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Intervista: Piero Rattazzo, il proprietario del bar Rattazzo

pubblicato da cesare


Ph.: Filippo Ceredi

Da 50 anni con il suo locale, le sue birre da portare via, le sue polpette della “casa” mr. Rattazzo dà da bere e da mangiare ai milanesi. Giovani e meno giovani. In 50 anni, di Milano davanti se ne è viste passare tante così come di giovani che a suo dire “sono tutti uguali, oggi come ieri: bravi ragazzi da soli, cretini in massa”.

Sono andato a intervistarlo perché ero curioso di farmi raccontare da lui la storia di quel “pezzo di storia” che è il suo locale scoprendo che la facciata da burbero è in realtà, appunto, solo una facciata.

Qual è la storia della nascita del locale?

Il Bar l’ho aperto nel ‘61. Il 21 settembre del ‘61. Vendevamo solo vino. Era una modesta vineria. Importavo vino dal mio paese d’origine, Nizza di Monferrato (Asti) dove lavoravo da ragazzo. Con mio padre facevamo il vino, sono rimasto là fino a 17 anni e poi sono venuto a Milano. Era il ‘57 e sono andato a lavorare in un locale che si chiamava la Croita Piemonteisa in Brera. Dopo 4 anni, nel 61 ho rilevato questa vineria che stava in Ticinese. Avevo 21 anni e mi ero appena sposato.

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Lo sciopero dei lavoratori di Mtv: la gallery della manifestazione di oggi a Milano

pubblicato da Trab



Non esagero dicendo che ho conosciuto gente che per lavorare ad Mtv avrebbe venduto la sorella. Per esperienza personale posso dire che i lavoratori della televisione più cool dell’etere erano succubi di un implicito ricatto: “Sei figo e puoi lavorare per noi, nella struttura più divertente della televisione, ma alle nostre condizioni. Non ti conviene protestare, dietro c’è la fila…”. In tal senso vi consiglio l’intervista di un lavoratore di Mtv sul blog 7yearswinter, ovviamente anonima.

Poi scopri che le cose sono destinate ineluttabilmente a cambiare forma e sostanza. Se prima sciopero e Mtv erano due parole che stridevano insieme come la carne e il pesce, oggi scopri che i due mondi si incontrano: oggi c’è stato il primo sciopero dei lavoratori precari di Mtv, contro la decisione dell’azienda di lasciare a casa più di 100 lavoratori precari. Spiegano i dipendenti (che hanno creato anche un blog Mtv is not so cool, da cui è tratta la gallery dello sciopero):

Lo slogan che Mtv usa per conquistarsi i giovani spingendoli a impegnarsi su tematiche sociali, tra cui il precariato, recita così: “Tocca a noi. Le cose non vanno cambiamole ora”. Uno slogan che oggi suona paradossale e ipocrita ai 103 giovani lavoratori che hanno fino a 8 anni di precariato alle spalle e che oggi restano a casa. Quello che davvero tocca a noi secondo Mtv è la disoccupazione.

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Fermata ferroviaria di Rho soppressa: la rivolta è su Facebook

pubblicato da giulio


Avrete probabilmente sentito che dallo scorso 14 giugno Trenitalia ha deciso di sopprimere la fermata alla stazione di Rho dei treni interregionali della linea Milano Torino, per spostarla presso la nuova stazione di Rho Fiera. Com’era prevedibile, pendolari e residenti sono già sul piede di guerra, e hanno fondato un gruppo su Facebook per coordinare la loro protesta.

Le ragioni? Come risultato dell’innovazione verranno soppressi circa 30 treni di passaggio nella cittadina dell’hinterland milanese, e questo probabilmente porterà a un’ulteriore affollamento del Passante. Inoltre, la fermata di Rho Fiera pare essere molto poco accessibile. Abbiamo intervistato l’animatore del gruppo sulle motivazioni della loro protesta (foto e manifesti in gallery).

Perché secondo voi Trenitalia ha preso questa decisione?

“Sembra che la decisione di sopprimere la fermata di Rho dipenda dalla considerazione che la nuova fermata di Fiera dia accesso alla linea 1 della metropolitana e che fosse incompatibile la presenza di entrambe le fermate in quanto si creerebbero dei tempi di percorrenza troppo lunghi e ritardi. In particolare si accumulerebbe ritardo a Rho perché la banchina sarebbe troppo stretta”

Foto e manifesti della protesta dei pendolari di Rho
Foto e manifesti della protesta dei pendolari di RhoFoto e manifesti della protesta dei pendolari di RhoFoto e manifesti della protesta dei pendolari di RhoFoto e manifesti della protesta dei pendolari di Rho

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Arte di strada - I pinguini di Pao dalla strada alla galleria

pubblicato da carloprevosti

I pinguini di Pao, in origine dei grigi “panettoni” usati per delimitare le aree di parcheggio, sono stati a lungo delle macchie di colore che hanno regalavano un po’ di brio nel mezzo dei luoghi del traffico milanese.

Ultimamente sono spariti, alcuni sostituiti dalle più eleganti parigine in metallo, altri semplicemente sono rimasti ma hanno perso il trucco per via degli agenti atmosferici. Ma Pao che fine ha fatto? Dalla strada alla galleria d’arte, il passo non è così lungo. In un intervista Pao ci spiega come è nato e come si è evoluto il suo progetto artistico.

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La chiesa uccide con l'onda - Videointervista a CT

pubblicato da carloprevosti

Carlo Torrighelli, in arte CT, il guru milanese di Parco Sempione che predicava contro l’operato della religione è tornato alla ribalta grazie al remix dei suoi slogan realizzato da Vittorio Merlo. La chiesa uccide con l’onda è infatti diventata una sorta di cult della rete.

Un clamore che oggi ha ricordato a Flavia Alman che nel lontano 1973 aveva realizzato come operatrice video una bella intervista a CT che è stata resa disponibile in rete. Nove minuti in cui Torrighelli racconta le sue lotte contro le onde invisibili, una piccola perla di memoria milanese.

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All Music chiude? Monta la protesta dei 29 licenziati dagli studi milanesi

pubblicato da Trab

Sembra ormai chiaro il futuro di All Music: ricollocamento, riposizionamento e esternalizzazione. In sunto questo il futuro dell’emittente musicale del Gruppo Espresso, che con un comunicato ha fatto sapere che a causa di tutto ciò ci sono “i risultati negativi registrati negli ultimi anni”. Il primo passo sarà la chiusura degli studi di produzione milanesi con il licenziamento di 29 tecnici.

E’ di pochi anni fa l’investimento milionario, in termini di tecnologie e macchinari vari, negli studi. Probabilmente quel passo è stato un errore strategico fondamentale, errore che noi lavoratori non dobbiamo pagare. Sono altrui le incapacità ma come sempre in questi casi il lavoratore dipendente, visto come semplice parte del sistema produttivo, ne pagherà le conseguenze. I contenuti del canale televisivo, sino ad oggi forniti da All Music, verranno acquistati esternamente alla società, ulteriore scelta strategica! Al posto di utilizzare totalmente le risorse interne si licenzia, si preferisce sopprimere la forza lavoro produttiva del canale ed esternalizzare

E’ quanto viene affermato dai lavoratori che in questi giorni sono impegnati a far conoscere la loro storia, una lunga battaglia che potete seguire sul sito Fallmusic.tk, creato ad hoc con un’aggiornata rassegna stampa. Sopra l’amaro video realizzato dai montatori e tecnici dell’emittente. Giorni fa un servizio sul Tg3, poi un’ intervista di Radio Popolare.

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L'intervista a Paolo Grugni, scrittore milanese tornato in libreria con il romanzo animalista `Aiutami`, prima parte

pubblicato da Trab



Il percorso narrativo di Paolo è nato con “Let it Be”, un poliziesco pubblicato per Mondadori e ristampato recentemente da Alcran edizioni. Dopo la pubblicazione del successivo “Mondoserpente”, arriva “Aiutami”.

Milano sullo sfondo, una città che non lascia spazio alla speranza, mai. Nel nuovo romanzo però non c’è un assassino, non uno almeno, ma molteplici carnefici: noi tutti, nei confronti degli animali, vittime inconsapevoli della civiltà. “Aiutami”, (Barbera edizioni), 123 pagine da leggere tutto di un fiato: incalzante e pregno di messaggi importanti, in cui la fiction narrativa si intreccia in un rapimento ad opera di 5 animalisti nei confronti di un cacciatore assessore, reo di non avere rispetto per gli animali. Cinque ragazzi che decidono di fare un atto dimostrativo, passare “all’azione” dato che “si parla al vento, la parola non crea forme. E visto che la parola non può dare forma alla ragione, l’azione è l’unica cosa possibile per non rimanere deformi”.

Il libro è dunque un invito ad una maggiore consapevolezza, un urlo in una valle di lacrime, eco al quale qualcuno ha risposto, dato che il Nobel Pachauri, presidente Commissione Onu per clima, ha suggerito recentemente che mangiare meno carne equivarrebbe a salvare il pianeta. Come promesso di seguito l’intervista a Paolo. Buona lettura.

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Degrado in Galleria Vittorio Emanuele: la parola a un residente

pubblicato da Gabriele Ferraresi

duomo flickr

Per vie traverse, conosco da anni uno dei fortunati - insomma, mica tanto fortunati - che abitano nelle case di via Pellico. Dov’è? In Duomo. A fianco di un hotel a sette stelle. Lì ci sono delle case popolari, ai quali inquilini, lui compreso, è stato dato lo sfratto. In questi giorni poi, dalle pagine del Corriere è esplosa questa polemica, sulla Galleria Vittorio Emanuele, il salotto buono di Milano che sembra Beirut - testuale: andate su questo link al quotidiano di via Solferino - e ho pensato che sarebbe stato carino chiedergli come vede la situazione. Grazie all’atteggiamento benevolo del Comune, ha preferito raccontarci il tutto in forma anonima.

