanico.

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Intervista: Francesca Zajczyk "Milano da 2 milioni di abitanti? Non basta costruire"

pubblicato da giulio


Non ha forse ricevuto tutta l’attenzione che merita, ma in queste settimane il consiglio comunale sta discutendo un provvedimento in grado di decidere le sorti della città per i prossimi decenni: si tratta del documento di inquadramento del Piano di Governo del Territorio, ultima creatura dell’assessore all’urbanistica Carlo Masseroli. Ne abbiamo discusso con Francesca Zajczyk che, oltre ad essere consigliere comunale del Partito Democratico, è anche ordinaria di Sociologia Urbana all’Università di Milano Bicocca: dopo la prima puntata di ieri, ecco il seguito.

Professoressa Zajczyk, la giunta sostiene che una densificazione sarebbe auspicabile per richiamare in città quegli abitanti che nel corso degli anni si sono persi a favore dell’hinterland. C’è invece chi, come l’associazione Chiamamilano di Milly Moratti, ha messo in dubbio che questo trend demografico si possa invertire. Secondo lei è realistico prevedere un incremento di 700.000 abitanti per i prossimi decenni?

Intanto che tipo di abitanti? Albertini diceva esplicitamente di volere una popolazione ricca per Milano. La posizione dell’attuale giunta, e in particolarre di Masseroli che appartiene a Comunione e Liberazione, è apparentemente del tutto opposta: si vorrebbe una città con meno disuguaglianze, aperta, che riesca ad attrarre i giovani. Il problema è che i giovani lasciano Milano non solo perché non c’è un’offerta di case accessibile alle giovani coppie, ma anche perché la città non offre tutta una serie di elementi di qualità, che hanno a che fare con i servizi e con l’ambiente, che fuori città è più facile trovare.

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Milano Expo 2015: i furbetti del quartierino

pubblicato da Trab



Oggi esordisco con la segnalazione di questo lungo articolo di Alberto Statera sull’Expo, la pioggia di miliardi e la lunga mano di Ligresti, finanziere pregiudicato, originario di Paternò, già amico di Craxi. Di lui ci siamo occupati abbondantemente in passato. Val bene ricordare i suoi nuovi agganci politici: Ignazio La Russa, il fratello Vincenzo e il figlio Geronimo, che siedono nel Consiglio della ligrestiana Premafin. Anche Berlusconi rischia d’imparentarsi con lui, dal momento che uno dei figli giovani è fidanzato con una nipotina Ligresti.

E poi c’è Matteo Cabassi, quinto figlio di Giuseppe, titolare di una parte dei terreni a destinazione agricola su cui sorgeranno le opere dell’Expo. E ancora Luigi Zunino, ras dell’Area Falk. Tutti lavorano con la “leva finanziaria”, soldi delle banche. E l’articolista si pone una domanda ragionevole: cosa capiterà dei mille progetti cementizi già avviati o che stanno per partire? Dove porterà l’obbiettivo dell’assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli di ingrandire Milano con 700 mila abitanti in più alzando gli indici di edificabilità?

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Intervista: Francesca Zajczyk "Milano da 2 milioni di abitanti? Un progetto demagogico"

pubblicato da giulio


Il progetto dell’assessore all’urbanistica Masseroli di portare a 2 milioni il numero di abitanti di Milano entro il 2030, alzando contemporaneamente gli indici di edificabilità da 0,65 a 1, ha fatto molto discutere nelle ultime settimane, anche qui su 02blog. Abbiamo chiesto un’opinione sul nuovo documento di inquadramento del Piano di Governo del Territorio a Francesca Zajczyk, nella sua doppia veste di ordinaria di Sociologia Urbana all’Università di Milano Bicocca e di consigliere comunale del Partito Democratico. Oggi la prima puntata dell’intervista, che avrà un seguito domani.

Professoressa Zajczyk, l’assessore all’urbanistica Masseroli ha presentato il suo progetto per la Milano del 2030, puntando tutto su una densificazione della città che la porti a invertire il declino demografico e a raggiungere la soglia dei 2 milioni di abitanti. A lei l’idea di una Milano più densamente popolata, in linea di principio, sembra positiva?

Il problema non va posto in questi termini. Si tratta piuttosto di chiedersi come la città possa reagire a un incremento così consistente, soprattutto dal punto di vista della qualità della vita.

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Le case popolari lasciano spazio all'Housing Sociale

pubblicato da Trab

Case popolari? Roba superata. Ora le chiamano Housing sociale. L’inglesismo, che non si presta a facili interpretazioni, nelle intenzioni della giunta è un “Un progetto innovativo”. Un programma sperimentale volto alla costruzione di edilizia che consenta un mix abitativo con alloggi a canone sociale, moderato e convenzionato, oltre alla possibilità di vendita a prezzo convenzionato. Peccato che se ne parli da novembre 2006.

Le case saranno costruite (sembra una promessa elettorale) per quelle categorie di cittadini che non sono in grado di sostenere canoni e prezzi correnti. Le nuove costruzioni inoltre consentiranno di trasferire chi già abita in alloggi pubblici di cui è necessario il recupero edilizio. Il tutto è inserito in due delibere approvate dalla Giunta comunale.

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Housing sociale a Milano, 771 nuovi appartamenti entro due anni

pubblicato da Chikatetsu

La giunta comunale ha deliberato la sperimentazione di nuove vie per dare casa a chi non ce l’ha. Nei prossimi due anni il comune di Milano, costruirà 771 alloggi suddivisi su tre zone (Figino, Via Cenni e Via Ferrari) grazie al nuovo progetto basato sulla finanza etica della sindachessa Letizia Moratti. Il comune, per poter fornire alloggi a prezzi calmierati ha messo a disposizione gratuitamente dei terreni, e per costruire gli edifici collaborerà con la Fondazione Cariplo.

Per quanto riguarda metrature, affitti ecc. ancora non si sa nulla. Per maggiori informazioni potete dare un’occhiata al sito del comune. Speriamo che gli appartamenti siano pronti al più presto perchè ormai chi sta in affitto si vede sfilare dal portafoglio almeno il 60% del suo stipendio ogni mese, e di solito chi sta in affitto è chi non può permettersi di comprare casa… un serpente che si mangia la coda e che rende i poveri ancora più poveri.

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