
Lo sviluppo urbano di Milano non occupa una superficie sterminata, anzi i luoghi di maggiore interesse per un turista che visita la città permette di visitarla in modo soddisfacente anche in una sola giornata. Saranno ventiquattro ore intense però, quelle della seconda puntata della nostra nuova rubrica. Come fare a godere il meglio di Milano in un solo giorno? Cosa fare? Dove andare? Dove fermarci a dormire? Ecco il nostro, sempre opinabile e commentabile, vademecum per non perderci nella ragnatela milanese.
Si tratta della scelta è ovviamente soggettiva, contestabile, ma schietta e sincera. Vogliamo darvi dei suggerimenti. Una specie di agenda delle cose da vedere (e da evitare): una lista dei posti imperdibili. Cosa fare a Roma in quattro, otto, ventiquattro ore. O in un week-end.
Stavolta vi proponiamo dei consigli per un intera giornata: ventiquattro ore. Prendete nota: pronti? Via.
Continua a leggere: Metropoli Espresso. Cosa fare a Milano in 24 ore.
Il colpo di coda di Edoardo Croci, prima del suo trasferimento ad altri compiti, è pronto: un progetto per pedonalizzare 9 zone, una una mappa dettagliata e precisa: navigli, Sarpi, quadrilatero (Borgospesso e via Spiga, Montenapo in un secondo momento), università e altre zone a “forte domanda pedonale”. Quartieri per lo shopping, università e tutti quei luoghi di carattere monumentale o culturale.
Il campus Bocconi è già un progetto avviato, l’area intorno a via Sraffa sarà isola pedonale. Progetto del tutto analogo in piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico. Poi ci sono i quartieri della cultura. A Brera il via all’isola è questione di settimane, ma anche nella zona davanti alla biblioteca Ambrosiana c’è un antico progetto che presto uscirà dai cassetti. Dai Navigli a via Sarpi fino al quadrilatero il dibattito è aperto da anni, ma l’intenzione ora è di cominciare da via Borgospesso con il desiderio di straripare anche in Montenapoleone.
E ancora quartieri dove il traffico sarà fortemente ridotto, con dissuasori, limiti di velocità, sensi unici alternati. Una piccola rivoluzione che renderebbe la città innegabilmente più vivibile. “Più salute, più qualità della vita e anche più affari”. In Consiglio parlano anche di pedonalizzazione flessibile: chiusura al traffico di notte (in Montenapoleone) o durante i giorni festivi (B. Aires).
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Molti dei nostri lettori più affezionati non amano quando facciamo quiz di milanesità basati su foto di scritte sui muri. Probabilmente troveranno inopportuno anche quello di oggi, allora, che vede come protagonista una sagoma gialla tracciata sul marciapiede.
Una silhouette infantile, comparsa da qualche settimana, che risulterebbe irriconoscibile se non fosse per il cappello, la stella e (soprattutto) il nome che l’autore si è premurato di scrivere a fianco: Che Guevara.
Poco lontano si può trovare un’altra sagoma gialla, che dovrebbe rappresentare (sempre con molta fantasia) niente meno che Leonardo Da Vinci. Ma ora basta con gli indizi: dove si trovano queste sagome?
Le temperature ancora (quasi) estive di questo inizio ottobre consentono lo svolgersi anche in questo periodo di uno dei nuovi riti della vita notturna milanese: stiamo parlando, ovviamente del Botellon, importazione spagnola a base di alcol, gioventù e spazi pubblici.
Leggo sulle pagine milanesi de La Repubblica di ieri che il vice-sindaco De Corato, dopo un ultimo raduno di 600 giovani in Piazza Leonardo, ne avrebbe proposto - avendo forse constatato l’impossibilità di contrastare il fenomeno con le maniere forti - lo “spostamento” nelle aree meno residenziali del centro:
“Cambiate indirizzo al botellon, spostatelo nelle piazze centrali dove si concentrano gli uffici per non dare fastidio a chi vuole dormire”: Palazzo Marino lancia un appello ai ragazzi che organizzano il maxi raduno periodico in piazza Leonardo Da Vinci. (..) Ma quali sono queste aree? Almeno quattro le ipotesi: piazza Affari, via Dante, piazza Cordusio, fino a Piazza Duomo
In realtà, se ci si pensa bene, la proposta di De Corato (che il vice-sindaco aveva lanciato già qualche mese fa) si rivela essere poco più di una boutade: perchè? La risposta dopo il salto.
Continua a leggere: Botellon in centro a Milano: quanto è realistico il progetto di De Corato?

