
La recente provocazione, se di tale si può scrivere, di Giulio Tremonti sulla sanità meridionale (secondo il Ministro al Sud gli assessori si confondono con i camorristi) come osservato già da alcuni esponenti politici nazionali non tiene in considerazione i casi di malasanità che spesso si registrano anche nella “moderna” Milano. Ci siamo già dimenticati dell’inchiesta fatta sulla clinica, milanese, “Santa Rita” dopo quella realizzata da Fabrizio Gatti per l’Espresso sul policlinico, romano, “Umberto I”? Forse.
Generalizzare è sbagliato. Di fatto, come raccontato nei giorni scorsi dal Corriere della Sera, all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è stato eseguito l’ennesimo intervento record. Per eliminare un tumore occupante metà dell’addome di un uomo ci sono volute 15 ore. Fermo restando che i casi di buona sanità non dovrebbero essere degli episodi isolati, mi piacerebbe avviare un ragionamento collettivo sull’efficienza delle strutture ospedaliere milanesi attraverso le vostre storie che potete inviare a suggerimenti@02blog.it
Sempre più nell’hinterland della città, dove io risiedo, le strutture sanitarie locali sono diventate meta di milanesi che dal capoluogo scappano alla ricerca di una sanità più efficiente.
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Ricordate il conto da 600 € che una tintoria milanese aveva richiesto per lavare e stirare “perfettamente” una borsa di panni sporchi? Grazie ai vostri commenti abbiamo scoperto che situazioni analoghe, anche se non così eclatanti, accadono piuttosto spesso anche fra i milanesi.
Ma non basta, ora (forse sullo spunto di qualche ristoratore romano) anche a Milano si approfitta dei turisti che ogni giorno frequentano Piazza del Duomo e zone limitrofe. Peccato che fra questi sprovveduti ci fossero invece Franco Vanni e Teresa Monestiroli, due giornalisti de La Repubblica che hanno chiesto le stesse ordinazioni ma si sono visti recapitare scontrini molto diversi. Il resoconto è descritto nell’articolo che vi consiglio di leggere.
Certo che se è questo il modo di accogliere degli “ospiti” a casa nostra, allora è ovvio il turista scelga altre destinazioni…ma poi non lamentiamocene. E’ capitato qualcosa del genere anche a voi?
La vita da pendolare proprio non mi manca. Ho passato quattro anni di università a fare avanti e indietro su treni che con una certa frequenza faticavano addirittura a raggiungere Milano. Oggi, quasi dieci anni dopo mi capita di vedere questa video inchiesta sui disagi dei pendolari realizzata da Roberto Vitali per Bergamo Tv, sulla tratta Bergamo-Milano via Carnate, dove è evidente lo stato di sporcizia e sovraffollamento delle carrozze.
I treni che mi portavano in Università erano su un’altra tratta ma i problemi erano sempre gli stessi. Possibile che in un decennio non si sia fatto nulla?
Sapete quanti anni ha il vostro contatore del gas? Se è troppo vecchio (mettiamo oltre i 15 anni) è possibile che i consumi registrati siano superiori a quelli reali, con una differenza che può arrivare al 15%.
Lo hanno verificato i periti nominati dalla Procura di Milano, che sta conducendo un’indagine proprio sulle aziende di fornitura del gas. I primi risultati sono inquietanti: i vecchi contatori, quelli a membrana naturale, pare che distorcano i dati (a danno del consumatore, ça va sans dire), gonfiandolo in media del 10%. Se controllate le vostre bollette e contate il 10% dei consumi degli ultimi anni…
I manager delle principali aziende sono accusati - secondo Repubblica - di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Ora: è probabile che dal punto di vista penale non si concluda un granché, ma di certo molti di noi correranno a chiamare l’Aem (o Enel Gas) per farsi sostituire il contatore.