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Tutti gli articoli con tag lavoro

Disagio psicologico per 37mila precari. Ma anche gli psicologi sono precari

pubblicato da Silvio Gulizia

milano ordine psicologiCome affrontare il disagio psicologico creato dal lavoro precario se anche il tuo psicologo è precario? È l’inquientante interrogativo che pone l’Ordine degli Psicologi della Lombardia a fronte dei 100 psicologi precari in servizio all’Asl di Milano, una città in cui a soffrire di problemi connessi al contratto di lavoro sono circa 37 mila persone su 47 mila precari, secondo la stima dell’Ordine. E dove uno psicologo su cinque è precario lui stesso.

“Continuare a far lavorare in modo precario gli psicologi – denuncia l’Ordine – significa mettere a forte rischio i servizi socio-sanitari con funzione di prevenzione e cura psicologica sul territorio cittadino e limita fortemente l’assistenza a minori e famiglie e gli interventi per i casi di dipendenze e nei penitenziari”. E il presidente Mauro Grimoldi sottolinea: “La maggior parte degli psicologi sotto i 45 anni, che sono il 67%, non ha un lavoro stabile”.

Ma quali sono i sintomi del disagio da precario? Stress, ansia, insonnia, disistima e, in molti casi, conseguente depressione a causa del timore di perdere il lavoro, spiega l’Ordine. Che per ovviare a tutto ciò sta cercando di coinvolgere le istituzioni nel creare la figura dello “psicologo aziendale”.

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In Lombardia in un anno persi 100 mila posti di lavoro

pubblicato da Trab



Ci siamo bruciati 100 posti di lavoro, nella regione più produttiva d’Italia. Questo da ottobre 2008 ad ottobre 2009. Un altro indicatore è il tasso di disoccupazione passato da 3,2 a 5,2 in un anno. Ripartiti equamente tra dipendenti e autonomi, i settori più colpiti sono l’industria e i servizi con, rispettivamente, 39 mila e 61 mila addetti in meno. Sono numeri che preoccupano e che fanno riflettere sullo stato di salute della nostra economia.

Agitare lo spauracchio della crisi vi sembra irresponsabile? Ditelo agli 800 operatori del call center Omnia, da tempo in mobilitazione (ieri una delegazione ha incontrato l’assessore al lavoro del pirellone). E ancora gli operai della Novaceta a Magenta, e gli operai della Maflow, di Trezzano, la cui voce si leva nel blog dal titolo eloquente Vogliamo continuare a lavorare alla Maflow. Solo per citare i più recenti.

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Saviano scuote l'orgoglio leghista:"è la più grande città del sud d'Italia"

pubblicato da Trab



“Ma va a ciapa’ i ratt’”. Così il vice ministro della Lega Nord, Roberto Castelli saluta il diploma di secondo livello in comunicazione e didattica dell’arte honoris causa conferito dall’Accademia di Brera allo scrittore Roberto Saviano. “Vai a perdere tempo altrove” dovrebbe suonare - in italiano - l’invito. Saviano, dedicando ai meridionali di Milano il diploma Honoris causa, ha affermato che “Milano è la più grande città del sud d’Italia”, e che “i meridionali nel corso degli anni hanno contribuito a far crescere la produttività”. Oggi, il maggior contributo alla crescita della città spetta invece agli extracomunitari.

Secondo un vecchio rapporto dell’Arl (Agenzia regionale del lavoro) su “Gli immigrati imprenditori” e il loro radicamento sul territorio, presentato nel 2006, la Lombardia è prima a livello nazionale, seguita da Emilia Romagna, Toscana e Piemonte. A Milano su 18.464 imprese , il 9,1 % sono di extracomunitari. Non può essere, allora, riconosciuto torto a Saviano quando sentendo “frasi di esponenti politici che invitano il cardinale Tettamanzi a occuparsi di più dei milanesi” pensa “che forse non sanno chi sono veramente i milanesi”. Una pratica - conclude Saviano - “prima che miope, ignorante”.

Controllori Atm in borghese per contrastare i portoghesi

pubblicato da Trab

Dopo la valanga di commenti lasciati sul post che avevo scritto sui bigliettai di istanza sui bus capitolini, il dibattito è destinato ad infervorarsi. Linea dura di Atm: sui bus e tram stanno arrivando i controllori in borghese. Parte del nucleo “attività supporto clienti”, 180 prodi, si è già tolto la divisa ed è al lavoro in questi giorni, per una sorta di sperimentazione.

