Ricordate quando sono state rese obbligatorie le cinture di sicurezza, i telegiornali mostravano servizi da Napoli dove alcuni ingegnosi furbetti vendevano magliette con una banda nera diagonale? Beh, a Milano non si scherza quando di cerca di farla franca, come per evitare di pagare l’Ecopass.
Blocco dei mezzi privati a parte, non basta che sia non fosse un momento critico per l’aria che respiriamo, per la quantità di pm10 che galleggia nell’aria, l’Ecopass è percepito troppo spesso come una semplice tassa piuttosto che un deterrente per usare mezzi alternativi e meno inquinanti almeno nell’area del centro.
Accade così che un cittadino residente in via Tristano Calco, traversa poco trafficata di via Papiniano, si sia stufato di essere testimone silenzioso di quello che accade sotto le finestre di casa sua e abbia documentato la truffa ai danni dell’Ecopass. In questa via pare sia diventata un’abitudine, come si vede sul video pubblicato da Repubblica, quella di percorrere la via in retromarcia in modo da non risultare visibile ai sensori dell’Ecopass.
E voi siete stati testimoni di altri tentativi di truffa di questo genere?

Che siamo messi male lo sapevamo, ma l’ennesimo schiaffetto sul coppino arriva dall’”European City Ranking, Best practices for clean air” nell’ambito della Campagna sul Clima ”Zero Emissioni”. Su 17 città europee esaminate, Milano e Roma in coda: ultime (rispettivamente 16esima e 17esima) nell’attuazione di buone pratiche per la riduzione di livelli di inquinamento da traffico veicolare .
Berlino, Copenhagen e Stoccolma si sono piazzate ai primi tre posti. Meglio di noi Parigi, Londra, Madrid, Stuttgard e la grigia Dusseldorf. In nessuna delle categorie facenti parte del ranking Milano si è mostrata virtuosa. In una scala di merito che assegna uno o due voti favorevoli (+), uno zero o uno o due voti negativi (-), la città dell’Ecopass si è vista assegnare un solo “+” per la categoria “promozione dei trasporti pubblici”. Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente, ci spiega cosa ha pesato sul voto negativo assegnato a Milano:
Anche al di là del merito, la scarsissima valutazione dei provvedimenti regionali (Low emission zone) di limitazione della circolazione dei mezzi più inquinanti, soprattutto camion, che circolavano nonostante i divieti e senza applicare filtri. Un voto basso nella trasparenza, anche a causa della decisione presa nel 2010 dalla Giunta Moratti di interrompere ogni comunicazione su inquinamento ed Ecopass prima delle elezioni

Non ti accorgi di dove abiti veramente solo dopo che hai cambiato luogo dove vivi. Un piccolo aforisma significativo sui momenti tragici che Milano sta vivendo sulla pelle. Mi spiego meglio: un amico si è trasferito a Basilea per motivi di lavoro da 3 anni e spesso torna a Milano per qualche giorno. Lui è un appassionato ciclista e a Milano ha macinato chilometri su chilometri usando la bici giorno e notte, con la pioggia e con il sole, sia d’estate che d’inverno.
Al mio invito su un giretto in bici in città il suo rifiuto categorico: “Troppo inquinamento, non riesco a prendere la bici a meno di non usare la mascherina anti smog. Da quando abito in Svizzera mi sono accorto di quanto sia inquinata questa città”.
Ora, mi sono chiesto a quale prezzo un ciclista affronta la sua battaglia giornaliera contro il traffico. Senza contare i bambini e gli anziani, i più esposti. Uno studio recente dell’Università Bicocca ha associato l’inquinamento da PM10 all’aumento di ricoveri per malattie cardiovascolari e respiratorie. Oggi è il 12° giorno di PM alle stelle e per arginare l’emergenza è stato deciso il blocco totale dei veicoli inquinanti (benzina Euro 0, per gli autoveicoli diesel Euro 0, Euro 1, ed Euro 2 non dotati di filtro antiparticolato). Basteranno? Per le domeniche a piedi si deciderà sabato, mentre il Codacons chiede le targhe alterne…
Foto di keepwaddling1, Flickr

