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Tutti gli articoli con tag immigrati

Immigrati sulla torre di piazzale Selinunte, torna la protesta in alta quota

pubblicato da Arturo Bandini

Tutto è cominciato a novembre dello scorso anno con la protesta degli immigrati di Brescia, rimasti sulla gru per 17 giorni per rivendicare i propri diritti. Poi - dopo pochissimo - fu la volta di via Imbonati, a Milano, dove 3 immigrati (di cui 2 clandestini) rimasero per quasi un mese sulla torre dell’ex Carlo Erba. Stavolta è il turno di piazzale Selinunte, ancora a Milano.

Un marocchino e un egiziano (entrambi senza permesso di soggiorno) da sabato 10 settembre trascorrono le loro notti sulla torre termica di piazzale Selinunte, zona San Siro. La protesta è contro la cosiddetta “sanatoria truffa” e contro lo sfruttamento dei clandestini come forza lavoro sottopagata e sfruttata.

A sostenere la protesta dei due, un presidio permanente, organizzato ai piedi della torre con tanto di tende e cucina. I membri delle associazioni che si sono raccolte attorno al comitato “immigrati milano” - e che mantengono viva l’attenzione sull’azione intrapresa dai due - si ritrovano ogni sera in assemblea, dove decidono strategie di lotta e di comunicazione.

I due stanno bene, mangiano regolarmente e dormono un buon numero di ore. E si dicono anche fermamente convinti a proseguire con la loro protesta a oltranza. In loro solidarietà sono arrivate anche le parole di alcune istituzioni locali, come il presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo, l’assessore al lavoro Cristina Tajani e quello al welfare Pierfrancesco Majorino. Resta forte il dubbio però sui risultati che potranno ottenere. L’anno scorso infatti sia a Brescia che a Milano la vicenda non ha avuto un lieto fine per i manifestanti.

Voi cosa ne pensate? È un metodo di lotta che darà i suoi frutti, oppure risulterà essere un boomerang anche stavolta?

Foto | Comitato immigrati Milano

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Sondaggio. A Milano esiste l’integrazione sostenibile predicata da Riccardo De Corato?

pubblicato da giovanni molaschi

Secondo un recente studio redatto dal servizio di Statistica del Comune di Milano nel capoluogo lombardo starebbero aumentando i residenti di origine non italiana. Un abitante su sei della città non sarebbe infatti nato nel nostro paese.

Trent’anni fa questa percentuale era molto più bassa tanto che per trovare uno straniero era sufficiente un gruppo di persone composto almeno da 100 individui. L’aumento di questo segmento della popolazione non coincide però con una crescita della città. Dall’inizio dell’anno ben 2000 persone hanno deciso di emigrare da Milano.

Lo studio, di per sé molto interessante, viene pubblicato nelle stesse settimane in cui il Vicesindaco Riccardo De Corato ha deciso di concentrare parte della propria comunicazione contro gli immigrati irregolari.

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Foto: i giocatori di cricket del Parco Powell

pubblicato da cesare

Cricket al Parco Powell

Sabato pomeriggio, prima che arrivasse il diluvio universale mi aggiravo per la zona Naviglio/Argelati quando ho assistito a una scena che ha dell’incredibile, almeno per l’Italia, paese calciocentrico per definizione: un gruppo di immigrati indiani o pakistani che giocavano a cricket nel Parco Powell (intitolato così alla memoria del fondatore degli scout, anche se per un attimo ho pensato sgomento che si trattasse di Colin, l’ex segretario di Stato Americano).

Comunque i ragazzi che ho fotografato giocavano a questa versione più elegante e british del baseball dandoci dentro un sacco. Io non conosco le regole di questo sport ergo era abbastanza difficile capirne qualcosa, quindi mi sono limitato a fargli qualche scatto tenendomi in disparte ammirando la precisione con cui colpivano la palla con questa specie di gignatesco battipanni. Mentre li guardavo, mi è venuto da pensare a cosa avrebbero commentato alcuni politici ben noti del nostro panorama politico: robe tipo “ecco un classico esempio delle corruzione delle nostre radici sportive”.

A me invece è sembrato il classico piccolo caso in cui l’immigrazione si rivela per quello che è: una fonte inesauribile di ricchezze e diversità che, quando si esprimono così, in un pomeriggio assolato con il linguaggio di uno sporto così esotico ed educato (volete mettere il casino che fanno dieci italiani e un pallone al parco con la riservatezza di uno sport il cui apice di rumorosità è il toc della pallina contro la mazza) hanno davvero molto da insegnarci.