In borghese, salgono un po’ di fermate prima, individuano il trasgressore e lo multano, oppure lo segnalano ai colleghi in divisa più avanti. D’ora in poi dunque se sentite dirvi “biglietto prego” da qualcuno sul tram non vi spaventate ed esibite il documento di viaggio. Di sicuro non è consigliabile fare come Aldo nello sketch di Tre Uomini e una gamba.

I City Angels si costituiscono cooperativa sociale per superare l'assistenzialismo e offrire lavoro agli emarginati

pubblicato da Trab

city angels

Sempre stati virtuosi i City Angels e questa nuova iniziativa è davvero meritevole. Nasce la cooperativa sociale City Angels Service: una cooperativa sociale di tipo B, imprese che, a differenza di quelle con fine di lucro, nascono con lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità. “E’ la logica evoluzione della nostra attività umanitaria come City Angels - spiega il fondatore, Mario Furlan. - Con gli Angels aiutiamo gli emarginati: senzatetto, sbandati, disperati, immigrati in difficoltà. Con la Cooperativa vogliamo offrire formazione e lavoro a quelli di loro che dimostrano serietà e impegno a cambiare vita. In modo da prospettare loro un futuro migliore aiutandoli a inserirsi nel mondo del lavoro”. Una bella iniziativa che punta a superare il semplice assistenzialismo.

La Cooperativa inizierà la sua attività con settembre, ma è già stata formalmente costituita. Offrirà ai clienti servizi che spaziano dalla vigilanza non armata ai servizi di pulizia e manutenzione (idrauliche, elettriche, di gas), da sgomberi e traslochi al giardinaggio, dai lavori di restauro (Lavori di muratura, tinteggiatura e restauro) al volantinaggio e al dog sitting. Per informazioni o un preventivo, senza alcun impegno, il numero 02 26809435. O una mail a cooperativa@cityangels.it

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Atm - Verso l'assunzione di personale non italiano?

pubblicato da carloprevosti

Atm elettricista

Non si sono ancora placate le polemiche nei confronti delle dichiarazioni di alcuni esponenti della Lega sull’opportunità di realizzare vagoni dei mezzi dell’Atm che un altro tema legato al mondo degli stranieri ritorna agli onori della cronaca. Questa volta il protagonista della vicenda è un ragazzo di nome Mohamed che vorrebbe fare l’elettricista ma che per le sue origini marocchine non può diventa una notizia di rilievo.

Un regio decreto risalente al 1931 infatti nega la possibilità a persone non italiane, o europee, di lavorare per i Trasporti Milanesi. Una legge antica, antiquata e profondamente discriminatoria, scritta nel pieno del regime fascista ed espressione di una politica che ha fatto il suo tempo.

Il sogno di Mohamed però potrebbe sembrare una stramba idea, ma è la dimostrazione che a fronte di quel mondo extracomunitario “cattivo” che qualcuno ostenta particolarmente negli ultimi tempi, esiste una maggioranza silenziosa di lavoratori e di ragazzi che semplicemente vorrebbero lavorare ma si trovano ostacolati da leggi antiquate. Questa volta però Mohamed ha fatto ricorso al Tribunale del lavoro e le prime reazioni dell’azienda sembrerebbero favorevoli, lo stesso Elio Catania ha definito il Regio Decreto come superato e antistorico.

Foto | Mondotram

Le ex centraliniste dell'ospedale di Legnano danno vita a Telefono precario

pubblicato da Chikatetsu


La vicenda aveva fatto scalpore. L’agosto scorso lavoravano per il call center dell’ospedale di Legnano, erano state licenziate e, provocatoriamente, si erano messe all’asta su YouTube.

Oggi fanno di necessità virtù e, col supporto di RdB-CUB, danno vita a Telefono Precario. Un call center a disposizione di chiunque voglia trovare appoggio legale, informazioni di qualsiasi tipo relative alle situazioni contrattuali esistenti e ovviamente, il telefono precario si pone anche come punto di contatto tra le varie realtà per organizzare scioperi o mobilitazioni.

Le centraliniste sono affiancate da legali ed esperti di RdB-CUB, a breve dovrebbe partire anche una chat per mettere in relazione i precari tra di loro, vale il vecchio motto che l’unione fa la forza.

