“Dilettanti allo sbaraglio” li ha definiti il leader della Lega Bossi. A vedere che l’avvocato del listino di Formigoni si è presentato giovedì con 10 minuti di ritardo al Tar per consegnare il ricorso contro l’esclusione del listino del presidente dalla corsa al Pirellone, trovando il portone chiuso, viene da dargli ragione. Per fortuna del presidente uscente, il Celeste aveva deciso di presentare anche lui come persona interessata un ricorso al Tar. E il suo avvocato è stato puntuale.
Nonostante questo, alla fine i due ricorsi sono stati presentati. Secondo lo staff del Pdl è “tecnicamente impossibile” che il Tar si pronunci oggi, e anzi potrebbe volerci qualche giorno. Intanto, come promesso dal ministro della Difesa La Russa, si affilano le armi. Nel pomeriggio di giovedì alcuni candidati del Pdl sono in piazza per raccogliere firme di protesta, mentre su Facebook il Governatore invita gli amici a tempestare di fax il quirinale.
I ricorsi al Tar pongono due quesiti. In primis, la sospensiva: si chiede di sospendere la decisione presa dall’ufficio centrale della Corte d’Appello, possibilmente - per fare prima - “inaudita altera parte”. Cioè senza sentire l’altra parte, a meno che proprio non se ne possa fare a meno. In seconda battuta, si chiede di prendere in considerazione il merito della vicenda, riammettendo la lista sulla base della valutazione della commissione elettorale che l’aveva accettata, prendendo per buone le firme presentate.
Oggi o forse addirittura domani l’ufficio centrale della Corte d’Appello comunicherà se il controricorso della lista “Per la Lombardia” del presidente della Regione Roberto Formigoni ha le carte in regolare per la corsa al Pirellone. “Noi attendiamo fiduciosi - dichiara oggi su Repubblica e La Stampa il ministro della Difesa Ignazio La Russa, coordinatore regionale del Pdl - ma lo dico chiaro e tondo: non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Siamo pronti a tutto”. Già ieri il candidato del Pd Filippo Penati, ex presidente della Provincia, aveva commentato: “Formigoni è talmente tranquillo che ha sentito l’esigenza di far intervenire l’esercito”.
Lo staff del Governatore ha presentato il ricorso ieri verso le 13, e la Corte ha 48 ore di tempo per pronunciarsi. “Produciamo numerosissime sentenze che ci danno perfettamente ragione” ha tranquillizzato i suoi il Celeste, anche se Pdl e Lega (le cui liste decadrebbero in caso di “squalifica” di Formigoni) sono meno sereni. Di “dilettanti allo sbaraglio” ha addirittura parlato il leader lumbard Umbero Bossi.
Ieri inoltre i Radicali hanno rincarato la dose presentando altre due memorie alla Corte chiedendo anche la perizia calligrafica delle firme presentate a fronte di circostanze che “inducono a dubitare della stessa provenienza delle sottoscrizioni”. Secondo il leader della lista Bonino-Pannella Marco Cappato, escluso dalla corsa al Pirellone per non aver raccolto sufficienti firme, la lista “Per la Lombardia” avrebbe presentato certificati “rilasciati in data anteriore a quella dell’autenticazione del modulo”. E sempre secondo i Radicali ci sarebbero irregolarità riguardo alla data di chiusura delle liste regionali.