
Rugby: buona Italia ma a San Siro vincono gli All Blacks, 6 a 20. Cinque calci piazzati e una meta per la Nuova Zelanda contro le due realizzazioni di Gower per l’Italia che per i primi quattro minuti fanno quasi sognare San Siro. Lo stadio praticamente esaurito (qualche vuoto nel primo anello arancio c’era), pubblico di tutti i tipi – tra facce di chi al Meazza praticamente ci vive a chi, si vedeva, non era mai stato a San Siro – anche rispettoso delle regole non scritte del rugby: l’avversario non si fischia e si rispettano le decisioni dell’arbitro.
Beh, ecco, non sempre. Magari il signor Dickinson ha sentito gli 80.000 fischi del Meazza per non aver assegnato una meta tecnica all’Italia doverosa quando negli ultimi dieci minuti ci siamo piazzati a cinque metri dalla linea di realizzazione e gli All Blacks continuavano a interrompere il gioco.
Tanto pubblico dunque, molti lombardi ma accenti di tutte le regioni, dalla Toscana al Lazio passando per il Veneto, e molti stranieri; all’ingresso c’era chi ironizzava in inglese sulle “Italian lines”, il nostro modo “ordinato” di fare le file. Per il resto più di ottanta minuti di buon rugby con l’unico rammarico di non aver fatto almeno una meta. Lo spettacolo c’è stato tutto!

Terzo e secondo anello già pieni, l’incontro di rugby Italia vs. Nuova Zelanda si avvia a diventare uno degli eventi più attesi dell’inverno meneghino; mancano ancora i numeri dei grandi concerti ma sembra che il 14 novembre già 45.000 tifosi circa abbiano acquistato, con ben tre mesi e mezzo d’anticipo, il biglietto per assistere alla partita. Ottimo risultato per quello che chiamano uno “sport minore”.
Se il primo anello – ticket tra i 100 e gli 85€ – al momento disertato dagli appassionati per ovvie ragioni di prezzo, si riempirà, ci saranno più o meno 60.000 supporter a incitare la nostra nazionale. Rispetto ai 25.000 scarsi dello stadio Flaminio che si sgolano durante il torneo delle Sei Nazioni a favore o contro l’Italia il salto è grande. Certo, il resto dovranno farlo i XV in campo contro gli All Blacks.
Complicato spiegare a chi di rugby non interessa nulla quanto siano importanti questi numeri – per dire, il 15 novembre 2008 al Croke Park di Dublino erano in 80.000, altro che Milano, a tifare contro la Nuova Zelanda, e l’Irlanda perse 3 a 22. Se in Irlanda però due irlandesi ogni cento giocano a rugby c’è appena un rugbista ogni mille italiani. Capite come i 45.000 di San Siro siano una bella novità per il movimento.
Vi interessava l’incontro ma avete atteso troppo e ora non spenderete 100€ per vedere giocare i fratelli Bergamasco e Sergio Parisse? Siete tra i fortunati che hanno già il biglietto in tasca e si disperano che la candidatura italiana per ospitare la Rugby World Cup 2015 sia sfumata appena due giorni fa? Quello che è certo è che non capita tutti i giorni di fronteggiare una vera haka a Milano! Ci vediamo là?

E’ stato pubblicato in questi giorni il Rapporto 2008 sulla qualità della vita di ItaliaOggi, e le notizie per la provincia di Milano non sono affatto buone. Nel quadro di un calo generale dell’Italia tutta, e del Nord Ovest in particolare, si segnala infatti la perdita di posizioni di Milano che viene superata dalla rivale Roma.
Se si osserva infatti la classifica, guidata da Siena, si nota che la nostra città passa dal 29° posto del 2007 al 31°, mentre la capitale ha una salita vertiginosa, dal 58° al 29° del 2008. Entrambe le province si trovano comunque entro la soglia di accettabilità, diversamente da altre grandi città italiane come Torino (qualità della vita scarsa) e Napoli (addirittura insufficiente).