Il caso delle centraline che rilevano l’inquinamento a Milano è su tutti i maggiori quotidiani. Secondo le verifiche di qualità condotte dal Joint reserch center, il centro di ricerche della Commissione europea, i sensori dell’Arpa hanno spesso misurato livelli di smog inferiori a quelli registrati dai tecnici europei. Anche Carlo ci ha fatto un post.
I report della Commissione europea sono stati redatti a partire dal novembre 2006, un lavoro frutto di un accordo tra Commissione e Regione Lombardia. Peccato che i risultati sarebbero stati nascosti, poi recuperati grazie alla Battaglia per la trasparenza dell’Associazione Genitori antismog con un accesso agli atti e poi un ricorso al Tar.
Proprio qui sta il punto, soldi spesi per una ricerca e mai divulgati, se non grazie al caparbio lavoro di un’associazione.

Dopo la beffa della giornata senza auto che avrebbe dovuto interessare tutto il Nord Italia e che invece ha visto sfrecciare nel centro di Milano le 10000 auto della Settimana della Moda e creare code in tangenziale per l’uscita dalla città prima delle 10 di mattina e in rientro dopo le 18, ecco una nuova tegola che cade dal cielo (è letteralmente il caso di dire) questa volta dall’Unione Europea.
Sotto accusa questa volta ci sono i dati forniti dalle centraline di rilevamento dell’Arpa, l’agenzia della Regione che si occupa di monitorare la qualità dell’atmosfera. Il sospetto che arriva dall’Europa, che ci guarda con un occhio critico visto i pessimi risultati delle strategie anti inquinamento fino a qui messi in atto, è che i dati raccolti e diffusi non sono esatti.
In pratica i rilievi pubblicati dicono che l’aria di Milano fa schifo, quando in realtà sarebbe ancora peggio. Confortante no? Il dubbio è nato in seno alla UE quando all’alba del 31 gennaio del 2007 una centralina mobile della Commissione Europea ha fatto dei «controlli di qualità» sulle stazioni di rilevamento lombarde. I risultati sono drasticamente differenti rispetto a quelli delle centraline dell’Arpa. Ma come può essere successo?
Continua a leggere: Smog a Milano, secondo la UE i dati sono "taroccati"
Ieri, domenica 31 gennaio, il blocco del traffico: voi che avete fatto? Vi siete tappati in casa o avete sfidato una Milano gelida a piedi, con i mezzi, in bici, sui rollerblade, sugli sci da asfalto? Io ho preso i mezzi: affollati più o meno come un giorno settimanale, le corse non mi sono sembrate particolarmente più intense rispetto al solito, una frequenza normale.
Difficile valutare le metro - tempi di attesa nella norma, cinque minuti al massimo - i tram erano un po’ più lenti, avremo aspettato un 14 più o meno per un quarto d’ora. Nulla di strano però, dal versante ATM, se avete avuto qualche problema, i commenti ci sono per quello: un po’ più strane erano tutte le macchine in giro, e va detto che le deroghe erano parecchie. Alcune sacrosante, altre, meno: quella ai medici, ci mancherebbe, fondamentale.
Meno fondamentale quella al Dio Pallone, che ha avuto chiaramente il suo sacrificio: quindi i tifosi di Livorno - Milan erano esentati. Quelli del calcio: perché quelli di altri sport, no: per dire, nessuna deroga per i tifosi dell’Olimpia Milano. Occhio se avete un diesel Euro 4 senza fap o un Euro 5 diesel merci sempre privo di fap: oggi e domani si paga l’ecopass. Riccardo de Corato ha spiegato che si proseguirà finché «per tre giorni consecutivi i livelli di smog risultino inferiori ai 50 microgrammi».
Continua a leggere: Blocco del traffico: da oggi pagano i diesel euro 4 senza fap

