
Non sono un gran simpatizzante del Milan, ma l’idea di vedere Marco Van Basten sulla panchina della squadra rossonera devo ammettere che aveva stuzzicato la mia (poco fervida) fantasia da tifoso non proprio esagitato. Pensate cosa deve aver pensato il più fanatico dei tifosi dei Diavoli, ma questo matrimonio non non s’ha da fare, anche se non siamo su quel ramo del lago di Como.
La motivazione è sempre la stessa, quella caviglia malandata che ha costretto Van Basten a lasciare il calcio a soli 28 anni, con grande amarezza del pubblico rossonero. La motivazione ufficiale è proprio questa, non è possibile prendere un impegno così gravoso con un problema irrisolto del genere (se volete approfondire vi segnalo il post di Calcioblog).
Un segnale che ribadisce l’estrema serietà di un calciatore che nei suoi tempi d’oro non aveva certo fatto parlare di sé per i suoi flirt con veline, per le sue bravate notturne o per le foto intime con i compagni di squadra (gossip sportivo di cui si nutre la stampa e la televisione, di cui non faccio fatica a dire che si farebbe volentieri a meno).
Continua a leggere: Marco Van Basten delude i rossoneri, niente Milan per colpa di una caviglia?

Quello del Botellon è ormai un rituale consolidato per le primavere milanesi, e la piazza di fronte al Politecnico è il suo luogo di svolgimento per eccellenza. Sarà per questo che i soliti anonimi promotori su Facebook hanno deciso di intitolare il primo party alcoolico open air del 2010 “Bentornata Primavera“.
L’evento è previsto per la notte di sabato 17 aprile, sperando che il lungo inverno di quest’anno abbia per quella data ceduto il passo davvero alla bella stagione. A chi obbietta che un botellon è già in cantiere per il successivo sabato 24, in piazza dell’Ateneo Nuovo in Bicocca (come già accaduto l’anno scorso), gli organizzatori rispondono che c’è
una differenza sostanziale nello spirito con cui questa idea viene portata avanti. Questo botellon è fatto per portare una ventata di freschezza in città, non vuole solo essere l’occasione di portare della gente a ritrovarsi in una piazza ma vuole essere uno spunto di riflessione per farci sentirci di nuovo padrone della nostra città
Continua a leggere: Botellon piazza Leonardo da Vinci 17 aprile: tutte le informazioni

Cenacolo, tutto esaurito durante i fine settimana natalizi, consigli per visitarlo e su come prenotare. Il Cenacolo vinciano presso Santa Maria delle Grazie è un’attrazione indiscutibile della nostra città. Richiama talmente tante persone da essere quasi impossibile da visitare (la prenotazione è obbligatoria come potete leggere in questo post di Giulio che propone anche un’alternativa al Cenacolo ufficiale). I fine settimana di dicembre sono già al completo e rimangono una decina di giorni infrasettimanali per questo mese. Riportiamo però un’utile segnalazione di un nostro utente:
“[…] Capita spesso che qualcuno che aveva prenotato non si presenti, quindi se avete pazienza di aspettare un po’ (nel mio caso due turni, una mezz’ora) prima o poi ce la farete senza dover aspettare [mesi]”.
Ringraziamo Mario per la sua dritta e speriamo che abbiate anche voi abbastanza perseveranza e fortuna per poter vedere il “L’Ultima cena” di Leonardo durante queste feste natalizie. Il sito dove acquistare i biglietti lo raggiungete a questo indirizzo: www.vivaticket.it.
Foto | Davide Oliva by Flickr

Tutti in coda: a Palazzo Marino arriva il San Giovanni Battista di Leonardo. L’unica volta che l’ho visto era al Louvre il San Giovanni; è conservato di solito a Parigi questo quadro del genio di Vinci, probabilmente l’ultimo che il pittore dipinse. L’olio rimase al re di Francia, di cui Leonardo era ospite, quando morì nel 1519. A differenza della Gioconda nessuno ha mai pensato di rubarlo per riportarcelo e anzi risale al 1939 la sola altra trasferta italiana, anche allora a Milano.
Da oggi al 27 dicembre tutti in coda fuori da Palazzo Marino, un’altra occasione unica per ammirare un capolavoro della storia dell’arte. L’anno scorso l’esposizione della Conversione di Saulo fu un vero successo di pubblico e una gioia per gli occhi, questa non sarà da meno. La statua di Leonardo darà le spalle al suo dipinto ma forse i visitatori saranno talmente tanti che persino lui riuscirà a vederli. L’ingresso è gratuito.
Orari di apertura al pubblico:
tutti i giorni dalle ore 11.00 alle 19.30
giovedì e sabato dalle ore 11.00 alle 22.30
24 dicembre chiusura alle ore 18.00
(l’ultimo ingresso è mezzora prima della chiusura)
Foto | Flickr