Negli ultimi tempi Milano è stata proclamata, nell’ordine, città più cara della zona euro, città in declino dal punto di vista imprenditoriale e addirittura metropoli poco globale, ancora una volta classificandosi peggio di Roma. Forse qualcuno nei famosi palazzi del potere del centro dovrebbe abbandonare un po’ di spocchia nordista e cominciare a preoccuparsi. O, ancora meglio, a rimboccarsi le maniche.
Foto: [auro], Flickr.
Molti di voi ricorderanno il recente caso dei gruppi razzisti italiani su Facebook, per la cancellazione dei quali si era mosso addirittura il Parlamento Europeo. Ne avevano parlato, tra gli altri, i colleghi di Polisblog.
In quel caso il gruppo etnico oggetto di offese e propositi più o meno bellicosi erano i Rom: noi di 02blog però, girovagando tra le pieghe del social network di Mark Zuckerberg, siamo incappati in un gruppo milanese DOC che si scaglia contro la comunità orientale di Via Paolo Sarpi, intitolato, non senza una certa ambizione, “Aboliamo e sopprimiamo tutti i cinesi presenti in Italia!!!”
Per farsi un’idea della moderazione di questo gruppo - del tutto spontaneo - basta leggere qualche riga della presentazione scritta dai fondatori:
Per tutti quelli che non ne possono + di queste “bande” di cinesi bastardi che ci occupano le strade, che ci rubano le vie della grande Milano, che ci fanno ammalare e ci uccidono con i loro prodotti asportati dal loro stato (..), che ci fanno mangiare nei loro ristoranti prodotti andati a male e toccati dalle loro mani luride (..). Tiriamo su le maniche e rechiamoci tutti insieme in Paolo Sarpi a dare fuoco a tutto ciò che hanno costruito con i NOSTRI soldi!!!! GUERRA AI CINESIIII!!!!
Continua a leggere: Cinesi di Paolo Sarpi: su Facebook c'è chi vuole "sopprimerli"

C’è una strana perversione nella stampa italiana: quella di riferirsi con il termine francese clochard a quelli che, nel quotidiano, molti chiamerebbero magari semplicemente “barboni“. Peccato che in Francia clochard assuma lo stesso identico significato peggiorativo di “barbone”. Sui giornali francesi si parla infatti di SDF, sans domicile fixe, corrispondente all’incirca al nostro “senzatetto“. E i francesi in quanto a senzatetto hanno sicuramente più esperienza di noi, come potete constatare da queste foto.
Tuttavia anche nel nostro paese il fenomeno esiste, e Milano sembra esserne addiritura la capitale. Secondo un recente reportage di Repubblica infatti, che fa però riferimento a un’indagine del 2000, i senzatetto che frequentano la nostra città sarebbero addirittura 5000. Quasi il doppio rispetto ai 3000 di Roma, seguita a grande distanza da Bologna (600) e Napoli (200).
Con la crisi economica che incombe, c’è da scommettere che aumenteranno: già qualche tempo fa alcune indagini segnalavano ad esempio nei dormitori cittadini un 70% di padri separati, schiacciati da alimenti e spese legali. Un segnale tra gli altri di come la composizione dei senza dimora si stia profondamente trasformando.
Foto: jamesfischer, Flickr.
Milano ha sempre sostenuto di essere bene o male la metropoli più aperta ed internazionale del paese, facendone spesso un motivo di distinzione rispetto alla rivale Roma: “Milano vicina all’Europa”, come cantava un Lucio Dalla d’annata, che potete riascoltarvi nel video qui sopra
La rivista statunitense Foreign Policy ha recentemente pubblicato il “Global Cities Index 2008″, che classifica 60 città mondiali in base al loro grado di “globalità”: ebbene, farà probabilmente dispiacere a molti scoprire che Milano viene sopravanzata dalla rivale Roma di ben 9 posizioni. Se infatti la città eterna si colloca trentesima, tra Boston e San Paolo, la capitale del Nord Italia raggiunge solo la posizione n°39, stretta tra le ben meno prestigiose Il Cairo e Kuala Lumpur.