Da poco in tutto il territorio della città di Milano è scattato il blocco del traffico, quindi a meno che non siate un medico, un infermiere o un ministro del culto è necessario lasciare l’auto in garage. La domanda sembra retorica, servirà a qualcosa un blocco totale di 8 ore? Vi ricordo che tutte le auto (eccetto quelle a emissioni zero, quindi niente diesel con antiparticolato)
Sabato pomeriggio in centro sembrava che gli automobilisti fossero in giro a fare un po’ di scorta chilometri, visto che oggi il tachimetro rimarrà fermo, un po’ come i fumatori che aspirano l’ultima boccata di sigaretta mettendo proprio mentre salgono sul tram (espirando poi per la gioia di tutti i presenti).
Ma come si vive in una città vuota di traffico e, stranamente, silenziosa? Raccontateci nei commenti la vostra giornata!
Foto | DracoRoboter

E così ieri si è deciso: domenica 31 gennaio 2010, blocco del traffico a Milano. Deroghe solo per i veicoli elettrici, a metano e a gpl, oltre che per i mezzi di emergenza, per i medici, e i ministri di culto (preti, rabbini, imam potranno quindi sgasare felici nella Milano deserta). La decisione, come saprete, arriva dopo uno sforamento sistematico della percentuale limite di polveri sottili nell’aria.
Ventuno giorni - e diciassette consecutivi - dall’inizio dell’anno, erano troppi: e per evitare che arrivino avvisi di garanzia, come già accaduto, i Sindaci o i Governatori della Regione sono indirettamente obbligati ad attuare qualche provvedimento. Sia per evitare conseguenze giudiziarie, sia per dare il contentino ai milanesi con una misura tampone. Da lì, l’idea del blocco del traffico domenicale, una misura che fa coincidere l’opinione di molte persone intelligenti con quella di Matteo Salvini
“Si è scelta l’aspirina per curare una polmonite”, taglia corto il leghista Matteo Salvini. Anche l’opposizione di centrosinistra parla di provvedimenti “tardivi, inefficaci e insufficienti”
Nel forum del Corriere dedicato al blocco, e nel nostro post, si può sondare l’umore di molti milanesi… vediamo che cosa ci dicono.
Continua a leggere: Blocco traffico domenica 31 gennaio: totalmente inutile?

Siamo a quota 17 giorni consecutivi (il ventesimo dall’inizio dell’anno) in cui i livelli di Pm10 e di altri agenti inquinanti sono ben al di sopra dei livelli di allarme e, sebbene il vice sindaco abbia dichiarato che a Napoli e a Torino si sta peggio, la Regione corre ai ripari.
Blocco totale della circolazione dalle 10 alle 18. Ma sarà utile (inutile chiedersi se sufficiente)? La decisione è stata presa congiuntamente dal sindaco Moratti, dal presidente della provincia Podestà e dal presidente della Regione Formigoni.
Dopo il salto vi spieghiamo meglio chi può circolare e come, e se il blocco del traffico di domenica 31 gennaio servirà a qualcosa o meno…
Foto | Flickr
Continua a leggere: Smog - Domenica 31 gennaio blocco totale del traffico

A volte basta fare uno più uno, leggendo il giornale: pag. 2 del Corriere milanese, vedo “Malati di smog, più colpiti i bambini”. E giù con un pezzo che traccia un quadro impietoso dei nostri polmoni: una indagine in quattro ospedali milanesi, il San Carlo, il San Paolo, il Niguarda e il Policlinico, che ci spiega che dei 53514 accessi al pronto soccorso dello scorso anno, la metà, sono per patologie legate alle vie respiratorie. Colpa delle caldaie cattivone? Degli autobus? O forse, in massima parte, delle macchine, del traffico automobilistico.
Poco sotto: “Moratti, Ecopass, si pensa alla sanatoria delle prime multe”. Ora l’uno più uno di cui vi dicevo è quello che ti fa pensare “Ma tu, amministratore locale, non ti fai profondamente schifo, ad avere tirato su l’ecopass, con tutta la fanfara, con tutti i risultati sbandierati e poi smentiti, solo per far cassa, spacciandolo per qualcosa che avrebbe risollevato la qualità dell’aria di Milano, che poi è quella che ci raccontano i quattro maggiori ospedali milanesi?”.
Pare proprio di no, che la semplice somma 1 + 1 di cui sopra, sfugga: non tanto a chi governa Milano, che sa benissimo le proprie mosse e come venderle all’elettorato, ma più che altro, sfugga agli elettori. Pazienza, così e la vita.