Se avete seguito minimamente lo sviluppo del decreto salva-Italia di Mario Monti, avrete anche fatto caso all’introduzione dell’Imu. L’Imu è l’imposta municipale unica, ed è una tassa che va a sostituire la vecchia Ici, l’imposta comunale sugli immobili andata in pensione - solo per la prima casa - nel 2008. Ma quanto pagheremo di Imu a Milano? Per ora è ancora presto per saperlo con certezza - in settimana il decreto passerà anche al Senato - ma è presto anche perché i singoli comuni avranno una discreta libertà nel modulare l’aliquota. Rispetto all’ultima Ici pagata dai milanesi nel 2007 si diceva che per una casa di categoria A2 - edilizia civile - l’imposta salirebbe dai 635 euro l’anno del 2007 agli 806 del 2012.
Per un’abitazione di categoria A3 invece - quindi economica, secondo il catasto - l’aumento sarebbe più contenuto, da 215 a 235 euro l’anno. Ma è ancora tutto da capire, come sarà l’Imu una volta che la dovremo pagare. Oggi Rita Querzè scrive dell’aumento rispetto ai tempi dell’Ici, e lo valuta “intorno al 20 per cento”.
Le rendite catastali del residenziale sono rivalutate del 60 per cento con un moltiplicatore che passa da 100 a 160. Altro discorso quello dei proprietari di immobili (secondi, terzi, quarti…) dati in affitto. In questo caso la rivalutazione è del 61 per cento con un moltiplicatore che passa da 35 a 55
Non una vera e propria stangata, ma un aumento. C’è chi propone di far scendere al minimo l’aliquota, dal 7,6 al 4 per mille, come Assoedilizia, chi chiede ai propri sindaci applicarla al minimo - la Lega Nord - o arrivare addirittura alla disobbedienza civile e non pagare.
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Quanto costerà ai milanesi salvare l’Italia? Abbiamo già scritto di Nosate (che tra l’altro forse non scomparirà nemmeno) unico Comune della Provincia meneghina interessato dalla manovra agostana lacrime e sangue… molto più in concreto Dell’Oste, Beltrami e Trovati sul “Sole 24 ORE” di oggi ci fanno un po’ i conti in tasca. Siete una coppia, imponibile tra l’uno e l’altro sugli 85.000 euro, seconda casa di 120 mq al mare o in montagna? Se ora pagate 2300 euro circa potreste dover sborsare 4900 euro domani.
E questo è nulla, esaminando la tabella dei cinque casi concreti presi in considerazione (che ovvio considerano il massimo prelievo fiscale possibile tra addizionali comunali, regionali, Ici, Imu – imposta locale sugli immobili – e contributo di solidarietà) scommetto che anche il vostro cuore inizierà a grondare. Avete scelto di abitare a Milano? Prevedete rincari tra il 171 e il 319 per cento. Anche il giovane manager in affito non ride sebbene “le più penalizzate […] rischiano di essere le imprese”.
Corinna De Cesare sul “Corriere” rincara la dose affermando come “aumentare le tasse, alzare le tariffe, incrementare i prezzi dei trasporti pubblici e dei servizi a domanda individuale” sarà pressoché obbligatorio per la maggioranza dei comuni italiani. In quindici anni del resto “la tassazione a livello locale è aumentata del 137,9 per cento” secondo i dati elaborati dal Cgia di Mestre, vedi Info Consumatori.
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