Andando a vedere nel dettaglio i dati, si scopre che Milano sopravanza Roma solo per quanto riguarda gli affari, mentre resta indietro per tutti gli altri ambiti considerati: attrazione di capitale umano, scambio di informazioni, livello delle attrazioni culturali di respiro internazionale e (ma questo era prevedibile) livello di influenza politica. Non è la prima volta che questo genere di classifiche bastonano Milano, che quest’anno è già stata proclamata “città più cara della zona euro” e “metropoli in declino” da un campione di grandi imprenditori europei.
Cosa ne pensate, queste statistiche colgono nel segno? Oppure, come dicono i vecchi nei bar, “Milan l’è un gran Milan”, sempre e comunque?

“La Stampa” di ieri riporta che il prossimo 1° dicembre partiranno a Torino i lavori per il discusso grattacielo Sanpaolo progettato da Renzo Piano, alto 166,26 metri, il cui completamento è previsto per il 2011. Ma cosa c’entra tutto questo con Milano?
C’entra eccome, perchè Torino rischia così di sottrarre (anche se temporaneamente) al capoluogo lombardo il primato di città con l’edificio più alto della penisola, detenuto da circa 40 anni grazie al celeberrimo Pirellone. Facciamo un paio di calcoli: per il prossimo aprile è prevista l’apertura della Nuova Sede della Regione Lombardia (”solo” 161m), che diventerà il nuovo tetto d’Italia, ma solo fino al completamento della sede di Sanpaolo, che a sua volta dovrebbe arrendersi di fronte ai 218 metri del “dritto” di Isozaki nel quartiere City-Life, il quale dovrebbe essere terminato, se tutto va bene, per il 2015.
Per ben quattro anni dunque (2011-2015) l’edificio più alto di Italia si troverà a Torino, e non in quella Milano che spesso ha fatto dei suoi grattacieli il simbolo del suo strapotere economico nella penisola. Voi cosa ne pensate? Ci tenete al fatto che Milano mantenga il suo primato italiano nel campo dei grattacieli, oppure ne fareste volentieri a meno?
Foto: Stuck in Customs, Flickr.
Ci sono poche certezze in Italia. Una è che domenica lo stivale si fermerà per la partita degli europei. Nel malaugurato caso vi trovaste a percorrere la strada durante la partita, magari su un mezzo pubblico, Atm ha pensato a voi. Domenica prossima sulle oltre 5000 paline e pensiline elettroniche che danno informazioni sul tempi di percorrenza comparirà anche una mini cronaca dell’incontro di calcio. Anche chi viaggia sui bus e in metro potrà essere aggiornato con una voce in diffusione che ogni 10′ manderà un audio-messaggio di aggiornamento.
Ma è in metro che il calciofilo sarà particolarmente coccolato: ogni sessanta secondi un riepilogo/bollettino di ciò che accade sul terreno di gioco e un’edizione straordinaria per le buone notizie. Contenti i dipendenti Atm in turno, contenti gli utenti che alla fatidica ora si troveranno sui mezzi pubblici, meno contenti quelli che “del calcio nun gliene po’ fregà de meno”. Per loro, bistrattati e ignorati, una piccola dedica.
Domani l’Italia si gioca la sua ultima possibilità di andare avanti agli europei. Mentre ci si organizza per il tifo di domani, c’è chi ha deciso di dedicare le sue capacità di artigiano alla nazionale azzurra. Qui sopra vedete un lavoro artistico della Bottega del Pane di Via Melzo. Speriamo porti bene…
Continua a leggere: Italia calcistica all'ultima spiaggia, il tifo a Milano
E’ ufficiale. Giancarlo Abete, presidente della Figc, ha annunciato che sarà proprio il nostro Meazza ad ospitare la prossima sfida contro i transalpini.
Impegno decisamente importante, Italia Francia potrebbe risultare l’incontro decisivo per le qualificazioni ad Euro 2008.
La partita si giocherà l’8 settembre… speriamo in bene…
Via | Uefa.com