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Dote Lavoro - Come funziona lo sportello anti-crisi

pubblicato da carloprevosti

Dote LavoroLa crisi si fa sentire, sono in tanti ad avere problemi di lavoro (sia chi lo ha perso, sia chi non riesce a rovarlo). In città esiste però qualche opportunità per ottenere un aiuto concreto, in particolare dalla Regione Lombardia attraverso il progetto Dote Lavoro. Vediamo come funziona.

Chi cerca lavoro può ottenere dei sostegni economici, corsi di formazione e servizi di inserimento lavorativo: il servizio si rivolge a disoccupati, lavoratori in mobilità e in cassa di integrazione. Il progetto mira a fornire un supporto per la ricerca di occupazione e un accompagnamento della persona verso il reinserimento lavorativo o la riqualificazione professionale anche attraverso servizi di formazione professionale.

Il percorso di Dote Lavoro, diciamolo pure, non è semplicissimo. Al primo colloquio ne seguono altri due per valutare le problematiche di ciascun caso. Si passa a una fase successiva di definizione del percorso che la persona deve seguire attraverso la redazione di un Piano di Intervento Personalizzato. Seguirà un bilancio delle competenze, che valuterà le effettive possibilità per raggiungere l’obiettivo di ciascun candidato. Il passo successivo affiancherà momenti di tutoring orientativo, per saper scegliere dove collocarsi, allo scouting aziendale per individuare realtà che richiedono certe tipologie professionali. Inoltre è possibile chiedere un supporto legato a progetti di auto imprenditorialità.

A vederla in questo modo sembra un percorso lungo e abbastanza tortuoso, ma raggiungere la meta significa poter ottenere una Dote massima di 6000 €, divisi a metà per l’acquisizione di servizi e altrettanti come indennità di partecipazioni. C’è di che rimboccarsi le maniche e mettersi a lavorare.

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Atm 1000 assunzioni in vista ma pochi candidati

pubblicato da Chikatetsu


Scopro oggi leggendo le pagine milanesi del Corriere della Sera, che nessuno vuole fare il tramviere o il conducente d’autobus, anche in tempo di crisi. Ci sono 1000 posti, dice Catania il presidente di ATM, ma le domande utili per il concorso sono solo qualche centinaio.

Quelli che hanno i requisiti sono meno di quelli che servirebbero. E molti di quelli che hanno i requisiti arrivano dal sud dice Catania. Una soluzione ci sarebbe, prosegue il presidente dell’ATM, abolire o modificare un regio decreto del ‘31 che impedisce agli stranieri di condurre autombus e tram.

In effetti, sembra un po’ folle come regolamento, soprattutto in una società ormai multietnica, o presunta tale, come la nostra.

Foto | Flickr

"Lavori Forzati" per l'Expo 2015: detenuti nei cantieri

pubblicato da Trab



Si, lo so, è fuorviante parlare, in Italia, di “lavori forzati”. In Cina si chiamano Laogai, costruiscono dighe e ponti, un costume non particolarmente simpatico ad Amnesty. Da noi, fortunatamente, è tutta un’altra musica: li chiamano lavori di reinserimento sociale. I dati parlano chiaro: fare sentire i detenuti utili, socialmente utili, aiuta a evitare che, una volta usciti dal carcere, riprendano a commettere reati.

Avevamo toccato l’argomento a suo tempo, quando la proposta di occupare i carcerati nei lavori dell’Expo 20015 scosse l’etere. A distanza di 10 mesi il protocollo d’intesa è stato firmato oggi a Palazzo Marino tra Comune e Provveditorato regionale all’amministrazione penitenziaria. Da 200 a 400 le persone che saranno impiegate nei lavori per l’Expo, coloro che sono sottoposti a misure alternative alla detenzione (il 29% di chi vive oltre alle sbarre è già occupato). Se volete farvi un’idea dei lavori che i carcerati intraprendono al di fuori del carcere vi rimando alle pagine de Il Due, il net magazine di San Vittore.

Resta da capire i luoghi di lavoro designati; ovviamente si parlava di cantieri delle grandi opere ma anche l’accoglienza di operatori e turisti. Voi che ne pensate? Giusto far lavorare i detenuti nei cantieri in vista dell’Expo 2015?