
Camminamenti, panchine, alberi, verde, chioschi… ok, ma l’acqua? Arriva nel 2011, ad aprile per l’esattezza e secondo il Comune. Parlo di Darsena, o meglio, del piano di riqualificazione della Darsena al vaglio in questi giorni dal Comune. Dopo gli anni e anni di degrado si potrebbe essere a una svolta per quanto riguarda una delle aree cittadine che più stanno a cuore ai milanesi. Saltato il contratto con Darsena Spa (tra le polemiche degli investitori) per la costruzione del famoso parcheggio delle polemiche, si procederà alla riqualificazione dell’area.
Il progetto del comune è chiaro: salvare quanto è rimasto di buono e ripartire da quello. Quindi sì al verde che è cresciuto spontaneamente in questi anni di incuria. Sarà sistemato, curato e arricchito dagli alberi - trenta - concessi gratuitamente dall’associazione Florovivaisti e sì ai ritrovamenti archeologici (del 1500) emersi durante l’inizio dei lavori per il parcheggio.
Pare proprio che la Darsena dopo sei anni di nulla torni (dovrebbe, parrebbe, incrociamo le dita) alla città nel ruolo di polmone verde e di relax tutta alberi, acqua (non prima di aprile 2011), chioschi e panchine. Bello, bellissimo, praticamente un sogno. Ci crediamo, ci credete?

Che cosa c’entra un’immagine del Pompidou su 02blog? C’entra, c’entra e vorrei sapere la vostra opinione al riguardo. Tutti noi sappiamo che dal cantiere dell’ex recinto della Fiera sorgeranno tre grattacieli destinati nel bene e nel male a diventare parte integrante della nostra città. Spesso invece si trascura una sorta di “cubo storto” che farà loro compagnia, non l’anno prossimo come diceva la Moratti ma prossimamente.
Il Consiglio di Stato (leggiamo sul Corriere di ieri) ha spianato anche le ultime resistenze al progetto di Libeskind e il suo “cubo” verrà realizzato. CityLife costruirà a proprie spese questa struttura ideata dall’architetto statunitense che nelle intenzioni ospiterà il nuovo polo milanese dedicato all’arte contemporanea (altre informazioni sulla genesi del progetto le trovate cliccando qui).
Continua a leggere: Via libera al Beaubourg milanese di Libeskind e adesso via ai lavori?

Galleria Vittorio Emanuele: da marzo i lavori del restauro atteso da anni. Era primavera 2008 quando la giunta approvò la delibera come vi segnalammo. Venerdì su Giornale e Corriere l’atteso annuncio, espresso dal sindaco Moratti il giorno prima. Con tre milioni e mezzo di euro Milano avrà una Galleria rinnovata in dieci mesi, dalla pavimentazione alla copertura. Nel particolare:
1 milione e mezzo di euro per il restauro dei mosaici e del pavimento nella sua totalità (da reperire da sponsor privati);
2 milioni di euro per la manutenzione straordinaria della copertura (già stanziati).
L’effetto dovrebbe essere simile a quello già visibile a tutti in Stazione Centrale: aumento della luminosità e pulizia generale. Il “salotto” di Milano attende questi lavori dall’ultimo restauro effettuato a metà Novecento. Cittadini e turisti a marzo 2011 passeggeranno sotto una Galleria Vittorio Emanuele “nuova”, e tale rimarrà per molto tempo, ci auguriamo.
Foto | Flickr

CIPE ed Expo 2015: finanziate le linee 4 e 5, Tangenziale Est Esterna e Pedemontana. La notizia l’ha data prima la Reuters stamattina ma è stato utile aspettare per capire cosa avevano deciso esattamente: i dettagli sono stati resi noti nel pomeriggio. Dunque, veloce riepilogo grazie al Sole 24 ORE e al Corriere:
Pedemontana – approvato progetto definitivo e via ai lavori da gennaio 2010.
Tangenziale Est Esterna Milanese – approvata la convenzione che avvierà la progettazione della nuova bretella autostradale del capoluogo.
Linee 4 e 5 – approvate .La linea 4, grazie alla soppressione della linea 6, riceve così i 500 milioni di euro – 400 secondo il Corriere – destinati appunto alla 6 e torna in gioco dopo i timori dei giorni scorsi, in tutto costerà 910 milioni. La linea 5, più economica perché quasi già fatta per metà, costerà 780 milioni.
Foto | Flickr

Linea 3 Comasina lavori in corso nel cantiere, aggiornamento tre mesi dopo l’ultimo post. Grazie al cielo i fondi per questa linea metropolitana non sembrano in discussione e la manovalanza lavora anche di sabato e domenica per garantire una fine lavori il più possibile vicina a quel dicembre 2010 promesso al comitato di quartiere. I binari sono lontani dall’essere posati ma visibili a occhio nudo sono i tracciati già pronti dove correranno i due treni, divisi da pilastri di cui si vedono le armature.
Le foto testimoniano i progressi del cantiere a distanza di novanta giorni dal nostro sopralluogo. Un sesto dello scavo è stato coperto sebbene manchino ancora i rivestimenti per l’impermeabilità della galleria che andranno a coprire il cemento armato di questa parte già conclusa. Fa un po’ impressione vedere la struttura del capolinea prendere forma più a nord, gli alloggiamenti delle scale d’accesso sono adesso ben visibili e approssimativamente gli ingressi saranno all’altezza di via Teano.
La viabilità in superficie rimane compromessa ma a conti fatti sembra che il cantiere abbia la precedenza su qualsiasi miglioramento a breve del traffico automobilistico, con buona pace di chi deve accedere alle autostrade o in Comasina.