E’ la statua equestre più grande del mondo, progettata da Leonardo da Vinci e realizzata solo secoli dopo grazie alla testardaggine di un miliardario americano, che la dona a Milano nel 1999. La giunta Albertini non trova di meglio che collocarla all’Ippodromo dove giace da allora, sconosciuta alla maggior parte dei milanesi e visitata solo da qualche turista disposto a farsi la scarpinata da P.le Lotto.
Nel corso degli anni sono state proposte innumerevoli nuove collocazioni per l’opera: San Vittore, Cadorna, la Stazione Centrale, perfino Malpensa. L’ultima proposta, ormai più di un anno fa, prevedeva di mettere il mastodontico cavallo poco fuori dal Castello Sforzesco, nel Parco Sempione.
Ora la giunta cambia di nuovo idea e annuncia che il Cavallo verrà spostato in via Melzi D’Eril, a pochi metri dall’Arco della Pace: l’operazione fa parte del progetto di riqualificazione di Corso Sempione dell’architetto portoghese Alvaro Siza, tra le opere previste per l’Expo 2015. Nelle intenzioni il viale dovrebbe essere trasformato in un equivalente delle Ramblas o degli Champs- Elysées. Che dite, per il Cavallo di Leonardo sarà la volta buona?
Foto: oibaf_oi, Flickr
Dannunziano come se fosse in volo su Fiume, Vittorio Sgarbi ieri si è dimesso dalla carica di Assessore: ed oggi aggiunge carne al fuoco, vero ben di Dio in una stagione povera di notizie come quella estiva:
La Moratti non è stata neanche capace di amministrare il mio licenziamento, figuriamoci come potrà amministrare l’Expo 2015
Il nostro è così, non ci si può fare niente: cosa aspettarsi d’altronde dall’uomo che definì il Cenacolo una cagata di affresco, e Leonardo, uno che in fondo avrebbe anche potuto fare altro nella vita, piuttosto che fornire tragiche ispirazioni a Dan Brown a secoli di distanza? Infine, abbiamo poco da stare tranquilli, visto che prevede di tornare, tra l’altro già l’anno prossimo, magari con una poltrona in Provincia. Ecco come chiosa con la consueta umiltà:
E io torno, al minimo come Assessore alla Cultura, oppure come Presidente di Palazzo Isimbardi
Foto | Nerovivo’s, Flickr

Malgrado non abbiate apprezzato la puntata precedente dedicata a viale Zara, ho deciso di sbattermene e continuare con le mie esplorazioni a caso per la città in cui viviamo. In fondo, perseverare è diabolico, e va bene così. Questa volta ci spostiamo, e dalla zona nord della metropoli che crediamo globale ma è più provincia di Albano Laziale, e ho fatto pure rima, finiamo oltre Loreto. Stavolta si passa dalle parti di Lambrate e dintorni, buona lettura.
Proprio l’altro giorno si parlava del fatto che l’Ultima Cena di Leonardo fosse dipinta “male”. Come noto, Leonardo non poteva utilizzare la tecnica dell’affresco per via dei propri tempi di realizzazione. Utilizzò una tempera grassa, un’emulsione di olii siccativi e sostanze proteiche, determinando fin da subito il degrado dell’opera.
Se vedere dal vivo il Cenacolo, rimane un’emozione straordinaria, ecco che la tecnologia ed il web ci vengono incontro. Come segnalato a suo tempo da Downloadblog, è disponibile online una incredibile immagine a ben 6 miliardi di pixel.
E’ una di quelle cose di cui ho sempre sentito parlare e che non ho mai avuto occasione di vedere. La sua collocazione, all’interno dell’Ippodromo del galoppo di San Siro, di certo non favorisce la sua visibilità da parte di tutti.
Il famoso “Cavallo di Leonardo” dovrebbe (finalmente?) traslocare presto dalla sua sede attuale ai giardini del castello Sforzesco. La proposta è di posizionare l’imponente statua bronzea nei giardini esterni del Castello, in particolare nell’area adiacente al fossato, nei giardini posteriori che danno su viale Gadio.
Dare alla statua una sede più prestigiosa e visibile è la volontà dell’iniziativa, che mette d’accordo tutti, compreso l’assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi.