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Tutti gli articoli con tag intervista

Un anno di cura chiamata Sgarbi per Milano

pubblicato da Goldmund100

Inizio giustificando la foto scelta, non era mia intenzione sminuire o giudicare negativamente nè la persona nè le capacità di Vittorio Sgarbi. Ho scelto questa sua rappresentazione mostrata al Pac durante la Street Art Exhibit, per sottolineare quanto il personaggio Sgarbi spesso superi l’assessore e la persona.

42 post del nostro blog in cui appare il suo nome, più di 230 risultati di google se cercate all’interno del nostro sito la parola sgarbi. E’ indubbio che l’assessore in questo primo anno a Palazzo Marino qualcosa abbia fatto e che, noi per primi, abbiamo fatto da cassa di risonanza al suo operato, criticandolo o condividendo di volta in volta le sue decisioni.

Approfittiamo dell’occasione dataci da un’intervista rilasciata dal critico d’arte al Giornale per fare il punto sulle sue scelte per rilanciare la cultura a Milano, per chiedervi cosa pensate dell’operato di questa personalità, limitatamente all’ultimo anno come assessore del comune di Milano.

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"Milano is burning", frangette in libertà

pubblicato da margot

occhiali grossiVi ricordate il tormentone di “Milano is Burning“? Frangetta a Milano? Mentre il deboscio ha richiesto esplicitamente di rimuovere il link all’mp3 e non essendo più nemmeno possibile vedere il “video” su Youtube, l’unica versione che circola è quella registrata da RadioDj, ma non rende abbastanza bene l’idea. Aspettando che venga rimesso online qualcosa di decente (amici del deboscio, quale pubblicità migliore del passaparola?! ma ve lo devo dire io?!), ho scovato sul blog ‘nonsischerzapiu’ una divertente intervista all’ideatore del pezzo…

una delle frasi che ho trovato più vere della canzone è “me ne andrò da Milano”. Perchè è un obbligo morale così diffuso provare disgusto per quella che in fin dei conti è la capitale industriale italiana? Anche l’unico posto nel nostro paese dove vedere-fare-produrre un certo tipo di cultura

perché non c’è niente a milano. anche un bambino potrebbe capirlo. questa frase è diventata un luogo comune, uno snobismo di massa.

si parla della mostra sulla street art, in verità apprezzarla vuol dire dimostrare di essere un po’ passè, siamo ancora ai graffiti?

beh insomma, il panorama è molto asfittico, a voler fare le cose fatte bene si potevano invitare ben altri personaggi, fare una mostra del genere al pac sarebbe come fare una mostra di dipinti a olio dei navigli, quelli che vendono in via bagutta, e spacciarla come avanguardia

perchè la frangetta ha problemi con il cazzo? perchè questo rifiuto della sessualità? credi che poi a fine sia la tipa che prima dice no e poi fa le cose zozze in macchina?

ah dovresti chiederlo a loro. ah no le cose zozze le fa quando è “innamorata”. la frangetta deve avere una giustificazione per fare qualsiasi cosa

Trovate l’intervista completa nel post “Gomito a gomito con la Frangetta” di nonsischerzapiù.

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Antonio e Milano come punto di partenza per lunghi viaggi

pubblicato da Goldmund100

Piazza Mercanti MilanoE’ difficile descrivere Antonio (mondriankilroy), trovare una categoria dove racchiuderlo: studente, webmaster, fotografo.

Più che altro Antonio è un viaggiatore, un osservatore, un appassionato. Gli chiedo, come è nata la sua passione per la fotografia.

Erano i giorni di carnevale, Milano era estremamente colorata e piena di bambini, così le mie prime foto sono in piazza Duomo mentre i bimbi festeggiano allegri, e alla Loggia dei Mercanti, dove liceali sfaccendati si attardano sui gradini ciarlando delle cose più varie. I rullini sono in bianco e nero, e le foto che vedo, mi piacciono.

Quanti spunti puoi trovare in una città come Milano?
Dopo il primo rullino ho trovato un gruppo di amici con i quali condividere questa passione, passo intere giornate da solo in giro per la Città a fotografare angoli e persone, totalizzando in fretta circa 4000 fotogrammi. Come vuole la regola empirica, le 300 foto meno peggio che ne escono fuori diventano oggetto di un mio studio approfondito: dove ho sbagliato? Come migliorare? In questo senso la compagnia di questi amici diventa preziosissima: on-line e off-line ci scambiamo le opinioni e i pareri più cattivi e disgraziati, senza peli sulla lingua: che è poi l’unico modo di imparare, avere un pubblico e cercare di soddisfarlo, se è vero che la fotografia è un arte e l’arte è linguaggio.

Il futuro cosa nasconde?
Sono passato da poco al digitale e non ci capisco più niente. Devo prendere decisamente la mano con questo nuovo strumento, e presto. Il tempo però è meno, e quello che c’è lo sfrutto viaggiando, con sempre uno strumento fotografico (telefonino o macchina fotografica che sia). Ho in mente da tempo un progetto con la Polaroid e un moblog personale, che però stentano a decollare per mancanza di idee, forse perché sto seguendo altri progetti (www.etz.it, una comunità virtuale che ha in archivio circa 30mila immagini totali che deve a lui i natali N.d.R.), forse perché sto finendo l’università o forse perché passo troppo tempo a fotografare.

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Sarmax: Milano fra simboli e colori "letta" con occhi romani

pubblicato da Goldmund100

  • Quale è il tuo rapporto con Milano? Sfogliando il tuo porfolio si rimane affascinati dal numero degli aspetti della nostra città che ti interessano e che hai voluto catturare. Milano sembra quasi una città interessante.
    Il mio rapporto con Milano? Io sono di Roma e quindi sono stato “adottato” da Milano da quando arrivai qui, per lavoro, nel 1990. Forse anche per questo il mio sguardo può sembrare “diverso”, perché è (o perlomeno era) una visione da “straniero”. Devo ammettere che ormai questa città la conosco molto bene e sta diventando sempre più difficile, anche per me, trovare qualcosa di “interessante”, ma non è impossibile.
  • Proponi dei punti di vista insoliti, i dettagli la fanno da padrone. Il simbolismo nella tua photogallery ha una predominanza. Usi degli oggetti semplici, per raccontare delle storie, dei luoghi non luoghi (che potremmo trovare ovunque) in cui il milanese è immerso ogni giorno ma che spesso non nota, perché troppo >indaffarato a “vivere” o a “non vivere”.
    Tu che sei un fotografo, forse potresti dircelo, quanto tempo si dovrebbe “perdere” ad osservare una finestra, prima di dire di averla davvero “vista”?

    Amo i dettagli, i particolari, e questo penso si veda nelle mie foto. Ho una mia “filosofia” fotografica che consiste nel cercare di rendere “interessanti” cose (siano esse oggetti, luoghi, ecc.) che solitamente non lo sono, o non vengono percepite come tali. Fare questo, secondo me, non è una questione di “tempo”, quanto di attenzione: per attirare lo sguardo su qualcosa di interessante basta un attimo. Poi va da sé che per poter dire di aver “visto” una cosa, nel senso che gli dai tu, potrebbe non bastare anche tutto il tempo del mondo, spesso quello che ci è vicino non viene neanche notato, proprio perchè l’abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. Ecco, io provo a fare proprio questo.
  • Forse anche per le scelte stilistiche di cui abbiamo parlato prima, le tue fotografie di milano sono impopolate. Una delle zone con la densità più alta del pianeta la vedi così deserta o ci sono altri motivi per questa tua scelta?
    So di attirarmi molte critiche dicendo questo (ma ci sono abituato, e comunque è uno dei motivi
    per il quale discuto più spesso con altri fotografi :-))), ma trovo che sia troppo “facile” rendere interessante una qualsivoglia situazione inserendo al suo interno dell’”umanità”, e quindi forse anche per questo prediligo situazioni in cui l’elemento umano sia assente o quasi. Ci tengo a precisare comunque che fotografo anche persone (ho anche un set dedicato nella mia pagina: “we’re human after all”), non vorrei essere preso per un “alieno” :-)
  • Concludendo, possiamo dire che Milano è davvero una città “a colori”?
    Sì, la foto che ho scelto per presentarmi ai lettori ha proprio il compito di testimoniare che, persino agli occhi di un romano, Milano è una città colorata.

Clicca sul suo nick per vedere la gallery di Sarmax riguardante Milano

Matteo Masserani e le sue personalità urbane

pubblicato da Goldmund100

Matteo Masserani è un giovane designer della comunicazione con il pallino per la fotografia con particolare attenzione per i ritratti ed i paesaggi urbani. Si è avvicinato da poco alla fotografia fetish e gothic che gli da’ nuovi soggetti particolari da fotografare, ha in testa numerosi progetti fotografici su Milano e sono convinto vada la pena seguire il suo lavoro.


Gli ho fatto alcune domande per capire meglio le sue foto ed il suo rapporto con Milano:

  • Sfogliando la tua gallery, si nota la tua capacità nei ritratti, Milano è un buon fotomodello?
    Milano è un ottimo fotomodello, purtroppo non ho potuto sfruttarlo ancora nei migliori dei modi perchè mi sono focalizzato soprattutto sui ritratti, sono numerosi gli scorci e i particolari che si possono cogliere in ogni momento del giorno e della notte, adatti per i diversi stili fotografici, c’è veramente da sbizzarrirsi. Le ultime foto scattate sono appunto quelle della serie Urban Cityscapes, questa serie è aperta, sto ancora lavorando per completarla con altri scatti di questo tipo.
  • Se Milano fosse una persona, quali sarebbero il suo più grande fascino da esaltare ed il suo più grande difetto da nascondere?
    Dipende dai punti di vista, di solito anche il più pronunciato difetto mi attrae.
  • Milano è più una fumosa città post industriale, come nella tua foto (Urban Cityscapes ) o una moderna e culturale metropoli come nella foto (Milano Brera)?
    Adoro rappresentare le cose come in realtà non lo sono, è proporio quello che accade in Urban Cityscapes. Milano è tutto, dipende da cosa voglio vedere, dipende dal mio stato d’animo in quel preciso momento. Prima si parlava di difetti, per molti il grigio e la foschia tipica di alcune giornate milanesi possono sembrare un difetto, per me sono è un grande spunto dal quale partire per realizzare una nuova session fotografica.
  • E per finire regalaci un tuo segreto, dove batte il cuore di Milano? Dove incontri il tuo mondo?
    Il battito lo sento nei particolari, nei luoghi “disabitati”, posti dismessi, periferie, ovunque si riesca a percepire l’”usura” (quello che ti dicevo prima)
    Spesso, in questi luoghi, adoro inserire peronaggi inconsueti (come nella serie MainActor).
    Il mio mondo è costruito di volta in volta, non ho uno schema prefissato, scelgo i soggetti in base al luogo che voglio riprendere.

Mi ha confessato che il tempo che dedica alla fotografia non è mai abbastanza ma che farà di tutto per alimentare questa sua passione, se avete intenzione di tenere sotto osservazione il progredire della sua ricerca fotografica sulla nostra città, seguitelo qui.

Gianluca Colombi e la fotografia delle architetture milanesi

pubblicato da Goldmund100

Bicocca ColombiGianluca Colombi è un grafico milanese con il pallino per la fotografia architetturale, perché è nella ricerca di linee e geometrie, ci ha confessato, che dei semplici elementi possono creare fattori di angoscia con spunti e riflessioni sulla realtà milanese.

Gli ho fatto alcune domande per capire meglio le sue foto ed il suo rapporto con Milano:

  • Sfogliando la tua galleria, si nota il tuo amore per le architetture, specialmente quelle moderne, per gli esterni milanesi. Oltre alla Bicocca, della quale presenti delle splendide foto, quali luoghi milanesi stimolano maggiormente la tua creatività?
    Ho intenzione di fare un servizio nei centri sociali occupati di Milano, non un servizio alle persone che incontrerò, ma bensì agli spazi che occupano cercando di trovare il momento giusto per ritrarre luoghi che hanno molte cose da raccontare.
  • Milano è una città estremamente varia, basta camminare per poche centinaia di metri ed il panorama cambia radicalmente. Questo fattore è un vantaggio o complica il tuo lavoro, obbligandoti a scegliere solo fra pochi ambienti?
    Fotografare la città quando dorme o quando si è appena svegliata, regala sempre in qualsiasi luogo spunti per trovare del bello e per raccontare una realtà diversa da quella percepita attraverso i fotogrammi frenetici della nostra vita.
  • Spesso sfogliando le tue foto, si ha la sensazione di una freddezza e di una perfezione quasi artificiosa da città nord-europea. Quali sono le scelte che operi per rendere un effetto tale?
    Utilizzo la camera oscura digitale con tutti gli strumenti che mi mette a disposizione, cerco sempre di eseguire uno scatto preciso per esposizione e inquadratura. Direi maniacale. Poi cerco di trovare simmetrie e i colori giusti per rendere una sensazione.Le geometrie perfette dei palazzi e la Bicocca deserta… un sabato mattina… aiutano a creare una situazione surreale.
    La freddezza delle immagini esce e traspare dalla troppa precisione delle forme e dei colori che tendono a illudere l’occhio e la mente umana restituendoci un’emozione magari lontana da qualcosa che va oltre la plasticità delle forme.
  • Se magicamente potessi sceglierlo, su che scorcio (milanese) vorresti affacciasse la finestra di camera tua?
    Nella milano di oggi sicuramente i navigli oppure altre vie del centro, tipo la via che porta alle colonne di San Lorenzo. Penso però che Milano nei prossimi anni vedrà sicuramente la realizzazione di altre opere architettoniche proiettate nel futuro per design materiali ecc… se così fosse vorrei essere li, sempre alla ricerca

Qui trovi una sua galleria dedicata alla città di milano… Qui una sua galleria pubblica.

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Scleranthus e la Milano che osserva

pubblicato da Goldmund100

City Sound II by ScleranthusSe le chiedete qualcosa di lei, vi risponderà che si descrive come descrive Milano: è fredda e grigia, per chi non la conosce, ma nasconde un fondo di pazzia, e trova che le cose davvero belle non siano mai quelle che si mettono in mostra, ma quelle che si riconoscono al terzo, al quarto sguardo.

Le ho fatto alcune domande per capire meglio le sue foto:

  • Hai scelto il bianco e nero per le tue foto di Milano, c’entra qualcosa con il tuo modo di vedere la città?
    Ho scelto il bianco e nero perchè l’assenza di colore per me suggerisce silenzio. Milano è una città che osserva, e parla poco. Almeno fichè non la conosci meglio.
  • Un angolo di Milano da riscoprire dal punto di vista fotografico?
    amo moltissimo i vicoli del centro: via di santa marta, via di san maurilio, eccetera. Ma anche la zona di porta garibaldi mi affascina moltissimo.
  • Milano è più bella di giorno o di notte?
    Milano è diffidente e coraggiosa di giorno, gentile e pazza di notte. A me piace sempre.
  • Giochi di luci e di scie, la Tua Milano è in continuo movimento?
    Milano è una città dalla vita sfrenetica, ma se hai la capacità di astrarti, di congelarne i singoli immobili attimi, riesci a coglierne la bellezza nascosta, e l’eleganza.

Per i più curiosi, qui trovate la galleria pubblica di Scleranthus

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