Per una Linea 4 che non trova pace ce n’è un’altra che prosegue zitta zitta. Parliamo della Linea 5 che stando alle notizie riportate dal sito ufficiale è stata scavata per tutto il suo percorso da Garibaldi a Bignami. Ora resta “solo” da completare con la costruzione delle nove stazioni, la posa dei binari, ecc. ecc. L’assessore alla Mobilità Edoardo Croci ha affermato giusto una settimana fa, in occasione della fine dello scavo l’8 ottobre, che i primi treni viaggeranno a inizio 2011.
Rimane ancora un anno intero di lavori dunque per riportare alla normalità l’area interessata dai cantieri che hanno di fatto stravolto viale Zara e viale Fulvio Testi. A febbraio 2011 aprirà con tutta probabilità – a leggere le dichiarazioni ufficiali – la tratta Zara-Bignami mentre si dovrà attendere aprile 2012 per l’intera tratta Garibaldi-Bignami. La Linea 5 sarà però davvero completa solo con il suo prolungamento fino allo stadio Meazza e la tanto sospirata fermata di Monza Bettola.
Foto | Tunnelbuilder

Parte domani la ‘grande opera’ di ristrutturazione delle strade milanesi. Grande opera perché si parla di un investimento di 15 milioni di euro e circa 300 strade da sistemare. In parallelo verranno anche effettuati lavori su cartellonistica, parapetti, sottopassi, barriere e via dicendo.
Il lavoro più oneroso dovrebbe essere quello previsto sulla strada di accesso alle autostrade nord dove verrà posato materiale fonoassorbente. In ogni caso sul sito del Comune trovate tutto l’elenco delle vie interessate dai lavori e dei vari cantieri sparsi per la città.
Foto | Flickr

Settimana scorsa ho avuto il piacere di passare qualche giorno a Monaco di Baviera. Leggendo un po’ la stampa locale, mi sono imbattuto in questa notizia, riportata dall’Abendzeitung: “Radler bremsen die Autos auf”, ovvero “I ciclisti fermano le auto” (trovate l’articolo nella gallery).
Il governo della città ha infatti deciso di aumentare il numero di piste ciclabili (che per gli standard milanesi sono già tantissime), di allargare quelle esistenti e di creare nuove rastrelliere in tutta la città. A questo scopo, dovrà diminuire il numero di parcheggi disponibili per le auto.
E’ interessante confrontare questo piano con la vicenda – tutta milanese – del tira e molla sulle piste ciclabili nel centro storico. Promesse con insistenza da Croci e Moratti, ma contrastate dalla lobby pro-auto animata dagli altri assessori e dai commercianti, per il fatto che “sottrarrebbero spazio alle auto”.
Lo scorso settembre la vicenda si era conclusa, apparentemente, con la vittoria dei sostenitori delle due ruote. “Apparentemente” perché di lavori, nel frattempo, non se n’é vista l’ombra: il che farebbe pensare che sia stato invece l’ostruzionismo ad avere la meglio. Se fosse così sarebbe un vero peccato: anche perché le città europee a cui Milano ama paragonarsi, nel frattempo, sembrano non avere intenzione di restare con le mani in mano.
Foto | Flickr.
La telenovela di via Paolo Sarpi ha ogni giorno una nuova puntata: dopo l’incontro dell’altroieri con assessori, commercianti e rappresentanti della comunità cinese il vicesindaco Riccardo De Corato ha infatti dichiarato che si andrà avanti con la pedonalizzazione (con inizio lavori in autunno), nonostante il parere contrario dell’Associazione Liberi Esercenti Sarpi (ALES) e - ma forse era scontato - dei grossisti cinesi.
Sul fronte grossisti ci sono inoltre alcune novità che rischiano di turbare i sonni del vicesindaco: sembra infatti che molti di loro si stiano trasferendo nelle zone limitrofe a via Sarpi (via Messina, piazza Baiamonti, via Mondello), scatenando nuove proteste da parte dei residenti. De Corato ha promesso un’intensificazione dei controlli da parte della polizia locale e non ha escluso che in futuro la pedonalizzazione venga estesa. Come dire: siamo punto e a capo.
Sembra peraltro che i cinesi non intendano affatto abbandonare il loro angolo di Milano: secondo il rappresentante della comunità infatti la maggior parte dei grossisti pensa di restare, convertendo la propria attività in vendita al dettaglio. Uno smacco per il comune che - più o meno esplicitamente - aveva posto come obiettivo dell’intera operazione proprio la “cacciata dei cinesi”.
In mezzo a questo turbine di avvenimenti, abbiamo deciso di chiedere a voi, per una volta, un’opinione: come sarebbe la via Paolo Sarpi dei vostri sogni?

Periodo di grandi cambiamenti per il trasporto pubblico milanese: dopo la piccola rivoluzione nelle linee del nord Milano della settimana scorsa e la chiusura serale della tratta Pagano-Bisceglie della M1, ATM annuncia infatti modificazioni di percorso per la linea 69.
A partire da oggi e per circa 2 mesi infatti la linea che collega Molino Dorino a Piazza Firenze modificherà il percorso delle corse dirette a San Leonardo per permettere lavori in via Appennini (che non sarà più percorsa). Dopo il salto trovate tutti i dettagli, mentre qua sotto uno screenshot di GoogleMaps per aiutarvi nell’orientamento.
Continua a leggere: Modificazioni di percorso per la linea di bus 69