Cricket al Parco Powell
Cricket al Parco PowellCricket al Parco PowellCricket al Parco PowellCricket al Parco Powell

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Algeria vs Egitto, una sfida dell'immigrazione milanese

pubblicato da carloprevosti

Ore 23 di ieri, le strade della zona Pasteur si animano di urla. La gente si affaccia sul balcone. Sta succedendo qualcosa ma nessuno capisce esattamente cosa. I volti della gente sono puntati verso la strada, l’espressione è interrogativa ma la gente di sotto non sembra minacciosa, anche se sono sicuramente degli immigrati e qualcuno al telegiornale ha detto che senza di loro ci sarà meno criminalità.

Ma che succede? Tra le vie deserte si percepisce qualche parola in un italiano stentato. Sembra che parlino di algerini. Subito viene in mente un’altra situazione analoga, qualche tempo fa quando si beveva un bianco spruzzato al meraviglioso bar Tubino di Via Padova.

Dalla strada urla e schiamazzi. Mi affaccio con lo spruzzato in una mano e la macchina fotografica dall’altra e immortalo uno sparuto gruppo di algerini che, bandiera alla mano, festeggiavano la qualificazione della loro nazionale ai mondiali di Sud Africa, ai danni dell’Egitto….

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Saviano scuote l'orgoglio leghista:"è la più grande città del sud d'Italia"

pubblicato da Trab



“Ma va a ciapa’ i ratt’”. Così il vice ministro della Lega Nord, Roberto Castelli saluta il diploma di secondo livello in comunicazione e didattica dell’arte honoris causa conferito dall’Accademia di Brera allo scrittore Roberto Saviano. “Vai a perdere tempo altrove” dovrebbe suonare - in italiano - l’invito. Saviano, dedicando ai meridionali di Milano il diploma Honoris causa, ha affermato che “Milano è la più grande città del sud d’Italia”, e che “i meridionali nel corso degli anni hanno contribuito a far crescere la produttività”. Oggi, il maggior contributo alla crescita della città spetta invece agli extracomunitari.

Secondo un vecchio rapporto dell’Arl (Agenzia regionale del lavoro) su “Gli immigrati imprenditori” e il loro radicamento sul territorio, presentato nel 2006, la Lombardia è prima a livello nazionale, seguita da Emilia Romagna, Toscana e Piemonte. A Milano su 18.464 imprese , il 9,1 % sono di extracomunitari. Non può essere, allora, riconosciuto torto a Saviano quando sentendo “frasi di esponenti politici che invitano il cardinale Tettamanzi a occuparsi di più dei milanesi” pensa “che forse non sanno chi sono veramente i milanesi”. Una pratica - conclude Saviano - “prima che miope, ignorante”.

Piazzale Cadorna: scontri tra carabinieri e manifestanti per uno striscione nella giornata contro la violenza sulle donne

pubblicato da Luca Albani

Piazzale Cadorna

Piazzale Cadorna: scontri tra carabinieri e manifestanti per uno striscione. Ieri pomeriggio, nella giornata contro la violenza sulle donne, momenti concitati in piazzale Cadorna, sede non nuova a episodi simili.

Un presidio non autorizzato di manifestanti, uno striscione che recita “Nei centri di detenzione x immigrati la polizia stupra”, la polizia che chiede di toglierlo, una, due volte, poi la carica dei carabinieri. La cronaca potete leggerla qui.

Il modo giusto per denunciare un presunto tentativo di stupro al CPT di via Corelli lo scorso agosto? La drammatica accusa di una donna nigeriana – che ora rischia un processo per diffamazione – contro un ispettore da una parte, uno striscione molto provocatorio e che non aiuta nessuno a capire dall’altra.

Foto | Flickr

Lega: troppi assembramenti di immigrati nei giardinetti di Milano

pubblicato da Chikatetsu


“E’ inammissibile che anche in alcune zone di Milano ci siano veri e propri assembramenti di cittadini stranieri che sostano nei giardini pubblici, a ogni ora del giorno e della notte, come avviene per esempio ormai da qualche giorno in piazza Oberdan”

Parola di Davide Boni, assessore regionale in quota alla Lega. Le parole che riportiamo arrivano da Repubblica e con tutta probabilità scateneranno un ‘bel’ dibattito nei prossimi giorni.