Uno splendido segno di una città che, nonostante tutto, prova ad essere multietnica. L’altro giorno, mentre ero in Via Paolo Sarpi, vicino all’incrocio con Via Montebello, ho incrociato questo incredibile Uomo Vitruviano in salsa orientale.
Una riproduzione del disegno di Leonardo, che anziché avere al centro una classica figura occidentale, ritrae Bruce Lee, o qualcuno che gli assomiglia molto, con tanto di pantaloni da Kung Fu e una posa che, con un po’ d’immaginazione, ricorda le movenze dell’attore di Hong Kong durante la preparazione ad uno dei tanti combattimenti che lo hanno visto protagonista.
Un simbolo dell’occidente, l’Uomo Vitruviano, archetipo di perfezione, che si fonde con il più noto volto dell’immaginario pop orientale e con il Kung Fu, disciplina mentale e fisica che dovrebbe portare alla totale armonia di corpo e mente.

Io a Sgarbi voglio costruire un monumento, dedicare un sonetto, voglio scrivere una intera Bhagavad Gita* sulle sue gesta. L’ultima è la seguente:
«Non dovrei dirlo alla Moratti perché non vorrei che si scandalizzasse, ma il più grande pittore di Milano era un finocchio»
Il nostro in occasione della presentazione della Cena di Emmaus, dipinto di Giovanni Agostino da Lodi che rimarrà esposto fino al 25 settembre a Palazzo Reale, ha tirato di nuovo in ballo i pettegolezzi sulla presunta omosessualità di Leonardo da Vinci. Il vulcanico attuale sindaco di Salemi ha poi precisato di sentirsi ancora, formalmente, Assessore a Milano. E che non vorrebbe urtare la sensibilità della Sindachessa: oh cielo, tutto, ma non urtare la sensibilità della Moratti. Un genio del male.
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*E’ il testo sacro dell’induismo contenuto all’interno del Mahabharata: settecento versi suddivisi in diciotto canti.

E’ la statua equestre più grande del mondo, progettata da Leonardo da Vinci e realizzata solo secoli dopo grazie alla testardaggine di un miliardario americano, che la dona a Milano nel 1999. La giunta Albertini non trova di meglio che collocarla all’Ippodromo dove giace da allora, sconosciuta alla maggior parte dei milanesi e visitata solo da qualche turista disposto a farsi la scarpinata da P.le Lotto.
Nel corso degli anni sono state proposte innumerevoli nuove collocazioni per l’opera: San Vittore, Cadorna, la Stazione Centrale, perfino Malpensa. L’ultima proposta, ormai più di un anno fa, prevedeva di mettere il mastodontico cavallo poco fuori dal Castello Sforzesco, nel Parco Sempione.
Ora la giunta cambia di nuovo idea e annuncia che il Cavallo verrà spostato in via Melzi D’Eril, a pochi metri dall’Arco della Pace: l’operazione fa parte del progetto di riqualificazione di Corso Sempione dell’architetto portoghese Alvaro Siza, tra le opere previste per l’Expo 2015. Nelle intenzioni il viale dovrebbe essere trasformato in un equivalente delle Ramblas o degli Champs- Elysées. Che dite, per il Cavallo di Leonardo sarà la volta buona?
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Dal 7 al 9 febbraio Milano riscopre il carnevale, pare che Palazzo Marino abbia deciso di rinforzare la ‘tradizione’ carnescialesca milanese per attirare turisti anche durante il periodo di carnevale. In ogni caso, il tema di quest’anno sarà Leonardo da Vinci. L’assessore al turismo Massimiliano Orsatti ha così commentato le scelte per quest’anno:
“Il tema di Leonardo, che segue quello del futurismo che ispirò la passata edizione del Carnevale, consente alla città di coniugare il divertimento tipico del Carnevale con momenti di conoscenza di tratti importanti della storia di Milano e dei personaggi che l’hanno resa grande. Un divertimento consapevole perché Milano intende entrare, grazie a questa ricca programmazione nel circuito dei principali carnevali italiani e internazionali, coinvolgendo i milanesi e i tanti turisti che sempre più scelgono Milano quale meta delle loro vacanze”.
Da oggi inoltre sarà funzionante la fabbrica dei coriandoli in Via Mercanti, una struttura dall’apparenza leonardesca che trasformerà vecchi giornali e riviste in coriandoli da regalare a tutti i bambini che li vorranno. Maledetti coriandoli, aggiungo io. In ogni caso sul sito del comune trovate tutto.
Vi segnalo l’evento più consistente, ovvero la parata con i carri allegorici che, dopo due anni di assenza, si svolgerà sabato 9, dalle ore 15. Il percorso sarà questo: partenza dai Giardini di via Palestro, c.so Venezia, p.za San Babila, c.so Vittorio Emanuele e conclusione in Piazza Duomo verso le ore 17.30.