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Intervista ad Alberto Sarullo di Pisteciclabili.com

pubblicato da Proust

Vi propongo oggi un’intervista ad un ragazzo che ha fatto una cosa straordinaria partendo da niente, ha creato un sito (PisteCiclabili.com) per mappare tutti i percorsi per le due ruote esistenti in Italia, vive a Milano e ama la bicicletta, a questo probabilmente (tristemente forse) si deve la prima ispirazione per quest’idea.

Ciao Alberto, raccontaci un po’ chi sei e come ti è venuta questa idea del sito sulle piste ciclabili.

Studio all’università, e un anno e mezzo fa mi sono reso conto di come in Italia non esistesse ancora un sito dedicato alle piste ciclabili di taglio nazionale; esistevano molti siti locali, ma affrontavano il problema da un punto di vista territorialmente limitato. Così, un po’ per gioco e un po’ per sfida, mi sono detto: perchè non provare a realizzare il sito che vorrei? ..e mi sono messo a realizzarlo. L’idea di base era che i visitatori del sito potessero segnalare direttamente nuovi itinerari disegnandoli su una cartina; il sito doveva essere estremamente semplice ed essenziale nel suo aspetto. Il piano era ambizioso, ma con il tempo si è rivelato una buona idea, perchè ogni giorno i chilometri segnalati aumentano.

Non pensavo neanche esistessero in Italia 5000km di itinerari, vivendo a Milano, la percezione non è quella di un paese che punta sulle piste ciclabili: c’è sempre il raffronto con gli altri paesi d’Europa, che sono avantissimo, etc..

Ti dirò: forse è stato proprio il fatto che io viva a Milano, che ha contribuito a far nascere PisteCiclabili.com. Ho vissuto in modo negativo la ciclabilità milanese, e quando qualche anno fa mi hanno detto che c’era una ciclabile che da Milano permetteva di raggiungere Lecco, non ci credevo. Poi l’ho fatta, ed era vera. E’ probabile che la mancanza di informazioni su quell’itinerario, mi abbia inconsapevolmente spinto a creare il sito che oggi è PisteCiclabili.com

Come livello di accessi hai avuto un buon riscontro, o sei sempre relegato in 15a pagina di google? Perchè poi una cosa che conta per vivere su internet è quella.

E’ fondamentale, e specialmente l’aiuto che mi hanno dato i blogger italiani e le associazioni di cicloturisti, mi hanno fatto salire ai primi posti cercando “piste ciclabili”. Questo ha dato il via al circolo virtuoso che alimenta il sito, ed attualmente ho un migliaio di visitatori unici al giorno, che variano -direi- in base al tempo atmoferico.

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Corsi di cucina a Milano: intervista a Lula Pedroni

pubblicato da lorena

Lula Pedroni di Mangiando Imparando
Sempre a caccia di novità che possano dare ai nostri lettori qualche spunto per trascorrere una serata diversa dal solito, oggi abbiamo intervistato presso la sua sede Lula Pedroni fondatrice della Scuola di cucina “Mangiando e Imparando” di Milano

Ciao Lula, quali sono le peculiarità della tua Scuola?
Sono quelle di usare durante i corsi una cucina famigliare con normalissime attrezzature come quelle che tutti noi abbiamo in casa per poter ripetere senza difficoltà quello che si impara durante la lezione. Inoltre ogni corso è sempre seguito dalla degustazione di ciò che si è preparato con lo Chef insegnante.

Quali sono le tue esperienze precedenti che ti hanno portato a fondare questa scuola?
La mia prima passione è stata il teatro per il quale ho vissuto in prima persona la fondazione nel 1978 del Teatro Portaromana. Successivamente sono stata una cesarina di HomeFood una Onlus che si occupa recuperare e promuovere il patrimonio cucinario italiano; in questo periodo ho riproposto alcune ricette lombarde fino al prezioso riconoscimento nel 2006 sulla rivista americana Gourmet.
Finalmente quindi ho coniugato con la Scuola di cucina concetti comuni a questi due mondi: la trasformazione da elementi di base che insieme creano qualcosa di nuovo e le emozioni che in entrambi questi ambiti costituiscono il filo conduttore dall’inizio alla fine del percorso, sia una pièce o una ricetta.

Quale è stato finora il momento che ti ha dato maggiori emozioni?
Sicuramente la soddisfazione che vedo negli occhi degli allievi che mi arricchiscono con i loro consigli e richieste rendendo la Scuola una realtà in continua evoluzione.

Quali sono i corsi più di “moda” in questo periodo?
“Putroppo” il corso di Cucina Giapponese. Ritengo infatti che l’approccio a questa cultura orientale sia approssimativo a causa del mercato inflazionato. E’ un piacere aiutare la gente a scoprire come questa cultura non sia fatta solo di sushi e sashimi ma che questi siano solo l’inizio di una filosofia molto più complessa.

Cosa consigli a chi vuole fare un corso di cucina a Milano?
Sicuramente di rivolgere l’attenzione verso proposte che risolvano la frenesia della vita quotidiana conciliando però l’esigenza di qualità e tradizione. Per esempio la nostra Scuola ha rivalutato il forno a micro-onde poiché, da semplice attrezzo per scaldare presente in tutte le case, può essere considerato come strumento di preparazione di piatti eccellenti ma semplici da realizzare.

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