Voi come vivete l’affaire giardinetti, ritenete che sia un grosso problema per la cittadinanza di Milano, oppure ritenete che la gente possa radunarsi liberamente negli spazi pubblici? Nella zona in cui vivete, sentite in modo asfissiante la problematica giardinetti oppure pensate che il problema, sia un altro ovvero che alcune persone non hanno un’abitazione o altri luoghi di socialità dove radunarsi. Diteci la vostra.

Foto | Flickr

Gli stranieri? Abbandonano Milano per l'hinterland (proprio come gli italiani)

pubblicato da giulio


Il rapporto ISMU di quest’anno ha messo in evidenza un dato molto interessante, che ha suscitato una certa eco nella stampa locale: la proporzione di stranieri residenti a Milano rispetto al numero di quelli che abitano la sua provincia è in costante diminuzione. Ben un terzo nel 2000, si è ridotta infatti solo a un quinto nel 2008, anno in cui per la prima volta la somma delle presenze negli altri comuni (232mila persone) ha sorpassato quelle del capoluogo.

Ciò equivale a dire che i cosiddetti “extracomunitari” sono sempre meno concentrati nel capoluogo e sempre più sparsi nell’hinterland, in particolare nella neonata provincia di Monza e Brianza, che nel 2008 contava ben 74.000 stranieri. Le ragioni di questo ribilanciamento? Il Corriere della Sera ha proposto un’interpretazione:

Chi ha un lavoro fisso, due figli, qualche soldino messo da par­te, emigra. I motivi? Gli stessi degli italiani: fuori città c’è più verde, meno stress, i figli han­no più spazio, eccetera.

Una spiegazione che ha il merito della semplicità, ma che andrebbe indagata a fondo per essere confermata. Voi cosa ne pensate? Vi risulta un trasferimento massiccio di immigrati verso Suburbia?

Foto | Flickr.

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Lo IULM: i milanesi temono gli stranieri sui mezzi pubblici

pubblicato da giulio


Molto attiva sul fronte comunicazione recentemente l”ATM, che accanto all’organizzazione della mostra fotografica “Migrart - Volti di un’altra Milano” di cui vi abbiamo già parlato più volte, ha commissionato allo IULM una ricerca intitolata “Incontrare l’altro in movimento”, che ha studiato “atteggiamenti, comportamenti e vissuti generati dall’incontro con lo “Straniero” sui mezzi pubblici milanesi”.

I risultati? Preoccupanti: emerge infatti che:

i milanesi provano tensione e fastidio alla presenza dell’Altro (immigrati in quanto tali o soggetti non graditi), che può addirittura penalizzare la qualità percepita del trasporto pubblico

Inoltre, curiosamente, pare che italiani e stranieri vivano in modo diverso la nota “sindrome della vettura vuota”: se i secondi infatti si sentono in pericolo quando nel mezzo ci sono effettivamente poche persone, i primi entrano in allarme anche quando la vettura è piena, ma gli italiani sono pochi. Infine, entrambi sembrano giudicare molto negativamente la presenza di zingari sui mezzi pubblici. Vi ritrovate in questa descrizione un po’ conflittuale della convivenza nel trasporto pubblico?

Foto: scre(A)nzatopo (ritorno alle origini), Flickt

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Migrart, i volti nuovi di Milano in mostra alla Besana

pubblicato da Alessandro Condina

Quaranta foto di Lorenzo Pesce e Alex Majoli raccontano le facce dei nuovi milanesi, cittadini immigrati che vivono la città e la attraversano con i mezzi di trasporto dell’Atm: una rassegna fotografica alla Rotonda di via Besana nell’ambito dell’iniziativa Migrart. Volti di una nuova Milano.

Ci sono sudamericani, cinesi, mediorientali in queste immagini: milanesi dai tratti insoliti, ma quotidiani utilizzatori di autobus, tram e metropolitane. E proprio a bordo dei mezzi pubblici sono state scattate la maggior parte di queste foto, che cercano di cogliere le espressioni nei momenti “sospesi” del viaggio lungo la città La mostra, patrocinata dal Comune e dalla Regione, resterà fino al 23 novembre ed è a ingresso gratuito.

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